“Che film vediamo?” ha chiesto l’amica F
“vediamo un film che non potremmo mai vedere con i nostri mariti…”
“Tipo “Due partite” della Comencini?”
“Ecco tipo quello…”
Piattins quando va al cinema raramente si tratta di una prima.
Per cui se “Due partite” lo conoscete già, perché avete letto il libro, l’avete visto a teatro, al cinema, o ve l’hanno raccontato, abbiate pazienza. Lei ci è arrivata solo adesso.
Però in compenso le è piaciuto molto, anzi moltissimo.
Perché queste 8 donne borghesi di due diverse generazioni hanno delle interpreti straordinarie, che pronunciano battute straordinarie.
Da far venire le lacrime agli occhi.
Le prime quattro si riuniscono ogni giovedì, intorno a un tavolo da gioco. Sono gli anni 60 e loro hanno vestiti per bene, collane, messe in piega e ombretti colorati.
Le altre sono le figlie, sempre stressate, di corsa, e minimali.
Il 68 fra di loro è come una parentesi di gioco, senza nessuna conseguenza, tranne una grande confusione di ruoli e di ambizioni: fare un figlio, non farlo, il lavoro, le scelte, il sesso e l’illusione dell’amore, la solitudine e il rapporto con la madre, terribile modello dal cui confronto non si sfugge.
E se nella prima parte si ride molto nell’attesa che qualcosa cambi, nella seconda si ride meno, ma più amaro, perché le cose sono cambiate, sì, ma verso direzioni assai contorte.
“ e tu in quale situazione ti identifichi?” ha chiesto l’amica F
“In mia nonna “ ha riposto Piattins
E’ che gli anni 60 non possono essere un’ispirazione, per trovarla bisogna andare ancora più indietro.
Tornare all’epoca di quelle donne del sud che comandavano sottomesse.
Quelle che mentre i mariti giocavano alla guerra tenevano in piedi la famiglia ed il paese.
Quelle che seducevano, organizzavano e decidevano, profumandosi di lavanda.
“E la poesia di Rilke?”
La poesia di Rilke, che aleggia come un desiderio su tutto il film, è bellissima.
“Un giorno esisterà la fanciulla e la donna, il cui nome non significherà più soltanto un contrapposto al maschile, ma qualcosa per sé, qualcosa per cui non si penserà a completamento e confine, ma solo a vita reale: l’umanità femminile. Questo progresso trasformerà l’esperienza dell’amore, che ora è piena d’amore, la muterà dal fondo, la riplasmerà in una relazione da essere umano a essere umano, non più da maschio a femmina. E questo più umano amore somiglierà a quello che noi faticosamente prepariamo, all’amore che in questo consiste, che due solitudini si custodiscano, delimitino e salutino a vicenda.”
Nell’attesa che questo sogno si realizzi, Piattini ha un’illuminazione improvvisa e si appende in un post it sul suo tavolo un’altra citazione del film, più post moderna, liquida e realistica.
“è che noi dobbiamo essere elastiche: saper fare un po’ di tutto, ma fingere di non saper fare niente, dedicarsi completamente a qualcuno, e saperne fare a meno, essere belle, brutte, vecchie, giovani, sole…”
E’ chiaro che a questo punto le icone sono due: la nonna del sud e…lei

Devo assolutamente andare a vederlo, questo film!
anche a me mi hai messo voglia…ora me lo scarico (si, lo so, non si fa, ma se aspetto che arrivi qui…)la poesia di rilke la conoscevo, credo di saperne una ventina a memoria…ma grazie di averla postato, e’ sempre un lusso rileggerle!
ciao! ti leggo da un po’ e solo oggi esco allo scoperto. anch’io quando finalmente riesco a vedere un film, di solito lo hanno già visto e rivisto tutti, ma questo non toglie a me la soddisfazione di vederlo. Anch’io volevo vedere Due Partite, con mio marito però, noi di solito se guardiamo qualcosa, lo facciamo a casa seduti sul divano, anche se so già che lui si addormenterò dopo 15 minuti! Bello il tuo blog!
ho voglia di vederlo questo film, glielo propongo alla figlia x questa domenica che siamo sole e abbandonate (il figlio a scout, il marito in ufficio)grazie della segnalazione, vado pochissimo al cinema e nn mi informo mai
perchè certe cose fanno venir voglia di piangere anche se in superficie tutto va bene?io sto leggendo “Una madre lo sa” di Concita De Gregorio e ogni due per tre mi trema il mento e mi scende un luccicone. ci penserò…
@laura te lo consiglio@sobritish in questi giorni grazie al film la poesia si trova facilmente in rete, ma non fa male far girare i pensieri, no? trovi anche il libro della sceneggiatura, ma le interpreti sono fenomenali, vale la pena di vederle@mammatuttofare benvenuta sono sempre contenta quando uno dei miei lettori esce allo scoperto, anche per me è un picare legegre nuovi blog. ildvd a casa è uan grande risorsa!@emily mi farai sapere, penso sia bellissimo andarloa vedere con una figlia
@maq perché ci toccano nel profondo, lì dove le cose sono in subbuglio, e devono esserlo.anche a me succede, spesso. un abbraccio
lo voglio!
Mi sono segnata il titolo del film che descritto così è da non perdere e poi ho visto il cast: Cortellesi, Buy, Ferrari e anche la recitazione sarà di alto livello. Grazie del consiglio e concordo con te è bellissima la poesia.Renata
Anche a me è piaciuto molto, avrei tanto voluto vederlo a teatro due anni fa, ma pazienza.La Cortellesi è spettacolare, come poi tutte le altre.In chi mi sono identificata, io?Forse in nessuna.Però, alla fine, la madre idealista finisce per suicidarsi, mentre le ciniche sopravvivono: vorra pur dire qualcosa.In merito alla donna che regge tutto su di sé ma deve fingere di saper fare poco o niente, ho in mente una favolosa battuta del favoloso film “Il mio grosso grasso matrimonio greco”:“L’uomo è il capo, ma la donna è il collo”.Ovvero: la donna, zitta zitta, fa in modo di far muovere la testa come vuole lei.
ecco, io so che non arriverò mai da nessuna parte, ma da un lato ho sempre odiato la ‘nonna’ che zitta zitta ha fatto quello che voleva facendo credere di obbedire al maschio padrone. dall’altra sto combattendo una battaglia persa cercando di demolire il mito dell’elastiwoman, non voglio accettare nessuno di questi ruoli. ma so che per aspirare ad essere la donna descritta da Rilke bisognerà attendere chissà quante generazioni ancora. ma almeno cerchiamo di remare in quella direzione.
@itmom, ma noi lo siamo già donne “così”, ognuna a modo suo, è solo che il mondo se ne deve finalmente accorgere, a cominciare forse da noi stesse…
@lerinni e @renata il film è ancora nelle sale, ma tocca sbrigarsi!@francesca quella è veramente la cultura mediterranea, che per certi versi sto rivalutando (per certi versi, ho detto
))@itmom sì la direzione è quella. a me sembra di esserci vicina spiritualmente, ma socialmente molto meno. c’è anche un’altra frase che mi ha cokpito del film, quando la cortellesi urla ma come facciamo ad essere moderne con un utero che ci si allarga di 12 centimetri? il mito elastico è quello dell’esssere sospese tra vari mondi, ed essere sempre tirate giù dalla nostra corporeità@flavia è un problema molto sociale, ma il confronto con il materno e con il femminile profondo che emerge dal film è un tema fondamentale per ogni donna, col quale bisogna fare i conti. io comunque credo nel mondo liquido, e anche nella donna liquida (anzi vorrei liquefarmi un po’)
io avevo visto la versione teatrale che mi ha dato davvero tanto…ora mi hai fatto venite in mente di riprendere in mano il libro…
Vista la pièce, che mi è piaciuta molto, visto anche il film. Spinge all’inizio sul comico, però scuote i nervi di noi donne. Non so cosa esattamente mi colpisce e mi lascia profondamente triste.
sì scuote i nervi perché riesce a toccare tutti punti scoperti, e in più non dà risposte certe
anch’io quando ho visto che usciva questo film ho pensato che fosse da andare a vedere con un’amica!!
Anche io vado semprea vedere i film che lòui non vorrebbe con le amiche…ma anche sola!
leggo molto spesso il blog, anche se non ho mai commentato…però la curiosità di vedere il film è venuta anche a me e sinceramente è stata una grande delusione: non c’è nessuna profondità, nessuna ironia, solo otto isteriche (che recitano urlando) e si lamentano di qualsiasi cosa. Ma davvero le donne sono così? io non credoMaria
@lorenza@eva l’importante è andare, al massimo vederli a casa, ma come si fa a vivere senza cinema?@maria ovviamente quando parlo di un film o di un libro è la mia opinione quella che leggi,quindi opinabile
comunque devo dire che la critica che fai al film l’hanno fatat altri, vuol dire che c’è anche quello, dentroa me forse è piaciuta proprio questa esagitazione, questa esagerazione, l’ho trovata molto comica