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	<title>piattinicinesi &#187; Amelia e zio Gatto</title>
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	<description>piattini rotanti, cocci e ricomposizioni creative</description>
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		<title>Scrivere: la tecnica, il progetto e il colpo di genio</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 16:54:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piattins</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A chi pensa che scrivere sia lasciarsi andare al demone creativo rispondo che il demone creativo agisce e ti guida la mano al massimo per venti righe. Se ti sei fumato qualcosa anche di più, ma poi ti abbandona al tuo destino. A volte si scrivono descrizioni, poesie, dialoghi e post in questo stato di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.piattinicinesi.com/wp-content/uploads/2011/12/6405464-giovane-donna-bionda-funziona-con-un-cacciavite-senza-filo-elettrico.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2259" title="6405464-giovane-donna-bionda-funziona-con-un-cacciavite-senza-filo-elettrico" src="http://www.piattinicinesi.com/wp-content/uploads/2011/12/6405464-giovane-donna-bionda-funziona-con-un-cacciavite-senza-filo-elettrico-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>A chi pensa che scrivere sia lasciarsi andare al demone creativo rispondo che il demone creativo agisce e ti guida la mano al massimo per venti righe. Se ti sei fumato qualcosa anche di più, ma poi ti abbandona al tuo destino. A volte si scrivono descrizioni, poesie, dialoghi e post in questo stato di grazia. Ma un romanzo lo scrivi solo se ti leghi alla sedia, e bello stretto.</p>
<p>In qualche maniera la stesura di un romanzo è un lavoro d&#8217;artigiano. Devi avere una bella impalcatura, assi inchiodate con cura, dettagli armonici, rifiniture precise e una certa coerenza d&#8217;insieme, tecnica e stilistica. Ma a differenza di un armadio <em>non sempre</em> puoi progettarlo a tavolino ( notare il <em>non sempre</em>, please) e farti lo schema che funziona da seguire alla lettera. A volte cominci trascinato da una suggestione, da un&#8217;idea e non è che sempre sai dove vai a parare. C&#8217;è la bellissima introduzione di Javier Marìas al suo romanzo &#8220;Domani nella battaglia pensa a me&#8221; in cui racconta proprio questa sensazione di scoperta graduale, il piacere di farsi portare dalla storia in un luogo ancora inesplorato.</p>
<p>E senza questa sensazione non ci sarebbe alcun gusto a scrivere né il panico che provi quando cominci, una specie di stretta alla pancia, come quando ti affacci sul vuoto.</p>
<p>Ma sai anche che se vuoi arrivare alla fine la base e l&#8217;impalcatura le devi avere. A volte sono lì fin dall&#8217;inizio, altre le raccatti mentre  guardi dalla finestra, ascolti una conversazione, guardi un film. (Io per ispirarmi stiro, ma sono perversioni personali). Altre ancora sono i personaggi, con i loro pensieri che si insinuano nei tuoi, che te le suggeriscono. Oppure  non le trovi mai, e i romanzi rimangono traballanti e insicuri. Succede, non è un dramma. A volte li recuperi. A volte devi buttare giù tutto e ricominciare.</p>
<p>Con il secondo episodio di Amelia ero partita bene, e poi mi sono bloccata. Mi sembrava che ci fosse troppa carne al fuoco, troppi pensieri che andavano in direzioni diverse. Poi è bastata una sua frase (come di chi? ma di Amelia, ovviamente, ormai è abbastanza grande per avere idee autonome) e ho trovato la chiave.</p>
<p><em>&#8220;Amelia si chiese se non le stava sfuggendo qualcosa. Da qualche tempo tutto intorno a lei sembrava essere diverso, cambiato. Non è che non si fosse accorta di questa trasformazione, se ne era accorta eccome. Solo che pensava che fosse inevitabile. Il nuovo corso di Telenotizia, zia Giovanna seguita da un cameraman fin dentro casa, Selvaggia che leggeva il telegiornale in cucina, reality sui gatti, cibo che sapeva di ovatta, gente tutta uguale la cui massima aspirazione era indossare un vestito con il marchio di uno col mal di denti, essere in forma, leggere gli scrittori alla moda e andare a fare shopping. Era strano questo? A lei sembrava strano, ma si vergognava a dirlo. Cosa doveva fare, indagare sul perché la gente avesse cominciato ad assomigliarsi tutta? L’avrebbero presa per matta, o trattata per quello che era: una bambina. Ma una bambina che cosa può fare per opporsi a questi cambiamenti? La verità era che questo era il nuovo mondo e lei avrebbe dovuto accettarlo &#8220;</em></p>
<p>Insomma se non riuscite ad avere colpi di genio in maniera autonoma,  almeno create dei personaggi abbastanza intelligenti da averli al posto  vostro.</p>
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		<title>solo due parole sul brivido della scrittura</title>
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		<pubDate>Mon, 24 May 2010 10:35:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piattins</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Tra una gara di piscina e l&#8217;altra, ieri, di corsa, sono andata a cercare in libreria &#8220;Come si scrive un giallo&#8221; di Patricia Highsmith. Ne avevo bisogno perché in questi giorni con la scusa di parlare di Amelia sono in giro a parlare di gialli e altre cose con i bambini. E avevo bisogno di materia viva da cui trarre ispirazione. E questo è materia viva . E&#8217;uno di quei preziosi libri di scrittori che scrivono della scrittura. Così come sono preziosi i libri di scrittori che scrivono di lettura. Hanno sempre uno sguardo &#8220;da dentro&#8221; che ti fa scoprire qualcosa di nuovo. Di alcuni scrittori, come Pamuk recentemente, mi sono sorpresa ad amare di più i loro scritti sulla scrittura o sulla lettura che la narrativa. Gusti personali. Insomma questo per dire che ho comprato il libro di Patricia Highsmith e che l&#8217;ho letto subito, golosamente. E&#8217; un libro da bottega, come lo definisce Camilleri nell&#8217;introduzione, nel senso che come un carpentiere potrebbe spiegarti cosa rende un tavolo solido e bello, così lei spiega cosa fa di una storia una buona storia. Quando si scrive una storia non sempre siamo consapevoli del fatto che posa funzionare bene, soprattutto all&#8217;inizio. Diciamo che man mano che vai avanti, che ti sei levato di dosso qualche appesantimento dovuto all&#8217;insicurezza, e alla presunzione e alla semplice inesperienza, cominci ad annusarla meglio, una buona storia.<span id="more-1533"></span></p>
<p>Sai che ci saranno le tue ossessioni, e che va bene così, che ci sarà un intreccio, e  un senso ultimo della narrazione che giustifica il tempo che passi seduto.</p>
<p>E che a quel punto succede qualcosa, entri in un&#8217;atmosfera, che è fatta di te e della stanza in cui sei e dei tuoi personaggi. Quell&#8217;atmosfera te la ricordi per sempre.</p>
<p>Lei parla di felicità della scrittura.</p>
<p>Oggi io ce l&#8217;ho questa  sensazione, che è come un brivido alla base del collo, un adrenalina delle dita, un infrangersi lento dei battiti del cuore come una risacca, che ti pare che i pensieri siano più fluidi del solito, e le sensazioni acuite, i peli ritti sulla pelle come di una bestia rapace in cerca della preda. Entri in un momdo, che è quello dei tuoi personaggi, di una tua vita parallela dove tu esisti pienamente.</p>
<p>Una felicità, un godimento come di chi è innamorato.</p>
<p>Se non ci fosse questa felicità nessuno potrebbe farcela,  a scrivere davvero.</p>
<p>Tra i bambini ogni tanto vedo uno sguardo diverso, lo sguardo di chi vuole fare lo scrittore.</p>
<p>Me lo chiedono, come si fa.</p>
<p>Da ora in poi farò attenzione, rispondendo, a non tralasciare questa felicità.</p>
<p>Che è più importante dei soldi, della fama, dello scrivere a cottimo, forzatamente.</p>
<p>Questa felicità ripaga di tutto.</p>
<p>Glielo dirò, perché non si lascino scoraggiare dai falsi mercanti di vite ordinarie.</p>
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		<title>Il sistema Minzolini spiegato ai bambini</title>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 09:54:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piattins</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nascondere le notizie, camuffarle, annacquarle e in definitiva rendere tutto uguale e vuoto di senso pare essere diventato lo sport della tv nazionale, pubblica e privata.
Oggi, per il piacere della demistificazione, mi faccio aiutare da un capitolo di Amelia e Zio Gatto. E&#8217; il resoconto della riunione di redazione di telenotizia, subito dopo la scoperta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.piattinicinesi.com/wp-content/uploads/2010/05/scornavacca.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1502" title="scornavacca" src="http://www.piattinicinesi.com/wp-content/uploads/2010/05/scornavacca-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Nascondere le notizie, camuffarle, annacquarle e in definitiva rendere tutto uguale e vuoto di senso pare essere diventato lo sport della tv nazionale, pubblica e privata.</p>
<p>Oggi, per il piacere della demistificazione, mi faccio aiutare da un capitolo di Amelia e Zio Gatto. E&#8217; il resoconto della riunione di redazione di telenotizia, subito dopo la scoperta che Sbrodoloni, l&#8217;imprenditore che sovvenziona la rete, è stato coinvolto in un giro di smaltimento illecito di rifiuti.  E&#8217; scritto per i bambini, ma anche i grandi, spero, ne troveranno giovamento dello spirito.</p>
<h2><strong><span style="color: #666699;">CAPITOLO 18</span></strong></h2>
<p>Quando il giorno dopo il commendatore Scornavacca, il terribile e temutissimo  Megadirettore generale di Telenotizia, entrò nel suo ufficio, tutti capirono che quella sarebbe stata una lunga e dura giornata.<span id="more-1501"></span></p>
<p>– Voglio tutti qui in riunione entro cinque minuti! – gridò alla sua segretaria sbattendo i pugni sul tavolo.</p>
<p>– Sissignore signor direttore – rispose la segretaria con voce belante – e che altro desidera?</p>
<p>–10 bottiglie di orzata – rispose Scornavacca – ma mi raccomando, che siano belle fredde.</p>
<p>Dopo appena 4 minuti e 57 secondi i direttori, i viceredattori e i capiredattori erano tutti nello studio del ventesimo piano, seduti attorno al tavolo delle riunioni. All’estremità del tavolo rettangolare, che era lungo dieci metri, c’era Scornavacca, in piedi e con le mani dietro la schiena, che batteva nervosamente il piede per terra.</p>
<p>Raniero Ottusi, seduto accanto a lui, si affrettò a riempirgli il bicchiere di orzata, ma questo non bastò a placare il Megadirettore.</p>
<p>– Come alcuni di voi immagino sapranno – tuonò Scornavacca – all’alba di stamattina è successa una cosa terribile.</p>
<p>Raniero Ottusi, si guardò intorno smarrito spiando le facce dei presenti, ma non riuscì a capire niente. I  suoi colleghi erano fermi e rigidi come merluzzi. Nel dubbio, decise di fare il merluzzo anche lui.</p>
<p>- La polizia – continuò Scornavacca – ha fatto irruzione nella sede della Ecoboom e ha arrestato Gerolamo e Salvatore Bucaniere.</p>
<p>- Noooo – disse Raniero.</p>
<p>– Con quale accusa? – chiese subito Selvaggia</p>
<p>– Smaltimento illecito di rifiuti tossici. Pare che abbiano trovato una discarica abusiva dietro la Collina delle Lepri. E i mattoni ecologici … ehm… non erano ecologici…</p>
<p>– Ma è fantastico! – disse Selvaggia – cioè …volevo dire, è gravissimo. Ma…insomma, possiamo fare uno scoop, e poi approfondimenti, reportage, forse anche un talk show.</p>
<p>– E un reality? Non sarebbe una buona idea fare un reality? – disse Ottusi preoccupato che Selvaggia facesse una figura migliore della sua.</p>
<p>– Stai zitto Ottusi – gridò il Megadirettore – prima di entusiasmarvi troppo forse vi farà bene sapere che nella questione è pesantemente coinvolto anche Sbrodoloni.</p>
<p>Al nome di Sbrodoloni nella sala piombò il silenzio più assoluto.</p>
<p>– La Collina delle Lepri è sua. E’ chiaro che sarà interrogato. E se scoprono che è colpevole, qui tocca chiudere tutto – continuò Scornavacca – non c’è bisogno che vi ricordi chi  è che paga i vostri stipendi. Per cui, toglietevi dalla faccia quelle espressioni da totani al vapore e mettiamoci al lavoro, bisogna decidere come dare la notizia.</p>
<p>– La cosa più semplice – disse Ruggero Tempofosco dal lato opposto del tavolo – sarebbe quella di dare la notizia così com’è …</p>
<p>– La notizia così com’è! – ruggì il Megadirettore – ma vuoi  scherzare? Io non do mai notizie così come sono finché non capisco come mi conviene darle. Qualcuno ha un’idea migliore?</p>
<p>– Potremmo dare la notizia dopo la pubblicità, così non la sente nessuno, o ancora meglio dopo le estrazioni della lotteria.</p>
<p>– No, no – disse il Megadirettore – troppo banale.</p>
<p>– Allora possiamo concentrarci sull’allarme inquinamento. Le persone saranno così spaventate che non faranno caso a chi è stato ad inquinare… – disse Selvaggia.</p>
<p>– Ancora meglio – disse Ottusi in uno dei suoi lampi di genio – ai telespettatori possiamo far venire il dubbio che i mattoni siano apparsi misteriosamente dopo un’invasione aliena.</p>
<p>– Sì sì bravo Ottusi – disse Scornavacca – l’invasione aliena mi sembra un’ottima idea. Alieni terribili mi raccomando, e molto aggressivi, altrimenti non ci credono. Procediamo in questa direzione a partire dal TG delle 11.</p>
<p>Pensando che la riunione fosse finita qualcuno si alzò.</p>
<p>– Non ho finito – urlò Scornavacca.</p>
<p>Tutti allora ritornarono immediatamente ai loro posti.</p>
<p>– Pare che la polizia abbia arrestato i Bucaniere dopo la segnalazione di un misterioso giornalista, che pare disponga di prove schiaccianti contro la Ecoboom. Voi ne sapete qualcosa?</p>
<p>I presenti si scambiarono uno sguardo timoroso, ma nessuno osò aprire bocca. Poi Tempofosco prese la parola.</p>
<p>– Ma se lo troviamo, questo misterioso giornalista, cosa dobbiamo fare?</p>
<p>– Sbrodoloni mi ha detto che è disposto a pagare qualunque cifra , e sottolineo <em>qualunque</em>, per venire in possesso di quelle prove– rispose seccamente il Megadirettore – quindi mi raccomando se trovate la cassetta dovete consegnarmela immediatamente. E adesso bando alle ciance e mettetevi al lavoro, il tempo stringe!</p>
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		<title>&#8220;Amelia e zio Gatto&#8221; e l&#8217;organizzazione perfetta</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 08:53:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piattins</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[esperienze]]></category>
		<category><![CDATA[leggere con i bambini]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[scrivere è il mio mestiere (forse)]]></category>
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&#8220;Evvivaaaaaa&#8221;
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Ehm, forse ho esagerato&#8230;.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.piattinicinesi.com/wp-content/uploads/2010/03/ameliaeziogatto_copertina.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1468" title="amelia_copertina.indd" src="http://www.piattinicinesi.com/wp-content/uploads/2010/03/ameliaeziogatto_copertina-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>&#8220;Bambini&#8221; ho detto &#8220;Amelia e zio Gatto è in libreria! &#8221;</p>
<p>&#8220;Evvivaaaaaa&#8221;</p>
<p>&#8220;Siete contenti per la mamma?&#8221;</p>
<p>&#8220;No, siamo contenti per noi, così almeno te la pianti di rompere&#8221;</p>
<p>Ehm, forse ho esagerato&#8230;.</p>
<p>Però dai, se non lo chiedevo a loro se andava bene lo stile, la trama, il profilo psicologico dei personaggi&#8230;a chi dovevo chiederlo? certo, lo so che chiedere a dei bambini di ascoltare la stessa frase per 10 volte di seguito per capire se è meglio con la virgola o senza, non è esattamente uno spasso, ma giuro che ho rispettto i termini del ricatt&#8230;. ehm della promessa e li ho lasciati vedere paperissima sprint tutte le sere. E comunque adesso Federico è in grado di recitare a memoria interi brani del libro con la voce del Gabibbo, mica male, no?</p>
<p>E poi sì, ci sono state le correzioni (ma quanti errori è possibile fare per un essere umano medio? ), i nervosismi, le paure. Però in fondo &#8220;speriamo che il libro vada bene&#8221; è una frase che mi sono sforzata di inframmezzare anche con altre, tipo &#8220;potete apparecchiare la tavola?&#8221; o &#8220;vuoi il latte caldo o freddo?&#8221;  tranne un paio di giorni in cui mi sono confusa e ho detto &#8220;vuoi Amelia calda o fredda?&#8221; e &#8220;Zio Gatto, apparecchia!&#8221; ma poi ho smesso, lo giuro.</p>
<p>O forse è stato quando ho detto che Amelia era un po&#8217; come la mia terza figlia?</p>
<p>Giovanni mi ha dato un calcio negli stinchi, e da allora, appena mi avvicino al libro, comincia un piagnisteo infinito. Deve essere geloso.</p>
<p>Federico, invece, più diplomatico, ha cercato di disfarsene regalando  le poche copie in nostro possesso a chiunque abbia bussato alla porta in questi giorni (compreso l&#8217;idraulico).</p>
<p>Solo High sembra sereno.</p>
<p>Non so come faccia, visto che qui è tutto un gioco di incastri, di ottimizzazione di tempi, di io faccio questo e tu fai quello.</p>
<p>Lui però sorride, serafico, e dice che tutto si può fare, basta sapersi organizzare in tempo.</p>
<p>Oggi mi ha chiesto se avevo intenzione di scrivere ancora.</p>
<p>Gli ho detto di sì, che avevo già un&#8217;idea per il secondo episodio.</p>
<p><em>E quando vuoi cominciare?</em> mi ha chiesto</p>
<p><em>Pensavo a settembre&#8230;.</em></p>
<p><em>Bene, così ci organizziamo in tempo</em></p>
<p><em>Ah sì sì, </em>- ho detto io &#8211; <em>ci organizziamo come al solito, con  il gioco di incastri, l&#8217;ottimizzazione dei tempi, io faccio questo e tu fai quello&#8230;.</em></p>
<p><em>Esattamente, anzi a questo proposito avrei già un&#8217;idea&#8230;</em></p>
<p><em>Che idea?</em></p>
<p><em>Tu scrivi, e io parto.</em></p>
<p>Per chi non vuole partire ma saperne di più Amelia è anche un blog, lo trovate <a href="http://ilblogdiameliaeale.blogspot.com" target="_blank">qui</a></p>
<p>Se siete curiosi, potete leggere il <a href="http://www.piattinicinesi.com/wp-content/uploads/2010/03/ameliaeziogatto_primocapitolo1.pdf">primo capitolo</a></p>
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		<title>Di Corazze e Mulini</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 16:54:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piattins</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi chiedono molti perché io non stia scrivendo. La domanda è legittima, ma come direbbe qualche amico matematico, malposta. Perché io sto scrivendo eccome, ma non sul blog.
Da quando ho aperto questa piattaforma, questa stanza tutta per me, come mi piace chiamarla, sono successe tante cose. Ho capito per esempio che non sarebbe stato possibile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.piattinicinesi.com/wp-content/uploads/2010/02/don-chisciotte-e-sancho-panza.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1415" title="don-chisciotte-e-sancho-panza" src="http://www.piattinicinesi.com/wp-content/uploads/2010/02/don-chisciotte-e-sancho-panza-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Mi chiedono molti perché io non stia scrivendo. La domanda è legittima, ma come direbbe qualche amico matematico, malposta. Perché io sto scrivendo eccome, ma non sul blog.</p>
<p>Da quando ho aperto questa piattaforma, questa stanza tutta per me, come mi piace chiamarla, sono successe tante cose. Ho capito per esempio che non sarebbe stato possibile continuare a lavorare come avevo fatto negli ultimi anni, e che avrei dovuto prendere un&#8217;altra direzione, anche se non sapevo bene quale. Ho dovuto farmi coraggio, essere ottimista, non fermarmi mai e andare avanti anche quando sembrava che niente di quello che stavo facendo potesse portare i suoi frutti. Sono successe anche tante cose nella mia vita personale, dove il fragor di cocci e le relative ricomposizioni, per quanto creative, hanno coinvolto tutti, ma proprio tutti i piattini.</p>
<p>Poi le cose hanno cominciato ad andare un po&#8217; meglio, e dopo tanta fatica ho scoperto quello che tutte le persone che scalano con fatica una montagna scoprono, ovvero che pure la pianura è faticosa.</p>
<p>Il quotidiano è sempre il quotidiano, la scrittura un mestiere  solitario, e il mondo del lavoro attuale, sebbene affascinante, è  piuttosto spietato.  Si fa fatica a rimanere a galla.</p>
<p>Questo tanto per incoraggiare chi si trovasse nella mia situazione di free lance, che insomma, ci siamo capiti, ha i suoi lati oscuri. Ma anche per prendere coscienza che è così, e bisogna trovare l&#8217;energia anche per questo altopiano di semiroutine, provando a organizzarsi per non soccombere tra scadenze e sentimenti.</p>
<p>Soprattutto il sentimento  che ti prende quando ricominci a lavorare dopo un periodo di arresto. E&#8217; un misto di paura, ansia e felicità, ma anche di grande senso di vulnerabilità,  come se tutte le cose ti arrivassero addosso ingigantite e violente, e invece sei solo tu che sei più fragile.</p>
<p>La cosa giusta l&#8217;ha detta la grande <a href="http://emilystar.splinder.com/" target="_blank">Emily</a>: &#8211; Ti sei persa un po&#8217; di corazza &#8211; mi ha detto. E io ho capito subito che aveva ragione. Mi  si è scalfita la scorza dura che ti protegge dagli assalti quotidiani, quella che ti fabbrichi giorno per giorno quando sei sempre a contatto con gli altri. E che ti aiuta a vedere le cose nella giusta luce, a dare ai problemi il peso che devono avere, senza trasformare dei mulini in draghi.</p>
<p>Insomma dopo tanto Don Chisciotte un po&#8217; di sano Sancho Panza.</p>
<p>Per il resto facciamo un po&#8217; di outing.</p>
<p>Se volete leggere qualcos&#8217;altro di mio potete trovarmi anche <a href="http://www.mulinobianco.it/mulinointour" target="_blank">qui</a> (a proposito di mulini). Giro l&#8217;Italia, per cui se mi dite dove siete magari mi avvicino.</p>
<p>E a fine marzo sarò in libreria con <strong>&#8220;Amelia e zio Gatto&#8221;</strong> (<a href="http://www.sinnoseditrice.org/" target="_blank">Sinnos Editrice</a>)  un giallo per bambini ambientato nel mondo della televisione, con le illustrazioni di quel genio della matita di <a href="http://www.chiaranocentini.it/" target="_blank">Chiara Nocentini</a>.</p>
<p>E siccome non resisto alla tentazione, Amelia eccola qui:</p>
<p><a href="http://www.piattinicinesi.com/wp-content/uploads/2010/02/001a.gif"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1405" title="001a" src="http://www.piattinicinesi.com/wp-content/uploads/2010/02/001a-261x300.gif" alt="" width="261" height="300" /></a></p>
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