a raccontare le storie

Ieri sera Piattini ha vissuto uno dei suoi rari momenti di mondanità.
L’amica M., che lei immaginava dispersa nelle brume di qualche città nordica, e che in realtà vive a Roma da due anni, l’ha ritrovata grazie al blog e l’ha invitata ad una serata di racconti e antipasti.
“Racconti e antipasti” ha pensato Piattini con la bava alla bocca “ non posso perdermela!”
Per cui la sera, scaricati i pargoli a casa dei nonni, si è fatta forza per non sprofondare nel divano in preda alla catalessi e ha cominciato l’opera di vestizione.
“Sto’ blog è proprio una forza” si è detta mentre rovistava nell’armadio alla disperata ricerca di qualcosa che ancora le entrasse “mi ha fatto rincontrare M ed A, che non sentivo da tempo, mi tiene in comunicazione con l’amica B e mi ha fatto conoscere un sacco di bloggheresse cazzutissime. Se solo sapessi cosa mettermi, potrei quasi essere felice”
Dopo vari tentativi ha optato per i suoi fedeli pantaloni di lino nero e una tunica chiccosissima e copriciccia che l’hanno fatta quasi sembrare normale. Solo di profilo era evidente il didietro africano, ma lei ha pensato che in fondo una citazione etno nell’insieme ci stava bene ed è uscita da casa a testa alta, per rientrare subito dopo alla disperata ricerca di un ombrello.
La serata era all’aperto, in un vivaio del quartiere Nemorense. E lì, malgrado la pioggia e la presenza di Bush nella capitale, una settantina di adulti consenzienti si erano dati appuntamento tra le piante e i profumi estivi per ascoltare delle storie. Le orecchie di Piattini, che è una uditodipendente, hanno avuto orgasmi multipli. Storie di Salinger, di Sylvia Plath e di Linda Quilt, che da tempo avrebbe voluto leggere, l’hanno incantata, e l’audacia dei raccontatori (un po’ attori, un po’ no) e le loro incertezze le hanno dato il brivido ulteriore dell’emozione di chi ripassa a memoria le parole prima di dirle, e trema di esporsi davanti a un pubblico.
Insomma le è piaciuto
E stanotte la testa di Piattini era piena di storie belle, brutte, lunghe e corte. Ma non solo quelle raccontate dagli attori. In tutta la giornata Piattini, senza rendersene conto, aveva raccolto per strada altre storie. Il parrucchiere, che di fronte allo sguardo audace di una cliente si era lasciato andare a una confidenza sulle sue storie di letto. L’amica M che le ha aperto uno spiraglio sugli amori adulti, quelli che arrivano con un carico di tesori e relitti dalle navigazioni precedenti. Il tassista che le ha confidato l’amore non corrisposto per la propria moglie.
“Eh le donne, le donne” ha detto il tassista “ci pensi signora a quello che le ho detto”.
E Piattini ci ha pensato, anche senza volerlo.
Una strana malinconia le è presa che è durata tutto il giorno. Fino a quando ha capito che era una mancanza la sua. La mancanza, in questo correre di bambini e preoccupazioni quotidiane, del tempo del desiderio. Un’assenza dolorante, una nostalgia feroce.
Torna presto High, Piattini queste lunghe distanze non le sopporta proprio.

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17 Responses to “a raccontare le storie”

  • Gruppo DIRE says:

    Già che ci siamo, possiamo anche suggerire, a chi ne avesse voglia, di partecipare al prossimo appuntamento antipastico-letterario, che si rinnova mercoledì prossimo (qui i dettagli: < HREF="http://www.tempodiesposizione.it" REL="nofollow"/>).

  • piattinicinesi says:

    @gruppo direspero che le bloggheresse i lettori romani verranno numerosi!

  • piattinicinesi says:

    scusate, volevo dire le bloggheresse e i lettori romani, ma avevo un power ranger nell’orecchio

  • mammaepoi says:

    ma che carina che sei…

  • ncesca says:

    ci provo…(cmq, 3anni in amministrazione, 4 da assistente ai programmi per Explora (rai edu) e Occhio alla Spesa (rai1), dove dovrei riprendere a settembre. Tu?) -ncesca

  • alleg67 says:

    sei un tesoro!!in tutti i sensi!!

  • zauberei says:

    eh si il blog fa conoscere un sacco di perosne, perchè si creano come delle isolette di affini ecco. :) Mi piacerebbe venire alla lettura:) ma il tasso di casini di vesto mercoledi è micidiale. Ma ci si prova!

  • piattinicinesi says:

    @mammaepoi dico solo verità!@ncesca rainews 24@alleg anche tu@zauber carino questo delle isolette di affini :) )@ tutti io mi sono lanciata dicendo che sarei andata, spero di non avere contrattempi. comunque se qualcuno ha intenzione di andare magari mi manda una mail con descrizione dettagliata altrimenti non vi riconosco (io vabbé è facile, basta cercare il sedere africano)

  • MAQ says:

    sui rapporti con i mariti… ho copiato e messo da parte un tuo vecchio post – che al momento non riesco a ripescare – (“E’ inutile che mi mostri il bicipite tornito, che mi sventoli sul naso il calzino della palestra, che impregni il mio asciugamano con il profumo del tuo dopobarba.[...]Dammi invece il silenzio baby. Un’ora appena di silenzio perchè io possa ascoltare i pensieri che mi volano in testa[...]“) da stampare e mettere sotto il cuscino del mio metà.magistrale!ti dirò poi le reazioni.ciau MAQ

  • valewanda says:

    che bello questo post, grazie!

  • Annachiara says:

    Dai piattini, c’andiamo mercoledì 18? Ci prendiamo una serata di libertà!

  • Raperonzolo says:

    Grandissimo post, Piattini, leggero e denso. Peccato che passerà un po’ prima che ricapiti a Roma, ma quando sarà, un incontro sarà quanto meno d’obbigo!

  • piattinicinesi says:

    @maq fammi sapere. ho un’amica che mi suggerisce di darmi alla letteratura erotica, non sia mai che finalmente trovi la mia strada :) @valewanda grazie :) @annachiara va bene ma guidi tu, eh???@rapettina però se vieni ci andiamo a fare un amarcord nel quartiere

  • Eva Ricciuti says:

    mmmm, mercoledì prosiimo? Magari ci faccio un pensierino.http://unavitaquasinormaleanzi2.blogspot.com/

  • Annachiara says:

    Ohi, scusa, ma mercoledì 18 è passato. E so’ passata pur’io…

  • Klavit says:

    Che bello uscire dall’ibernazione…ero lì, a correre ancora dietro a quello che ormai è il ricordo dei miei sogni, quando ho preso in faccia una vetrata spessa quasi 30 anni.Buono quel sangue dal naso, lo leccavo ed ero felice d’essermelo rotto e di sentire il sapore del mio nuovo “di dentro”, finalmente consapevole che correre dietro ai miei sogni mi aveva isolato, avevo dimenticato nei lunghi anni di oblio, che correre dietro ai sogni è come fuggire da quei sogni (o come i cani che inseguono la propria coda, anche se a loro non gira mai la testa…), invece condividerli è il giusto modo di viverli, già…ma con chi e…perchè ho aspettato tanti anni per capirlo? Perchè avevo sbagliato persone…(chi dice di essere molto spesso non è) e, che sono felice di vedere, ascoltare ed incontrare persone…come Dire…con le quali c’è un modo di pensare, di sentire, di esprimersi… comune, che finalmente riconosco!!!Tutto questo per dire che è stato bello, magico, caldo l’incontro propiziato da questo adorabile, intelligente, stimolante gruppo (“Dire”), nel giardino del Bambusa.E’ stato come un colpo di fulmine, come quando incontri la donna dei tuoi sogni, come quando partecipi ad una rivoluzione (vabbè, qui ho esagerato), come l’entusiasmo e l’eccitazione di quando riscopri che non sei solo!!! (We’re not alone – ultime parole di “Sea Song” R.Wyatt).Mi fermo qui, sono già stato troppo prolisso…Un abbraccioKlavit

  • piattinicinesi says:

    @annachiara ho visto che hai salutato tutti nel blog, se vuoi passare a incontri meno virtuali, non hai che da scrivermi@Klavit non mi ero resa conto che ci dfossero ancora commenti su questo post. Grazie molte, ritorna quando vuoi

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