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	<title>piattinicinesi &#187; coccing</title>
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	<description>piattini rotanti, cocci e ricomposizioni creative</description>
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		<title>Dal Coaching Al Coccing</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 13:20:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piattins</dc:creator>
				<category><![CDATA[bloggerland]]></category>
		<category><![CDATA[coccing]]></category>

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		<description><![CDATA[In una giornata dedicata al coaching, Piattins non poteva non spiegare le enormi potenzialità di una delle sue forme derivate, ovvero il coccing.
Stavolta Piattins si è concentrata su come il coccing può servire a definire un progetto.
Dal Coaching Al Coccing
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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In una giornata dedicata al coaching, Piattins non poteva non spiegare le enormi potenzialità di una delle sue forme derivate, ovvero il coccing.<br />
Stavolta Piattins si è concentrata su come il coccing può servire a definire un progetto.</p>
<div id="__ss_2276344" style="width: 425px; text-align: left;"><a style="font:14px Helvetica,Arial,Sans-serif;display:block;margin:12px 0 3px 0;text-decoration:underline;" title="Dal Coaching Al Coccing" href="http://www.slideshare.net/piattinicinesi/dal-coaching-al-coccing-2276344">Dal Coaching Al Coccing</a><object style="margin:0px" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=dalcoachingalcoccing-091019081224-phpapp02&amp;stripped_title=dal-coaching-al-coccing-2276344" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed style="margin:0px" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=dalcoachingalcoccing-091019081224-phpapp02&amp;stripped_title=dal-coaching-al-coccing-2276344" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Happiness</title>
		<link>http://www.piattinicinesi.com/happiness/</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Dec 2008 12:09:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piattinicinesi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[coccing]]></category>

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		<description><![CDATA[“Tutte le famiglie felici si somigliano. Ogni famiglia infelice è infelice a modo suo”.
Probabilmente  Tolstoj aveva ragione. Probabilmente.
Perché la felicità è una strada in salita, piena di tornanti e passaggi ostruiti, ed è facile perdere l’orientamento, di giorno e di notte.
La felicità è un compromesso. E’ il salvataggio dei relitti. Il tenace aggrapparsi a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-style:italic;">“Tutte le famiglie felici si somigliano. Ogni famiglia infelice è infelice a modo suo”.</span></p>
<p>Probabilmente  Tolstoj aveva ragione. Probabilmente.<br />
Perché la felicità è una strada in salita, piena di tornanti e passaggi ostruiti, ed è facile perdere l’orientamento, di giorno e di notte.<br />
La felicità è un compromesso. E’ il salvataggio dei relitti. Il tenace aggrapparsi a un albero maestro di buon senso e tolleranza. Un pervicace ottimismo, malgrado tutto.</p>
<p>Le feste familiari, per la felicità, sono un temibile banco di prova.</p>
<div style="text-align:justify;">In questo giorno di Natale, Piattini manda i suoi auguri di felicità tortuosa a tutti le famiglie a cui manca qualcuno a tavola, alle famiglie da uno e da due, a chi è riuscito in corner a ricucire uno strappo e a chi l’imbastitura gli si è impigliata alle palline dell’albero, a chi ha deciso che la lontananza forzata è una forma di difesa e in fondo voler bene a se stessi è la prima forma di amore, a chi si deve sorbire la suocera, la cognata, lo zio o il fratello per evitare di litigare accetta di far la parte dell’idiota e non dice una parola, a chi si adegua, a chi non si adegua, a chi si porta dentro una voragine di dolore e pensa che (forse) domani andrà meglio.</div>
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		<title>Corso di management per maestre</title>
		<link>http://www.piattinicinesi.com/corso-di-management-per-maestre/</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Dec 2008 10:19:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piattinicinesi</dc:creator>
				<category><![CDATA[non entrate in quella scuola]]></category>
		<category><![CDATA[coccing]]></category>
		<category><![CDATA[la vita è dura]]></category>
		<category><![CDATA[maestre]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[Fate attenzione al senso di colpa retroattivo.
E’ quel malefico sentimento che ti porta, per esempio, nel bel mezzo di una riunione di classe, ad alzare la mano ( e neanche troppo timidamente) quando le maestre cercano un volontario che si offra come rappresentante dei genitori.
“Beh, in fondo, quest’anno non vado in ufficio,  i bambini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fate attenzione al senso di colpa retroattivo.<br />
E’ quel malefico sentimento che ti porta, per esempio, nel bel mezzo di una riunione di classe, ad alzare la mano ( e neanche troppo timidamente) quando le maestre cercano un volontario che si offra come rappresentante dei genitori.<br />
“Beh, in fondo, quest’anno non vado in ufficio,  i bambini li prendo sempre io….”<br />
Tié, fregata.<span id="more-461"></span></p>
<p>“Signora, bisognerebbe raccogliere i soldi per i libri di testo…”<br />
“E la cifra qual è?”<br />
“beh sono 8.50, 9.50 o 9.90”<br />
“Si va bene, ma per chi?”<br />
“In base all’età…”<br />
“Ok, si può avere una lista con i nomi dei bambini e accanto la cifra che i genitori devono versare?”<br />
“Lista? Ma io non so….”<br />
“Senta facciamo così, faccio io una lista,  anzi ne faccio due e una ve la lascio. Poi voi accanto alla lista mettete la cifra che va versata, io stampo il foglio per tutti e poi faccio i comunicati per i genitori…”<br />
“Ah va bene….”<br />
“Ok a domani”<br />
&#8230;&#8230;&#8230;.</p>
<p>“Maestra Isterichina, qualcuno ha già lasciato la bustina con i soldi del libro?”<br />
“Ma, non saprei, stamattina c’era la collega Ciambella…”<br />
“Quindi niente?”<br />
“Niente che io sappia”<br />
“Driiin”<br />
“Pronto”<br />
“Sono la mamma di Piccoladellaclasse, stamattina ho lasciato la busta con i soldi, l’hai ricevuta?”<br />
“No la maestra Isterichina mi dice che non ci sono buste”<br />
“Ho visto che l’hanno messa in un cassetto”<br />
“Maestra può controllare nel cassetto”<br />
“Ah eccola, è qui. E’ che io la metto nella scatola e la  maestra Ciambella nel cassetto…”<br />
“Ma mettervi d’accordo? No, così, per dire…..”<br />
&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
<p>“Maestra Ciambella volete fare qualcosa per Natale, una festicciola, una recita?”<br />
“Non credo”<br />
“Sa glielo chiedevo perché se c’è qualcosa da comprare o da organizzare vorrei saperlo in tempo, l’ultima settimana di scuola ho vari impegni e sapendolo in anticipo riuscirei a organizzarmi meglio”<br />
“Non faremo niente”<br />
“Ok”</p>
<p><span style="font-style:italic;font-weight:bold;">tre giorni dopo</span></p>
<p>“Buongiorno maestra Ciambella”<br />
“Buongiorno signora, senta, la maestra Isterichina ha lasciato un messaggio, bisogna comprare 6 ovetti”<br />
“6 ovetti”<br />
“sì ha scritto confezioni di 6 ovetti”<br />
“Ma forse per tutti, quindi almeno 4 confezioni”<br />
“Eh sì…”<br />
“Ma che deve farci?”<br />
“Boh”<br />
“va bene io tanto devo passare al supermercato…prendo anche gli ovetti”</p>
<p><span style="font-style:italic;font-weight:bold;">30 minuti dopo</span></p>
<p>“Driin”<br />
“Pronto qui è la maestra Ciambella”<br />
“Maestra, che è successo? Power sta male?”<br />
“no non si preoccupi, è per gli ovetti, non è che li ha già comprati?”<br />
“Non ancora, ma sono al supermercato, stavo per farlo”<br />
“No, non compri niente”<br />
“Niente?”<br />
“Non è che devo comprare un’altra cosa?”<br />
“la prego me lo dica adesso perché domani è una giornataccia”<br />
“No niente”<br />
“Sicura?”<br />
“Sicura”</p>
<p><span style="font-weight:bold;font-style:italic;">16.30</span></p>
<p>&#8220;Buongiorno maestra Isterichina&#8221;<br />
&#8220;Buongiorno mamma di Power&#8221;<br />
&#8220;Come è andata oggi?&#8221;<br />
&#8220;Bene, comunque le devo chiedere una cosa, se posso&#8230;&#8221;<br />
&#8220;Cosa?&#8221;<br />
&#8220;Dovrebbe comprare 21 babbi natale di cioccolata&#8230;&#8221;<br />
&#8220;21 babbi natale di cioccolata! e perché non me l’ha detto stamattina che ero al supermercato?&#8221;<br />
&#8220;Non ci abbiamo pensato&#8221;<br />
&#8220;Ah , non ci avete pensato. Vebbè la prossima volta pensateci. Ma posso chiedervi a cosa servono questi babbi natale?&#8221;<br />
&#8220;E perché sa qui a scuola arriva Babbo Natale&#8230;&#8221;<br />
&#8220;In che senso?&#8221;<br />
&#8220;Beh, <span style="font-style:italic;">arriva Babbo Natale..&#8221;</span><br />
&#8220;Sì ho capito maestra, ma qualche dettaglio…io ho 42 anni, non 5, a me lo può dire cosa succede esattamente…&#8221;<br />
&#8220;No, è una sorpresa….&#8221;<br />
&#8220;Una sorpresa…..ma è sicura che non c’è niente da organizzare? Perché come le ho detto ho una tabella dei tempi un po’ stretta&#8221;<br />
&#8220;Ma no, niente…..&#8221;</p>
<p><span style="font-style:italic;font-weight:bold;">Mercoledì pomeriggio</span></p>
<p>“Buongiorno signor High, è venuto lei a prendere Power oggi?<br />
“E sì, è il compleanno di mia moglie, ho fatto una sorpresa, così stiamo un po’ insieme”<br />
“A bene ,senta però, domani noi facciamo una festicciola, sa viene Babbo Natale…”<br />
“Ah sì mia moglie ha già preso gli ovetti….”<br />
“No, è che oltre agli ovetti, noi vorremmo anche delle cose da mangiare, tipo patatine, pandoro…..”<br />
“E non potevate dirlo prima?”<br />
“Non ci abbiamo pensato”</p>
<p>In veste di rappresentante di classe, Piattini ha deciso in maniera del tutto dittatoriale, che le maestre non avranno il consueto pensierino di Natale.<br />
In compenso, è disposta a impartire un corso di formazione di organizzazione mentale e pratica.<br />
Anche lei, che è una svampita, può fare molto meglio di così.</p>
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		<title>la scala dei valori</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 23:05:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piattinicinesi</dc:creator>
				<category><![CDATA[le mammiadi: un'epica moderna]]></category>
		<category><![CDATA[coccing]]></category>

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		<description><![CDATA[“Domani pubblico il post sui core values” dice Flavia
“Quale, quello in cui dici che vorresti tappezzare casa tua con i cartelli dei valori tipo mission aziendale?” chiede  Piattini.
“E sì”
“Quello dove si capisce che noi due abbiamo gli stessi valori tranne l’azione, che non l’avevo mai pensato che era una cosa importante e che poi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Domani pubblico il <a href="http://www.veremamme.it/autoconsapevolezza-coaching/2008/11/26/i-nostri-core-values.html">post sui core values</a>” dice Flavia<br />
“Quale, quello in cui dici che vorresti tappezzare casa tua con i cartelli dei valori tipo <span style="font-style:italic;">mission aziendale</span>?” chiede  Piattini.<br />
“E sì”<br />
“Quello dove si capisce che noi due abbiamo gli stessi valori tranne l’azione, che non l’avevo mai pensato che era una cosa importante e che poi però quando ho letto il tuo post ho capito che era stato un grande errore e quindi adesso a ripensarci ho deciso che l’azione la voglio aggiungere anch’io tra i miei valori?”<br />
“Eh sì proprio quello”<br />
“Ottima idea” dice Piattini  “mi è piaciuto molto quel post. Secondo me questa dei <span style="font-style:italic;">core values</span> è una questione fondamentale.”<span id="more-452"></span></p>
<p>E sì. Perché i valori fondamentali della nostra vita sono il nostro faro nella notte, quello che ci guida quando intorno a noi gli altri punti di riferimento hanno esaurito la loro energia, sono l’albero maestro al quale ci appoggiamo quando la tempesta ci spinge in tutte le direzioni, tranne che in quella verso cui volevamo dirigerci.</p>
<p>E Piattini di tempeste in questi anni ne ha vissute parecchie.<br />
Fino a ritrovarsi un giorno di un anno e mezzo fa a chiedersi cosa le era rimasto a cui potersi aggrappare, per ritrovare la rotta.<br />
Perché era triste, immensamente triste, e davanti a sé vedeva un mare neropece.<br />
“Ma che ti manca?” le chiedevano “in fondo hai un lavoro, due figli, un marito…Magari vai in palestra, ti prendi una vacanza, esci con le amiche”<br />
Ma Piattini non voleva andare in vacanza, né in palestra, e sapeva che neanche una serata con le amiche le avrebbe tolto quella malinconia di dosso.<br />
La malinconia di non fare quello che avrebbe voluto.<br />
“E cosa vorresti fare, allora?”<br />
“Non lo so”</p>
<p>Però non lo so è in genere una risposta che non porta a niente, e pure in quel caso il rischio era quello di infognarsi in un labirinto di inutile malcontento.<br />
Per cui Piattini si mise a pensare. Pensò a quali fossero i valori davvero importanti nella sua vita, e buttò giù una lista.</p>
<p>“Ehi Flavia, ti va bene se domani pubblico un post di risposta a questa storia delle priorità della nostra vita? Avrei delle cosucce personali da raccontare…”<br />
“Sì, Piattins, mi va bene, solo attenta alla terminologia: i valori sono quelle cose che non cambiano &#8211; si evolvono, ma restano la tua mission nella vita, come sono alla base di una <span style="font-style:italic;">mission aziendale</span>, la lista delle priorità serve invece ad organizzare giorno per giorno i tuoi progetti, che servono a realizzare i tuoi valori.<br />
“Ah, ok”</p>
<p>Piattini dice ok però c’è una questione che non le torna.</p>
<p>Perché lei, quel giorno di un anno e mezzo fa, quando ha buttato giù la lista dei valori ha stilato comunque una classifica.<br />
E non era per fare una citazione della <span style="font-style:italic;">top five</span> di &#8220;Alta fedeltà&#8221; di Nick Hornby, ma era proprio un’esigenza interiore.<br />
Lei doveva dare una priorità ai suoi valori.<br />
Che poi, guarda un po’, al momento in cui devi buttare giù nero su bianco quello che per te è più importante nella vita vengono fuori strane cose.<br />
Per esempio ancora qualche mese prima se qualcuno le avesse chiesto qual è per te la cosa più importante nella vita lei avrebbe risposto senza alcun dubbio la libertà.<br />
Di pensiero, di parola, d’azione.<br />
Quando passi la vita ad occuparti di paesi che violano i diritti umani lo capisci quanto sia importante la libertà, a cominciare da quella che ti dà un passaporto.<br />
Però lei non aveva scritto libertà.<br />
Aveva scritto etica.<br />
L’etica.<br />
Ovvero agire secondo un principio morale, seguendo la distinzione tra giusto e sbagliato.<br />
Non dire in un servizio le cose che ti impongono di dire.<br />
Intervistare chi ti dicono di intervistare. Arrivare alle conclusioni imposte dall’alto.<br />
Non parlare di immigrazione, di diritti delle donne, e poi avere in casa una donna immigrata che ha dovuto lasciare i suoi figli per occuparsi dei tuoi.<br />
Non parlare di ambiente senza trovare il tempo di fare la raccolta differenziata.<br />
Non parlare di educazione senza riuscire a farsi pienamente carico dei propri figli.</p>
<p>I figli.</p>
<p>Nella scala di valori al secondo posto dopo l’etica.<br />
Lì dove qualche tempo prima avrebbe messo la conoscenza, la sete di viaggi, di scoperte.<br />
Perché conoscenza si sviluppa anche in profondità. E crescere i figli è l’avventura più eccitante della vita, il viaggio più imprevedibile e misterioso.<br />
Il solo che valesse la pena di intraprendere. Gli altri potevano aspettare. Ci sarebbero state altre occasioni. (anche se poi quando le hanno proposto di andare in Algeria c’è andata di corsa, era un’occasione…)</p>
<p>Però c’era una cosa che non poteva aspettare.<br />
Questa andava al secondo posto pari merito. Non c’era una o l’altra. Non si poteva scegliere.<br />
Il bisogno di raccontare era impellente.</p>
<p>Nel film di Mira Nair “il destino nel nome” la protagonista, una giovane donna indiana, ha una grande passione per la musica.<br />
Poi un giorno un promettente ingegnere la chiede i sposa e la porta negli Stati Uniti. Lei cerca di adattarsi a quella vita, cresce i figli, sviluppa una identità da emigrata.<br />
Quando il marito muore e i figli sono grandi lei deve pensare a come sopravvivere. Non è più la moglie di nessuno, la madre di nessuno, dopo tanto tempo ha la libertà di scegliere chi vuole essere, a cominciare dal luogo di residenza.<br />
Decide così di tornare in India, e lì ricomincia a suonare.</p>
<p>Perché per alcune persone la creatività e l’arte sono elementi fondamentali della propria identità.</p>
<p>La Piattina da quando era piccola era una scrittrice.<br />
Passava il tempo a inventare storie e  girate film.<br />
Però poi aveva avuto paura.<br />
Questa di scrivere le era improvvisamete sembrata una idea balzana, poco seria.<br />
E quindi l’aveva accantonata, rimandata, soffocata.<br />
Eaveva fatto altro.</p>
<p>Ma prima o poi le identità negate si ribellano.<br />
E ci costringono ad ascoltarle.</p>
<p>Solo che decidere di mettere la scrittura, la creatività allo stesso livello dei propri figli è una cosa forte, inaudita, sciagurata per una madre.<br />
O almeno per la figura di madre socialmente accettata.<br />
Qualcuno a sentirla esprimere così liberamente la sua scala di valori le ha infatti subito  consigliato di aspettare, di rimandare, di rinunciare.</p>
<p>Ma tapparsi le orecchie e ascoltare soltanto se stessi è una grande liberazione.</p>
<p>Uno riesce a vedere la vita come un mare un po’ più limpido.</p>
<p>A ritrovare la rotta.</p>
<p>E lo spazio per tutto.</p>
<p>Ma certo ci vuole un buon piano d’azione, e una visione razionale dei propri limiti (che poi vorrebbe dire racconti sì, romanzi basta, almeno per ora) e l’inserimento definitivo dell’azione (per tradurre in pratica le idee e vederne i frutti) tra i propri <span style="font-style:italic;">core values</span></p>
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		<title>Organizzazione Piattini: crollo mentale e fragor di cocci</title>
		<link>http://www.piattinicinesi.com/organizzazione-piattini-crollo-mentale-e-fragor-di-cocci-2/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Oct 2008 08:37:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piattinicinesi</dc:creator>
				<category><![CDATA[fragor di cocci]]></category>
		<category><![CDATA[coccing]]></category>

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		<description><![CDATA[“Sto cercando di riorganizzarmi”Cosi’ risponde Piattini a chi le chiede cosa stia facendo in questo periodo.Qualcuno la capisce, qualcuno meno.Ma chi è abituato al complicato puzzle della giornata genitoriale sa che si tratta di un rompicapo dove tutto si regge sulle forze di spinta, sulla pazienza, sulla buona volontà, e su una rigorosa organizzazione.Quando Piattini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Sto cercando di riorganizzarmi”<br />Cosi’ risponde Piattini a chi le chiede cosa stia facendo in questo periodo.<br />Qualcuno la capisce, qualcuno meno.<br />Ma chi è abituato al complicato puzzle della giornata genitoriale sa che si tratta di un rompicapo dove tutto si regge sulle forze di spinta, sulla pazienza, sulla buona volontà, e su una rigorosa organizzazione.<br />Quando Piattini lavorava si svegliava presto, si vestiva e truccava prima che si alzassero i bambini, preparava la colazione e li portava a scuola.  A volte li portava High, ma questo non cambiava di molto la tabella di marcia.<br />Poi Piattini andava a prendere l’autobus, munita di giornale e Ipod nelle orecchie. Il percorso durava più di un’ora ed era un tempo prezioso per leggere e riflettere, e la musica serviva a sopportare il traffico romano, e i mugugni di passeggeri.<br />Nei periodi di grande attività, il percorso sull’autobus serviva anche a fare qualche telefonata, a verificare che il montaggio o le riprese fossero cominciate in orario, a indagare gli umori della giornata.<br />Poi c’era il lavoro.<br />Dopo pranzo Piattini chiamava casa, dava le istruzioni a tata S per il pomeriggio, le chiedeva di scongelare una verdura o un piatto pronto, le comunicava le novità e si informava di eventuali problemi.<br />Quando il lavoro finiva Piattini riprendeva l’autobus.<br />Sull’autobus curava i rapporti sociali, telefonava a casa per sapere se andava tutto bene, e ascoltava la musica.<br />Piattini passava sull’autobus circa tre ore ogni giorno, e non poteva sprecare questo tempo prezioso.<br />A casa, senza fare neanche la pipì, distribuiva coccole, correggeva compiti, si lavava le mani e in venti minuti metteva tutti a cena.<br />Poi a letto, forse.<br />Il sabato mattina Piattini faceva la spesa al mercato. Ogni due settimane anche la spesa al supermercato. Qualche volta la spesa al supermercato la faceva su internet. Poi cucinava e congelava, secondo le preziose indicazioni dell’amica F.<br />Diciamo che l’amica F e il forno a  microonde hanno per sempre cambiato il destino alimentare della famiglia Piattini.<br />Poi Piattini è riuscita anche ad incastrare la palestra. Il sabato mattina. E qualche volta, se al lavoro la situazione non era troppo tesa, anche il lunedì alle 9.00.<br />Tanto non doveva fare i lavori di casa.<br />Non che fosse una gran vita, però funzionava.<br />E quando al lavoro si facevano cose interessanti e a casa andava bene certe volte aveva pure l’impressione che i piattini girassero bene, proprio bene, in perfetta armonia, e che in parte questa armonia fosse anche merito suo.<br />Adesso Piattini non perde tre ore della sua giornata sui mezzi pubblici, non lavora in un ufficio dove ha un computer che impiega un quarto d’ora ad accendersi e non deve sgomitare tra i malumori dei suoi capi.<br />Da dieci giorni ha a disposizione delle belle e lunghe giornate tutte per sé.<br />Per inventarsi un lavoro.<br />Per finire il romanzo.<br />Per dare corpo agli appunti sull’altro romanzo. Quello per bambini.<br />Però deve fare i lavori di casa.<br />Che non sa come incastrare.<br />Così sabato si è ritrovata con una pila di panni da stirare, i pavimenti lerci e la scadenza del premio Calvino alle porte.<br />Ha dato buca agli amici.<br />Non si è staccata il sedere dalla sedia.<br />È ingrassata di un chilo.<br />E aspetta giovedì per raccogliere i cocci.</p>
<p>Però lei lo sa che tutte le buone organizzazioni sono frutto di tentativi e fallimenti.<br />Per cui non si dispera.<br />Ci riuscirà, certo che ci riuscirà, a rimettere in piedi i Piattini.</p>
<p>Comunque se qualcuno in situazione analoga vuole dare suggerimenti, li accetta volentieri.</p>
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