Sì lo so che non si puo’ generalizzare, e so anche che ci sono le dovute eccezioni, ma in un mondo dove comandano i maschi le strategie di successo femminili devono forzatamente tenere conto degli ormoni.
Ora, la signora Piattini, ormai moglie e madre e quindi aliena ad ogni ulteriore possibilità di carriera, certi ambienti li ha frequentati, certe scalate lampo insieme alle scalate lunghe e faticose le ha osservate da vicino, e da brava scribacchina se l’è anche annotate, prima in memoria e poi sul suo quaderno nero.
E ora ha intenzione di scriverle sul blog, certe cosette, perché la solidarietà femminile esiste, ed è fatta anche di consigli, dell’esperienza di chi ci è passato prima di noi, e così via. Se poi della carriera non ve ne importa un fico secco, e vi interessano altri argomenti, meglio così, vuol dire che un obiettivo nella vita l’avete già raggiunto.
Comunqe intanto il post io lo scrivo, poi chi vorrà leggerlo e commentarlo faccia pure, chi invece lo vorrà saltare faccia altrettanto, ma se poi il ministero o la caporedazione la danno a un’altra, non venite a lamentarvi con me, che vi avevo avvertite.
Dunque, visto che l’orientamento nazionale ultimamente ha virato a tribordo, direi di cominciare subito dal modello strappona, che attualmente è quello di maggior successo, e noi flessibili, che flessibili lo siamo per davvero e non solo per contratto, ci conformiamo subito al nuovo trend.
Però subito urge una premessa perché nessuna si illuda. Per fare la strappona bisogna essere alte. Le strappone bassine sono rare e non contano molto. In caso di emergenza possono aiutare i tacchi, ma lo stacco di gamba ad accavallamento semirapido è un must irrinunciabile insieme al pelo sullo stomaco. Al massimo fatevi un anno di posturale, ma se siete meno di 1.65 convertitevi e passate direttamente al modello compagna, che da questa parte qui non avete speranze.
Requisiti secondari: capelli generalmente lunghi, lo sguardo torbido, il labbro prominente.
La strappone indossa vestiti sexy ma eleganti: camicie sbottonate fino al reggiseno, pantaloni di seta con lo spacco in fondo, gonnelline frou frou vedo non vedo.
Più è giovane più la gonna è corta, la lampo calata, il bottone sbottonato.
Man mano che l’età avanza invece la gonna s’allunga, il bottone si chiude, la lampo si azzippa un poco. In compenso il seno si abbretella e il tacco a spillo si colora.
Perché che la strappona quando è giovane giovane esibisce, ma da grande ammicca, e basta.
Il dovere suo l’ha fatto ormai, non la venissero a scocciare più per carità.
Si è spogliata, concessa e strusciata. Ha portato il caffè, il giornale, il servizio pronto e un numero cospicuo di elettori.
Ora basta. La strappona matura si modera e si morigera, e pretende di morigerare anche le altre. Prima dei trent’anni la strappona si batte per l’apertura delle discoteche e il sesso libero, dopo i trenta si pente e difende la famiglia, il papa e la madre patria.
Se una pulzella in gonna corta si appropinqua ai maschi della redazione o del partito, lei la bacchetta, la umilia e fa di tutto per cacciarla.
“Ma si viene in ufficio vestite così!” urla per i corridoi, dimenticandosi di avere indossato lo stesso modello fino a pochi mesi prima.
Se ha figli diventa una madre esemplare, ancorché impegnata. Se non li ha, difende a spada tratta quelli degli altri, tranne i Rom. D’altronde non si può difendere tutti, qualcuno deve pur rimanere fuori.
Odia tutte. Le donne per lei sono nemiche. Ma capisce che di qualcuna deve pur fidarsi. Allora fonda un movimento, un’associazione, un partitello qualunque. Sceglie due tre gnocche come lei, che si presentino bene quando fanno la foto di gruppo per il tabloid. Si batte appassionatamente per le vedove, le orfane, le velate e le sventurate. Assume un’aura da santa, da martire, da strappona mistica.
In genere ha successo. C’è solo una cosa che può fermarla. Incontrare sul suo cammino un’altra strappona che riesce ad accaparrarsi il maschio più potente del gruppo, quello che regge i fili sul serio.
A quel punto la strappona si arrende. Game over.
Vediamo ora il modello compagna. Diciamo che ci sono quelle che sono portate naturalmente, per caratteristiche fisiche e mentali, a seguire questo tipo di carriera. Le altre dovranno sforzarsi . Specialmente quelle un po’ strappone stiano attente negli ambienti di sinistra. E’ un modello che lì, raramente paga.
Nell’ambiente di sinistra è tutto un political correct, se vi chiedono il caffè si scusano per avervi disturbate, se vi guardano le cosce si scusano di avere sbirciato, se si strusciano assicurano che è stato per caso. Nell’ambiente di sinistra sono tutti alla pari. Manate sulle spalle, sulla schiena, in continuazione. Per le compagne compagne da mano sulla spalla si passa a braccio sotto braccio, per le compagne strappone da mano sulla spalla si passa sempre a mano sul sedere, quindi fate attenzione.
La compagna giovane è molto freak, ma con l’età diventa bon ton. Però è sempre naturale. I capelli sale e pepe, un filo di trucco e un filo di perle.
Perché la compagna quando è sveglia sa che c’è solo un modo per farsi stimare dai suoi colleghi maschi, ed è far dimenticare loro che lei non è un maschio.
La compagna man mano che l’età avanza si appesantisce, si imbruttisce, si fa venire la voce grave, il tono assertivo.
Se riesce a fare dire a un capo che lei è intelligente è fatta. L’intelligenza negli ambienti di sinistra è come puzza rampichino. Se il capo dice che sei intelligente ti metti lì, sul tuo piedistallo, e stai sicuro a vita, anche se in futuro dici solo cazzate.
Insomma se segue questi consigli in genere la compagna ce la fa.
C’è solo una cosa che può fermarla. Incontrare sul suo cammino un’altra compagna che riesce ad accaparrarsi il maschio più potente del gruppo, quello che regge i fili sul serio.
A quel punto la compagna si arrende. Game over.



Ho letto con molta attenzione, posso dirti la mia …quando lavoravo ..ho visto giovani fanciulle, mezze svestite fare carriere velocissime perché la davano…perché erano disponibili con tutti..io, ero quella che lavorava sempre, e non chiedeva mai nulla…ero quella che si vestiva normale, e pretendeva che le sue ragazze venissero in ufficio vestite in modo decente e non come se andassero in discoteca..alla fine poi sono stata ascoltata!!!Ma quanta fatica!!!
Però hai notato come le compagne siano apparentemente molto più disponibile verso le strappone? Sarà perchè alla fine una componente maschile ce l’hanno veramente…o forse perchè, dotate di acume capiscono che accompagnandosi con una bella strappona possono in caso di bisogno incastrarla usando il luogo comune della bella stupida….Rifletto…
@alleg è sempre più faticoso mantenere una dignitosa normalità in questo mondo di veline.(ma la mia era satira politica, si è capito, o no?????)
@eva fammi un esempio, mi interessa
Si, si é capito, solo che non volevo entrarci , devo dire che ci hai azzecceto benissimo, ma posso assicurarti che la tua descrizione si puo’ mettere in ogni campo e situazione…( io lavoravo ipercoop), ma sono di tut’altra parte le mie idee…mio padre imprenditore, mio marito idem!
Come dicono i francesi: “ça revient au meme”. Che significa che tutto tor na….
@alleg ma quindi confermi che oltre la caporedazione anche la caporepartazione funziona così!@annachiara eh , già, almeno la gnocca è bipartisan, come dicono i francesi
standing ovescion per “strappona mistica”sono stata per altro sur blog della strappona mistica, cioè almeno di quella che io intendo strappona mistica, invero la carfagna, ma maggari tu pensavi ad altro. dicevo, ma facci un salto solo per la foto ecco, la foto del tipo “non lo fo per èpiacer mio, ma per dare figli a Dio” con caschetto frangetta e collettino bianco. Eh:)
ESEMPIO 1: La compagna saluta sempre la strappona e le fa pure i complimenti per il look, salvo poi fare comunella con i colleghi uomini per commentare come un camionista incazzato in crisi dI astinenza appena uscito dalle curve ornate di “Men at work” della Salerno-ReggioCalabria. ESEMPIO 2: La compagna carpisce la fiducia della strappona fingendosi innocua (perchè si sà, i sensi della strappona in carriera sono allerta solo nei confronti delle rivali strappone che le potrebbero rubare il maschio dominante), ma la compagna innocua non è, e al momento del bisogno è pronta (e ne è felice) ad incastrare l’incauta strappona addossandole la colpa del disastro che ha ordito perfidamente ai danni dell’incauta belloccia. Io ho avuto esperienze di tal genere…tu che ne pensi?
Si, si funziona cosi’, per non parlare degli uffici amministrativi del tessile, ancora peggio!!
@zauber s’è rifatta il look eh? @eva, mi manca, mi manca! deve essere la generazione nuova…@alleg uffici amministrativi del tessile wow, non tacere, raccontaci!
Boh. Io come look da giovane ero compagna a oltranza, dopo i 40 sono passata ai reggiseni da strappona, si capisce, vero, che lavoro in proprio, e che le mie uniche frequentazioni di compagni, i maschi sono tutti gay?Sospiro. Ed ero pure apartitica, da giovane per misticismo, adesso per astinenza. Lo fondiamo noi il partito Femmine United? così i maschi pensano che ha a che fare con il calcio e non si stressano.Ciao,Ba
Cara Piattini, qui le strappone sono la regola e si sà in ambienti prevalentemente maschili la strappona tira (e scusate la velata allusione). Le compagne hanno fatto di necessità virtù e si sono alleate con gli uomini per fottere (dal canto loro in modo figurato) le strappone. Vedo tempi duri per le strapone, specialmente con il cambio di governo, perchè avanzano le strappone pentite che sono ben più temibili di uomini e compagne…ti terrò aggiornata.
@de kokende femmine united, mi piace!ma com’è che se clicco sulla tua foto non vedo niente? ero curiosa del reggiseno da strappona, ne voglio uno anch’io,aumenti di una taglia?@eva conto su di te per gli aggiornamenti
giusto oggi pensavo all’assenza del criterio meritocratico in favore del criterio zoccolocratico. la tua analisi mi convince molto. e l’esempio di eva è fantasticamente realistico, io per me farei anche la compagna, ma poi non sono mai così brava da silurare la strappona… meglio che mi limito a fare la lavoratrice subordinata sfigata va…
@serial criterio zoccolocratico è una definizione geniale. propongo di aggiornare i dizionari aziendali
un anno dopo, una riflessione amara da trentenne.
ma le donne che vincono, quelle che tirano loro i fili del potere, proprio non riusciamo neanche a immaginarle?!
poi mi chiedo: ma io per esempio il potere lo voglio? in realtà no.
ecco. forse uno dei punti sta qui. e nella competitività che non lascia spazio a nessuna forma di alleanza.
ecco, un’allenza fra donne mi interesserebbe molto!