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	<description>piattini rotanti, cocci e ricomposizioni creative</description>
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		<title>Lavorare da casa: una guida per non soccombere (cap 1)</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 17:23:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piattins</dc:creator>
				<category><![CDATA[il lavoro nobilita il mio commercialista]]></category>
		<category><![CDATA[free lance]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[scrivere]]></category>

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		<description><![CDATA[Introduzione
Lavorare da casa ha i suoi vantaggi, specialmente se abiti in una città come Roma (lasciatevelo dire da una che per anni si è fatta una media di due ore e mezza di traffico al giorno). Ma ha anche le sue insidie.
Ce ne sono di vari tipi, e raccoglierle in un unico post è impossibile. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Introduzione</strong></p>
<p>Lavorare da casa ha i suoi vantaggi, specialmente se abiti in una città come Roma (lasciatevelo dire da una che per anni si è fatta una media di due ore e mezza di traffico al giorno). Ma ha anche le sue insidie.</p>
<p>Ce ne sono di vari tipi, e raccoglierle in un unico post è impossibile. Per questo ho pensato a una serie. Ma non fatevi illusioni. Non troverete un manuale all’americana, pieno di buoni consigli.</p>
<p>Piuttosto una guida piattinesca di sopravvivenza, che vi spiega cosa non fare.</p>
<p>Accontentatevi.</p>
<p><strong>Prima puntata: &#8220;Priorità&#8221;</strong></p>
<p>Se lavori da casa, 9 volte su 10 sei un free lance. Ora, il free lance, per sua natura, alterna momenti di grande lavoro ad altri di grande disoccupazione.  L’ideale sarebbe una via di mezzo, ma anche qualora voi l’aveste, non sareste in grado di riconoscerla, e continuereste a lamentarvi di avere troppo lavoro o troppo poco (il free lance è tendenzialmente un individuo lamentoso, quindi se per caso adesso non vi state lamentando è solo perché evidentemente avete appena finito di lamentarvi con qualcun altro, e a tutto c’è un limite).</p>
<p>Sia nel caso dell’abbondanza di lavoro che in quello di scarsità il problema è decidere da dove cominciare. Non sottovalutate questo passaggio. E’ un’occupazione complicata che può richiedere anche tutto il giorno.</p>
<p>Per questo vorrei darvi alcune dritte.</p>
<p>Punto primo, fatevi uno schema.</p>
<p>Dividete le cose da fare secondo l’ordine di priorità, in base alla scadenza, al guadagno, alla difficoltà che richiedono.</p>
<p>Noterete subito, purtroppo, che in genere la piacevolezza del lavoro è inversamente proporzionale al compenso, ovvero se vi va di lavorare in genere vuol dire che lo state facendo gratis.</p>
<p>Noterete anche che spesso è difficile definire una scadenza.</p>
<p>Nelle mail o nelle telefonate dei vostri committenti la scadenza del lavoro richiesto è sempre <em>Urgente</em>, <em>Urgentissima</em> o <em>Molto urgente</em>. Rassegnatevi. Solo una buone dose di esperienza e almeno un paio di contratti persi vi aiuteranno a capire come datare le consegne.</p>
<p>Alcuni lavori sono urgenti solo per voi. Nel senso che voi vi dovete sbrigare a finirli. Ma una volta consegnati passeranno settimane prima di vederli realizzati, e addirittura mesi prima di essere pagati.</p>
<p>Come scegliere allora?</p>
<p>Una regola è quella del “chi urla più forte mi avrà”, anche detta “sindrome da ultimo banco”.</p>
<p>(So di offrire un fianco scoperto ai possibili committenti, ma la verità bisogna dirla tutta. Il free lance, specie se creativo, tende a a comportarsi come quegli studenti delle superiori che al momento dell’interrogazione si annullano sulla parete in fondo alla classe, cercando di mimetizzarsi con la carta geografica). Se il committente è un tipo tosto, sa come stanarvi, richiamarvi all’ordine e convincervi che il suo urgente è più urgente degli altri. Lasciatevi convincere. Tanto la priorità è casuale, e  almeno evitate le urla.</p>
<p>Ci sono poi dei lavori che non vi chiede nessuno, ma che voi tenete a fare perché pensate che da essi dipenda una svolta importante della vostra vita.</p>
<p>Questi lavori si chiamano <em>progetti</em>.</p>
<p>È bene avere almeno un progetto in corso: potete utilizzarlo come argomento d’emergenza quando la conversazione langue, o come occupazione fittizia (non dite sono disoccupato quando non avete lavoro, dite piuttosto sto lavorando a un progetto, gli altri capiranno lo stesso che siete disoccupati ma almeno le apparenze sono salve).</p>
<p>Quanto a lavorarci sul serio, quello è un altro paio di maniche.</p>
<p>Quando siete oberati di lavoro, è chiaro che il progetto viene automaticamente rimandato, e voi agognate il momento in cui sarete finalmente liberi per potervi dedicare completamente ad esso.</p>
<p>Quando non avete niente da fare, il progetto viene comunque rimandato, perché la vostra preoccupazione per il lavoro è così forte che non avete energie per pensare ad altro, e voi agognate il momento in cui dovrete lavorare per potervi dedicare completamente ad esso.</p>
<p>Conclusione: il progetto si chiama progetto perché rimane tale per anni.</p>
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		<title>Amicofaronellanotte e i dilemmi materni</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 23:55:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piattins</dc:creator>
				<category><![CDATA[sono invasa dagli alieni]]></category>
		<category><![CDATA[amicofaronellanotte]]></category>
		<category><![CDATA[figlio filosofo]]></category>
		<category><![CDATA[giochi oline]]></category>
		<category><![CDATA[war of warcraft]]></category>

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		<description><![CDATA[Sapevo che sarebbe successo, prima o poi, ma non pensavo così presto.
In quinta elementare.
Ingenuamente, credevo che bisognasse aspettare almeno i 14, o al massimo i 13 anni, prima di cadere nella sfera d’influenza del mitico, inarrivabile, insindacabile  e incoercibile (anche se non so cosa voglia dire) amicofaronellanotte. Per intenderci: quello che ha tutto quello che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.piattinicinesi.com/wp-content/uploads/2010/02/gnomo-mage.gif"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1443" title="gnomo-mage" src="http://www.piattinicinesi.com/wp-content/uploads/2010/02/gnomo-mage-150x150.gif" alt="" width="150" height="150" /></a>Sapevo che sarebbe successo, prima o poi, ma non pensavo così presto.</p>
<p>In quinta elementare.</p>
<p>Ingenuamente, credevo che bisognasse aspettare almeno i 14, o al massimo i 13 anni, prima di cadere nella sfera d’influenza del mitico, inarrivabile, insindacabile  e incoercibile (anche se non so cosa voglia dire) <em>amicofaronellanotte</em>. Per intenderci: quello che ha tutto quello che tu vorresti avere, sa tutto quello che tu vorresti sapere, e ovviamente può fare tutto quello che anche tu vorresti il permesso di fare, se non avessi due genitori rompicoglioni che te lo impediscono.</p>
<p>Le prime avvisaglie si sono avute prima di Natale, ma era poca roba e non ci ho fatto caso.</p>
<p>Errore.</p>
<p>Mai sottovalutare il potenziale di impatto  di un <em>amicofaronellanotte</em>.</p>
<p>Il nostro <em>amicofaronellanotte</em>, per esempio, è un maestro di stile.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>“puoi comprarmi gli anfibi, mamma?” </em>mi ha chiesto Federico<em><br />
</em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>“Anfibi?” </em>ho chiesto incredula, ricordando con qualche nostalgia il mio periodo punk<em> “com’è che ti viene in mente di comprare degli anfibi?”</em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>“beh io…”</em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>“non dirmi che….”</em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>“amicofaronellanotte ce li ha!”</em></p>
<p style="padding-left: 30px;">L’ha detto.</p>
<p><em>Amicofaronellanotte</em> è anche un grande conoscitore delle meraviglie del web. Ci ha fatto appassionare a dei cartoni demenziali che girano su youtube. Si chiamano ASDF, che non vuol dire niente, e anche i cartoni non vogliono dire niente. Però fanno ridere mio figlio. Lo fanno ridere talmente di gusto che certe volte mi domando come abbia fatto a divertirsi fino a un mese fa.</p>
<p>Non pago, <em>amicofaronellanotte</em> ci ha anche aperto la strada verso i giochi online. Nel giro di una settimana tutta la classe declamava esaltata l’inno di <em> </em><em>Woroworcraft</em>.</p>
<p>“<em>Ma che è</em>?” ho chiesto incuriosita cercando di decifrare quella sincope sillabica “<em>un gioco sull’artigianato</em>?”</p>
<p>“<em>Ma mamma</em>!” ha risposto inorridito il pargolo “<em>World of warcraft</em>, non <em>world of artcraft</em>. <em>E’ un gioco di guerra</em>!”</p>
<p>Rassicurata almeno sulla sua conoscenza dell&#8217;inglese, ho deciso di verificare. Quindi ho scaricato la demo, e appurato che la cosa più eccitante di questo <em>World of warcraft</em> è cambiare vestito ai personaggi.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><em> “la mia conclusione è che per ora possiamo anche farne a meno”.</em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>“ma io ci voglio giocare”</em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>“ma tu hai dieci anni e da solo online non giochi a niente, e men che meno a un gioco a pagamento”</em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>“ma amicofaronellanotte ci gioca”</em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>“non me ne frega niente, TU non ci giochi”</em></p>
<p style="padding-left: 30px;">
<p>Siamo andati avanti così per varie settimane, tra alti e bassi.</p>
<p>Finché un pomeriggio non mi sono trovata a tu per tu con la mamma di <em>amicofaronellanotte</em>.</p>
<p>“<em>Ma figurati</em>!” mi ha detto quando le ho chiesto se davvero suo figlio giocasse da solo online &#8220;<em>il cavetto del computer lo tengo sempre in borsa</em> <em>io</em>!&#8221;</p>
<p>“<em>Ah ecco, meno male</em>” ho pensato.</p>
<p>Stavo quasi per andarmene tranquilla quando lei   inopportunamente ha spezzato l’incantesimo.</p>
<p style="padding-left: 30px;">“<em>Comunque mio figlio va agli scout tutte le domeniche, volendo potrebbe andarci il tuo</em>”</p>
<p style="padding-left: 30px;">“<em>Il mio</em>?”</p>
<p>Ho guardato Federico, che se ne stava appeso penzoloni alle labbra del suo <em>amicofaronellanotte</em>.  Me lo sono visto, in calzoncini di fustagno, ballare intorno al fuoco cantando <em>wantacciù, wantacciù, marascalitta wantacciù</em> e d’un tratto, senza sapere come, mi sono  convinta che tutto sommato l&#8217;idea di rifare il guardaroba all’intera popolazione gnoma di <em>world of warcraft</em> poteva non essere tanto male, in fondo.</p>
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		<title>Il Fantabosco diventa un talent show</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 18:48:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piattins</dc:creator>
				<category><![CDATA[media power]]></category>
		<category><![CDATA[satira politica]]></category>
		<category><![CDATA[scrivere è il mio mestiere (forse)]]></category>
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		<description><![CDATA[Grande agitazione nella sede Rai di  viale Mazzini. Per rispondere al mare di proteste che in questi giorni sta invadendo il web, i vertici della seconda azienda televisiva italiana hanno deciso di indire una conferenza stampa nelle prestigiose sale del cabaret  romano Les Folies de Cicéron.
“Nessuno ha mai pensato di eliminare il Fantabosco” ha dichiarato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grande agitazione nella sede Rai di  viale Mazzini. Per rispondere al mare di proteste che in questi giorni sta invadendo il web, i vertici della seconda azienda televisiva italiana hanno deciso di indire una conferenza stampa nelle prestigiose sale del cabaret  romano <em>Les Folies de Cicéron</em>.</p>
<p>“Nessuno ha mai pensato di eliminare il Fantabosco” ha dichiarato il Presidente della Rai “Stiamo solo pensando di renderlo più moderno&#8221;. I manager di Magnolia, Endemol e Volemosebbene hanno poi presentato il nuovo format, che sarà diffuso in tutto il mondo.</p>
<p>&#8220;L’idea di partenza era buona” hanno spiegato “si sa che il fantasy va molto, adesso, e l’ambientazione surreale del bosco fantastico non ci dispiaceva. Ma tutto quell’insistere sulle emozioni e sui valori ci è sembrato davvero obsoleto.”</p>
<p>Secondo il responsabile del settore Kids della Volemosebbene, i ragazzi oggi hanno un grande bisogno di serenità, e di speranza nel futuro, non di calunnie e diffamazioni a carico di onesti personaggi come la strega Varana o Lupo Lucio. “Per questo – ha spiegato – trasformeremo il Fantabosco in un talent show, che permetterà anche ai più piccoli di esibirsi in prove di canto e ballo nella speranza di poter un giorno partecipare a  uno dei reality per adulti. Dopo Wannadance e Music Gate, il Fantabosco Show andrà a coprire la fascia dei 3-6enni, fino ad ora rimasta ingiustamente esclusa dall’offerta”. L’idea forte sembra essere proprio questa, infatti, una sorta di filiera formativa che accompagni le nuove generazioni  dalla culla alla tomba, e che permetta loro di partecipare a reality o talent show in qualunque momento della loro vita, in perfetto accordo con le direttive Ue che incoraggiano i singoli paesi a investire nella formazione continua (Maria De Filippi, che ha appena aperto agli over 50 il suo Uomini e Donne, si è dichiarata entusiasta dell’idea e soprattutto dei finanziamenti Ue, e pensa già di dare vita a una versione Senior di Amici, in cui si sfideranno anziani e badanti).</p>
<p>Riserbo quasi assoluto, invece, sui nomi dei conduttori. Esclusa ormai del tutto la possibilità di avere Morgan, dalle indiscrezioni trapelate al Torpignattara Fitness Village pare che nella rosa dei candidati ci sia Emanuele Filiberto per il ruolo di principe Giglio, Pupo per quello dello gnomo Ronfo, e Capezzone per Radio Gufo.</p>
<p>Nessuna speranza di recupero, invece, per <em>Dodò e il suo albero azzurro</em>, sospeso per vilipendio alla bandiera (di azzurro in Italia ci deve essere solo la maglia della nazionale) e “<em>E’ Domenica papà”</em> che suggeriva ai ragazzi attività alternative alla televisione da fare in famiglia (inqualificabile).</p>
<p>Questo post partecipa alla campagna di protesta contro la chiusura dei programmi per ragazzi di rai3.</p>
<p><a href="http://www.extramamma.net/blog/2010/02/sciopero-2.html" target="_blank">Qui</a> trovate qualche altro elemento.</p>
<p><a href="http://www.piattinicinesi.com/wp-content/uploads/2010/02/b2-480.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1429" title="b2-480" src="http://www.piattinicinesi.com/wp-content/uploads/2010/02/b2-480.jpg" alt="" width="480" height="378" /></a></p>
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		<title>La maschera: racconto ruvido di fine carnevale</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 11:06:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piattins</dc:creator>
				<category><![CDATA[scrivere è il mio mestiere (forse)]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[femminismo]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>
		<category><![CDATA[satira]]></category>

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		<description><![CDATA[A cinque anni Angela voleva fare la principessa.
Pianse e strepitò di fronte al negozio di giocattoli finché sua nonna Mariuccia, stremata dalle urla e dalla disapprovazione dei passanti, annunciò la disfatta. In cambio di 50 euro e la solenne promessa di non uscire più da sola con la nipote, quel giorno portò a casa un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.piattinicinesi.com/wp-content/uploads/2010/02/Dali2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1421" title="Dali2" src="http://www.piattinicinesi.com/wp-content/uploads/2010/02/Dali2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>A cinque anni Angela voleva fare la principessa.</p>
<p>Pianse e strepitò di fronte al negozio di giocattoli finché sua nonna Mariuccia, stremata dalle urla e dalla disapprovazione dei passanti, annunciò la disfatta. In cambio di 50 euro e la solenne promessa di non uscire più da sola con la nipote, quel giorno portò a casa un vestito color di cielo in terital azzurro e bianco.</p>
<p>Nessun rintocco di mezzanotte dileguò l’incantesimo. In compenso il principe azzurro Gianluigi, di anni cinque e mezzo, il giorno della festa si travestì da ramarro e versò addosso alla bambina un vassoio di patatine al formaggio, che rimasero appiccicate a vita sul merletto.</p>
<p>A dodici anni Angela aveva sviluppato un odio feroce nei confronti delle principesse. Il giorno di martedì grasso lei e la sua amica del cuore Selvaggia si travestirono da streghe riducendo a brandelli  alcuni abiti da sera trovati in fondo all’armadio della zia Giuseppa, detta Giusy.  Quando la zia Giuseppa, detta Giusy, si accorse del misfatto, se ne ebbe a male e decise di vendicarsi lanciando loro addosso la maledizione del bulbo pilifero. A causa però di un antico strabismo, prese male la mira, e  colpì nonna Mariuccia, che passava lì per caso. Da allora l’ava, pur godendo di ottima salute, fu costretta a farsi la ceretta sul naso, e smise definitivamente di frequentare i parenti.</p>
<p>A 18 anni Angela si travestì da astronauta.</p>
<p>A 25 da medico.</p>
<p>Purtroppo però i suoi compagni di facoltà continuavano a prenderla per un’infermiera. L’equivoco divenne così fastidioso che a un certo punto fu costretta a minacciare usi impropri dello stetoscopio per farli smettere.</p>
<p>A 30 decise che era ormai troppo adulta per continuare a mascherarsi. A quel punto però furono gli altri a insistere, e non solo a carnevale, perché lo facesse. Dovette indossare la maschera da ufficio, quella da nuora, quella da mamma della scuola, facendo attenzione a non mescolarle fra di loro.</p>
<p>Un giorno si infuriò e disse che ne aveva abbastanza.</p>
<p>Le fecero notare che la maschera da strega in famiglia ce l’aveva già la zia Giuseppa detta Giusy, ed era sufficiente almeno per le prossime due generazioni.</p>
<p>Le venne in soccorso l’amica del cuore Selvaggia.</p>
<p>-       Fai come me! – le gridò l’amica – esco, sono ricca, conosco gente che conta e mi diverto!</p>
<p>-       Ma come è possibile? – chiese Angela.</p>
<p>-       Faccio la escort – rispose l’amica.</p>
<p>-       La mignotta – specificò Angela.</p>
<p>-       No, la escort – precisò – ho anche un sito web.</p>
<p>Angela andò sul sito, diede una rapida occhiata alle prestazioni offerte e alle tariffe.</p>
<p>-       Interessante – disse – però secondo me sempre di mignotta si tratta.</p>
<p>Decise però di tenere per sé le sue considerazioni.</p>
<p>E si comprò un armadio più grande.</p>
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		<title>10 anni</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 15:01:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piattins</dc:creator>
				<category><![CDATA[le mammiadi: un'epica moderna]]></category>
		<category><![CDATA[sono invasa dagli alieni]]></category>
		<category><![CDATA[figlio filosofo]]></category>

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		<description><![CDATA[Pensavo che a 10 anni mio figlio mi sarebbe arrivato alla spalla.
Invece mi arriva al naso e sembra avere l’intenzione di superarmi presto.
Ha muscoli forti e lunghi, occhi profondi e un sorriso furbo.
Da qualche mese ormai non scoppia più in lacrime senza motivo.
Quando ha un problema cerca di risolverlo.
Ha accettato di fare le sue prime [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pensavo che a 10 anni mio figlio mi sarebbe arrivato alla spalla.</p>
<p>Invece mi arriva al naso e sembra avere l’intenzione di superarmi presto.</p>
<p>Ha muscoli forti e lunghi, occhi profondi e un sorriso furbo.</p>
<p>Da qualche mese ormai non scoppia più in lacrime senza motivo.</p>
<p>Quando ha un problema cerca di risolverlo.</p>
<p>Ha accettato di fare le sue prime gare sportive e ne ha vinta anche una.</p>
<p>La sera legge Mafalda, poi mi racconta a memoria tutte le strisce.</p>
<p>Ultimamente ha voluto sapere perché c’era un  muro a Berlino, e chi erano Anna Frank , Hitler e Mussolini. Ho potuto parlare di politica per mezz’ora e non mi ha neanche interrotta.</p>
<p>Riusciamo a trovare un accordo sul tempo da passare al computer (sia io che lui).</p>
<p>E’ innamorato, ma ha capito che per evitare problemi è meglio non cercare di stabilire contatti troppo frequenti con la prescelta.</p>
<p>La mattina apparecchia la tavola. Anche la sera apparecchia la tavola ma solo se abbondantemente sollecitato.</p>
<p>Poi mangia senza che tu debba minacciare, imboccarlo, raccontare favole.</p>
<p>Mangia perché ha fame. Un fame da lupo, da ragazzino che cresce.</p>
<p>Fa  il caffé sebbene io cerchi in tutti i modi di impedirglielo perché il suo caffé è veramente orrendo.</p>
<p>Però quando lo vedo lì davanti alla macchinetta mi sciolgo lo stesso, e poi di nascosto me ne faccio un altro, di caffè.</p>
<p>Mi guarda, mi abbraccia, mi dice che mi vuole tanto bene.</p>
<p>Mi incoraggia.</p>
<p>Ha detto anche che sono dimagrita.</p>
<p>Leggo che uno studio britannico ha dimostrato che i 10 anni sono un’età felice per i bambini.</p>
<p>Sicuramente lo sono per le mamme.</p>
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