Nelle ultime settimane la famiglia Piattini ha aspettato con ansia il sabato sera.
Feste in piscina? Happy Hour al museo? Lotteria Italia? Non esattamente.
Piuttosto divano del soggiorno. Ai meglio posti e vicino alla cofana dei pop corn.
Perché il sabato sera qui si vede un film, ma sul serio.
Pochi lussi ma buoni in casa Piattini.
Videoproiettore e parete bianca.
E una bottiglia di chinotto. Ben freddo.
Che la trilogia di X-men cominci!
La Piattina all’inizio era scettica.
“Non è che ci saranno scene cruente?” – ha chiesto a High.
“Ma che dici!” l’ha fulminata lui con lo sguardo a mezz’asta del padre consapevole – “non fare la madre isterica e apprensiva”.
“E va bene, signor cinefilo pedagogico – ha risposto lei piccata – però se Power stanotte si sveglia in preda agli incubi ti alzi tu!”.
Power nel frattempo si agitava davanti al film sputacchiando ovunque pezzi di pop corn , e urlando : “E ammazzalo, e ammazzalo, fai la legittima difesa, tanto è legittima difesa eh, lo puoi ammazzare”
“Non sembra troppo sconvolto, vero?” ha chiesto Piattini ad High con una leggera apprensione.
“Non più del solito” ha risposto High.
“Secondo me anche lui è un mutante” – ha concluso Figlio Filosofo.
Insomma X-men è stato un vero successo.
Effetti speciali, avventure, fiato sospeso, e pure qualche riflessione.
“Mamma, ma Magneto è buono o cattivo?” ha chiesto Power a un certo punto.
“Un po’ buono e un po’ cattivo” ha risposto Piattini.
“Mamma, mi spieghi? Io mi sto confondendo….” ha detto FF .
Aquel punto abbiamo spinto il tasto pause.
Diceva una delle mie prof di del liceo che la letteratura inglese si basa sulla dicotomia tra bene e male. Il che forse è un po’ riduttivo se non si aggiungono dettagli e sfumature ma un fondo di verità ce l’ha, eccome. La lotta tra good and evil può essere reale, oppure, meglio, interiore.
Alcuni successi degli ultimi anni, come Guerre Stellari o anche Harry Potter, hanno giocato su questo topos. Da una parte i buoni, dall’altra i cattivi, e in mezzo un personaggio eroe che porta in sé i germi del bene e del male. In un caso un buono che conoscendo il male passa al campo opposto. Dall’altro un personaggio positivo che diventa forte perché ha incamerato parte dei poteri negativi del suo nemico.
Ma in X men per la mente di un bambino ci sono troppi passaggi, che vanno spiegati.
Così alla fine abbiamo risolto la questione dicendo che nel film non c’erano dei buoni assoluti o dei cattivi assoluti.
C’erano quelli che pensavano che dovessero esistere solo gli umani.
Quelli che invece pensavano che dovessero esistere solo i mutanti.
E quelli che pensavano che indipendentemente dalla propria natura di sapiens o di mutanti, gli esseri umani avessero lo stesso diritto a vivere in pace.
E questi erano i buoni, di qualunque campo facessero parte.
“Ah” ha detto Figlio Filosofo “adesso ho capito”.
Così Piattini ha messo in play. Pensando che in questo modo si era creata una base per le future spiegazioni su conflitti, razzismo, convivenza e diritti umani.
Almeno per un po’.
Il tempo necessario a Figlio Filosofo a elaborare interrogativi del tipo “Ma Rogue alla fine decide di non essere più mutante, non sempre nella vita è possibile” oppure “nel terzo episodio la maggior parte dei mutanti sono dei criminali” che porterebbero a una serie di riflessioni per le quali Piattini si sta ancora preparando.
“Mamma, io sono Ciclope” ha detto allora Power, che deve trovare sempre un personaggio in cui identificarsi.
“Bravo, è un bellissimo personaggio” ha detto Piattini.
“E tu mamma che personaggio sei?”
“Io sono Wolverine”
“Ma tu non puoi essere Wolverine, perché Wolverine è un maschio e tu sei una femmina. Puoi scegliere solo un personaggio femmina. E quindi sei schiappetta”
“Perché schiappetta?”
“Perché tutte le femmine sono schiappette”
Piattini ha dovuto respirare e contare fino a 160 prima di rispondere, per evitare di mandare in posti ignobili il sangue del suo stesso sangue o peggio di devastarlo psicologicamente con un predicozzo di due ore sul femminismo.
Inspiegabilmente Power ha una tendenza innata alla misoginia che non si riesce ad estirpare in alcun modo.
Ma forse non è necessario che lei se ne preoccupi.
Sarà la vita a insegnarli (dolorosamente) che le donne assai di rado sono schiappette, come pensa lui.
E inoltre, se non si fosse addormentato nel bel mezzo del terzo episodio, ne avrebbe avuto la prova narrativa, proprio davanti ai suoi occhi ciclopeschi.
Perché dovendo creare un personaggio forte, il più forte e il più potente di tutti i mutanti (molto più forte di Wolverine che in fondo è solo un Harrison Ford autorigenerante, molto più forte anche di Magneto, che pure controlla il metallo ed è capace di far schizzare via il ferro dal sangue del nemico, molto più forte anche del professor Xavier che pure controlla la mente di tutti i mutanti esistenti) gli sceneggiatori hanno dovuto far ricorso a un personaggio femminile.
Jean, la dottoressa, incarna il doppio archetipo femminile.
E’ allo stesso tempo la donna virtuosa (resiste alla seduzione di Wolverine), che prodiga cure ed affettività (sebbene come medico, quindi in un contesto moderno ed emancipato) ma anche la donna istintiva, notturna, ferina, e malefica.
Il male che lei porta dentro è un male assoluto, primordiale e incontrollabile. Gli altri cattivi non possono reggere il confronto. Perché a ben vedere Magneto alla fine è solo un vecchietto che gioca a scacchi e la terribile Mystica una donna arrabbiata e invidiosa.
Invece Jean è la dea salvifica che sacrifica la propria vita per i suoi cari ma anche la forza distruttrice senza controllo e senza ragione.
Inutilmente il dottor Xavier ha cercato di mettere delle barriere psicologiche alla sua parte oscura.
Il male, se non viene elaborato ed assimilato alla nostra esistenza, se non viene riconosciuto come parte integrante della nostra complessa personalità, emergerà sempre e in maniera disastrosa, distruggendo tutto.
Da sempre le donne portano in sé questo doppio archetipo, che è un modo per spiegare in immagini l’enorme potere vitale di cui dispongono.
Per questo, nel mito come in letteratura, i personaggi femminili sono spesso divisi tra due amori.
Tra il bravo ragazzo e il seduttore vagabondo.
Ma non è che loro si innamorano del seduttore vagabondo. Loro vogliono essere il seduttore vagabondo.
Piattini ha contato 160 secondi prima di rispondere a Power, e poi gli ha detto:
“Va bene, allora diciamo che se fossi un personaggio maschio sarei Wolverine e se fossi un personaggio femmina sarei Tempesta”
“Tempesta mi piace mamma” ha detto lui conciliante.
“Anche a me” ha detto High.
“Anche a me” ha detto FF.
Conclusi i discorsi sulla pace, sul razzismo e sulle personalità bipolari, sugli archetipi e sul femminismo, ci sono cose che in famiglia mettono d’accordo tutti.
Come i pop corn, per esempio, o il corpo da strafiga di Halle Berry.



Cavolo! X-men mi manca!!!!Quando leggevo i fumetti della Marvel mi concentravo sull’uomo ragno, in cerca del fidanzato ideale, o al massimo sui fantastici 4, giusto per chiarire meglio i ruoli. E ora invece mi hai fatto venire voglia!
Dici che vale, allora? Il Mr è in fissa con questi film. Io di solito pongo il veto. Sabato, in nome della pace domestica, ho ceduto a “Iron Man” e me ne sono pentita amaramente!!!
@lgo io ormai sono in trip. so che non faranno il seguito ma diversi spin off e li aspetto.@rape iron man non so. questi sono belli ma comunque non evidentisimi per i bambini (FF ha l’età giusta, PP è veramente un mutante, uno che per dire, nella favola dei tre porcellini tifava per il lupo) li consiglierei con tranquillità a partire dagli 8 anni.
ma che figata di post!mi piace da matti …bello, familiare, argomentato, con un sacco di sguardi verso mille stimoli!digressione:una cosa molto bella è nel gergo triviale che uso e, alla mia età, non abbandono: “una figata” …se è pessima direi “è una cazzata”.sarà un caso.monica
..segue: solo che non potendo essere il seduttore vagabondo .. nella realtà, sposano il bravo ragazzo.lezioni di piano.lei: alla fine scegli harvey keitel (mica scema la ragazza) – nello scorrere dei titoli di coda si vedeva lei, in fondo al mare legata al suo piano. indissolubilmente legata allo strumento – unico – che rivelava la sua anima davvero.a proposito del convivere nelle dicotomie ..monica
@monica rivedrò lezioni di piano pensando al tuo commento…ho letto i tuoi post, molto interessanti e densi. ho visto che sei su facebook. anch’io. osì magari parliamo meglio di cose tipo pedagogia et alia…
mmmmmmmmh…. io non l’ho mai sentito nominare!! però anche qui c’è l’abitudine al film con proiettore e pop corn, al sabato… PS io e lisa vorremmo convocarti. ; )
@bstevens convocarmi col proiettore???? ok!
e va bene cederò anche io e vedremo X-Men. Ma niente schiappette sia chiaro…
volentieri …io son lì (in realtà non saprei come trovarti su fb, sono anche lì una absolute beginner)ciao
@wwm magari sono io che ci vedo troppe cose dentro….
)@monica nel mio profilo ho messo il contatto mail
merci