una strada in salita

Da quando è nato Figlio piccolo ha messo a dura prova la mia resistenza fisica e psicologica in vari modi. Ma la sua arma piu’ temibile e’ sempre stata il capriccio ostinato unito al pianto lagnoso e vibrante. Una miscela esplosiva capace di mettere a dura prova qualunque maestro zen. Una miscela che mi accompagna tutte le mattine, le sere e qualche pomeriggio.
Prendiamo le mattine.
Il latte? Caldo no, freddo no, deve essere tiepido. Dove tiepido e’ un concetto indistinto come i contorni dei quadri impressionisti.
Vestiamoci. Si’ Mamma pero’ le scarpe no, prima corro scalzo, la maglietta no, voglio quell’altra, quella col buco, si’.
E il grembiule? no mamma, perchè sempre il grembiule, io non lo voglio il grembiule e se alla fine accetto, dopo un quarto d’ora di urla, allora me lo devi lasciare aperto, altrimenti ricomincio a urlare.
E poi mamma io ti voglio, voglio stare sempre con te mamma, non voglio che viene la mia baby sitter mamma, io voglio te.
Affranta dal senso di colpa mi strappo di dosso il pargolo, avvinghiato con i denti al bavero del cappotto, lo deposito in classe e lancio un’occhiata intimorita a F., il bambino di 5 anni che a detta di figlio piccolo lo tormenta costringendolo a giocare a calcio e a tifare per il Manchester.
La maestra mi lancia un’occhiata pietosa. “E’ che la vede troppo poco….”
E’ il colpo di grazia. Ormai ko, mi avvio verso l’autobus strisciando desolatamente sul brecciolino del cortile.

Ma oggi finalmente è l’ultimo giorno di lavoro. Dentro di me si affolla la gamma completa dei sentimenti negativi. Cambiare non e’ facile. Oscillo tra il nervoso e l’isterico, tra il terrorizzato e il depresso. Ce la faro’? Riusciro’ a portare a termine i magnifici progetti che ho in mente? Ma si’, ma si’ mi dico. Tutta vita, ragazza, si’ che ce la fai.
E poi ci sono loro. Gli splendidi pargoli. La luce dei miei occhi, che mi regalano disegni e margherite e mi divorano di coccole.
Da ora in poi tutti i pomeriggi insieme.
Li faro’ felici, i miei bambini.

Quasi a voler confermare questa nuova tendenza, stamattina nessun capriccio.
Strano, pero’.
Figlio piccolo ha uno sguardo insolito.
Prendo i vestiti.
“Vieni amore che mamma ti veste”
“Sì mamma, pero’…”
“Pero’ cosa?”
“Mi puo’ accompagnare la mia baby sitter?”
“Perche’ ti deve accompagnare la tua babysitter?”
“Perche’ cosi’ mi porta il gormito”
“Ma te lo porto io il gormito…”
“Ma io voglio che mo lo porta lei…”
“Tu vuoi che te lo porti lei, e non vuoi mamma?”
“Si’, proprio cosi’, voglio che viene sempre lei”.

E’ stato allora che l’ho fatto. Ho cominciato a urlare tutte quelle cose odiose del tipo mamma rimane a casa per stare con voi e tu cosi’ mi ripaghi che vuoi la baby sitter ma io ti ci lascio con la baby sitter. Abbiamo avuto un delirio di un quarto d’ora e solo dopo l’apice massimo e un ceffone ben assestato siamo riusciti a calmarci. Siamo andati a scuola distrutti, ci siamo abbracciati e poi lui e’ entrato a scuola senza un capriccio.
La maestra mi ha guardata con aria di compiacimento, come a dire, vede che ora che non lavora il bambino e’ sereno?
Io mi sentivo piu’ a terra del solito. Ho cominciato a strisciare verso l’autobus sniffando il polline dei pioppi per riprendermi. Non posso dire di essermi risollevata piu’ di tanto, ma resisto.

Davanti a me una serie di equilibri da riassestare, fili da riprendere, capricci da domare e un figlio piccolo campione di braccio di ferro psicologico, intuitivo come una faina, testardo come un mulo, determinato come un bazooka.
In bilico sulle mie paure avanzo su una strada tutta in salita.
E i miei piattini girano, girano, oh come girano, tutti insieme vorticosamente.

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17 Responses to “una strada in salita”

  • alleg67 says:

    Vedrai che andrà tutto bene!!Ci vorrà solo un po’ di pazienza e tu sarai piu’ energica che mai!!io non avrei mai pensato di fare la mamma a tempo pieno, donna in carriera prima di conoscere mio marito, certo all’inizio non é stato facile, anzi, ma poi é andata bene, va bene…ti abbraccio, forza ecoraggio, ce la farai!!!

  • princess says:

    ricordati delle porte che si chiudono e dei portoni che si aprono … io ci credo sempre…ci sono tante altre possibilità nella vita, bisogna cercarle e saperle coglierle …

  • Raperonzolo says:

    Cara Piattini, chiunque è uscito indenne dal secondo figlio desta in me un misto tra invidia e diffidenza (o mentono o sono mamme bioniche). Io ormai ho accettato il fatto che mi ci vorranno anni e anni di cure per recuperare stabilità. Stare a casa sfianca di più ma ti farà sentire meno in colpa e questo è già un grosso passo avanti. Datti tempo.

  • piattinicinesi says:

    @alleg67 sì, va già meglio. ormai sono a casa e già i sento più serena@grazie. ne sono sicura, ed è proprio per aprire questi portoni che ho fatto questa scelta. @rape grazie di rassicurarmi sul fatto che non sono la sola a dar di matto. spero di trovare quel magico equilibrio emotivo (per quanto precario) tra bimbi e lavoro che ho provato in altri momenti e che è so che è la formula adatta a me. se tengo la baby sitter per ora è proprio perché so che ci sono delle transizioni emotive lunghe. non si possono cambiare le abitudini ai bambini da un giorno all’altro. ma lui è tosto e si approfitta delle mie debolezze.

  • Anonymous says:

    Da quello che so, si dovrebbe dire “gormita”. A parte questo dettaglio, vedrai che andrà bene. Deve.In bocca al lupo :-) PS: ci sono riuscito!

  • the italian mom says:

    cara piattini,quando leggevo la descrizione del tuo figlio numero 2 pensavo di leggere un mio post di cui non ricordavo. quello che tu descrivo è mio figlio, piccolopargolo al quale non va mai bene niente, che si sveglia al mattino protestando per la colazione, per i vestiti, per tutto!!! un incubo e sono 3 anni che cerco di capire cosa c’è che non va, dove sbaglio. ma vedo che la situazione è comune.per la tua vita che cambia, non posso farti che un grandissimo incoraggiamento. avrai da assestarti un po’, sicuramente qualche urlo come stamattina uscirà dalla tua bocca, ma abbi fede e pazienza, poi troverai i tuoi nuovi ritmi e obiettivi. non mollare!

  • piattinicinesi says:

    @anonimo amico E. bravo, hai visto che non era difficile? I effetti nelle intenzioni del loro creatore il vero nome è gormita, plurale gormiti. ma tutti i bimbi dicono gormito. però hai ragione, dovremmo imporre la dizione originale. @italian mom grazie del sostegno. adesso il mostro si è addormentato sul divano, e quando dorme, come tutti i piccoli mostri, diventa un tesoro…

  • Anonymous says:

    Andrà tutto bene, ne sono sicura!Avrai bisogno di un pò di tempo, prima ti riposerai, farai progetti, ti guarderai intorno e poi ripaertirai più caric che mai.Abbi fiducia in te stessa e nelle tue capacità, infine, ne sono convinta, con i sensi di colpa “sedati” ristabilirai anche nuovi rapporti con i tuoi figli.Paquita

  • piattinicinesi says:

    @grazie Paqui!

  • Eva Ricciuti says:

    Wow, leggendo i vostri post di bismamme comincio a capire perchè mia madre, che ai tempi era trismamma con pargoli di 6,3 e 0 anni, ci abbia chiuso a casa per un intero pomeriggio per fuggire dall’allora amica del cuore nel tentativo di domare il suo istinto infaticida.Fortunatemente ci è riuscita.Coraggio Piattini, per me sei un mito ad evre fatto questa scelta!!!

  • serialmama says:

    eh, lavorare, o fare la mamma a tempo pieno e resistere a due figli senza farsi prendere dallo sconforto non è semplice. soprattutto quando i figlioli sono furbi, intelligenti, e hanno una sana dose di cazzimma bambinesca. Ma giorno dopo giorno ci si adatta gli uni agli altri e si cresce insieme, e si litiga anche, fa parte del crescere. Almeno è quello che mi ripeto ;-)

  • David Locke says:

    Io dico che andrà bene. Aho, guarda che ti chiamo.

  • piattinicinesi says:

    @grazie eva. spero che questi commenti non facciano da terrorismo psicologico per chi come te è ancora giovane e single. i bimbi sono anche fantastici, oltre che rompi.@serialmama è vero che si cresce insieme, a parte lo sfogo sono consapevole che questi momenti servono a entrambi. da quando ho i bambini sono una persona diversa, credo in parte migliore. anch’io, come te, ho qualche ferita da curare…@david ci conto mio caro. come faresti altrimenti a sopravvivere lì dentro senza il mio fantastico senso dell’umorismo? baci

  • Anonymous says:

    Conoscendoti troverai il modo di riprenderti, sono sicura che tra un pò di tempo arriverà la serenità.Spero però che continuerai a lottare contro i sensi di colpa che ci hanno abituato ad avere le nostre madri. Goditi questi momenti con loro, ma fai attenzione a non appiattire il tuo essere, non far cancellare i tuoi desideri, quelli che ti fanno sentire donna qualunque essi siano, non farti sommergere dalle continue richieste dei nostri cari pargoli, che chiedono tutto e il contrario di tutto, sembra lo facciano per confonderci.In questo periodo mi sta invadendo un sano “egoismo” come direbbe mia madre, che mi permette di vedere le cose con una serenità diversa. Sono convinta che le scelte che facciamno non devono essere dettate soltanto dalle esigenze degli altri ma anche dalle nostre, per evitare di dire quelle frasi che ho sempre sentito dire a casa mia “L’ho fatto per voi, se fosse stato per me…”.Quindi se posso permettermi di darti un consiglio “vivi anche per loro e non soltanto per loro”.Un abbraccio forte forte, vai e spacca il mondo! fefella

  • piattinicinesi says:

    @fefella ricevuto!

  • lisa2007 says:

    E’ dura. Certo che è dura.Loro agiscono sul tuo sistema nervoso che è sempre più in bilico. Loro non ti lasciano un minuto in pace, non si rendono conto che prima del loro arrivo eri una donna dotata di libertà di azione e decisione. Loro ti assorbono tutto, l’energia, la pazienza, il pensiero, l’agilità, la velocità di azione. Eppure tu li ami, li adori, guai senza di loro. Io ho deciso di stare a casa: a volte non mi sento libera nemmeno di fare una doccia, o una telefonata. Ma almeno non vivo con i sensi di colpa. Non mi perdo un giorno della loro gioia di vivere.Non mollare, ce la farai.

  • piattinicinesi says:

    @lisa sì è vero, ma ci vuole equilibrio. più sono contenta, soddisfatta, più riesco a bilanciare il dare e il prendere, e più sono disponibile all’ascolto. noi siamo a casa per educare i figli, per farli crescere forti e consapevoli, e per prime dobbiamo dare il buon esempio

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