L’elettrice di sinistra la domenica del voto si sveglia un po’ nervosa.
Prepara un caffé, il latte per i bambini, si fa un toast e guarda fuori. Il tempo è incerto e il futuro pure, pensa.
Vorrebbe lanciarsi nella giornata: doccia, shampoo, passeggiata al mercato e poi via, a votare. Invece rimane in pigiama, lei che odia il pigiama dentro casa. Accampa scuse, inventa malesseri.
Arriva a mezzogiorno senza aver combinato molto.
Uno sguardo ai sondaggi sul web le conferma che l’affluenza è in flessione. Una flessione del 2%. Sordidamente si augura che le astensioni siano soprattutto a destra. “Qualunquisti” pensa, e il risorgere dell’antico pregiudizio le fa capire che sotto la cenere un po’ di brace dell’antico fuoco politico è ancora lì.
Allora si riscuote ed esce di casa.
Mentre scende le scale l’elettrice di sinistra pensa che appena qualche mese prima aveva giurato a se stessa ” non voterò mai più”, ma lo sa che certi giuramenti sono come i buoni propositi di capodanno. A distanza di 40 anni non si è ancora messa a dieta né tantomeno va in palestra regolarmente. L’elettrice di sinistra è consapevole che a volte bisogna votare il meno peggio e tapparsi il naso. Poi pensa che è da quando aveva 18 anni che si tappa almeno una narice, tranne l’anno che ha votato per i verdi. Evidentemente non sapeva che di lì a qualche lustro i verdi avrebbero prodotto Pecoraro Scanio. L’elettrice di sinistra pensa che l’ultima volta che ha votato aveva fatto il giochino “vedi a chi sei vicino” ed era risultata Rifondazione Comunista. Ora l’ha rifatto ed è risultata vicino alla lista Di Pietro e ai Socialisti. Delle due l’una. O si sono spostati loro, o si è spostata lei. Ma quando? Devono essere loro, perchè si ricorda distintamente che nel 90 all’università gridava “chi non salta è socialista” e da allora si sente la stessa, a parte il fatto che se saltasse adesso farebbe muovere molta più ciccia.
All’elettrice sembra di credere sempre negli stessi valori. Vuole giustizia sociale, progresso, cultura, una presa di posizione forte sui temi ambientali, il rispetto dei diritti dell’uomo e la difesa della legalità. Quando lo dice guardandosi intorno, l’elettrice si sente veramente una vispa teresa dell’attualità.
All’elettrice non è andato giù che il PD abbia scelto la “sua ” Mafalda come simbolo del partito.
Ritiene perlomeno curioso che la donna più in gamba e rappresentativa sia Vladimir Luxuria, del quale lei tra l’altro si era invaghita all’università sentendolo recitare poesie di Keats.
Lei, che si occupa di mondo arabo da una vita, non si spiega come mai uno schieramento che si definisce laico faccia fuggire a gambe levate i musulmani che si definiscono moderati.
Ritiene che i dico siano una priorità meno prioritaria del fatto che molti non arrivano a fine mese, i ragazzi laureati sono trattati come carne da macello, le donne decidono di rimanere a casa e l’analfabetismo di ritorno impera. L’Obama dei Parioli dice che ce la possono fare. Lei spera. Se Roma ha più cinema e finalmente l’auditorium ha anche il centro commerciale più grande d’europa proprio dietro casa sua, e centinaia di ettari di terreno invasi dal cemento senza strade, senza autobus, senza scuole, senza niente. Lei spera.
Aggrappata all’esile speranza del meno peggio, del sempre meglio di, entra nella scuola elementare, trasformata per l’occasione in seggio. Muri scrostati, odore di vecchio.
Sui manifesti i faccioni di Tex Willer Veltroni, Rutellone Sordi e il fratello di Montalbano. Allora d’un tratto ha un ‘illuminazione. Capisce che non la deve prendere sul personale.
Che la politica in fondo è una ficscion, niente di più. Finalmente consapevole, scuote i capelli, si rifà il trucco ed entra a votare, pronta per la parte.



ah, come ti capisco. pensa che al comune ho votato per la lista di Beppe Grillo, poi al ballottagio si vedrà. sui dico però non sono tanto d’accordo con te, sono un indice di come stanno andando le cose, di quanto il vaticano stia cercando di recuperare influenza, e se non si fanno i dico poi magari ci tolgono la 194. un salutoMarzia
hai ragione, i dico sono un indice importante. proprio per questo strategicamente li avrei lasciati per dopo, in modo da non lasciare libero il fianco agli attacchi del Vaticano nel momento in cui il governo non era abbastanza forte. scelta strategica ovviamente, e non di fondo. spostare la questione politica sui temi della famiglia e della società secondo me e’ stata una mossa perdente. ci ritroviamo con i dibattiti sulla 194, sulla pillola del giorno dopo (acquisizioni sacrosante che solo per ipocrisia e convenienza possono essere rimesse in discussione) e tutto il resto dei problemi sta li’.
Eccomi qui, elettrice di sinistra recentemente reintegrata (da quando finalmente dall’estero si puo’ votare). Ho votato per posta due settimane fa tappandomi tutte e due le narici. Si fa quel che si puo’.
incrocio le dita per quest’Italia che va a rotoli…:(
Care elettrici di sinistra sono contenta che anche su questo argomento ci si ritrova più o meno d’accordo, per poter dare ancora una volta, voce ai nostri pensieri.Devo dire che per quanto mi riguarda non mi sono dovuta sforzare per andare a votare, anzi ho “goduto” quando ho messo la croce su quello che non era il simbolo di Berlusconi.Anzi devo dire che mi sono divertita due volte, xchè ho votato anche x mia madre ipovedente.Purtroppo quelli che sono i risultati alla chiusura dei seggi questa sera, mi rattristano, come sicuramente rattristano tutte le persone che speravano come me, in un possibile cambiamento. Soprattutto speravano di non vedere più il “Dio della falsità, dell’ipocrisia,dell’arroganza, della pochezza, della mistificazione, dell’antidemocrazia”, entrare prepotentrmente nelle nostre case e peggio ancora, indirizzare per quello che gli è possibile, le nostre vite verso il declino più totale, verso il fallimento della nostra Italia.Scusate lo sfogo ma sono veramente delusa…fefella
Questa sera mio figlio mi ha chiesto “chi è Berlusconi,chi è Veltoni, cosa vogliono?” In effetti più che chiedersi chi sono, tutti gli elettori avrebbero dovuto porsi questa domanda “cosa vogliono?”. Mi sembrava troppo di parte dargli la risposta che in un primo momento mi è venuta in mente e quindi come per la religione, ho deciso che sarà lui un giorno ha capire come vanno le cose, quindi ho risposto semplicemente “vogliono governare, scrivere delle regole che ci permettano di vivere serenamente le nostre vite”. Purtroppo ho dovuto mentire !fefella