“Imparare dai propri figli” una bella frase ricorrente in più di un manuale di pedagogia.
Nella pratica, però, imparare dai propri figli assume forme e connotazioni imprevedibili, alle quali bisogna far fronte inventandosi strategie di difesa e adattamento.
Per esempio, una volta che il proprio figlio raggiunge un’età di circa 8,9 o anche 10 anni, ci si rende conto senza ombra di dubbio che oltre al colore degli occhi e al neo sulla coscia vostro figlio ha preso da voi i lati peggiori del vostro caratteri.
Non i difetti generali come la timidezza, o la difficoltà nell’imparare le tabelline, ma proprio quelli peggiori peggiori, quelli che voi nascondete sotto al polveroso tappeto della coscienza, sperando che nessuno se ne accorga.
Illusi.
E il momento in cui ve ne rendete conto è sempre il peggiore. Quando piove, per esempio, e voi avete un principio di influenza o molto lavoro in arretrato, e siete soli.
E’ in quel momento che vostro figlio affranto si avvicinerà, pronto al piagnucolio tormentoso, e vi dirà:
“La maestra mi metterà un brutto voto”.
Alla faccia dell’ottimismo.
“E perché?” direte voi.
“perché non avrò studiato storia”
“ma se la verifica di storia è domani, la puoi studiare adesso e non prendere un brutto voto”
“non ho il quaderno con gli appunti”
“perché non hai il quaderno con gli appunti?”
“perché l’ho lasciato a scuola”
“e perché l’hai lasciato a scuola invece di prenderlo, metterlo nello zaino e portarlo a casa come tutti i venerdì?”
“perché io volevo farlo, ma la maestra ci ha fatto fretta, compagnodibanco mi parlava di pokemon e io mi sono dimenticato”
“ma quando te ne sei accorto?’”
“venerdì pomeriggio”
“ e perché, visto che te ne sei accorto venerdì pomeriggio, me lo stai dicendo solo ora che è domenica?”
“perché compagnodibanco e amichettosimpatico volevano giocare ai marziani e io mi sono dimenticato…”
A quel punto voi avrete due strade: o lanciare un urlo stratosferico, e drgli che per il suo bene lui andrà a scuola impreparato e saranno cavoli suoi, oppure che per stavolta, e solo per stavolta (bisogna essere chiari su questo punto anche se già sapete che vi ritroverete a vivere la stessa scena per le tre settimane successive) la mamma lo aiuterà.
A quel punto, verificato che di domenica nessun amichetto nei paraggi è a casa e ci può prestare il quaderno, vi metterete a fare una ricerca su internet cercando tutti i siti di maestre da voi immediatamente beatificate che hanno messo on line spiegazioni, tutorial, quiz, figure e addirittura cartoni animati su Cretesi e Micenei.
E la sera, stanche ma soddisfatte, vi abbatterete sul divano aspettando lo show della Litizzetto.
“mamma..”
sì?”
“ti devo dire una cosa”
“me la puoi dire dopo?”
“no”
“vabbé allora fai in fretta”
“ho trovato il quaderno”
“ah sì? E dov’era?
“Nell’armadio, in mezzo agli album da disegno”
Voi lo guarderete con lo sguardo fulminante, ma non vi alzerete né soccomberete ai vostri istinti più violenti perché nel frattempo vi siete rese conto che vi comportate allo stesso modo, che a volte per compiacere gli altri cambiate i vostri programmi e rinunciate a fare cose che volevate fare, che pur di non affrontare un compito che detestate lo rimandate il più possibile, che quando vi rendete conto di aver fatto un errore, commesso una stupidaggine, provocato un danno, spesso cercate di rimuovere il problema invece di affrontarlo, vivendo nell’ansia e nell’angoscia, e che inoltre, in quanto ad ordine, vogliamo parlare di quando avete cercato per due giorni la patente per poi scoprire di averla lavata insieme ai jeans?
Per cui a quel punto farete posto sul divano a vostro figlio, lo abbraccerete e gli direte
“sei proprio uguale a tua madre”
poi lo prenderete in giro, lui vi prenderà in giro e riderete per almeno mezz’ora delle vostre battute.
Perché insieme alla caterva di difetti, per fortuna da voi ha preso anche una buone dose di senso dell’umorismo.



Io ho provato sia l’urlo stratosferico (aggiungendo…ora vai a scuola impreparato e se prendi un brutto voto sarai anche punito!)che la ricerca in internet (che però è vastissimo…ci perdo le mezze giornate…), ed ho anche fatto la telefonata al compagnodibanco, facendomi leggere tutto il paragrafo (di storia, o geografia o quello che sia…) prendendo appunti come una stenografa – e chi sapeva di avere certe doti!-; ma nessuna delle tre opzioni ha fatto sì che la cosa non si ripetesse…E’ proprio uguale a me!!!
ah ah, mi hai fatto riflettere come sempre, piattini. Tutto uguale, stesse scene anche da me, ma mi mancava l’ultimo pezzo, quello di prenderlo sul divano e ammettere che siamo uguali. ecco a cosa servono i post, altro che psicoanalisi, lo dico sempre io!
@mammamanga per la storia vai sul sito di pianetino, è fantastico. per il resto…ci stiamo lavorando, almeno ora ogni tanto si ricorda che si dovrebbe ricordare…@itmom sì, ho dovuto fare meaculpa, e poi comunque mi fa ammazzare dalle risate, perché pure lui si rede conto dell’assurdità di certe scene..
Già a due anni noto una certa faccia di tolla tanto simile a quella di sua madre…Per il resto mi sa che dovrò aspettare ancora un po’.Penso che io in questi giorno invece sto notando di come in certe cose sembro mia madre….!!!
eh eh, quello è un altro dicorso!
ommioddio, ma non si può fare proprio niente per evitarlo???è davvero davvero una di quelle cose genetiche tipo gli occhi?povero il mio pappalupino…
ih ih ih!!Mi sono rivista anch’io con mia figliadi 10 anni. Non so se è così anche per voi, ma nella “nostra” scuola da quando c’è il nuovo Dirigente, una volta usciti non è più possibile rientrare in aula per prendere un quaderno o libro dimenticato:( E si comincia così col girodi telefonate/fotocopie.
Cavoli! Sono messa male allora…adesso mi faccio una bella lista dei miei peggiori difetti e poi comincio un corso di yoga…
Piattins, ma quanto è vero stò post! Me lo metto sul frigo sotto al magnete mio preferito!Sei fortissima…Gra
mio marito continua a dirmelo, che mia figlia ha preso i miei peggiori difetti.il problema (ben più grave) è che io ancora non riesco a notarla, questa faccenda. :/
aaaaa dolore, cosa vorrà dire che a 4 anni certe volte mi sembra un ingegnere, dotato della flessibilità mentale per cambiare idee e programmi simile a un pilone di cemento armato? cosa vorrà dire? no no è stato suo padre. non sono io. io sono quella che perde o dimentica le cose in giro! come ben sai
))
@caia le combinazioni possibili sono infinite (calcola che ci sono anche i geni più antichi tipo nonni, prozii ecc)@luviluvi s questa cosa di rientrare ascuola avrei una storiellina…magari la posto : DDD@madresnatu no, prim fai il corso diyoga e poi la lista, è meglio@lemoni pure io metto i post preferiti sul frigo
)@lisa non ti preoccupare, appena ci vediamo ti aiuto io a trovarli, i difetti (eh eh)@veremamme il fatto che tu dimentichi le cose in giro mi conferma che possiamo essere amiche, perché le mie amiche dimenticano tutte le cose in giro (per proprietà transitiva da me a loro dopo un po’ si piattinizzano)sul resto che dire, ho evitato di parlare del piccolo che ha preso i difetti del padre…ma si può rimediare
Questo post è tenerissimo e terribilmente vero
ahi ahi piattins, ci hai azzeccato ache stavolta. io mi scontro in continuazione con mio figlio che è la mia copia sputata (capelli biondi e occhi azzurri a parte) e ricnosco in lui le mie stesse fragilità. la cosa buffa è che sono in armonia con la figlia che è quello che era suo adre prima che un extraterrestre lo prelevasse x studiarlo e mi lasciasse qui sulla terra questa copia ringhiosa e antipatica al suo posto….
la mia invece é uguale, uguale a suo padre, solo che essendo donna é piu’ puntigliosa e orgogliosa di me!!
Eh, no! Io ero precisissima, ordinatissima e silenziosissima. Solo, un po’ permalosetta. Indovina com’è, mia figlia?
Ahi, il mio ha solo 6 anni, ma già a 5 cominciava a manifestare i primi sintomi di difetti mammeschi. Che sia una mutazione genetica?Tremo al pensiero di quando avrà le chiavi di casa: le ho già buttate nella pattumiera (che poi è finita nel cassonetto) due volte!
@rita
))@emily rivedere i propri difetti in un altro è una dura prova,per fortuna noi ridiamo ma ti assicuro che in certe situazioni bisogna veramente fare autocoscienza!@alle tua figlia comunque è proprio nella fase più difficile e i prossimi anni saranno quelli dell’opposizione a tutti i costi, non ti invidio ma…resisti!@lgo o uguale o esattamente l’opposto….e allora? qual è la risposta?@gloglo bisognerebbe fare le chiavi con un richiamo incorporato…
Piattini tu cogli sempre nel segno. Tutte, ma dico tutte le volte che mi arrabbio con il mio grande per uno di questi episodi, poi mi dico “ma tu facevi di peggio”; non sempre lo dico anche a lui, ma a volte si’ e allora vedo che il suo viso si rasserena e ci facciamo una risata. Gli stanno cadendo i denti da latte e ogni volta è una tragedia (ma le mie erano ben peggiori). Qualcuno sa perchè non vogliamo perdere i denti da latte?
E chi lo sa? I miei ci erano così attaccati che i denti da latte sembravano aver messo radici e occorreva l’intervento del dentista. Una volta il piccolo l’abbiamo tenuto in tre per togliere un dentino dondolante.
Molto permalosa…e disordinata da impazzire
)
Pensa come può essere ritrovare nel figlio maggiore alcuni lati negativi tuoi E di tuo marito… e senza che il DNA c’entri granchè….;-)mari
Ma… allora è proprio vero che gli esseri umani si assomigliano tutti!
insegnami un pò di senso dell’umorismo, che io invece scarseggio!
@laura sui denti da latte non saprei, ma slla risata mi confermi che è una buona terapia@lgo eh eh@mari tipo figli adottati? ho scoperto che tendono a somigliae in modo impressionante ai genitori adottivi..@desian
@verde mi domando se si possa insegnare il senso dell’umorismo. comunque penso che l’auoironia è uan cosa che si acquisisce con l’età. a vent’anni mi prendevo molto sul serio e volevo essere una strafiga intellettuale. dev’essere stato quanto ho capito che non valevo granché né come strafiga né come intellettuale che mi sono buttata sull’umorismo
Ecco lo sapevo, che prima o poi avrei dovuto affrontare i miei difetti, ma che avessero la faccia dei miei filgi NO!Che tortura!Anzi che sfig, i miei difetti sono davvero brutti, li devono ereditare proprio tutti?
perchè invece non prendono i “difetti” del papà ?Vogliamo parlarne. ..anche io mi sono trovata a pensare e poi a dire: sei proprio come me! Avete mai sentito vostro marito dire “è proprio come me” riferendosi a tutte quelle caratteristiche di vostro figlio che vi meno vi piacciono ?
E’ tutto vero, succede anche da me. i quaderni spariscono e riappaiono magicamente.I figli almeno fino ai 10-12 anni sono proprio una fotocopia. Però in questi giorni provo un particolare piacere a essere politicamente scorretta e aggiungo anche questo: hai presente quando incontri delle perfette cacche, che magari pretendono di non esserlo, e hanno dei figli che si vede da lontano un chilometro che sono più cacche di loro?
OT arrivo dal blog di chiara nocentini. Ho visto il tuo profilo e ho intercettato passioni comuni, come Susheela Raman e Mira Nair, tanto per cominciare.Scrivi molto bene, la spiegazione del titolo del tuo blog è netta e folgorante. Verrò spesso a leggerti. A presto e piacere di averti incrociata!
eheheh, un bel quadretto a cui credo dovremo abituarci in fretta.La nostra principessa comincia scuola a settembre e se la sua prima elementare sarà come lo fu la mia… aiuto!!!
CiaoLuca
Siete bellissimi!
mi fate tenerezza, voi due…!!!
io prima urlo, poi rido.ma sono psicolabile, si sa…
Ah, c’è il lieto fine! Stavo già in pena.
)Non so dirti che cosa provavo leggendoti: tenerezza, certo, ma anche una sorta di ammirazione mista a solidarietà, voglia di scarruffare i capelli a tuo figlio… e altro.Ma poi, per forza, i figli ci assomigliano. Io me la sento ripetere certe frasi odiose che le rivolgo quando sono arrabbiata e che lei mi gira a sua volta quando è arrabbiata con me. Che nervi.
Piattini: oddio che post, come mi ha pensare, pensare a tutti i litigi avuti con mia madre prorpio perchè vedeva in me i suoi peggiori difetti e forse prorpio perchè se ne rendeva conto, invece di riderci su ci andava pesante. Spesso quando ci penso ho paura di fare lo stesso errore con mia figlia che deve ancora nascere, e ho paura di rovinare il nostro rapporto, come è successo con mia madre, un rapporto che forse non c’è mai stato visto che ora, anche se abitiamo ad un passo l’una dall’altra, siamo due perfette sconosciute. Scusa per lo sfogo. Ciao
che tenerezza questo post…
Confortante Piattina ricorderò.Ma molte mamme sta autocoscienza da paura mica ce l’hanno eh. Nonnò.Mia mamma per dire, gliel’ho dovuto spiegare io un tantino grandicella questa faccenda.Comunque fra un po’ te fo sapere:)
intanto scusate per l’assenza. cause di forzamaggiore!@chiara alla fine tocca affrontarli stì difetti, in un modo o nell’altro. non c’è via di scampo@anonimo e ma loro non fanno come noi la volonteer zerbinization, questa è una prerogativa tutta femminile!@extra evvai!!!!! sfoghiamoci!!!!!!! sì, sì, ho presente. però conosco anche dei bambini che sono meravigliosi malgrado i genitori…@comidademama passione indiana anche tu? fantastico! magari ci scambiamo qualche suggerimento@2gemelle eh eh, mi raccomnado tolleranza e comprensione!@bstevens
))))@rossana anche io ho la tentazione di farlo, e qualche volta lo faccio. ma da quando ho visto la reazione nefasta che provocavo con frasi inopportune devo dire che ho cominciato a controllarmi molto di più e a pensare prima di parlare (un contrappasso per me, che sono piuttosto fumina!)
@lady il rapporto con la madre al momento della propria maternità è sempre un banco di prova. vale per tutti, nessuno escluso. personalmente sono convinta che prima o poi dobbiamo fare i conti con tutto quello che rimuoviamo e che non si è risolto, direttamente o indirettamente. questo non vuol dire necessariamente riprendere un rapporto con chi ci ha causato dolore (a volte è troppo difficile, e non sempre dipende solo da noi) ma almeno farci i conti sì. coraggio@sobritish che bello rivederti!!!!!@zauber attenderò con ansia i tuoi post sull’argomento, smack!!!!