imparare dai filosofi: Voltaire e il terremoto di Lisbona

Nel novembre del 1755 un terribile terremoto distrugge Lisbona.
L’occidente è sconvolto. L’ottimismo illuminista vacilla.
Voltaire, profondamente impressionato, scrive un poema, nel quale se la prende con il concetto di provvidenza, di male necessario.

Tranquilli, non è che Piattins sia così colta da ricordarsi a memoria le citazioni.
Ma è una fan sfegatata di Melog, di Gianluca Nicoletti, e stamattina ha tratto ispirazione.
Poi per fortuna esiste Google, la biblioteca di Alessandria del nostro millennio, e trovare un testo antico impiega qualche secondo.
Capirlo, qualcosa in più.

Poveri umani! e povera terra nostra!
Terribile coacervo di disastri!
Consolatori ognor d’inutili dolori!
Filosofi che osate gridare tutto è bene,
venite a contemplar queste rovine orrende:
muri a pezzi, carni a brandelli e ceneri.
Donne e infanti ammucchiati uno sull’ altro
sotto pezzi di pietre, membra sparse;
centomila feriti che la terra divora,
straziati e insanguinati ma ancor palpitanti,
sepolti dai lor tetti, perdono senza soccorsi,
tra atroci tormenti, le lor misere vite.

Ai lamenti smorzati di voci moribonde,
alla vista pietosa di ceneri fumanti,
direte : è questo l’effetto delle leggi eterne
che a un Dio libero e buono non lasciano la scelta?
Direte, vedendo questi mucchi di vittime:
fu questo il prezzo che Dio fece pagar pei lor peccati?
Quali peccati ? Qual colpa han commesso questi infanti
schiacciati e insanguinati sul materno seno?
La Lisbona che fu conobbe maggior vizi
di Parigi e di Londra, immerse nei piaceri?
Lisbona è distrutta e a Parigi si balla.
Tranquilli spettatori, spiriti intrepidi,
dei fratelli morenti assistendo al naufragio
voi ricercate in pace le cause dei disastri;
ma se avvertite i colpi avversi del destino,
divenite più umani e come noi piangete.

Dedicato ai media che ballano sulle macerie altrui
all’occhio del voyeur senza empatia
che si aggira tra le macerie
elemosinando lacrime
ritrovamenti miracolosi
e parole di speranza a chi non ha più niente

PS
Ricevo il sugggerimento di LGO e pubblico il link al blog di Miss Kappa.
Uno sguardo non mediatico sul terremoto

Bookmark and Share
Share this Post:
Digg Google Bookmarks reddit Mixx StumbleUpon Technorati Yahoo! Buzz DesignFloat Delicious BlinkList Furl

15 Responses to “imparare dai filosofi: Voltaire e il terremoto di Lisbona”

  • Laura.ddd says:

    Grazie Piattini, solo l’empatia ci puo’ salvare.

  • emily says:

    voglio informazioni nel rispetto della dignità umana.dici che è impossibile?da piccola volevo fare l’avvocato e difendere i poveri e derelitti e infatti ho studiato legge: poi un misericordioso vecchio avvocato mi ha illuminato sulla professione e mi disse che il 90% delle volte il mio lavoro sarebbe stato di cercare cavilli legali x fare uscire di galera qualcuno che era molto meglio che ci rimanesse. allora pensai al giornalismo, ma un’amico giornalista mi chiese se ero pronta a fare l’avvoltoio, godere delle catastrofi xkè è li che si fanno buoni scoop insomma, cmq la metti e la giri, nn mi piace.in questi giorni cerco informazioni, voglio capire che sta succedendo, ma quando vedo la telecamera che indugia sui feriti, sugli sfollati, sui vecchi disorientati, chiudo gli occhi x pietà, almeno io

  • piattinicinesi says:

    @laura è vero…comunque grazie a Gianluca Nicoletti che è un attento osservatore, in rete ho scoperto che il brano di Voltaire era già stato citato da Concita De Gregorio per lo tsunami…insomma meno male che qualcuno continua a essere illuminato@emily l’informazione dei nostri media, tranne poche eccezioni, è scandalosasul giornalismo ti capisco, per anni mi sono chiesta cosa fare, e poi alla fine ho pensavo che preferivo scrivere dell’attualità in modo diverso. spero di riuscirci

  • monica says:

    una cosa l’ho capita che il mio futuro vuole essere di notizie vissute attraverso la narrazione quindi più radio, blog, social network e meno tv.ho bisogno di sentire che il mio contatto con il mondo e le sua tragedie è umano e non spazzatura fetish ….

  • Mamma in 3D says:

    Grazie per la citazione, il testo è di una sincerità illuminante: sono le parole che avrei voluto saper dire anch’io che per motivi diversi so cosa significa sentire addosso gli occhi dei “tranquilli spettatori” o, come dici tu, del “voyeur senza empatia”.Da madre, oggi mi domando cosa insegnare ai miei figli: vorrei che un domani fossero abbastanza umani da saper piangere per una tragedia che non è direttamente loro ma da rifuggire la curiosità morbosa.Da donna, mi ribello sempre anch’io al concetto di “male necessario”.

  • chiara says:

    Non sono ancora riuscita a vedere in tv tante immagine che mi vengono narrate da voi prima di tutto sui blog, e dagli amici quotidianamente.Ascolto la radio e non guardo la tv, perchè certe notizie portate a forza verso lo scandalo o la drammaticità lo scoop ad ogni costo la lacrima e le parole finte, mi fa schifo.Non sopportola falsità non resisto a smascherarla.Per questo mi sono persa tanti racconti drammatici su madri figli e altro, mi sono presa solo da realtà cruda ruvida e senza sentimentalismi, la verità.

  • caia coconi says:

    che bella questa citazione. grazie.da ieri mi sento in equilibrio, appesa a un filo, così disperatamente attaccata alla vita e così consapevole di quanto fragile sia. e non vorrei guardare in basso per niente al mondo. eppure questi eventi aprono delle voragini dentro chi le sa ascoltare…niente, solo pensieri e un saluto.

  • Raperonzolo says:

    Il tuo post mi ha fatto venire in mente un racconto di Buzzati: “La frana”. C’è chi sfrutta l’evento e usa il dolore delle persone. Altra cosa è riscoprire la nostra umanità attraverso l’empatia.

  • lasimo says:

    io ho smesso di guardare la tv quando alla terza edizione del tg2 l’inviato ( che stava nel mezzo della strada e raccontava quanto si fosse esposto al pericolo arrivando fin lì e quanto stesse rischiando la vita e come tutto fosse estremamente pericoloso per lui) è stato fatto sloggiare tra gli insulti dei pompieri perchè lui e la telecamera ostruivano il passaggio dell’ambulanza.

  • Renata says:

    Un bellissimo messaggio.

  • LGO says:

    Cara Piattina, posso sfruttare il tuo blog per chiedervi di dare un’occhiata al < HREF="http://miskappa.blogspot.com/" REL="nofollow">blog di Miss Kappa<>? Grazie…

  • marzipan says:

    Ieri ho visto inviati dei TG perseguitare poveretti avvolti in coperte e visibilmente sotto choc, incapaci di articolare , mentre l’avvoltoio di turno insisteva col microfono sotto il mento.Sarà brutto citare una battuta del blog Spinoza, ma rende l’idea:Il questore aquilano annuncia: “Gli sciacalli saranno arrestati”. In allarme la redazione di Studio aperto

  • bstevens says:

    ‘empatia’. hai detto tutto, piattins, come spesso avviene.

  • piattinicinesi says:

    scusate rispondo solo oggi, appena tornata :) @monica dici una cosa molto bella. anche io ho scelto la narrazione per parlare della realtà, deciendo di non fare la giornalista e risolvendo così un dissidio che è durato gli ultimi anni @mamma3D specialmente quando alcuni mali potrebbero essere evitati@chiara c’è a volte una oscenità nelle immagini del dolore che non hanno pietà@caia grazie di questo bellissimo pensiero. un saluto anche a te@rape lo vado a leggere, grazie@lasimo l’idiozia di certa gente non ha limiti…

  • piattinicinesi says:

    @renata grazie@lgo approfitta pure!@marzipan la battuta è geniale@bstevens empatia, infatti, che manca molto in giro ultimamente

  • Leave a Reply:

    Name (required):
    Mail (will not be published) (required):
    Website:
    Comment (required):
    XHTML: You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>