L’uomo avrà all’incirca trentacinque anni, portati male. Indossa una giacca nera e una camicia chiara stropicciata intorno al collo.
Suda. Gli suda il palmo della mano destra, soprattutto, mentre appoggia il cellullare all’orecchio.
- Ma davvero dici, Francè? Ma qui allora bisogna sta’ in campana…
La parlata schietta e sincopata rivela un’origine centro meridionale, dell’interno, molisana forse.
- Ma tu che dici, Francé, ce la facciamo a mandare in porto quella cosa? E’ che dicono che T. B. lo vogliono fare fuori, non ce lo vogliono più a occuparsi di..tu sai qualcosa?
L’uomo si agita, alza la voce
- Il fratello di D.? No ma quello non ci si può contare, piuttosto hai sentito che ha detto l’assessore …? Io ci vado a parlare domani.
Il suo interlocutore non deve essere tranquillo perché lui incalza
- Ma ti ho detto di stare tranquillo, ci parlo io. Piuttosto Francé, dobbiamo fare qualcosa per questa storia delle polveri sottili nella metropolitana. Qui se qualche ambientalista vuole farci il c… ci riesce. Ci conviene partire prima a noi. Che ne so, organizziamo un sit in, chiediamo di verificare, e così li anticipiamo, capito? Che quella la storia delle polveri è vera. Ci sta un casino dentro la metropolitana…Hai capito Francé? però mi raccomando, non ne parlare con nessuno.”
L’uomo con la giacca si alza dal posto accanto al mio. Mentre rimette il cellulare nella tasca mi getta una rapida occhiata. Forse solo ora si è accorto che i passeggeri del tram, appesi ai corrimano, da qualche minuto erano assorti in un silenzio attento, per ascoltare lui, che fiero di qualche posizione conquistata, parlava al cellulare elencando nomi e situazioni scomode.
Quando si vive in una città come Roma, si sfiorano ogni giorno le corruzioni del potere.
Per non sentire, per non vedere, per non rendersi conto di niente, non bastano mille decreti anti-intercettazioni.
Bisogna proprio tapparsi le orecchie.



Un cafone! Siamo in mano ai cafoni!
Pure stupido non c’è speranza…
Vedi, il fatto che questo personaggio non senta la necessità di svolgere queste conversazioni in privato la dice molto lunga.
La mia arroganza te la sbatto in faccia, perchè siamo in Italia, un paese dove non c’è morale, non c’è colpevole, non c’è punizione. E tu che mi stai ascoltando magari mi vedi pure come uno che fa quel che gli pare, uno che conta.
l’hai detto, e decisamente non si poteva dire meglio
Il problema è che uno così non lo si può prendere per la collottola e portare davanti al magistrato.
certo che no, ma le indagini partono da accenni, da curiosità, da cose che non tornano.
comunque non è la prima volta che mi capita di ascoltare malgré moi conversazioni scomode, è per dire che se ti accorgi della schifezza solo prendendo il tram figurati se frequenti un ministero. insomma il problema è che nessuno si scandalizza, volgiono tapparci le orecchie e gli occhi. il naso, quello, ce lo siamo già tappati da soli
posso dire che mi fa schifo tutto sto schifo? e mi inquieta pensare che a tantissima gente va bene cos, del tutto inconsapevole che lo stato siamo noi, la nostra vita i nostri soldi …
inquietante…
lavoro, spero ancora per poco, in un ministero.. ed ho detto tutto..
io, almeno per il tragitto, ho scelto la musica nelle orecchie..
e.