Ci sono infiniti modi di parlare delle cose davvero importanti. Che poi alla fine sono poche. L’amore, la vita e la morte, forse. E anche la vita e la morte, in fondo, non sono che il rovescio l’una dell’altra. Tutto il resto, paragonato a questa triade, ha la stessa funzione della ruota del criceto.
Recentemente ho letto alcuni bellissimi libri che raccontano l’incerto crinale che separa l’essere dal non essere. Di questi uno solo è propriamente scritto per gli adulti. Gli altri sono libri per ragazzi, se ha un senso fare una distinzione. Ve li propongo con relative indicazioni standard per le fasce di età. Poi, ovviamente, fate voi.
SKELLIG di David Almond, Salani 2009
Questo è il primo che ho letto, dietro consiglio di Emanuela di Sinnos, che l’aveva in borsa, e me ne ha parlato incantata. (Il modo più bello di innamorarsi dei libri, in assoluto, è sentirne parlare da chi li ha amati, un tipo di infedeltà amorosa fantastica). Credevo che fosse un libro sugli adolescenti difficili, ma è molto di più. Si parla dell’adolescenza, certo, ed in particolare del difficile passaggio tra infanzia ed adolescenza, in cui sembra che tutto può succedere. Questi momenti si ripetono nella nostra vita, ogni volta che si passa da uno stadio all’altro della nostra evoluzione, sia fisica che spirituale. E proprio di passaggi difficili parla il libro. La sorellina di Michael, il protagonista, è nata prematura, ed entra ed esce insieme alla mamma dall’ospedale, sospesa tra la morte e la vita. In questo stato di attesa e di lotta di resistenza per capire a quale mondo apparterrà Michael incontra uno strano personaggio, Skellig. Skellig è un mistero e lo rimarrà sino alla fine. Un po’ rapace, un po’ angelo, di certo creatura misteriosa che ha forti legami con il soprannaturale. La figura di Sìkellig è consolatoria, ma anche inquietante, come ogni approccio a ciò che è misterioso. L’amicizia con Skellig e con la nuova vicina di casa, Mina, che viene educata da sua madre – una fan dell’homeschooling appassionata di William Blake – accompagnerà Michael verso una nuova consapevolezza della vita, delle relazioni, di se stesso.
Il libro è adatto a partire dagli 11 anni. Lo vedrei in una scuola media per un lavoro interdisciplinare che preveda anche la lettura di Blake (magari in inglese), la pittura pre-raffaellita, un po’ di evoluzionismo e ornitologia. Da grandi, è per tutti quei momenti in cui si guarda il baratro dall’alto, e si è indecisi tra la paura, l’orrore e l’infinito fascino del vuoto.
LA GRANDE FESTA di Dacia Maraini, Rizzoli 2011
Questo è l’unico libro scritto per i grandi, e aggiungerei io, per i grandi che hanno un’età in cui si è dovuto dire addio a più di una persona. In queste pagine c’è il racconto delle vite di tante persone amate, e del momento in cui la vita ci ha chiesto di lasciarle andare. Scritto con una leggerezza e uno spirito unici, è bellissimo. Io l’ho letto ritrovandoci nomi che ho conosciuto, ma l’ho letto anche come un viatico, una guida spirituale per avere, spero, lo stesso sguardo dolce e fermo sulle cose.
GITA DI MEZZANOTTE di Roddy Doyle, Salani 2012
Mary ha 12 anni, due fratelli più grandi che non riconosce più tanto sono cambiati, un’amica del cuore che si è appena trasferita, e una nonna in ospedale, che sta per morire. Come si fa alla sua età ad affrontare il cambiamento, ad accettare che ciò che era non è più? Sarà Tansey, il fantasma della bisnonna morta quando la nonna era ancora una bambina, ad accompagnare le donne della sua famiglia: Mary, la mamma Scarlett e la nonna Emer, verso questo difficile addio. Relazioni, lacrime e tante risate. Eh sì, risate, non sono matta.
Bellissimo, dagli 11 anni.
MIO NONNO ERA UN CILIEGIO di Angela Nanetti, Einaudi
La lettura di questo libro risale a diversi anni fa. Me lo consigliò un’amica che l’aveva comprato per il figlio e mi piacque tantissimo. Due coppie di nonni molto diversi, ed il legame speciale con Ottaviano. che abbiate nonni come Ottaviano, o che non li abbiate affatto, ve lo consiglio caldamente.
Dagli 8 anni.











Piattins, ho visto con piacere l’intervista sulle mamme blogger, ormai sei un paradigma.
noi abbiamo sempre un caffé in sospeso
abbiamo gusti diversi
dimmi i tuoi, i miei sono aperti ad ogni evoluzione