Web-cronaca piattinesca del premio Calvino

Intanto spazziamo via la suspense: Piattini non ha vinto il premio.

Però è arrivata in finale e tanto basta per ora a godere del presente e fare piani ragionati per il futuro.

Poi siccome in giro ci sono tanti scrittori e si spera anche qualche lettore, una webcronaca di quello che è successo ci potrebbe pure stare bene, o no?

Piattini propende per il sì. L’unico problema è: da dove cominciare?

Scartiamo l’ipotesi di cominciare dalla genesi del romanzo.
Questo è un incipit che scoraggerebbe anche i più motivati.

Potremmo accennare alla corsa contro il tempo per spedire il romanzo entro la data di scadenza del bando. Anche il vincitore, Ivan Guerrerio, ha raccontato di aver spedito il malloppo a un minuto dalla fine.

Evidentemente è un topos autorale, insieme all’ansia.

Perché l’autore, diciamolo, è un tipo ansioso, specialmente quando aspetta l’esito di una giuria.
E anche se fa finta di niente, si coltiva nel fondo delle viscere la segreta speranza di essere il prescelto.

Piattins, mentre si apprestava a raggiungeva il gruppo dei finalisti riuniti nella hall, le viscere
se le sentiva in subbuglio.
“Sono la solita esagerata” pensava “gli altri saranno tranquilli e sicuri di sé a scambiarsi considerazioni mooolto intellettuali”

Non proprio.

Nella hall dell’albergo gli altri finalisti non sembravano né tranquilli né sicuri di sé.
Avevano volti pallidi e sedevano piuttosto timidi e silenziosi intorno ai tavolini.

“Che allegria!” ha pensato Piattins paventando l’astenia sociale.

Ma l’astenia sociale non c’è stata. Anzi.

Ha conosciuto delle persone incredibili, piene di interessi, ciarliere e allegre, con le quali ha trascorso un premio e soprattutto un dopo premio pieno di confidenze e bevute, in una inaspettata e lunghissima movida torinese.

Tra gli autori c’erano una studiosa di storia delle donne, Giovanna Providenti, che ha scritto una biografia romanzata di Goliarda Sapienza (La porta è aperta. Vita di Goliarda Sapienza), attingendo all’archivio privato ( e inedito) di Goliarda, una psicologa, Paola Cereda, che ha girato il mondo con la cooperazione internazionale occupandosi di storie di vita e teatro comunitario, e che ha collaborato a lungo con Moni Ovadia (e solo questo sarebbe bastato a garantirle la mia eterna stima) e che dopo tanto vagabondare ha scritto una storia ambientata nella profonda Brianza, sua terra d’origine (Della vita di Alfredo e altri racconti), un medico psicologo, Cesare Cuscianna, che ha raccontato dal punto di vista di una donna un amore dai risvolti masochistici (La Malerba), una pediatra mamma, Simona Garbarini, iscritta in lettere e tifosa del Torino, che ha raccontato le periferie dei suoi piccoli pazienti attraverso il filtro della passione calcistica (Il posto giusto), persone direttamente impegnate nel sociale, come Fabrizio Guglielmini (Asbesto) e Alberto Mossino (Take care, baby) che hanno attinto alla propria esperienza per raccontare gli scontri culturali tra nord e sud del mondo, un cantante fumettista esperto di serie tv, Giovanni di Giamberardino, che ha raccontato un delitto romano (Aristeo e le api) attraverso gli occhi di 24 inediti testimoni (tra cui una zanzara), un autore dall’aria vissuta, Luca Bonzano, al quale abbiamo chiesto perché avessero definito il suo romanzo (Orario di circolazione) di genere hard boiled e soprattutto cosa volesse dire hard boiled ( anche se detto tra noi, malgrado le spiegazioni, il mistero è rimasto insoluto), un esperto di letteratura, Roberto Risso, che ha scritto dei racconti su sfondo criminale (Racconti, appunto).
“Ti sei ispirato a qualche fatto di cronaca?” Gli hanno chiesto.
“Assolutamente no” ha risposto lui “non guardo mai la tv e non leggo i giornali.”
” Allora ti sei ispirato a qualche autore?”
” Assolutamente no” ha risposto lui per la seconda volta ” io leggo solo testi del 500 e del 600″.

Poi c’erano i membri del comitato di lettura del premio Calvino, professionisti impegnati in diverse attività (dall’insegnamento all’archivistica) ma con la passione per i libri e la lettura.

Ogni anno a ottobre, scaduto il termine di consegna dei manoscritti, i membri del comitato si dividono i testi da leggere.
Per ognuno fanno una scheda, e procedono per eliminazioni.
Ogni manoscritto ha almeno due tre lettori, che scambiano opinioni, chiedono pareri e suggerimenti agli altri.

Quando si scelgono i finalisti (una rosa di 10 12 titoli) gli autori selezionati hanno tra i membri del comitato i loro primi fan.
Ma spesso i pronostici sul vincitore assoluto vengono ribaltati dal giudizio finale della giuria di quattro o cinque scrittori, critici o editori, che decide insidacabilmente a chi va il premio e chi è meritevole di segnalazione.

E’ chiaro che a quel punto giocano un ruolo preponderante anche il gusto e gli orientamenti stilistici dei vari componenti di questa giuria.

Anche, ma non solo.

Piattins è convinta che un libro, quando si impone, lo fa malgrado tutto.

Magari lo fa più lentamente, o seguendo percorsi tortuosi.

Piattins per esempio è curiosa di sapere che destino avrà il romanzo “Splendido Splendente” del vincitore Ivan Guerrerio, un funzionario pubblico milanese. Il libro rievoca gli anni ottanta attraverso la figura di Moana Pozzi e la musica dell’epoca. Dai pochi stralci letti è rimasta la curiosità. Moana è stata un’icona per tutti i ragazzi di quella generazione (tra cui Piattins). Ma si chiede anche se sulla scelta abbia influito anche l’imminente uscita di un film su Moana ( e il ripescaggio generale di quegli anni).

Ed è pronta a scommettere che il segnalato “La banda dei precari” sarà presto su tutti i banchi novità delle librerie. Divertente, surreale, con un titolo così attirerà tutte e vittime del precariato nazionale (praticamente buona parte degli adulti in età produttiva tra i 20 e i 50 anni).
Il successo è garantito.

Durante la premiazione ogni autore ha avuto riservato un piccolo spazio.
Sono stati letti stralci dei romanzi, di alcuni meno, di alcuni di più.
La scelta, però, sembra, non è dipesa dalla volontà degli organizzatori quanto dall’entusiasmo della lettrice, che si è lasciata andare alla foga declamatoria leggendo interi capitoli.
Per questo gli autori lasciati per ultimi non hanno avuto il privilegio di sentir leggere ad alta voce il proprio incipit.
Tra questi anche Piattins.
Che dapprima un po’ delusa, si è consolata pensando a come la lettrice, che si era inceppata diverse volte sul giusto tono, sui periodi complessi, e sul dialetto brianzolo, sarebbe riuscita a leggere questo.

1.
L’inizio, e anche la fine

Ahmed diceva che quando stai per morire l’angelo Ezrail ti fa scorrere davanti agli occhi tutta la tua vita.
Allora si vede che io da vivere ce ne ho ancora abbastanza perché l’unica cosa che mi scorre è l’ammuina che c’ho dentro lo stomaco e la mia anima me la sto vomitando fuori da solo, senza l’aiuto di nessuno.
E mentre cerco di capire cosa diavolo sia successo di colpo le pareti si mettono a ballare manco fossero le cugine della sposa, zarada zarada, dritto nel cervello come una spada, zarada e la sposa sono io che mi accascio sul pavimento, piegato in centomila come uno straccio vecchio.
Vorrei svenire ma resisto.
Samir e Amadou, appollaiati sui lavandini, vegliano il mio delirio come due cornacchie sufi.
“Te l’avevo detto, io” gracchia Samir “che non devi mangiare le polpette, che le fanno col maiale”.
“Maiale, maiale” ripete Amadou “ci vogliono avvelenare col maiale, a noi poveri musulmani.”
E io penso che maiale forse era maiale, la bestia che mi ha fatto questo scherzetto, ma colpiva come un toro e lo faceva con una spranga che doveva essere di ferro perché alla fine, quando ha smesso, era sapore di ferro quello che sentivo nello stomaco e sui denti, e mi scorreva fuori a fiotti insieme al vomito e al sangue e a pezzi di gengiva.
E mi è tornato in mente Yahya il macellaio quando batteva la carne e diceva, più i colpi sono forti, più la carne diventa tenera.
Merguez maison per tutti stasera.
E vomito di nuovo.

(da Il meccanico di Ahmed, di Anna Lo Piano)

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23 Responses to “Web-cronaca piattinesca del premio Calvino”

  • desian says:

    ciao piattina, bentornata! pazienza il premio :-( ((, ma un libro si impone per vie sue, malgrado i premi. grazie per l’incipit (è l’incipit vero?): è preciso, folgorante e fa tanta voglia di sapere cosa succede poi. Non ho titoli, se non quello di bulimico lettore, ma se tu volessi passarmi qualche stralcio da leggere sarei molto contento oltre che molto curioso… Inoltre, qualche ideuzza (di quelle legate al mio mestiere) mi volteggia per la testa. te le scrivo in pvt.
    ciao e brava: il bello comincia adesso, hai questo pargolo da acoompagnare per il mondo!

  • Marilde says:

    Una web-cronaca coi fiocchi, e brava! arrivare in finale al Calvino dev’essere una gran bella soddisfazione.

  • emily says:

    ma quanto sei brava tu e quanto sono orgogliosa io di conoscerti!!!
    bella la cronaca, sembrava di esserci.
    pazienza x la vittoria, tu sei arrivata prima tra le scrittrici blogger che partecipano al premio.
    giusto????

  • VereMamme says:

    Piattins, questo è un inci-pit molto inci-sivo, praticamente una botta sui denti. Dato che hai un’idea molto precisa dei meccanismi con cui un libro si impone da solo, perchè non cambi subito il titolo in “il meccanico PRECARIO di Ahmed” ?

  • Raperonzolo says:

    Accidenti, Piattini, me l’ha detto il mio amico Pux (che accompagnava Paola Ceredda) che la premiazione del Calvino è stata bellissima quest’anno. Non come ai nostri tempi (2001 lui e 2002 io): nessuno incontro, nessuno spazio ai finalisti alla premiazione, nessun brano letto e praticamente nessuno che ti rivolgeva la parola. Roba da chiedersi: che ci avete invitato a fare? Fu di un deprimente pazzesco.
    Inoltre, all’epoca, il Calvino era bisfrattato dalla grande editoria. Invece so che quest’anno gli editori c’erano praticamente tutti :-)

  • piattinicinesi says:

    @Desian aspetto i tuoi consigli. penso di pubblicare un estratto su Google pages con un link al blog. Poi chi vuole mi può chiedere il seguito :)
    @Marilde lo è stata, comunque. Ma la strada è davvero in salita
    @emily assolutamente! ;) )
    @vere meno male che ho un’amica nel marketing. comunque mi sa che comincio a scrivere testi erotici usando il nome di Vaginia (se me lo presta), così mi compro la macchina nuova

  • piattinicinesi says:

    @raoe ma dai, allora mi sa che l’ho pure visto il tuo amico senza sapere che fosse lui! sì quest’anno è stata molto bella, a parte la lettura che ci ha lasciati tutti un po’ delusi, ma in questo modo è servito da vera vetrina per gli autori, e questo in fondo deve essere il suo vero scopo, segnalare uan rosa di buoni romanzi alle case editrici

  • Renata says:

    Essere arrivata tra i finalisti è una bella soddisfazione comunque e il resto lo farà il mercato. E poi da quel poco che ti conosco non ti fermerai certo qui!

  • Novocaina says:

    Ciao Piattins, non so se ti ricordi di me, ci siamo incontrate alla GirlGeekDinner..
    Inizio col dire che l’incipit è davvero interessante e sì, anche a me piacerebbe leggere di più (per ora si attende Google pages. :D )
    Poi sì, traspare che qualcosa ti è rimasto delle scambio “personale” con gli altri scrittori, e questo è sempre un bene.

    Novocaina

  • oipaz says:

    Ma si può comprare da qualche parte?
    No perché l’incipit o fine che dir si voglia mi ha fatto venire il pizzicorino di leggerlo…

  • MammainCina says:

    Complimenti…che bell’atmosfera hai descritto… io (amante di Erri de Luca di cui tu mi ricordi molto lo stile e l’efficacia narrativa) mi sono goduta la lettura della prima pagina del tuo libro, ed appena rientrero’ in Italia lo cerchero’ sugli scaffali per godermi il resto della storia!
    A presto!

  • JJ JOHN says:

    Cara Piatti, due precisazioni sul tuo post. Innanzitutto Guerrerio non ha spedito il “malloppo” all’ultimo minuto: questo non è vero. Poi, all’autore è stata comunicata la vittoria non appena arrivato alla location, per cui non vorrei che tu confondessi la sua ansia con una lecita emozione.
    Cosa succederà di “Splendido Splendente”? Al di là dell’evocazione di Moana, che è incidentale al “ripescaggio” (Ivan ha cominciato a scrivere il romanzo due anni fa), il libro venderà moltissimo perché è conflittuale, trasgressivo e tecnicamente forte.
    Se passi per Milano (o se sei di Milano), ritieniti invitata a cena con Ivan e con me appena puoi, così io cucino e voi vi scannate.
    John
    http://classikrock.blogspot.com/

  • piattinicinesi says:

    @renata no, certo non mi fermo!
    @novocaina certo che mi ricordo! adesso lo metto su Google pages, a presto
    @oipaz per ora davvero no, ma cerco un editore per cui…
    @mammaincina dipende da quando torni ;) )

  • piattinicinesi says:

    @JJohn, che l’ha spedito all’ultimo minuto l’ha dichiarato lui durante la premiazione, se non è stato così sono contenta (sempre per lui) perché si è evitato le nottate :) ), era emozionato sì, ed è giusto. lo eravamo tutti. ansia ed emozione o contentezza si sono mescolate in ognuno in modo diverso. ci sono dei momenti in cui le cose emergono tutte insieme, come degli imbuti storici. è fisiologico e non ho fatto dietrologie, ma se hai a fortuna di “sentire” in anticipo questo momento storico, cominciando un libro sugli anni 80 e su Moana vuol dire che hai intuito e il tuo libro arriva in un momento fortunato. Nella a storia della letteratura la fortuna delle opere dipende da tante cose, così complesse e intrecciate tra loro che la fortuna dei libri è diventata addirittura una branca della critica letteraria, ci si scrivono saggi sull’argomento.
    io comunque sono molto curiosa di leggerlo perché avevo apprezzato l’incipit ma soprattutto la fine (almeno ho capito che fosse alla fine) con la questione del porno diffuso di cui parla, afferamzione con la quale mi sono sentita molto d’accordo.
    allora, cena fissata?

  • JJ JOHN says:

    Si, Piatti, credo che Ivan abbia spedito l’ultima bozza tardi, ma il manoscritto originale era già stato inviato per tempo.
    Tra l’altro, forse non ti è arrivata questa voce: all’ultimo monento (circa quattro giorni prima della premiazione) la giuria ha deciso di estrometterlo ritenendo a torto che il suo libro fosse già edito in quanto compariva su internet.
    Il fatto era che l’editore, ancora prima di fargli firmare il contratto, si era portato avanti presentandolo alle librerie in rete. Ergo, è successo un casino pazzesco (reclami, scazzi, depressioni ecc) fino a che Aspesi e soci non hanno ottenuto la comprovata documentazione che Ivan non avesse ancora firmato nulla. Cosa che, detto tra noi, non ha ancora fatto.
    Riguardo alla questione Moana, guarda: il mio amico ha avuto un culo pazzesco, cosa che non mi stanco mai di rimarcargli, consigliandogli allo stesso tempo di approfittarne.
    Già da diverso tempo (anni) Ivan mi parlava di questa storia di Moana perché era un personaggio che lo affascinava, così come tutta la storia degli anni ‘80 che io e lui abbiamo vissuto intensamente qui a Milano da “militanti” intellettuali.
    Poi ha sviluppato il racconto e oggi si trova ad uscire col libro giusto al momento giusto.
    Mi fa un’invidia porca.
    Mi ha regalato ieri sera la pre-stampa in A4 e ho cominciato a leggerla: è un libro davvero straordinario e molto osèe per la forma. Non so quale sarà il riscontro ma, sicuramente, non lascerà indifferenti.
    La cena è fissata sì, come no!
    Ti mando una mail privata così definiamo.
    Cucina cinese?

  • piattinicinesi says:

    JJohn, la voce non mi era arrivata. Meno male che la cosa si è risolta. credo che comunque la presenza di internet renda tutto più complicato per questo tipo di concorsi perché è tutto più fluido.
    cena cinese ok e tenetemi al corrente!

  • My says:

    piattini, non avrai vinto ma ti rinnovo le mie congratulazioni per essere arrivata in finale di questo premio!

  • valewanda says:

    Piattins, noi tenevamo per te! Bè, il tuo libro minimo ma lo voglio veder circolare su anobii, come quello di Rapè. Se vuoi saperne di più chiamami, che lo faccio girare io in una catena di lettura…

  • Laura says:

    Spero di leggerlo presto, per intero, e quindi ti auguro che arrivi subito una proposta interessante da un editore.

  • Silvia - Mamma Imperfetta says:

    Allora, è inutile nasconderlo…io ci avevo proprio sperato, anzi diciamo che, tanta è la stima e la fiducia, da darlo per scontato.
    Ma alla veneranda età di 34 anni ho imparato che vincere e avere successo sono due cose che in Italia spessissimo non procedeono a braccetto.
    E allora spero che anche stavolta in Italia non ci si smentisca.
    Un abbraccio.
    Silvia

  • M di MS says:

    Ciao Piattina.
    Sono arrivata in ritardo a leggere la tua cronaca, cmq accetta anche i miei complimenti. Non hai vinto, ma fa niente, voglio dire SEI UNA SCRITTRICE! Mioddio, un’artista della parola, del racconto, un’evocatrice di sentimenti! Ti auguro di continuare con soddisfazione per la tua strada.

  • giardigno65 says:

    Complimenti per la finale ! Su tuttilibri della Stampa c’erà un breve trafiletto sul premio definito povero (di soldi), ma ricco di spunti e contenuti

    ciao

  • giuliana says:

    gratulazioni, piattins!
    e però aspetto il resto (già letti i capitoli che hai messo a disposizione) :)

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