L’estate della mamma precaria

“High, sei connesso?”
“MMMMM”
“Mi faresti dare un’occhiata alla posta?”
“MMMMM”
“Vabbe’, lo prendo come un sì. Vediamo 200 mail, 198 spam…elimina, elimina… ah, e questa chi è? Ah ma è la tipa alla quale avevo mandato il curriculum, vediamo…

Gentile dott.ssa Piattini,

Ho letto il suo curriculum,che dire? Ottimo! Troppo per quello che stiamo cercando per i programmi di cui mi occupo.
Per le ricerche e le cose più fiche abbiamo già tre bravissimi raccomandatoni; in questo momento la persona che cerco è una persona preferibilmente alle prime armi alla quale chiedere di tutto e di più per uno stipendio ridicolo.
Le auguro di trovare una collocazione adatta alle sue esperienze, capacità e desideri.
Buona fortuna!
La sua Serenella Tantoilpostocelogià

“Che dici High, lo prendo come un complimento?”
“Mettiamola così. Prenderlo come un insulto sarebbe sicuramente peggio.”
La saggezza di suo marito a volte è davvero insuperabile.

………….

“Tatatata tatatà!”
“Oddio il telefonino… dove sta? Santa paletta, ma l’ho ficcato in fondo a tutto…”
Sacavando nello zaino da montagna stracolmo Piattini riporta faticosamente alla luce due pigne, quattro pile, una borraccia, un pezzo di cioccolata fusa, Devilfenix e alla fine anche il telefonino ricoperto di briciole di dubbia provenienza…
“Pronto?”
“Pronto, è lei la dottoressa Piattini?”
“Sì, chi parla?”
“Sono Marlene Festival, di TVCinema. ”
“Ah”
“La sento affannata, dottoressa, non è che l’ho disturbata?”
“Ma per carità” ansima Piattini.
E’ solo che è in bilico su un sentiero di montagna con Power che lagna per bere e le cosce a pezzi, ma questo non può dirlo a una che si chiama Marlene Festival.
“Dottoressa, ho letto il suo curriculum e mi pare molto interessante, può venire domani da noi per un colloquio?”
E come fa? Domani è prevista la gita allo slittino su erba, non può essere a un colloquio a 800 kilometri più a sud.
“Domani…no, domani proprio no”
“Allora quando torno da Venezia”
“Ma il lavoro come sarebbe?”
“Ne parliamo a settembre, arrivederci”
Marlene Festival lascia Piattini appesa a una radice di albero e a un’inquietudine che non la abbandona per i due giorni successivi.
Pensa ai Festival del cinema, all’organizzazione delle troupe, a quel misto di adrenalina e mal di pancia che si prova a fare questo meraviglioso lavoro…, poi pensa agli orari, allo stipendio che basta appena a pagare Tata S., alle trasferte…
Poi come Rossella O’Hara si dice : “ci penserò domani”.

Perché c’è gente che ha bisogno di sport estremi per provare sensazioni forti e il gusto dell’ignoto? A Piattini il suo tranquillo precariato le basta e avanza.

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9 Responses to “L’estate della mamma precaria”

  • lisa2007 says:

    ahahah!mamme e precariato: un binomio inossidabile!!!

  • Raperonzolo says:

    Sai che a me ogni volta che mi prendeva la smania di cercare un lavoro figo, mi caricavo a 1000, poi appena la cosa stava per rendersi possibile, al pensiero della logistica, degli orari, la visione di quella vita non-stop, impegnata su fronti opposti… ecco mi prendeva un’ansia tale che alla fine sono dovuta scendere a patti con me stessa. Raperonzolo ha un sistema nervoso che le consente a malapena di sopravvivere facendo quello che già fa. Sad but true. In un’altra vita forse…Però… festival del cinema… :-)

  • salamstrosa says:

    approdata sul blog di elasti per caso, tramite il commento di solita (leggimy) che parlava dell’articolo su D di repubblica su di voi donne-mamme-blogger sto conoscendo un sacco di donne-mamme-blogger come me…come me spesso sull’orlo di una crisi di nervi, alle prese con figlio e quotidianeità…io sono anche separata…e come te super precaria…metto subito il tuo link sul mio blog e tornerò a leggerti…a presto, Tizianap.s siccome non so perchè ma anche se scrivo il mio indirizzo url non appare, ma trovo giusto tu sappia dove sei “linkata”, il mio blog è salmastrosa.splinder.com

  • Silvia says:

    E quando non è precariato ma, diciamo così, hai un lavoro a tempo indeterminato e ti hanno concesso il part time ti fanno comunque sentire come quella che non può più azzardarsi a fiatare perchè “hai ottenuto tutto quello che volevi” oppure non perodono occasione per ricordarti che tu ora, con il tuo part time dove vuoi andare?Facci sapere come va.In bocca al lupo, comunque, un colloquio è sempre uno stimolo.Silvia

  • mammaepoi says:

    aaaaaaaaaaaaaaaaaarg! ci vado io a fare il colloquio, suuuuubito subito subito, se si parla di cinema! posso???? ; )

  • alleg67 says:

    dai, vedrai che ti chiameranno non disperare!!

  • valewanda says:

    ben trovata cara piattini… in effetti avrei avuto anch’io una certa inquitudine pensando ad un lavoro così… però Rossella docet, ci sarà un’altra occasione.

  • wwm says:

    Sì che ansia…io sono una che ad ogni lavoro nuovo si fa venire degli attacchi di panico…Devo dire che questa cosa si è un po’ placata da quando sono madre. Forse perchè sono diventata più forte e forse perchè sono convinta che comunque il lavoro più duro e difficile è essere proprio madre…Comunque in bocca al lupo!

  • piattinicinesi says:

    @lisa eh sì, ameno di una svolta esistenziale, che sto inseguendo!@rapettina e infatti sto cercando questi patti con me stessa, che sono fondamentali in ogni esistenza (mamme o no)@salam arrivo ;) @silvia sì insomma, basta la parola “lavoro” unita a organizzazione familiare a far venire un mal di pancia. comunque la colloquio vado, almeno ho l’occasione per truccarmi! ;) )))@mammaepoi alla fine è comunque produzione…certo però vedersi tutti i film in anteprima…..magari me lo faccio come regalo una volta! ma tu sei in qualche gruppo di cinema su web?@alleg credo che mi chiameranno. vogliono una con molta esperienza che accetti un lavoro con stipendio da poca esprienza. l’unica cosa è capire se io ne ho voglia !@vale sto avendo diverse offerte, in realtà…ma il problema è proprio il tipo di lavoro, la produzione televisiva è molto difficile da conciliare con qualsiasi altra cosa@wwm sarà l’età ma l’ansia da prestazione sul lavoro mi è un po’ passata (anche se la cosa più ansiogenza rimane l’ambiente , i rapporti con i colleghi, tuta la sfera emotiva…) ma certo, sono d’accordo con te, vuoi mettere l’adrenalina di un capriccio al ristorante con l’organizzazione di una troupe? è molto più challenging la prima situazione!!!!!! ;) )

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