tecniche di difesa

“Quasi sicuramente manterremo le classi di tempo pieno già esistenti” – aveva detto la preside a febbraio – “ma io spero anche di formarne una quarta. Ragion per cui” – aveva aggiunto –” iscrivetevi tutti, iscrivetevi in massa!”

Confortata da questo piglio ottimisticamente rivoluzionario, Piattins aveva iscritto Power al tempo pieno.
A maggio, però, dello spirito rivoluzionario non era rimasto niente, e anche l’ottimismo andava maluccio.

“Ma la supplente non arriva?”
“Non ci sono fondi….Aspettiamo ancora due giorni, magari la maestra si sente meglio e torna…”
“E le graduatorie per l’anno prossimo?”
“Per quelle c’è tempo. Ma tu conosci qualcuno nella commissione?”
“Io?…veramente no…”
“Peccato…”

Poi, quando meno se l’aspettava, l’hanno chiamata dalla segreteria scolastica.
“Parlo con la signora Piattins, madre di Piccolo Power?
“Proprio lei” ha risposto Piattins
“Volevo chiederle, signora se lei vorrebbe rinunciare al tempo pieno per suo figlio.”
“Rinunciare al tempo pieno? Gasp”- a Piattins le è mancato il fiato – “ma perché, in che senso, ma scusi, ma qual è il problema?”
“Il problema, cara signora, è che le classi sono pienissime”
“Ma perché, non siete riusciti a formare la quarta classe?”
“Eh, no…”
“E quindi quanti sono i bambini in ogni classe?”
“Non lo so ancora, comunque troppi, per cui stiamo chiedendo alle mamme se vogliono rinunciare e prendere invece le 30 ore”
“Quelle col maestro unico?”
“Già, però non unico unico, avrebbe anche le maestre di musica, inglese, religione…”
“Ma scusi perché proprio a me lo chiedete, di rinunciare?
“Perché suo figlio è anticipatario”
“Beh, anticipatario… Se non mi sbaglio c’è stata una legge che ha permesso ai bambini nati entro aprile di andare a scuola, e poi mio figlio è di gennaio”
“Sì ma comunque potrebbe trovarsi male”
“Male?”
“Sì male, il tempo pieno non è adatto a bambini anticipatari, anche se sono di gennaio: troppa fatica, troppo caos. Noi le consigliamo le 30 ore, il maestro unico e chi s’è visto s’è visto”
“E scusi, quando dovrei decidere?”
“Ora”
Piattini ha deglutito, poi ha detto
“Mi dia un quarto d’ora, la richiamo”.
Ha riattaccato.
Poi ha respirato, ha respirato di nuovo e poi ha chiamato High, che era fuori città

“Che c’è Piattinella tesorino?” Ha detto High
“C’è che aaaaaghhhhhhhh– ha urlato Piattins senza riuscire a dominarsi – quegli £$”?^ della segreteria non mi vogliono dare il tempo pieno con la scusa che Power è di gennaio e io lo sapevo che andava a finire così che haivoglia a fare manifestazioni alla fine fanno come gli pare e io come cavolo faccio se non mi danno il tempo pieno e il bambino lo devo prendere alle 12 e poi questo maestro unico che sono 15 anni almeno che nessuno fa il maestro unico chi lo sa come va a finire?
“E noi anche per quello abbiamo scelto il tempo pieno” ha detto High
“Eh sì lo so però adesso questi %&$£? Mi fanno venire gli scrupoli che voglio mettere mio figlio in una classe dbve non è seguito che sono troppi lui è anticipatario e si troverà amale e sarà tutta colpa mia che sono la madre…
“Ma Piattins, lo sai che se uno cerca di convincerti di qualcosa tira un colpo basso sul senso di colpa. E poi il fatto che ti abbiano chiamato vuol dire che stiamo bene in graduatoria…”
“Tu dici?”
“Dico….”
“Ok.”

Rinfrancata dalla lucida razionalità scientifica di High, Piattins alla fine, pur con qualche difficoltà, è riuscita a calmarsi.
Ha pensato che alla fine ci vuole poco ad approfittarsi dei sensi di colpa innati delle madri, della loro volontà di proteggere i figli, della loro paura di sentirsi inadeguate.
Ha pensato che qualunque scelta sarebbe stata rischiosa, in un momento in cui tutto cambia, i soldi sono pochi e la confusione tanta.
Ha richiamato la segretaria e con la voce più fredda e tagliente di cui disponeva ha detto.
“Buongiorno, sono la signora Piattins, riguardo alla richiesta di retrocedere dall’opzione tempo pieno”
“Siiiii?” ha detto la segretaria speranzosa
“Beh, le volevo dire che noi non vogliamo retrocedere da niente. Abbiamo espresso la nostra volontà che è quella del tempo pieno. Se la scuola non può soddisfare le nostre richieste per motivi di budget o per altre ragioni di cui non siamo a conoscenza questo non è un problema mio ma della scuola. E in quel caso prenderemo provvedimenti”
“Pro…provvedimenti?”
“Certo provvedimenti”
“Va bene signora Piattins, arrivederci”
“Arrivederci”

Quella frase dei provvedimenti le è venuta così, sull’onda dell’entusiasmo, ma ha funzionato alla grande. (pure se, ci tiene a precisare, con l’espressione provvedimenti intendeva un banale ricorso, o in extrema ratio l’ennesima riorganizzazione della propria vita lavorativa)

Due giorni dopo sulla porta della scuola erano affisse le graduatorie degli ammessi a tempo pieno.
Power aveva un punteggio altissimo, in compenso alla fine della lista c’era un nome senza punteggio, e con un asterisco che rimandava a una nota: ammesso con riserva.
Il dubbio è che stiano ancora aspettando che qualcuno rinunci per togliere quella riserva.
Ma tranquilli, non sarà Power.

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31 Responses to “tecniche di difesa”

  • Anonymous says:

    Sono contenta per te, ma ci tenevo a dirti che mi sono trovata nella stessa situazione un anno fa: sono piu’ mollacciona ed ho ceduto al rimorso, ma col senno di poi è andata super bene!: maestro unico fantastico, classe piccola e pranzi a casa (che erano la mia paura somma) non così gravosi… Se dovesse esserci qualche cambiamento ancora non temere e vai tranquilla: non è male come sembra e in fondo è davvero un investimento sul bimbo (adesso mi detesti, lo so)
    un abbraccio, Federica

  • M di MS says:

    Arg, dopo questo racconto mi preparo per quando sarà il mio turno!

  • zauberei says:

    Che stronzata sonora comunque quella dei nati in aprile cor trauma da tempo pieno! Come se 5 mesi da quelli nati a settembre fossero sto gap cognitivo della madonna! (io sono nata in aprile:)
    Quindi ottimo il marito, equilibrinate.
    Ottima anche la strategia dei provvedimenti.

    In situazioni più estreme di questa – per esempio quando un giorno prima della discussione della tesi la segreteria mi chiama e fa: lei “non si può laureare”
    io chiedo prima con freddezza nome e cognome dell’impiegato.
    Poi dico, che invero sono la sorella der corriere della sera in persona, e farò fare un articolo in tema. Che non è vero un cazzo eh ma funziona sempre.

  • Gloglo says:

    Brutta faccenda la scuola. Io l’anno scorso ho scelto di far fare all’erede il modulo pensando a lui, che avrebbe avuto più tempo libero, e mi sono ritrovata con un boomerang in faccia. Soprattutto non basta a me il tempo. Ora sto cercando di rimediare.
    Brava Piattini, la tua forza mi dà il coraggio di trovare anche la mia!

  • LGO says:

    Forse non è ’sto trauma spaventoso, l’anticipo, comunque quelli nati ad aprile hanno molto più che cinque mesi meno degli altri, che in media sono nati un anno prima, appunto. Ma non è questo il punto, ogni bambino è diverso dagli altri. Le scuole (il consiglio d’istituto, che ancora esiste, e nel quale ancora sono rappresentati i genitori) fissano i criteri per le graduatorie per l’iscrizione, uno dovrebbe chiedere quelli. A me dispiace un po’ quando la gente minaccia ritorsioni, quando a volte è sufficiente chiedere solo di aver rispettati i propri diritti. Fa parte di un mal costume tutto italiano, di cui facciamo fatica a liberarci. Scusa se te lo dico, spero che tu non te la prenda. Anche perché spesso ce la prendiamo solo con un impiegato a cui il suo dirigente ha dato disposizioni ambigue (diciamo così).
    Il punto è che le scuole sono sole, ormai. Alcuni genitori -pochi in percentuale, in realtà- hanno partecipato alle proteste dello scorso autunno, la maggioranza se n’è strafregata. Del resto, alla maggioranza degli italiani berlusconi, e il suo governo, piacciono. Qualche giorno fa la MaryStar ha invitato i Dirigenti Scolastici che hanno denunciato il fatto che le scuole sono alla canna del gas a cambiare lavoro, nell’indifferenza generale. I tagli nella scuola sono molto pesanti. Questo è il punto, ed è squisitamente politico. Il punto è anche che ai genitori, in genere, interessa solo sapere per quanto tempo la scuola li libererà dei figli, ma non cosa faranno nel frattempo. Maestro prevalente, doposcuola, a loro interessa solo l’orario.
    A me piacerebbe che VereMamme o una rete analoga si occupasse anche di questo, o delle veline ministre, oltre che del consumo consapevole.
    Ma stamattina mi sono svegliata male.
    Perdona il commento lungo e forse un po’ acido, che ovviamente non è contro di te, che stimo molto.

  • Laura.ddd says:

    Ecco quello che non va: siamo costretti a delle “tecniche di difesa”, le scuole, i presidi, gli insegnanti a modo loro, e in genitori in un altro modo. Quasi ci trovassimo su due fronti diversi. Perfavore facciamo qualcosa!

  • zauberei says:

    LGO lo so che la ritorsione non è carina. Ma la pubblica amministrazione spesso non funziona per direttive chiare, ma per interpretazioni strafalcione, per aggiustamenti, e cazzate varie.
    Se così non fosse non ci sarebbe spazio per congiuntivi esortativi ma solo per indicativi.
    Quando cioè le direttive sono chiare e la loro traduzione è efficace.
    LA ritorsione io la minaccio eccome, specie all’università dove, per il fatto che io sono studentessa, sono sempre trattata come soggetto meno politico del lavoratore. Sempre presa sotto gamba. E succede molto spesso anche negli uffici delle scuole – perchè non ti si legge come donna che lavora e soggetto giuridico, ma core de mamma un po’ aretrato e scassacazzi. Non è simpatico, ma è un efficace antidoto per farsi prendere sul serio. Se queste dinamiche non funzionassero – tu avresti ragione. Quando funzionano – c’è del marcio.

  • supermambanana says:

    anticipatario nato a Gennaio???? scusa ma chi NON e’ anticipatario allora, solo quelli nati a ottobre?? Cazzate, non ti far venire scrupoli cretini, il mio grande e’ di gennaio, e’ in tempo pieno superfelice di esserlo, e va avanti come un treno (bilingual e tutto!). xx

  • supermambanana says:

    … e mettere le “graduatorie” affisse mi pare un’altra genialata, una lettera discreta a casa che dica se il posto e tuo o no senza menzionare la classifica o la posizione degli altri era troppo anti-kafkiana per i gusti italici??? Sgrunt.

  • Renata says:

    Ci provano eccome, a volte si limitano a far sorgere sensi di colpa e sanno di colpire nel punto giusto. Lo scorso anno alla quarta settimana d’inserimento alla scuola d’infanzia la maestra mi disse che il bambino (con due anni di nido alle spalle) non era pronto e occorrevano altre settimane a tempo ridotto. Io non potevo proprio, il lavoro non lo permetteva. Ho insistito e sono stata male per giorni visto che con un tatto da elefante mi dissero che la scelta andava a discapito della salute del bambino e del suo equilibrio. Forse con la scuola è diverso e forse LGO ha ragione ma nel mio caso la “colpa” era solo delle maestre.

  • Silvia gc says:

    Ora capisco molte cose… Piccolo power e Sorcetto sono dello stesso mese e stesso anno… Vabbè, del resto non credo nell’astrologia…
    Ciò posto, anche noi (io, dato che l’ingegnere era piuttosto fatalista) ho passato lo strazio ed il logorio dell’iscrizione alla prima elementare, con quel quid di roulette russa che lo caratterizza.
    Pare che anche a noi sia andata liscia, soprattutto perchè, in assoluta controtendenza, volevamo le 27 o 30 ore. Pare comunque che la nostra (futura) preside abbia, dopo lunga contrattazione, ottenuto tutte le classi che doveva formare. Quindi tempo pieno per tutti, tempo mezzovuoto (come si chiama il non tempo pieno?) per tutti. In realtà la nostra classe di 27/30 ore è stata in forse per esiguità di richieste, ma raggiunti i 16 iscritti, siamo a cavallo.
    Ma da quello che sento in giro la nostra (futura) scuola è un’isola felice. Lotterie ad estrazione per il tempo pieno, bambini anticipatari di mezz’ora sbattuti in fondo alle liste…
    Francamente non mi aspettavo tutte queste difficoltà per iscrivere un bambino in prima elementare. La cosa mi amareggia non poco…
    Comunque mi fa piacere testimoniare che io ho trovato dalla preside (dicesi oggi dirigente scolastica) e dal personale di segreteria una collaborazione totale e un aiuto nel risolvere i miei dubbi che non mi sarei mai aspettata. Questo mi fa pensare che, in fondo, al di là di tutte le difficoltà, le nostre scuole sono ancora un buon posto dove crescere.

  • Anonymous says:

    purtoppo capisco poco e niente di questi meccanismi della scuola italian ma mi e’ sembrato di capire che alla fine sei contenta col risultato, no? e allora son contenta anch’io! :)

  • eppifemili says:

    Anche io sono di gennaio e quando ero piccola c’erano un sacco di complicazioni…
    però è un bellissimo mese…e quando si fanno le feste ci sono sempre tutti…non come ad agosto…

  • Angela C. says:

    Ciao Piattini,
    anche io ho iscritto il mio bimbo alla scuola primaria un anno prima. Però ho scelto per lui una scuola in cui le 27 ore erano già una realtà da sempre, così adesso per fortuna per loro non cambierà nulla. E, meraviglia delle meraviglie, con il doposcuola fornito dal comune!!! Una vera eccezione nel panorama scolastico italiano, mi pare. Sono stata fortunata.
    Però è vero che questo governo punta assolutamente a rendere la scuola pubblica di serie z, a tutto vantaggio di quella privata, a cui non hanno tolto neanche mezzo centesimo di finanziamento!
    Ciao Angela C.

  • desian says:

    Ecco, se fossimo in un paese normale, sarebbe sufficiente chiedere per veder rispettati i propri diritti (sapere poi quali sono, i propri diritti, aiuterebbe) e non fare a chi urla più forte.
    Questo vuol dire che, da una parte, non siamo più nemmeno abituati ad averne di diritti, dall’altra che… quello ammesso con riserva volevano ammetterlo SENZA riserva, perché magari aveva urlato tanto forte anche lui. Un bel rebus, tutto italiano.
    E comunque è vero: il fatto che la scuola la stiano smantellando, esclusi pochi volenterosi, non interessa proprio nessuno. Ma nessuno. Quindi…

  • cautelosa says:

    Ogni tanto i dirigenti scolastici sbagliano i loro calcoli e la palla viene rilanciata alle famiglie. Poi magari trovano chi decide di rinunciare all’iscrizione, risolvendo per loro il problema….
    E’ un metodo poco corretto, ma a volte funziona…

  • Raperonzolo says:

    Hai fatto benissimo. Poi “anticipatario” un bambino di gennaio fa ridere. Avrebbe solo pochi giorni di differenza da bambini dicembrini non anticipatari!
    Figlio-uno è di gennaio, e quindi ha cominciato la prima a 5 anni e mezzo, però con il sistema di qui era nel gruppo dei più grandi. Tutto è relativo.
    Comunque mi piace il sistema italiano dove i nati tra gennaio e aprile possono scegliere in che anno cominciare. Qui è rigidissimo e crea assurdità come quella di fratelli di undici mesi e mezzo di differenza, nati uno a settembre e l’altro a fine agosto che si ristrovino nella stessa classe.

  • supermambanana says:

    Rape' ma anche noi possiamo scegliere, mi pare: i bambini estivi possono andare l'anno successivo, se vogliono… puoi anche al limite cominciare la scuola a meta' anno, perche' l'obbligo scatta soltanto al compimento effettivo dei cinque anni.

  • piattinicinesi says:

    @federica è chiaro che poi alla fine i bambini si trovano bene comunque, il fatto di trovarsi bene o male dipende da tantissime variabili. ma io avevo fatto una scelta consapevole, e non volevo rinunciarvi per un senso di colpa immotivato :)
    @mdims preparati spiritualmente, ma conoscendoti non avrai problemi a far rispettare i tuoi diritti
    @zauber e lgo scusate vi rispondo insieme su quest'affare dei diritti
    il mio prenderemo provvedimenti era una frase altisonante ma non voleva dire granché alla fine. voleva dire forse che avremmo provato a fare ricorso (che è un nostro diritto) o che semplicemente mi sarei adattata, avrei preso un doposcuola ecc. alla fine, bencé avevssi una arrabbiatura da rivoluzionaria, ho solo ribadito che avevo espresso la mia opzione come era mio diritto, e che se avessi dovuto rinunciarvi sarebbe stato solo perché la scola nona veva il budget e non perché dovevo sentirmi in colpa di far soffrire mio figlio, è questo che mi ha dato fastidio
    che poi alle volte come zauber uno ricorra a strategie subdole ahimé è vero, io non so nelle vostre scuole ma qui è tutto un chi conosci in commissione? da vomitare. in qualche modo bisogna difendersi
    @gloglo il tempo pieno mi è indispensabile per poter lavorare in regime flessibile, non so come farei altrimenti, ma secondo me è anche necessario per il tipo di vita che fanno i nostri figli

  • piattinicinesi says:

    @lgo mia carissima, l'amarezza che provi è anche la mia. sul fatto che ogni bambino è diverso dall'altro sono ovviamente d'accordo, e ovviamente qui non ci sono schede o valutazioni per i singoli bimbi, si va un po' con l'accetta. sulle ritorsioni ti ho risposto prima, la ritorsione al massimo sarebbe stata il ricorso o l'assunzione di una babysitter. non ho minacciato nessuno, ho solo ribadito i miei diritti. intanto le classi sono di 25 bambini (nella media) e poi trovo molto scorretto che una figura istituzionale ti chiami dicendo che tuo filgio rischierà di trovarsi male a scuola quando la preside due mesi prima, tentando di avere più iscrizioni possibili, ha detto che i bambini anticipatari saranno seguiti adeguati. insomam che si decidano. e poi in quella scuola già una volta mio filgio non era entrato nella lista degli ammessi perché se erano dimenticato (insieme ad altri 4 bambini), occupati com'erano a sistemare secondo le preferenze espresse i propri conoscenti. come dire, c'è un precedente. sul fatto che in molti non si curino di come vanno le cose sfondi una porta aperta. da noi sono stata una delle pochissime a manifestare, e mi sento sempre una mosca bianca. addirittura mi hanno dato della pasionaria in senso spregiativo e qualcuno ha anche detto che tanto i loro filgi ormai erano già a atempo pieno per cui la cosa non li riguardava. come dire, ci si sente soli alle volte.
    facciamo rete, sì. Veremamme è nata come un progetto di Flavia e a poco a poco si sta trasformando, acquisendo anche dagli stimoli di chi legge. sicuramente in questo momento io sento che è importante fare rete su varie questioni culturali per resistere al fango che ci sta soffocando. sento che è importanta fare rete non solo su web ma anche fuori, per cui sentiamoci, e vediamo cosa fare :)

  • giuliana says:

    se mi fanno una cosa del genere io vado lì e faccio una strage all'americana. giuro. è la mia concezione del "prendere provvedimenti"

  • piattinicinesi says:

    @laura ddd ecco quello che non vorrei proprio ma che a volte capita, essere su fronti opposti. secondo la mia esperienza, quando le istutuzioni sono lasciate a se stesse, dipende solo dalla buona volontà dei singoli
    @supermam le graduatorie affisse qua almeno ti permettono di verificare la situazione. in questo modo ho avuto la conferma che le classi erano di 25 e quindi normali, l'allarme era ingiustificato
    @renata anche a me è successo e per questo mi arrabbio, ogni anno alla meterna il tempo pieno cominciava a ottobre inoltrato(non ti dico il mese di settembre quali salti mortali ero costreta a fare) e invece di scusarsi dicevano che era per il bene dei bambini.
    @silviagc la possibilità di scelta è sacrosanta, e la buona e corretta gestione della scuola da parte di chi l'amministra è fondamentale, è una garanzia sia per le famiglie che per le insegnanti che a volte non sono tutelate da chi le dovrebbe rappresentare
    @eppifemili w il mese di gennaio, allora:)
    @angela il doposcuola fornito dal comune è fantastico. io difebdo il tempo pieno sia per una qustione di autonomia lavorativa dei genitori, sia perché in un contesto di famiglie momonucleari e solitudine pomeridiana i pomeriggi con altri bambini sono fondamentali, si riescono a fare progetti che altrimenti sarebbero impossibili, e i bambini con problemi di lingua o inserimento ne traggono grande vantaggio

  • piattinicinesi says:

    @desian la osa che mi ha sconvolta della mia reazione è stata il fatto che ho dovuto sforzarmi per pensare che io avevo espresso una opzione nel pieno diritto. il senso di colpa mi ha fatto vacillare subito. ormai siamo coì abituati a dover lottare e soesso rinunciare che ci si rassegna…
    @cautelosa la sensazione è stata proprio che le stavano provando tutte, per vedere come cavarsela. sicuramente avevano fatto dei conti sbagliati, e non per colpa loro. ma pare che questo clima di incertezza renda tutti troppo impulsivi con le parole..
    @rape ti dirò di più, si può scegliere, è vero, ma la decisione di anticipare l'iscrizione all'epoca era dettata da problemi di budget, poi nessuno li voleva veramente questi bambini troppo anticipatari. come al solito il govero fa una legge senza consultare gli insegnanti, per cui per la legge tu puoi iscriverti, gli insegnanti preferiscono che tu non ti iscriva e pochi prendono il tempo di valutare caso per caso (due bambini anticipatari mi hanno insegnato qualcosa sull'argomento)
    @giuliana devo dire che in genre un'icazzatura ferma e decisa risolve la questione, specialmente quando la segreteria è in torto evidente

  • LGO says:

    Cara Piattins (e Zauberei – che magari sta partorendo e di questa cosa non gliene può importare di meno, ma beata lei :-) ) ), confesso che anche quando abbiamo iscritto L alla prima elementare ci è successa una cosa simile, era rimasta fuori dalle graduatorie. E a un certo punto io e mio marito abbiamo parlato di prendere provvedimenti (cioè, proprio di parlare con un avvocato) però è successo come conclusione di una serie di tentativi andati a vuoto, in cui cercavamo invano di far tirare fuori alla scuola le graduatorie e i criteri (per supermambanana: la pubblicazione degli atti degli uffici pubblici qui in Italia è ancora legge dello Stato, e garantisce un minimo di trasparenza. E' l'unico modo per sapere se Mrs Yones, amica fraterna della maestra Rossi, ti sta scavalcando in graduatoria per iscrivere suo figlio, quando lei magari abita dall'altra parte della città, ha fatto domande in altre tre scuole etc. etc. Perchè se uno i provvedimenti li vuole prendere sul serio, i ricorsi sono nominali, quindi devi sapere contro chi muoverti.).
    Volevo dire, da allora ci ho pensato sempre, a questa faccenda delle "minacce". Mio marito lavora in un posto pubblico, dove le minacce fioccano, e le cause civili e anche penali si sprecano. Soldi nostri, tra parentesi, ma questo è un altro discorso.
    E da allora, prima di minacciare, chiedo con la dovuta calma se sono stati rispettati i miei diritti. Perché è vero che la pubblica amministrazione spesso ci marcia -figuriamoci le scuole. La mia è un po' una reazione allo svaccamento generalizzato: più in giro vedo gente che si comporta alla 'ndo cojo cojo, più divento rigida. Per non dimenticarmi come dovrebbe essere il mondo in cui vorrei vivere.
    Poi, che quando uno vede che i suoi diritti vengono minacciati si deve difendere, e ci mancherebbe!
    E anche che si fa troppo spesso leva sul senso di colpa delle madri, verissimo.

    Sul fare rete, credo che a questo punto sia una sorta di obbligo morale. Eccomi qui :-)
    (cioè, appena riesco a emergere da questa pila infinita di fogli mal scritti dai miei studenti).

    Oddio, ho scritto troppo un'altra volta :-(

  • piattinicinesi says:

    @lgo capisco la storia delle minacce come pressione pesante. ho visto maestre severe messe alla gogna, con minacce di provvedimenti da parte dei genitori veramente spiacevoli
    l'ideale sarebbe che tutto avvenisse nella trasparenza e nella corretetza e che ci si potesse fidare gli uni degli altri

    rispetto alla rete vediamo se tra noi genitori interessati alle tamtiche educative possiamo passarci qualche bollino o altro, lo scambio mi pare già ci sia, per le cose reali, sul territorio, ci vediamo davanti a un caffé, che ne dici?

  • chiara says:

    Ciao nella nostra scuola elelmentare di zona il problema è stato il contrario,non si è potuta aprire la sezione del modulo perchè la dirigente sconsigliava a tutti genitori di sceglierlo.
    Il prossimo anno ci saranno solo 3 prime classi.
    La scuola è un edificio decadente e il prossimo anno dovrebbero ristrutturarla, nell'aula di informatica c'è un computer, nell'aula di scinze c'è un gallo cedrone impagliato, una rampa di scale è inagibile e una fascetta rossa e bianca in plastica con un nodo indica che nessun bambino osi oltrepassarla se non vuol cadere nella tromba delle scale!

  • LGO says:

    Caffè.
    Perfetto ;-)

  • Silvia gc says:

    Ho appena saputo che la maestra di mio figlio sarà un maestro… uno dei rari maestri uomini… Non so perchè ma sono un po' disorientata, forse solo questione di abitudine: mi ero immaginata di andare a parlare con una maestrA, di salutare ogni mattina una maestrA, di fare il regalino di fine anno ad una maestrA… ed ora mi cambiano così le certezze del mio immaginario?!
    Ma guarda un po', mi sento scema ad essere così sorpresa!

  • supermambanana says:

    @LGO + piattins, me la vedo la pubblicazione delle graduatorie come legge, figurati, in Italia! Ma il mio punto era che diventa necessaria solo e proprio perche' non si e' sicuri della trasparenza. E' un po' come il fatto che per molte cose ci debbano essere mille e mille dettagli e minuzie cui devi sottostare pari pari per non inficiare un tuo diritto: ottieni A soltanto se la domanda la presenti entro le ore X del giorno Z, la scrivi in penna blu, la firmi in verde e controfirmi in rosso, la porti saltellando all'ufficio postale e la consegni all'impiegato con la mano sinistra. Senno' non vale. Questo, e le graduatorie affisse, non sarebbero necessarie se la trasparenza fosse una prassi, ma al contempo una volta che ci sono rendono la trasparenza opinabile e quindi si rendono necessarie da se stesse, non so se rendo l'idea, un circolo vizioso da cui si dovrebbe trovare il coraggio di uscire.

  • piattinicinesi says:

    @chiara in effetti le scuole di quartiere poi dovrebbero poter adattarsi alle richieste dei genitori, che possono variare da zona a zona. per quanto riguarda le strutture, stendiamo un velo pietoso, ne sappiamo qualcosa anche noi. qui tutto è lasciato alla santa volontà delle insegnanti, che benedico ogni giorno di più
    @supermam ormai sono così abituata alle graduatorie pubbliche che neanche pensavo a un'eventualità diversa, figurati! la cosa scandalosa per me rimane sempre che dopo aver firmato in colori diversi, seguito la trafila burocratica, e altre prove di varia abilità ti chiedono sempre se conosci qualcuno in commissione che possa sveltire la pratica o darti informazioni. questa è una cosa che non riesco a mandare giù

  • marzipan says:

    I miei figli sono di agosto, quindi hanno cominciato nei tempi giusti. Nonostante ciò, e sono passati tanti anni, vedo che siamo alle solite: signora, se insiste col tempo pieno qui avremo una prima di trenta bambini, non sarebbe meglio metterlo in succursale? Io ci ho sempre creduto alla scuola pubblica, ho fatto contemporaneamente parte del consiglio di istituto in due scuole (e ho rimediato anche un denuncia) e ora che mio figlio sta per fare la maturità provo un profondo avvilimento nel constatare che siamo sempre alla solita guerra tra poveri. Se lasciamo fare Mariastar darà l'ultima spallata alla scuola dello Stato.

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