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	<title>piattinicinesi &#187; film</title>
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	<description>piattini rotanti, cocci e ricomposizioni creative</description>
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		<title>Mini-filmografia da casa: il muro di berlino</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 09:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piattins</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La crisi europea e i desperate deputies di casa nostra hanno &#8211; giustamente- preso il sopravvento nella top list delle notizie odierne. Sarebbe però un errore dimenticarsi dell&#8217;anniversario della caduta del muro di Berlino, perché quello che stiamo vivendo oggi dipende, in parte, anche da quello che è successo il 9 novembre dell&#8217;89. E siccome [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.piattinicinesi.com/wp-content/uploads/2011/11/berlino_imm.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2221" title="berlino_imm" src="http://www.piattinicinesi.com/wp-content/uploads/2011/11/berlino_imm.jpg" alt="" width="150" height="250" /></a>La crisi europea e i <em>desperate deputies</em> di casa nostra hanno &#8211; giustamente- preso il sopravvento nella top list delle notizie odierne. Sarebbe però un errore dimenticarsi dell&#8217;anniversario della caduta del muro di Berlino, perché quello che stiamo vivendo oggi dipende, in parte, anche da quello che è successo il 9 novembre dell&#8217;89. E siccome la settimana scorsa Federico mi si è presenatto con un compito di geografia in cui doveva confrontare due cartine europee, una pre-89 e l&#8217;altra post-89, senza sapere cosa fosse successo nell&#8217;89, ho preparato per lui  e per tutti i 40enni nostalgici  di quello che quel muro ha rappresentato nella nostra maturazione politica e sentimentale, una mini-filmografia, rigorosamente casalinga.</p>
<p><strong><a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=12092">Insalata russa</a> 1994</strong></p>
<p><strong>Trama </strong>Alcuni abitanti di un appartamento collettivo russo scoprono una finestra che permette di sbucare direttamente su Parigi. Un punto di partenza geniale che dà vita a una serie di gag e trovate un po&#8217; sconclusionate, ma divertenti. Uno die primi esempi (se non il primo in assoluto) di ironia sulla separazione est-ovest.</p>
<p><strong>Da sgranocchiare durante il film</strong>: un&#8217;insalata russa rivisitata. Cuocete al vapore verdure da poter mangiare con le mani, tipo cime di cavolfiore, carote e zucchine tagliate a bastonicino, o quello che preferite. E prima di addentarle immergetele in un un <em>dip </em>(nà salsa, va..) ottenuta mescolando un vasetto di yogurt bianco, un cucchiaio d&#8217;olio e un po&#8217; di paprika (o curcuma, o noce moscata). Poi mi direte.</p>
<p><strong><a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=5346">Il cielo sopra Berlino</a> 1987</strong></p>
<p>Mi sembra quasi impossibile credere che questo film sia uscito appena due prima rispetto alla caduta del muro. Da molti fu criticato perché ritenuto troppo concettuale, ma per una che faceva le due di notte per guardare retrospettive giapponesi la concettualità non era certo un problema. E poi io l&#8217;ho sempre trovato soprattutto poetico. Due angeli che vivono sopra Berlino sono combattuti tra la natura eterea della loro anima e il desiderio struggente della vita.</p>
<p><em>&#8220;Sì è magnifico vivere di solo spirito, e giorno dopo giorno testimoniare  alla gente, per l&#8217;eternità, soltanto ciò che è spirituale. Ma a volte  la mia eterna esistenza spirituale mi pesa. E allora non vorrei più  fluttuare così, in eterno: vorrei sentire un peso dentro di me, che mi  levi questa infinitezza legandomi in qualche modo alla terra, a ogni  passo, a ogni colpo di vento. Vorrei poter dire: &#8220;ora&#8221;, &#8220;ora&#8221;, e &#8220;ora&#8221;. E  non più &#8220;da sempre&#8221;, &#8220;in eterno&#8221;. Per esempio&#8230; non so&#8230; sedersi al  tavolo da gioco, ed essere salutato&#8230; Anche solo con un cenno&#8230; Ogni  volta che noi abbiamo fatto qualcosa, era solo per finta. Ci siamo  lussati l&#8217;anca facendo la lotta, di notte, con uno di quelli: sempre per  finta. E ancora per finta abbiamo preso un pesce, per finta ci siamo  seduti a un tavolo, abbiamo bevuto, mangiato. Per finta ci siamo fatti  arrostire l&#8217;agnello e abbiamo chiesto il vino: per finta. Sotto le  tende, nel deserto: solo per finta. Non che io voglia generare subito un  bambino, o piantare un albero. Ma in fondo sarebbe già qualcosa  ritornare a casa dopo un lungo giorno, dar da mangiare al gatto come  Philip Marlowe, avere la febbre, le dita nere per aver letto il  giornale; non entusiasmarsi solo per lo spirito, ma finalmente anche per  un pranzo, per la linea di una nuca, per un orecchio; mentire, e  spudoratamente; e camminando sentire che le ossa camminano con te;  supporre, magari, invece di sapere sempre tutto&#8230; &#8220;Ah!&#8221;, &#8220;oh!&#8221;, &#8220;ahi!&#8221;:  poterlo dire, finalmente, invece di &#8220;sì&#8221; e &#8220;amen&#8221;.&#8221;</em></p>
<p><strong>Da sgranocchiare durante il film:</strong> per me questo film è una botta di nostalgia, così insieme ci metterei un quadrotto di panna cotta, pure in busta, per un revival anni 80 che più anni 80 non si può.</p>
<p><a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=34424">Good Bye Lenin 2003</a></p>
<p>1989. Christiane  vive nella Germania dell&#8217;Est ed è una  socialista convinta. La donna cade in coma poco prima della caduta del  muro di Berlino. Quando si risveglia, otto mesi dopo, il figlio Alex  tenta di evitarle lo shock e fa di tutto per evitare che la madre scopra  che il paese è &#8220;caduto nelle mani dei capitalisti&#8221;. E&#8217; geniale.</p>
<p><strong>Da sgranocchiare durante il film: </strong><em>patate perestroika</em>. Preparazione: da bravi &#8220;compagni&#8221; dividetevi i compiti secondo le abilità, qualcuno peli le patate, qualcuno le tagli &#8211; a tocchetti, o magari meglio in sfoglie sottili &#8211; qualcuno frigga. Una volta pronte, spolveratele di paprika e sale. Solo verso la fine del film vi è concesso il ketchup.</p>
<p><a href="http://www.mymovies.it/film/2006/levitedeglialtri/"><strong>Le vite degli altri 2006</strong></a></p>
<p><strong>Trama</strong> (da mymovies) Berlino Est, 1984. Il capitano Gerd Wiesler è un abile e inflessibile  agente della Stasi, la polizia di stato che spia e controlla la vita dei  cittadini della DDR. Un idealista votato alla causa comunista, servita  con diligente scrupolo. Dopo aver assistito alla pièce teatrale di Georg  Dreyman, un noto drammaturgo dell&#8217;Est che si attiene alle linee del  partito, gli viene ordinato di sorvegliarlo. Il ministro della cultura  Bruno Hempf si è invaghito della compagna di Dreyman, l&#8217;attrice  Christa-Maria Sieland, e vorrebbe trovare prove a carico dell&#8217;artista  per avere campo libero. Ma l&#8217;intercettazione sortirà l&#8217;esito opposto,  Wiesler entrerà nelle loro vite non per denunciarle ma per diventarne  complice discreto. La trasformazione e la sensibilità dello scrittore lo  toccheranno profondamente fino ad abiurare una fede incompatibile con  l&#8217;amore, l&#8217;umanità e la compassione.</p>
<p><strong>Da sgranocchiare durante il film: </strong>visto che il film tocca tutte le note dei sentimenti, ci vuole qualcosa di agrodolce, con contrasto morbido croccante. Propongo dei crostini con pere e gorgonzola o con formaggio tipo primo sale e polpa di cachi. Da bere una birra rossa al doppio malto, leggermente dolciastra.</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
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		<title>Mini filmografia da casa &#8211; w la squola</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Feb 2011 22:37:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piattins</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questo periodo i miei figli cercano le scuse più improbabili per non andare a scuola, e intanto contano i giorni fino alle prossime vacanze.
Stamattina ho dato loro una speranza. 
Stanno togliendo gli insegnanti, i corsi extra, il tempo pieno, la mensa gratis, i libri e anche i cervelli &#8211; ho detto &#8211; Se continua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questo periodo i miei figli cercano le scuse più improbabili per non andare a scuola, e intanto contano i giorni fino alle prossime vacanze.</p>
<p>Stamattina ho dato loro una speranza. <em></em></p>
<p><em>Stanno togliendo gli insegnanti, i corsi extra, il tempo pieno, la mensa gratis, i libri e anche i cervelli</em> &#8211; ho detto<em> &#8211; Se continua così vedrete che presto non sarà più necessario andare a scuola, basterà fare i casting per il Grande Fratello.</em></p>
<p>In attesa che il miracolo si avveri possiamo organizzare una serata dedicata ai film sulla scuola, vecchi o nuovi non fa niente, tanto presto saranno tutti <em>vintage.</em></p>
<p><a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=2381">L&#8217;attimo fuggente</a> di Peter Weir, 1989</p>
<p>Un film sul delicato passaggio all&#8217;età adulta, che però si svolge in una scuola, e mette in crisi gli schemi e i valori dell&#8217;educazione tradizionale. Chi come me l&#8217;ha visto a  suo tempo continua a leggere Whitman e a cercare il suo <em>capitano</em>.</p>
<p><strong>Da accompagnare con pane morbido e roast beef, una birra doppio malto e una spruzzata di tabasco (sul panino, non sulla birra).</strong></p>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.</p>
<p><strong> <a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=21909">La scuola</a></strong>, di Daniele Luchetti, 1995</p>
<p>Dai romanzi di Domenico Starnone, uno che la scuola la conosce sul serio, un film agrodolce sui deliri della scuola italiana, con un cast di attori bravissimi.</p>
<p>Imperdibile la scena finale della <em>mosca</em>.</p>
<p><strong>Da accompagnare con striscioline di focaccia, olive  e sangiovese.</strong></p>
<p><strong>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</strong></p>
<p><a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=32846">Non uno di meno</a> di Zhang Yimou, 1999</p>
<p>In una scuola rurale della Cina il maestro Gao è costretto ad assentarsi e lascia la classe nelle mani di un&#8217;alunna di 13 anni, che verrà ricompensata solo se riuscirà a tenere a bada tutti i ragazzi, in modo che a ritorno del maestro non ce ne sia <em>neanche uno di meno</em>. Tuttavia l&#8217;assenza di uno degli alunni, costretto dalla situazione familiare a lavorare in città, la costringe ad affrontare un viaggio disagevole e un’affannosa ricerca.</p>
<p><strong>Da accompagnare con cialde di gamberetti e  Frascati superiore</strong></p>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.</p>
<p><a href="http://chipsquaw.free.fr/etreetavoir/index_2.html"><strong>Etre et avoir</strong></a>, di Nicolas Philibert, 2002</p>
<p>Una classe dell&#8217;Auvergne, di quelle dove bambini dalla materna alla quinta elementare frequentano tutti insieme con lo stesso maestro. Un vero e proprio docufiction sulla vita quotidiana di questa piccola comunità, ripresa per circa un anno. Un film bellissimo. Mentre lo guardate dimenticate le polemiche sorte dopo l&#8217;uscita del film tra il maestro e il regista. L&#8217;arte è arte, e non deve mescolarsi alle miserie della realtà.</p>
<p><strong>Da accompagnare con dei crostini alla chèvre appena scaldati in forno. Da bere Sauvignon o Sancerre.</strong></p>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.</p>
<p><strong><a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=2381">Le choristes</a> &#8211; </strong>di Christophe Barratier, 2004</p>
<p>Un musicista fallito accetta un posto in un istitudo di rieducazione per minori. Metodi repressivi, storie personali, relazioni confuse. Su tutto il potere della musica e le lezioni di canto e umanità, ascolto e rispetto.(dai 13 anni)</p>
<p><strong>Da accompagnare con una scatola di Petit Lu e un buon barattolo di crema alle nocciole o similia, altrimenti poi non ce la fate a ripigliarvi.</strong></p>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.</p>
<p><a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=56368"><strong>La classe &#8211; Entre les murs</strong></a>, di Laurent Cantet , 2008<strong> </strong></p>
<p><strong>Un film girato con attori &#8220;presi dalla scuola&#8221;. Una classe mista, molto mista, e lo sguardo sulla società, sulla vita e sugli altri di studenti, professori e genitori. Da vedere per capire meglio i nostri figli e i loro compagni.</strong></p>
<p><strong>Questo film si accompagna bene con una coca (internazionale) e un panino al farro ripieno di ratatouille.</strong></p>
<p><strong>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.movieplayer.it/film/21724/l-onda/">L&#8217;onda</a> di Dennis Gansel 2008<br />
</strong></p>
<p>Per spiegare la genesi di una dittatura un professore mette in atto un &#8217;singolare&#8217; esperimento. Una classe di una trentina di studenti viene indotta a forme di cameratismo attraverso l&#8217;uso della disciplina, dell&#8217;uniforme, e di un gesto di riconoscimento (l&#8217;onda per l&#8217;appunto). La situazione però gli sfugge di mano e si trova a dover arginare una vera e propria fazione di stampo nazista.</p>
<p><strong>Da accompagnare con pane nero di segale, un velo di formaggio morbido, wurste a fette e cetriolini. Da bere una birra artigianale bianca.</strong></p>
<p><strong>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</strong></p>
<p><a href="http://www.imdb.com/title/tt0332379/">The school of Rock</a> di Richard Linklater, 2003</p>
<p>Se avete figli di almeno 9/10 anni che amano la musica questo è il vostro film. Un grande Jack Black interpreta un musicista fallito, espulso dalla sua stessa band, che per sbarcare il lunario si finge professore e accetta una supplenza in una scuola &#8220;bene&#8221; della città. Attraverso la musica i ragazzi impareranno a tirare fuori la propria grinta e le proprie passioni.</p>
<p><strong>Da accompagnare con hamburger, patatine e aranciata.</strong></p>
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		<title>Mini-filmografia da casa: Bianco natale</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Dec 2010 18:22:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I film di Natale sono un classico delle feste. Anche perché bisogna pur passarli in qualche modo certi pomeriggi di pioggia, di influenza, di voglia di stare comodi e scomposti, o di decomposizione dopo una giornata di lavoro (come saranno molte delle mie giornate di pseudofesta, per esempio).
I film di Natale sono talmente un classico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I film di Natale sono un classico delle feste. Anche perché bisogna pur passarli in qualche modo certi pomeriggi di pioggia, di influenza, di voglia di stare comodi e scomposti, o di decomposizione dopo una giornata di lavoro (come saranno molte delle mie giornate di pseudofesta, per esempio).</p>
<p>I film di Natale sono talmente un classico che ne esistono tantissimi. Così tanti che ho quasi vergogna a proporre una filmografia, ma siccome l&#8217;ho premesso che deve essere mini, in fondo posso fare una selezione non ragionevole e men che mai ragionata, e scegliere secondo il gusto familiare (e sì perché mi sono consultata con i mini cinefili della stanza accanto) e tra me e loro, ecco cosa è venuto fuori.</p>
<p><strong>La vita è meravigliosa 1946 (Frank Capra)</strong></p>
<p>Vabbé questa si capisce che è una scelta mia, anche se il film l&#8217;ho visto per la prima volta da bambina, quando in tv qualche dirigente illuminato della rai faceva scegliere a gente competente  le serie di film del lunedì, e ce ne fu una dedicata a James Stewart. L&#8217;angelo Clarence, i campanelli e il lieto fine per me sono l&#8217;essenza di Natale. Se non lo conoscete, ecco il  <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_vita_%C3%A8_meravigliosa">link</a> alla scheda di wikipedia, che è fatta molto bene.</p>
<p><strong>Da sgranocchiare durante il film: </strong>secondo me con i film lacrimosi ci vuole sempre qualcosa di croccante e saporito, per tornare con i piedi per terra e la pancia piena. Vi propongo allora una quiche ai semi di papavero, speck e funghi facilissima da fare con la pasta sfoglia già pronta. L&#8217;ho trovata <a href="http://www.ilpranzodibabette.com/index.php/2007/01/15/quiche-con-funghi-speck-e-semi-di-papavero/">qui</a>. (Avete notato come basta una rubrichetta del genere per scoprire una marea di food blogger straordinari?)</p>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
<p><strong>La freccia azzurra 1996 di Enzo D&#8217;Alò</strong></p>
<p>Tratto dal libro omonimo di Gianni Rodari, del 1964, è il primo lungometraggio della casa di produzione di D&#8217;Alò  <em>Lanterna magica</em>. Con la Befana ammalata, i giocattoli rischiano di diventare preda del terribile Scarafoni, che mira solo a fare soldi e non ha nessun interesse per i bambini. Ma i giocattoli sapranno ribellarsi e arrivare a destinazione con le proprie forze. Per bambini dai 3/4 anni.  <a href="http://www.google.it/#q=la+freccia+azzurra&amp;hl=it&amp;prmd=iv&amp;source=univ&amp;tbs=vid:1&amp;tbo=u&amp;ei=icD_TP60B4aEOpaQ7cMM&amp;sa=X&amp;oi=video_result_group&amp;ct=title&amp;resnum=1&amp;ved=0CC8QqwQwAA&amp;fp=c3ca2b0b5c12f16e">Qui</a> i video.</p>
<p><strong>Da sgranocchiare durante il film</strong>: <a href="http://calmeetcacao.blogspot.com/2008/01/cookies-chocolat-noisette.html">questi</a> cookies chocolat noisette. Nocciola e cioccolato mi ricordano il Piemonte, il titolo e il post (e la blogger) Parigi, e visto che la colonna sonora è di Paolo Conte, non trovate che l&#8217;abbinamento sia perfetto? Té o cioccolata calda il pomeriggio. Un bicchierino di passito per i grandi se la proiezione è dopo cena.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p><strong>Opopomoz   2003  di Enzo D&#8217;Alò</strong></p>
<p>Dopo la Befana, il presepe. A ridosso del natale, Rocco aspetta con ansia la nascita del fratellino, temendo che gli portrà via l&#8217;affetto di mamma e papà. Le loro abitudini, il presepe, le passeggiate, la stessa casa, rimarranno identici o questo fratello porterà solo scompiglio, come gli suggeriscono i tre diavoletti vesuviani incaricati dalle forze del male di indurlo in tentazione? Per capirlo Rocco dovrà fare un lungo viaggio all&#8217;interno del presepe&#8230; e di se stesso. Tra tradizione, scongiuri e sapido umorismo partenopeo, questo è un film delizioso, adatto  ai bambini dai 5 anni.</p>
<p><a href="http://www.google.it/#q=opopomoz&amp;hl=it&amp;prmd=iv&amp;source=univ&amp;tbs=vid:1&amp;tbo=u&amp;ei=_rz_TPnOHs2UswaqvO3yDg&amp;sa=X&amp;oi=video_result_group&amp;ct=title&amp;resnum=3&amp;sqi=2&amp;ved=0CD8QqwQwAg&amp;fp=c3ca2b0b5c12f16e">qui</a> una serie di video</p>
<p><strong>Da sgranocchiare durante il film</strong>: <a href="http://croce-delizia.blogspot.com/2009/11/sgonfiotti-con-ricotta-e-salame.html">questi</a> sgonfiotti alla ricotta e salame. (nù casatiello in versione mini)</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p><strong>Christmas Carol 2009 Robert Zemeckis</strong></p>
<p>Quando ho chiesto ai miei figli di indicarmi un film di Natale mi hanno subito citato questo, anche se non è l&#8217;ultimo che hanno visto. D&#8217;altronde almeno un Dickens a Natale ci sta tutto, no? Questa versione è indubbiamente notevole, anche se temevo che loro si sarebbero spaventati. Invece questi ragazzini sono davvero fatti di un&#8217;altra pasta. Alla loro età, di fronte a un film del genere in 3 d, io sarei morta di paura. Loro lo trovano esilarante.</p>
<p><strong>Da sgranocchiare durante il film</strong>: direi proprio degli <em>scones</em>, che ne dite? Magari proprio <a href="http://semidipapavero.splinder.com/post/16862954">questi</a></p>
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		<title>mini-filmografia da casa: tutti a tavola!!!</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Dec 2010 10:15:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Chi mi conosce sa che una delle mia passioni è il cibo (meno la cucina). Conoscere la storia dei cibi, dei prodotti, riconoscere la cultura e la storia di un popolo dalle spezie che usa, dalle pentole che ha in cucina ( e da come le dispone), dal tipo di cottura che impiega. Per me [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi mi conosce sa che una delle mia passioni è il cibo (meno la cucina). Conoscere la storia dei cibi, dei prodotti, riconoscere la cultura e la storia di un popolo dalle spezie che usa, dalle pentole che ha in cucina ( e da come le dispone), dal tipo di cottura che impiega. Per me viaggiare senza assaggiare sarebbe impensabile.</p>
<p>Per questo una mini-filmografia mangereccia, prima di Natale, ci sta tutta. Ma attenzione, un mangereccio molto interculturale.</p>
<p><strong>Il pranzo di Babette 1987</strong></p>
<p>Siamo nel 1987, e questo film danese, tratto da un racconto di Karen Blixen, è una piccola rivoluzione. Da allora abbiamo tutti guardato alla danimarca e alla cucina in modo diverso.</p>
<p><strong>Trama:</strong> Alla fine dell&#8217;ottocento in un piccolo villaggio della Danimarca vivono due anziane sorelle. Figlie di un pastore protestante, dopo la morte di quest&#8217;ultimo, hanno ereditato la guida della comunità religiosa locale respingendo le proposte di matrimonio e scegliendo di vivere una vita frugale e priva di lussi. Un giorno si presenta alla loro porta, stremata, la parigina Babette Hersant, sfuggita dall&#8217;accusa di essere una <em>communard</em>. Babette viene accolta dalle due anziane signorine grazie alla lettera di un vecchio corteggiatore di una delle due e si guadagna l&#8217;ospitalità facendo da governante e contribuendo all&#8217;attività di beneficenza.Dopo quattordici anni da Parigi arriva una grossa vincita di denaro, 10 000 franchi. Tutti credono che Babette li userà per tornare in Francia, ma ella chiede umilmente di poter dedicare un pranzo alla memoria per il centenario della nascita del pastore, padre di Martina e Filippa. Gli abitanti del villaggio, seguaci di una vita priva di piaceri terreni, saranno letteralmente sedotti ed inebriati dal pranzo che Babette, un tempo grande cuoca, ha voluto organizzare per poter nuovamente esprimere il suo talento di artista. Per procurarsi gli ingredienti, le bevande, i cristalli e le stoviglie, senza dirlo a nessuno Babette ha speso tutto il suo denaro. Solo il vecchio generale, antico innamorato di una delle due sorelle, riesce incredulo a capire il reale valore economico del pranzo.</p>
<p>Il film parla della passione, del talento, delle decisioni profonde che si prendono rispetto al proprio destino. La preparazione e la degustazione della cena sono un vero cult.</p>
<p><strong>da sgranocchiare durante il film</strong>: ritenendo l<em>es cailles en sarcofage</em> un tantinello complicate da preparare, vi propongo una <a href="http://calmeetcacao.blogspot.com/2006/09/quiche-aux-troix-fromages-per-cenetta.html">quiche aux trois fromages</a> che vi farà venire voglia di Francia, ma allo stesso tempo saprà colmare con calore, sapore e sostanza,  la voragine di malinconia che si apre i questi casi.</p>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
<p><strong>Il banchetto di nozze 1993 (Ang Lee)<br />
</strong></p>
<p>Anche qui un film che ha segnato chi l&#8217;ha visto all&#8217;epoca. Ang Lee, regista taiwanese, mette in scena le opposizioni culturali, l&#8217;omosessualità e il cibo. Quando è uscito <strong>Mangiare bere uomo donna</strong>, un anno dopo, siamo andati di corsa a vederlo. Anche quello potete aggiungerlo alla lista.</p>
<p><strong>Trama</strong>: Wai-Tung Gao ce l&#8217;ha fatta in America: è un imprenditore immobiliare di successo; ha un conto in banca notevole; una casa elegante a Manhattan, che divide con il suo amante Simon, la cittadinanza americana e diecimila miglia che lo dividono dai suoi genitori a Taiwan, genitori che si meravigliano del fatto che ancora non si sia sposato. Simon avverte una tensione interiore che tormenta Wai-Tung ogni volta che ha a che fare con i suoi vecchi genitori all&#8217;estero, e propone una soluzione: sposare Wei-Wei, una giovane artista cinese molto graziosa, che occupa illegalmente in subaffitto uno degli appartamenti di Wai-Tung a Soho. La ragazza è indietro nei pagamenti dell&#8217;affitto e ha un bisogno disperato di un permesso di soggiorno negli Stati Uniti. Viene concluso l&#8217;affare: Wei-Wei si trasferisce da lui e si studiano reciprocamente per gli inevitabili colloqui per l&#8217;immigrazione. Ma Wai-Tung non immagina nemmeno che i suoi genitori si sarebbero messi in testa di volare in America per il suo matrimonio &#8230; Con l&#8217;arrivo della signora e del signor Gao, ciò che è cominciato come una piccola bugia, diventa una grande farsa. E presto quella che doveva essere una semplice cerimonia in Municipio si trasforma in un sontuoso banchetto di nozze. Con la casa affollata di una miriade di gente, ogni personaggio comincia a cambiare: a Wei-Wei cominciano a piacere i suoi nuovi suoceri, che la colmano di regali costosi e di cimeli di famiglia; Simon, come un compagno di stanza che presto dovrà trasferirsi, si trova come un perfetto estraneo nell&#8217;ambiente; e in Wai-Tung, circondato da ogni parte, aumenta sempre più la tensione. Il banchetto di nozze ben presto si trasforma in una festa di allegri ubriachi, che culmina nella stanza di albergo degli sposini, dove Wei-Wei, sotto l&#8217;effetto del vino, ha uno slancio amoroso per il suo bel marito.</p>
<p><strong>Da sgranocchiare durante il film:</strong> <a href="http://www.misya.info/2009/02/02/involtini-primavera.htm">involtini primavera</a> o questi <a href="http://www.tempodicottura.it/2010/06/18/festeggiate-con-me/#more-2518">panzerottini</a> più italiani ma con qualcosa di &#8230;.mmmm!</p>
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<p><strong>Cous cous 2007 (Abdel Kechiche)</strong></p>
<p>Di questo film ho trovato anche il trailer e la recensione, <a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=49628">qui</a>. E anch&#8217;io qualche tempo fa gli avevo dedicato un post. Ok, lo ammetto, mi è piaciuto tantissimo questo film. Ma d&#8217;altronde tra Marsiglia, il maghreb, la danza del ventre e il cous cous, come poteva essere altrimenti?</p>
<p><strong>Trama:</strong> Beji, operaio navale di 60 di origine algerina, viene licenziato. Il suo sogno adesso, sarebbe quello di recuprare una vecchia imbarcazione efarla diventare un ristorante gallegiante. Per farlo, chiama a raccolta tutta la famiglia, compresa la figlia della sua nuova compagna, con la quale vive da quando ha divorziato dalla moglie.</p>
<p><strong>Da sgranocchiare durante il film: </strong>evitate il cous cous perché tra pianti e risate  vi ritrovereste con i chicchi sparsi ovunque, meglio questi <a href="http://www.tempodicottura.it/2009/03/03/ragazzitutti-a-casa-per-un-filmsi-mangiano-i-roll-kebab/">roll kebab</a> della mia musa ispiratrice Natalia, oppure dei <a href="http://ricette.giallozafferano.it/Felafel-Falafel.html">falafel</a>. Non c&#8217;entrano niente con la cucina maghrebina ma a me piacciono!</p>
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<p><strong>Soul kitchen 2009 (Fatih Akin)</strong></p>
<p>Fatih Akin è un regista turco-tedesco che amo molto. Vi proporrò altri suoi film <img src='http://www.piattinicinesi.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  Questo è divertente, picaresco, crudele quanto basta e pieno di cibo. Scena cult: il massaggio turco per sbloccare la schiena al protagonista, fa effetto anche sugli spettatori. <a href="http://www.mymovies.it/film/2009/soulkitchen/">Qui</a> recensione  e trailer.</p>
<p><strong>Trama</strong>: ad Amburgo, un cuoco di origine greca, Zinos, gestisce un infimo ristorante denominato Soul Kitchen. La clientela abituale sono i rozzi abitanti della periferia, interessati solo a tracannare birra e ingurgitare piatti surgelati o preconfezionati. Dentro e fuori dal Soul Kitchen ruota tutto il microuniverso di Zinos e relativi problemi: l&#8217;ambiziosa e viziata fidanzata Nadine è una giornalista rampante in partenza per la Cina, il fratello Illias un ladruncolo in libertà vigilata con il vizio del gioco, la cameriera Lucia è aspirante artista che vive in un appartamento occupato abusivamente e un vecchio compagno di scuola, Neumann, è disposto a tutto pur di comprare il locale e rilevarne il terreno. Un&#8217;ernia al disco improvvisa impone a Zinos delle sedute di fisioterapia e gli inibisce l&#8217;uso cucina, così che viene assunto un nuovo cuoco esperto di <em>haute cuisine</em> che, dopo uno scetticismo iniziale, trasforma il ristorante in un locale molto in voga capace di offrire buon cibo e musica soul.</p>
<p><strong>Da sgranocchiare durante il film: </strong> queste fantastiche <a href="http://www.fiordifrolla.it/triangoli-di-pasta-fillo-alla-feta-e-spinaci.html">polpette di melanzane</a>, perché certi film vanno bilanciati con un po&#8217; di fritto, e una birra artigianale.</p>
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<p><strong>solo per appassionati</strong> : <strong>Julie and Julia 2009 (Nora Ephron</strong>)</p>
<p>Questo film, lo dico subito, non mi ha fatto impazzire. Ma lo inserisco lo stesso nella lista perché parla di blog, di foodblogger e di quello che si può imparare dalle altre donne.</p>
<p>Basato sul libro autobiografico di Julia Powell, racconta la storia di Julia appunto, trentenne di new York che stenta a trovare la sua strada nella vita, e ha quasi rinunciato alla sua più grande passione, che è quella di scrivere. Rimasta senza lavoro, decide di tentare un&#8217;impresa folle, riprodurre tutte le ricette contenute nel libro di Julie Child, americana trapiantata a Parigi che 50 anni prima è diventata l&#8217;icona della buona cucina spiegata alle casalinghe americane. Le blogger riconosceranno diversi episodi comici e isterici della loro passione digitale. Maryl Streep è favolosa come sempre, e dà vita a una donna che sa come trovare la felicità in ogni cosa che fa. Alla fine impariamo tutte da lei.</p>
<p><strong>Da sgranocchiare durante il film: </strong>panino al salame e bicchiere di vino ( cocacola o chinotto, per gli astemi). La semplicità ha il suo fascino.</p>
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		<title>mio figlio non legge</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Oct 2010 10:10:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piattins</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Mio figlio non legge&#8221; mi ha detto la mamma di scuola.
&#8220;Se è per questo neanche i miei&#8221; ho risposto io.
Perché malgrado da sempre li abbia abituati alle letture ad alta voce, malgrado il piccolo non si addormenti senza una storia e il grande senza un fumetto in mano, di libri interi, lunghi, con tante parole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.piattinicinesi.com/wp-content/uploads/2010/10/bambino_che_legge_il_giornale.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1846" title="bambino_che_legge_il_giornale" src="http://www.piattinicinesi.com/wp-content/uploads/2010/10/bambino_che_legge_il_giornale-226x300.jpg" alt="" width="226" height="300" /></a>&#8220;Mio figlio non legge&#8221;</em> mi ha detto la mamma di scuola.</p>
<p><em>&#8220;Se è per questo neanche i miei&#8221;</em> ho risposto io.</p>
<p>Perché malgrado da sempre li abbia abituati alle letture ad alta voce, malgrado il piccolo non si addormenti senza una storia e il grande senza un fumetto in mano, di libri interi, lunghi, con tante parole fitte e doverosa concentrazione loro non ne vogliono proprio sapere. E&#8217; un problema? Me lo sono chiesta anch&#8217;io e ho cercato di proporre possibili risposte. E visto che su questo blog faccio promozione di libri e letture (il lunedì, in particolare, ma visto che in questo periodo sono in ritardo su tutto siamo finiti a martedì) non potevo non cominciare da casa mia. Anche per togliervi di testa l&#8217;idea che qui funzioni tutto bene e senza intoppi. <strong>Vi sentite meglio adesso?</strong></p>
<p>Col tempo e la frequentazione di innumerevoli bambini, mi sono convinta di una cosa. <strong>Esistono grandi lettori, lettori medi, e lettori che vanno inseguiti, stanati e presi a (ideali) martellate libresche</strong>.</p>
<p>Il grande lettore è casuale. Può nascere in una famiglia colta, attenta, o anche in una famiglia che se ne frega di leggere qualcosa di più impegnativo di una rivista di gossip. Tempo fa in una libreria qualsiasi di una localià estiva ho visto un bambino pregare il padre di comprargli un libro nuovo. <em>&#8220;Un altro?&#8221;</em> gli ha chiesto il padre. <em>&#8220;Ma te ne ho comprato già uno la settimana scorsa&#8221;</em>. <em>&#8220;Sono l&#8217;unico bambino che non viene accontentato quando chiede di leggere!&#8221;</em> ha esclamato lui irritato. Io che ascoltavo ho pensato che purtroppo invece non era l&#8217;unico, e sorridendo amaramente mi sono ricordata del personaggio di <strong>Matilda</strong>, di Roald Dahl.</p>
<p><strong>Ma se il grande lettore è casuale, a che serve tutto questo impegno per leggere le storie ai bambini quando sono piccoli?</strong></p>
<p>La risposta è che non serve a niente se pensate che le attività dei bambini debbano dare dei risultati 1 a 1, del tipo <em>&#8220;ti mando a lezione di pianoforte così diventi una grande compositore&#8221;</em> o <em>&#8220;le conoscenze sono importanti, per questo ho scelto la scuola calcio dove si allena il figlio dell&#8217;idraulico di Totti&#8221;</em>. Ma se invece quando scegliete un&#8217;attività per i vostri figli cercate altre cose, tipo la curiosità, il piacere di sentire i suoni che si armonizzano, la sicurezza nelle proprie capacità, l&#8217;esperienza di superare una prova difficile, il gioco di squadra, allora  la lettura ad alta voce serve a qualcosa.</p>
<p>Serve a creare una base di storie comuni alle quali attingere nei momenti difficili, ma anche in quelli belli. Serve a vedere le cose con occhi nuovi, a scoprire le mille evoluzioni di una situazione iniziale, serve ad ampliare il lessico, a vivere i sentimenti di un personaggio diverso da noi, serve a stare vicino al papà, alla mamma, alla zia, alla nonna o alla maestra.</p>
<p>Serve a imparare a vedere cose che non ci sono. Serve a fare silenzio, a trovare le parole giuste e usare solo quelle.</p>
<p>Le parole però sono così duttili che si accompagnano alle imamgini, alla musica, ai gesti, alla danza.</p>
<p>Le storie non sono solo quelle dei libri.</p>
<p>Nel tempo ho imparato come ogni bambino abbia le sue propensioni, i suoi momenti di crescita e di stallo, le sue esigenze.</p>
<p>Federico ha sempre avuto una predilezione per l&#8217;ascolto. Le storie a teatro, e l&#8217;esperienza in prima persona del teatro, sono state per lui un modo di crescere, di imparare, di acquisire una consapevolezza di sé e del proprio corpo.</p>
<p>Pessimo lettore, è però un ottimo ascoltatore. Con lui funzionano benissimo gli audiolibri. E&#8217; affascinato dai testi di Caparezza, e dalle canzoni di Gaber e Rino Gaetano. Legge i Manga, ma anche Mafalda.</p>
<p>Aspetto che cresca ancora un po&#8217; e lo stordisco di graphic novel.</p>
<p>Giovanni è uno scansafatiche naturale. Misura i libri in base allo spessore e al numero di parole contenute,  e colleziona quelli finiti come trofei. <em>&#8220;Ne ho letti venti, trenta, quaranta&#8221;</em> esclama trionfante e subdolo, mentendo spudoratamente.</p>
<p>Fan accanito del lupo cattivo fin dalla prima lettura dei tre porcellini, ha mantenuto una propensione per il noir (inteso anche come colore) facendomi comprare versioni dark di <a href="http://biblioragazziletture.wordpress.com/2009/05/21/aprite-quella-porta/">Cappuccetto rosso</a> e <a href="http://www.exibart.com/profilo/eventiV2.asp?idelemento=88240">Hansel e Gretel</a>. Il successo più grande sulle paure dell&#8217;infanzia però, lo abbiamo ottenuto con un film. Nel momento classico dei 4 anni, quando i bambini hanno paura di ritrovarsi da soli senza i genitori e temono ladri in casa, draghi sotto il letto o fantasmi nel comò, a niente erano valse le fiabe tradizionali. Allora un giorno ho avuto un&#8217;intuizione e ci siamo guardati insieme &#8220;Mamma ho perso l&#8217;aereo&#8221;. E&#8217; stato un successo. Da allora ogni volta che ritorna la paura dei ladri lui pensa al bambino che si organizza in casa per sconfiggerli. Versione moderna e scaltrita di Pollicino, quel film ha la meccanica della fiaba della perdita e del ritrovamento, più le armi dell&#8217;astuzia e del coraggio portate a misura di bambini moderni.</p>
<p>Tutto bene allora? Niente più problemi? Non proprio.</p>
<p>Con un figlio che sta affrontando la sedimentazione della capacità di leggere e scrivere (seconda elementare) e un altro che sta viaggiando velocemente verso l&#8217;adolescenza (la pre-adolescenza esiste, e comincia prestissimo, <em>watch out</em>) mi rendo conto come tutto serva, ma niente possa sostituire la concentrazione sulla pagina scritta. Imparare a decriptare i segni, i significati, i mondi in quel silenzio intimo e profondo della mente è essenziale.</p>
<p>Non so se i miei figli diventeranno mai grandi lettori, però vorrei che fossero adulti pensanti. Per questo ho deciso di stanarli a colpi (ideali) di libri.</p>
<p>Li compro, li propongo, li occulto, li rendo misteriosi. A volte suggerisco. (Nel senso che spengo la tele e dico, &#8220;ma non avevi detto che le storie di Sherlock Holmes ti stavano piacendo? E be&#8217; allora stasera fai una cosa diversa e leggitene una&#8221;).</p>
<p>Perché in fondo faccio così anche quando li &#8220;incoraggio&#8221; ad andare in piscina malgrado la pigrizia di doversi preparare, o propongo una verdura nuova, o dico &#8220;un solo pezzo di cioccolata, chè troppa vi fa male&#8221;.</p>
<p>E cerco soluzioni creative.</p>
<p>Domani ve ne propongo una per i piccoli lettori subdoli e pigri come il mio. Promesso.</p>
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