<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>piattinicinesi &#187; immigrazione</title>
	<atom:link href="http://www.piattinicinesi.com/tag/immigrazione/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.piattinicinesi.com</link>
	<description>piattini rotanti, cocci e ricomposizioni creative</description>
	<lastBuildDate>Mon, 06 Feb 2012 14:55:21 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.1</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Senza stelle comete</title>
		<link>http://www.piattinicinesi.com/senza-stelle-comete/</link>
		<comments>http://www.piattinicinesi.com/senza-stelle-comete/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 22:07:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piattins</dc:creator>
				<category><![CDATA[scrivere è il mio mestiere (forse)]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[poesie]]></category>
		<category><![CDATA[rifugiati]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.piattinicinesi.com/?p=2124</guid>
		<description><![CDATA[Vi avevo detto che quello di prima non sarebbe stato il post più difficile. Questo mi è costato molto di più. Da una storia vera.
&#8212;&#8212;&#8212;
Hai legato la valigia
con una corda di rimpianti
sul letto, impilati con ordine
sono rimasti i ricordi
tua figlia corre a spegnere le luci
tua moglie chiude la porta
poi ripone la chiave nella borsa
e un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi avevo detto che quello di prima non sarebbe stato il post più difficile. Questo mi è costato molto di più. Da una storia vera.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p>Hai legato la valigia</p>
<p>con una corda di rimpianti</p>
<p>sul letto, impilati con ordine</p>
<p>sono rimasti i ricordi</p>
<p>tua figlia corre a spegnere le luci</p>
<p>tua moglie chiude la porta</p>
<p>poi ripone la chiave nella borsa</p>
<p>e un dolore in gola</p>
<p>verso terre senza promesse</p>
<p>state fuggendo</p>
<p>come una sacra famiglia</p>
<p>sbattono le taniche d’acqua come tamburi</p>
<p>sciaborda l’ultimo pieno di benzina</p>
<p>per  strada si allungano le ombre</p>
<p>di orde mercenarie</p>
<p>scuoti la polvere dalle scarpe</p>
<p>la terra dalle ruote</p>
<p>i sentieri dei badu e le oasi</p>
<p>sono sepolti nei canti dei poeti</p>
<p>e questa ormai</p>
<p>è terra di nessuno</p>
<p>nessuno aspetta</p>
<p>nessuno sta morendo</p>
<p>nessuno ha pietà</p>
<p>e nessuno è sacro</p>
<p>senza stelle comete</p>
<p>a illuminare le aureole</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.piattinicinesi.com/senza-stelle-comete/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>anche voi foste schiavi</title>
		<link>http://www.piattinicinesi.com/anche-voi-foste-schiavi/</link>
		<comments>http://www.piattinicinesi.com/anche-voi-foste-schiavi/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 18:08:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piattins</dc:creator>
				<category><![CDATA[media power]]></category>
		<category><![CDATA[omeopatia culturale]]></category>
		<category><![CDATA[centro astalli]]></category>
		<category><![CDATA[chiara peri]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[libia]]></category>
		<category><![CDATA[rifugiati]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.piattinicinesi.com/?p=2119</guid>
		<description><![CDATA[Vi è mai capitato di commuovervi fino alle lacrime per un film sulla guerra, sulle separazioni, sulle ingiustizie subite dai popoli?
Se vi è successo non solo è merito della vostra indubbia sensibilità, ma anche del fatto che vi siete riconosciuti in una storia che avrebbe potuto essere la vostra. E&#8217; questo il potere del cinema, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi è mai capitato di commuovervi fino alle lacrime per un film sulla guerra, sulle separazioni, sulle ingiustizie subite dai popoli?</p>
<p>Se vi è successo non solo è merito della vostra indubbia sensibilità, ma anche del fatto che vi siete riconosciuti in una storia che avrebbe potuto essere la vostra. E&#8217; questo il potere del cinema, della letteratura, della poesia. Quello di riconoscere negli altri i sentimenti universali che ci tengono ancorati alla nostra umana natura.</p>
<p>Quando lavoravo in televisione avevo tra gli altri il compito di scegliere le immagini per le notizie. Volontariamente evitavo gli assembramenti, le scene di massa, i tappeti di gente sulle piazze, che invece erano il pane quotidiano di tutti i servizi che facevano rumore su arabi, immigrati, terroristi, talebani, afghani, curdi, iracheni, islamici, integralisti. Nomi collettivi per far dimenticare la vita quotidiana interrotta dalla guerra di migliaia di famiglie, di giovani, di bambini. Per creare una serena indifferenza e giustificare forme di coercizione violenta con la necessitò della sicurezza, della democrazia, della prevenzione, dell&#8217;aiuto umanitario.</p>
<p>Le cose non sono cambiate. Le migliaia di persone che stanno fuggendo in questi mesi dai luoghi di guerra sono di volta in volta orde, minacce, invasori. Vengono strumentalizzate dal governo gonfiando i numeri, tenendoli reclusi su un&#8217;isola per creare allarme, servono a foraggiare centri di detenzione/identificazione che sono in realtà centri di privazione dei diritti elementari.</p>
<p>Come successe durante il periodo nazista quando sugli ebrei ricaddero tutte le colpe, come quando gli italiani in America divennero anarchici e capri espiatori delle tensioni sociali.</p>
<p>E mentre cresce l&#8217;allarme, e si giocano le alleanze politiche e le prossime elezioni sulla pelle delle vittime di guerra, si nasconde sotto il tappeto delle notizie a cottimo che i flussi dalla Libia non dipendono solo dalla  guerra, ma sono da anni un&#8217;arma di ricatto del governo di Gheddafi, e un portentoso giro d&#8217;affari.</p>
<p>Si dimentica che quei flussi sono il risultato delle disastrose politiche europee in Africa e Medio Oriente.</p>
<p>In questi mesi sono andata a seguire alcune conferenze al <a href="http://www.centroastalli.it/">Centro Astalli</a>, che si occupa di rifugiati, in compagnia di <a href="http://yenibelqis.splinder.com/">Chiara Peri</a>, che lì lavora, e che ha raccontato in splendidi post quello che stava succedendo, e la frustrazione a volte nel sentire un muro rispetto a questi temi.</p>
<p>Il muro è stato alzato per non farci indignare, in vari modi, sottili o devastanti, tutti tesi a negare la verità e l&#8217;orrore di quello che accade.</p>
<p>Mi unisco all&#8217;<a href="http://yenibelqis.splinder.com/post/24713209/pacifismo-surreale">appello</a> di Chiara per una necessaria indignazione.</p>
<p>Da parte mia, continuerò a dedicare uno spazio sul blog alla questione.</p>
<p>Perché pensavo che questo sarebbe stato un post difficile da scrivere,  ma i più difficili devono ancora venire.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.piattinicinesi.com/anche-voi-foste-schiavi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>6</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Idee creative: le mappe del cuore</title>
		<link>http://www.piattinicinesi.com/idee-creative-le-mappe-del-cuore/</link>
		<comments>http://www.piattinicinesi.com/idee-creative-le-mappe-del-cuore/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 May 2011 10:12:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piattins</dc:creator>
				<category><![CDATA[idee creative]]></category>
		<category><![CDATA[città]]></category>
		<category><![CDATA[geografia]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[mappe]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.piattinicinesi.com/?p=2097</guid>
		<description><![CDATA[Federico da mesi è alle prese con le cartine mute. Ovvero su fogli di carta da lucido disegna i contorni delle varie regioni d&#8217;Italia e poi le riempie di simboli. Foreste, densità abitativa, fiumi, province.Tutta questa cartografia comincia a dare i suoi frutti, in termini di nozioni, ma la maggior parte di queste mappe rimangono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Federico da mesi è alle prese con le cartine mute. Ovvero su fogli di carta da lucido disegna i contorni delle varie regioni d&#8217;Italia e poi le riempie di simboli. Foreste, densità abitativa, fiumi, province.Tutta questa cartografia comincia a dare i suoi frutti, in termini di nozioni, ma la maggior parte di queste mappe rimangono mute di significato. Sa i nomi delle città, ma non le ha mai viste. A volte neanche immaginate.</p>
<p>Ricordo un anno di liceo passato a studiare la geografia francese in questo modo. La mattina arrivando in classe trovavamo sulla lavagna il profilo della Francia disegnato col gesso bianco. L&#8217;interrogazione consisteva nel riempirlo, indicando la posizione (quasi) esatta di Lille, o di Nantes, del Rodano o della Garonna, del Périgord e del Languedoc. Un incubo, letteralmente, però per anni ho saputo tutto. O almeno così credevo. Solo dopo, quando in Francia ho cominciato a viverci, mi sono accorta che non sapevo niente. La sensazione di spazi ampi, l&#8217;asprezza delle montagne dell&#8217;Alvernia, certi silenzi sui Pirenei, le persone che ho conosciuto, il loro modo di parlare, il rosso dei capelli di un&#8217;amica di Rennes, il salmastro dell&#8217;oceano in certi occhi, l&#8217;odore del <em>metro</em> di Parigi tutti i giorni, ci vuoe tempo ad impararli.</p>
<p>Nelle classi dove ci sono bambini stranieri i nomi dei paesi d&#8217;origine a volte suonano a vuoto, altre si riempiono di immagini messe da altri. E questo non vale solo per i piccoli. Ricordo le espressioni di terrore della nostra rappresentante di classe all&#8217;arrivo del bimbo afghano: abbiamo un arabo in classe! Non sapevo se ridere o mandarla a quel paese, poi ho optato per un sano ritorno alla ragione, invitando a conoscere meglio la famiglia. Tempo qualche giorno e le terribili minacce di velo obbligatorio per le bidelle e infiltrazioni terroristiche in bagno si erano fortunatamente dissolte.</p>
<p>Per riempire le mappe di ricordi condivisi si possono fare molte cose.</p>
<p>Per esempio si può appendere in classe una mappa del mondo, e segnare su di essa i luoghi di provenienza delle varie famiglie.</p>
<p>Segnare i movimenti migratori, scoprendo che anche i genitori dei bambini italiani spesso si sono spostati per lavoro, per amore, per studio, per curiosità. La mappa si riempirebbe presto di lineee tratteggiate che vanno da un capo all&#8217;altro del mondo, per poi confluire in un &#8216;unica città, dove tutte quelle persone si sono incontrate e ora vivono.</p>
<p>Oppure lavorare su un argomento specifico, come le favole tradizionali , con elementi che si ritrovano nelle varie culture, o il cibo, per scoprire che per arrivare a un piatto semplice (la pizza? le melanzane? i supplì?) ci sono voluti viaggi, mercanti, guerre e tante migrazioni, anche lì.</p>
<p>Per ispirarvi, guardate <a href="http://www.coolhunting.com/tech/sourcemap.php">questa applicazione</a> che visualizza le diverse fonti di un prodotto. Chiaramente con i bambini si può fare benissimo a mano, e riempirla di foto e disegni incollati.</p>
<p><a href="http://www.piattinicinesi.com/wp-content/uploads/2011/05/sourcemap1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2109" title="sourcemap1" src="http://www.piattinicinesi.com/wp-content/uploads/2011/05/sourcemap1-300x150.jpg" alt="" width="300" height="150" /></a></p>
<p>Oppure parlare dei luoghi di vacanza, che sono esotici (sì ma non per chi ci abita) o vicini, sono sempre i soliti, o sempre nuovi, il paese dei nonni, il campeggio con i bungalow, la roulotte.</p>
<p>Disegnarne il contorno, e riempire l&#8217;interno di parole che ci ricordino quanto sia bello (o a volte brutto) starci. Come ha fatto <a href="http://www.designspongeonline.com/2011/05/reginapolis-map.html">questa artista</a> (via designsponge) con la città di New York.</p>
<p><a href="http://www.piattinicinesi.com/wp-content/uploads/2011/05/mappa-di-new-york1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2108" title="mappa di new york" src="http://www.piattinicinesi.com/wp-content/uploads/2011/05/mappa-di-new-york1-235x300.jpg" alt="" width="235" height="300" /></a></p>
<p>Per i ragazzi a partire dalle medie, provate invece a farli riflettere sui cambiamenti storici della città in cui vivono, esaminando come le migrazioni, le guerre, le demolizioni e i commerci hanno cambiato il volto della città nel tempo.</p>
<p>per ispirarvi guardate <a href="http://hypercities.ats.ucla.edu/">Hypercieties</a> (via <a href="http://www.nuovoeutile.it">nuovoeutile</a>). Io <em>ovviamente</em> ho scelto la mappa di Roma.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.piattinicinesi.com/idee-creative-le-mappe-del-cuore/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>8</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>“Anche tu finisci in Libia” : il nuovo reality di canale 5 “sbarca” in Tv</title>
		<link>http://www.piattinicinesi.com/%e2%80%9canche-tu-finisci-in-libia%e2%80%9d-il-nuovo-reality-di-canale-5-%e2%80%9csbarca%e2%80%9d-in-tv/</link>
		<comments>http://www.piattinicinesi.com/%e2%80%9canche-tu-finisci-in-libia%e2%80%9d-il-nuovo-reality-di-canale-5-%e2%80%9csbarca%e2%80%9d-in-tv/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 14 May 2009 08:16:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piattinicinesi</dc:creator>
				<category><![CDATA[media power]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[satira]]></category>
		<category><![CDATA[tv]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://piattinicinesi.wordpress.com/2009/05/14/%e2%80%9canche-tu-finisci-in-libia%e2%80%9d-il-nuovo-reality-di-canale-5-%e2%80%9csbarca%e2%80%9d-in-tv</guid>
		<description><![CDATA[Dopo due giorni di consultazioni, il vertice tra dirigenti Mediaset e commissione sicurezza ha finalmente dato i suoi frutti.
Il troncone del ddl sul reato di clandestinità è stato modificato: ottenere il permesso di soggiorno ora sarà più facile, basterà partecipare a “Anche tu finisci in Libia”, il nuovo reality di Canale 5.
“In fondo l’idea era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">Dopo due giorni di consultazioni, il vertice tra dirigenti Mediaset e commissione sicurezza ha finalmente dato i suoi frutti.<br />
Il troncone del ddl sul reato di clandestinità è stato modificato: ottenere il permesso di soggiorno ora sarà più facile, basterà partecipare a <span style="font-style: italic;">“Anche tu finisci in Libia”</span>, il nuovo reality di Canale 5.<br />
“In fondo l’idea era semplice” ha detto sorridendo uno dei dirigenti, appena uscito dalla lunghissima sessione “bastava pensarci prima”.<span id="more-528"></span></p>
<p>Mediaset, in collaborazione con la Rai, ha già cominciato le selezioni nell’Africa subsahariana.<br />
I concorrenti saranno sottoposti a prove difficilissime, come superare il deserto senza acqua, evitare di contrarre malattie, combattere i soldati nigeriani, trasportare droga senza pagare tangenti, e soprattutto riuscire ad imbarcarsi.</p>
<p><span style="font-style: italic;">“Abbiamo già venduto i biglietti ai bagnanti libici” </span>ha detto ancora il dirigente <span style="font-style: italic;">“Certo c’è stata qualche protesta, perché fino ad ora assistevano allo spettacolo gratis, ma noi aggiungeremo qualche colpo di scena che renderà il tutto più emozionante”</span>.</p>
<p>In risposta alle perplessità per i costi di produzione che appaiono già esorbitanti, il dirigente ha tenuto a rassicurarci <span style="font-style: italic;">“nella parte africana la struttura esiste già da anni, quindi noi dobbiamo limitarci a fare le preselezioni e poi filmare il tutto, la vera novità sarà al momento di attraversare il mediterraneo, quando daremo il via alle nomination e alle eliminazioni in diretta”.</span></p>
<p>Alcuni vip esclusi dalla tornata elettorale hanno già fatto richiesta per partecipare.<br />
Il premio per loro sarà la partecipazione ai prossimi 10 reality di Canale 5.<br />
Per i clandestini invece in palio c’è un permesso di soggiorno a San Marino, compreso di conto corrente.<br />
E per chi non vince?<br />
<span style="font-style: italic;">“Gli altri finiranno nei centri di detenzione libica, ma solo per tre mesi, poi potranno andare a lavorare  nei campi di pomodori”.</span></p>
<p>Saputa la notizia Maria de Filippi  ha già chiesto di organizzare una versione di Amici sui barconi .<span style="font-style: italic;">“Troveremo il nuovo Marco Carta” </span>ha annunciato.</p>
<p>Anche il premier ha accolto la notizia con grande entusiasmo <span style="font-style: italic;">“questo è un vero esempio di quello che intendiamo per società meritocratica”</span> ha detto “<span style="font-style: italic;"> e se lo guarderete, vorrà dire che anche stavolta ve l’abbiamo messo in quel posto”</span>.</p>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.piattinicinesi.com/%e2%80%9canche-tu-finisci-in-libia%e2%80%9d-il-nuovo-reality-di-canale-5-%e2%80%9csbarca%e2%80%9d-in-tv/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>24</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>non toglieteci i parchi</title>
		<link>http://www.piattinicinesi.com/non-toglieteci-i-parchi-2/</link>
		<comments>http://www.piattinicinesi.com/non-toglieteci-i-parchi-2/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 12:08:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piattinicinesi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://piattinicinesi.wordpress.com/2009/03/10/non-toglieteci-i-parchi-2</guid>
		<description><![CDATA[La Piattina da qualche giorno va a correre al parco.
Correre forse è un po’ esagerato come termine ( in effetti l’impatto dei suoi piedi sul terreno ricorda piuttosto l’incedere caracollante dell’ippopotamo) ma lei ha la felpa fucsia, l’ipod e tanta buona volontà, e questo basta a farla partecipare alla comunità di romani che la mattina [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family:verdana;">La Piattina da qualche giorno va a correre al parco.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">Correre forse è un po’ esagerato come termine ( in effetti l’impatto dei suoi piedi sul terreno ricorda piuttosto l’incedere caracollante dell’ippopotamo) ma lei ha la felpa fucsia, l’ipod e tanta buona volontà, e questo basta a farla partecipare alla comunità di romani che la mattina invadono i parchi, e per tutto il giorno, a orari diversi, nei parchi camminano, accompagnano i cani, chiaccherano, corrono, vanno in bicicletta, combattono la solitudine, mantengono la salute e spingono carrozzine.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">Senza i parchi la vita a Roma sarebbe insopportabile.<span id="more-495"></span></span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">Neanche tutti i suoi tramonti di fuoco, i vicoli, gli scorci di cielo attraverso gli antichi archi  basterebbero a consolare i suoi abitanti dal traffico, dal rumore e dalla sporcizia.</span><br />
<span style="font-family:verdana;">Né i filetti di baccalà né una gricia ben fatta  li solleverebbero  dalla maleducazione diffusa.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">Invece al parco respiri, prendi fiato, noti un signore che si è fermato a osservare le gemme sui rami dei tigli e pensi che forse allora nella vita c’è ancora speranza.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">I parchi sono la salvezza delle mamme sole, il </span><span style="font-style:italic;font-family:verdana;">refugium peccatorum</span><span style="font-family:verdana;"> delle festività primaverili con il portafoglio vuoto, dei fine settimana assolati in cui basta un piatto di lasagna sul prato per fare festa, delle estati lunghe e torride, in cui si esce solo la sera, e si va a bere una birra o ad ascoltare un concerto in villa, la villa che è di tutti.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">Per questo quando il 14 febbraio una ragazza è stata stuprata al parco della Caffarella la popolazione del quartiere è insorta.</span><br />
<span style="font-family:verdana;">Piattini lo capisce.</span><br />
<span style="font-family:verdana;">Quello stupro è lo stupro di un intero quartiere.</span><br />
<span style="font-family:verdana;">Della sua libertà, della sua fiducia, della sua sicurezza.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">La sicurezza.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">La sicurezza è un’emergenza che ha un nome e cognome, quasi sempre straniero.</span><br />
<span style="font-family:verdana;">Perché così è più facile.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">Perché le baracche, il degrado, l’enorme povertà di sacche sociali ai margini della città, in cui accade di tutto, quelle non sono facili per niente.</span><br />
<span style="font-family:verdana;">Come non lo sono lo sfruttamento reiterato e massiccio della clandestinità, del bisogno, dell’illegalità e dei criminali a buon mercato.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">I campi nomadi esistono da decenni.</span><br />
<span style="font-family:verdana;"> Forse finalmente sarebbe il caso di trovare una soluzione adeguata a un paese civile, invece di considerare i Rom fuorilegge per implicite ragioni etniche.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">Da allora Piattini fa attenzione ai discorsi, ai servizi con i circoletti rossi introno alle facce degli indiziati, ai termini usati, alle spinte invisibili dei dibattiti guidati, delle isterie mediatiche, delle notizie smozzicate che trapelano dai giornali.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">Quello che non vorrebbe è sentire il sentimento della paura infiltrarsi tra le vertebre come un brivido, rendere i sensi vigili a recepire minacce dove non ci sono, guardare con sospetto due operai stranieri che mangiano un trancio di pizza su una panchina, rinunciare ad allontanarsi dai sentieri battuti.</span><br />
<span style="font-family:verdana;">E invece lo sente.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">La paura è una bestia feroce, che scava labirinti nell’anima e la rende fragile.</span><br />
<span style="font-family:verdana;">Una bestia che attacca, che urla, che dilania.</span><br />
<span style="font-family:verdana;">Che si nutre della sua stessa carne.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">La paura è l’arma più pericolosa. Specialmente se finisce nelle mani sbagliate.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">Per addomesticarla non servono ronde o proclami, basta ripristinare lo spazio legale.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">Lo spazio dove tutti hanno pari dignità, pari diritti e pari doveri.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">Non esistono cittadini di serie A e serie B.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">La provenienza etnica non è un giudizio sulla persona.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">Dove una regola è una regola.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">E chi ha il compito istituzionale di farla rispettare, abbia gli strumenti e la dignità per farlo.</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.piattinicinesi.com/non-toglieteci-i-parchi-2/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>18</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

