L’Università di Birzeit era piena di studenti.
C’erano corsi di letteratura e di diritto, di scienze e di differenza di genere.
C’era una sala multimediale con la connessione internet e una spianata esterna dove arrostirsi al sole di mezzogiorno, una sala mensa e un distributore di spremute: arance e pompelmi coltivati a Jaffa, gli stessi che noi in Italia ogni tanto per protesta decidevamo di boicottare.
Guardando gli studenti chini sui libri in biblioteca, o mentre prendevano appunti, non p...