ammuine sentimentali

FF ieri era alle prese con il ripasso generale di italiano.
- Mamma, che testo regolativi posso fare?
- Ma non saprei. Una ricetta….?
- No, no
- Le istruzioni per chiudere un circuito?
- L’ho già fatto ma la maestra ha detto che non andava bene perché non ci aveva capito niente…
- Puoi scrivere come si fa a cercare un’immagine su Internet, o come si gioca a Uno
- Vabbé vabbé mamma, basta, non mi dire più niente, ho pensato un’altra cosa…
Rassicurata dalla stima dimostratale dal figlio, Piattini si è rimessa a pulire la cucina.
Il tempo di spruzzare lo sgrassatore e FF è tornato trionfante.
- Guarda mamma, leggi!
Piattini ha recuperato gli occhiali e ha preso in mano il foglio.

Titolo: “Regole per sopportare mio fratello”
Svolgimento:
1. Essere sempre pronti a tutto
2. Avere molta pazienza
3. Ricordarsi che è una testa calda
4. Saper dire di no
5. Non farsi condizionare
6. Non fargli male

Piattini è rimasta molto impressionata.
FF aveva stilato una serie di regole utilissime e valide non solo per sopportare PP, ma qualunque tipologia perniciosa di rompiscatole.
A seguirle sempre, ciascuno di noi potrebbe evitare diversi errori catastrofici in varie occasioni, comprese quelle lavorative.
FF d’altronde non si chiama Figlio Filosofo a caso.
Peccato però che malgrado il suo acume e la logica rigorosissima (che lo rende un temibilissimo avversario in caso di scontro dialettico, vi avverto) FF ha anche un’emotività dirompente e difficilmente controllabile.
Le regole di sopportazione le applica in percentuale ridottissima. La maggior parte del tempo perde la pazienza, si sottomette alle angherie del fratello vendicandosi con subdoli dispetti, urla come un pazzo e talvolta gliele dà di santa ragione.
D’altronde è così per tutti.
Un conto è la ricetta dell’uovo al tegamino, un altro quella della convivenza, della giusta educazione, o di un matrimonio riuscito.
Le regole del matrimonio, poi, sono un fulgido esempio di creatività inutile:
“Bisogna rispettarsi, avere fiducia… sapersi ricavare gli spazi per la coppia”
Piattini conosceva due che avevano un figlio e che ogni sabato sera si ritagliavano lo spazio per la coppia.
Tutti gli amici ad ammirarli però quando il figlio ha compiuto tre anni loro si sono lasciati lo stesso.
Prima di divorziare lei è uscita a fare spese e ha esaurito la carta di credito del marito.
Forse ha fatto bene, chissà.
Sono piaceri, questi, che Piattini non potrà mai sperimentare, vista l’esiguità del conto in comune.
Quello che sa di certo è che dopo 14 anni di matrimonio le regole le appaiono come appigli su una parete scivolosa.
Quando due persone attraversano insieme la foresta intricata dei 20, dei 30 e poi dei 40 anni può succedere che in qualche radura ci si trovi davanti a una persona diversa, o che si scopra di essere diversi noi. Ci sono delle volte in cui bisogna aspettare che passino bufere spaventose, che arrivino le bestie feroci, che l’altro, magari senza accorgersene, ci faccia uno sgambetto.
Più che regole, a volte le sembra che ci voglia una determinazione fuori misura per resistere.
Il gusto della sfida.
La passione per l’ignoto.
Un albero Maestro a cui appoggiarsi.
Un urlo di guerra.
E un kris malese tra i denti.

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17 Responses to “ammuine sentimentali”

  • TuttoDoppio says:

    Che dire… hai ragione (io nel matrimonio fino ad ora ho attraversato la forsta dei 20, quelle dei 30 e 40 mi mancano… chissà cosa mi aspetta…)

  • Rita says:

    Noi siamo ancora novellini, solo sette anni di matrimonio, ma spero di riuscire sempre a trovare, insieme a Maritino, la voglia e la forza di superare le foreste intricate con le loro belve feroci.

  • Raperonzolo says:

    Grande FF! Noi puntiamo dritti ai 10. Le regole sono scivolose, ma in qualche modo ci si aggrappa. La vita matrimoniale è fatta di graduali aggiustamenti che col tempo diventano metamorfosi. Non è facile.

  • Mammagò says:

    Quelle regolette sarebbero adatte anche da noi, e forse il mio Anziano le avrebbe scritte quasi uguali per sua sorella, solo che lui si trova a doversi confrontare anche con una serie di personaggi magici, elfi, fate e folletti, che vede solo lei, ma che Anziano subisce…e ti assicuro che le fate “esagerine” non sono facili da sopportare!A presto!Mammagò

  • lisa2007 says:

    accidenti piattini, mi hai fatto venire il magone con questo post. Come riesci a scavarti dentro in certi occasioni è fenomenale.Eh sì, coltello fra i denti, liane cui aggrapparsi, belve feroci che ci portano via l’anima e l’autostima.Ti sono non vicina, ma accanto con una empatia che non hai idea :)

  • wwm says:

    Eh già non posso che condividere questo stato di lotta perenne. Di sfida. Di sopravvivenza. E poi ci sono sempre dei premi no?Stare insieme è gioco da equilibristi!

  • Rita says:

    premio “il gioco più divertente” assegnato (finalmente):-D

  • serialmama says:

    piattina bella, la relazione sentimentale è una delle sfide più difficili, hai ragione. Io vado avanti da soli 10 anni, non so cosa ne sarà di noi fra altri 10, altri 20, ma questi dieci sono stati sudati, giorno per giorno. è che quando si hanno dei caratteri forti, e un’intelligenza viva, e non si ha la paura di guardare e guardarsi dentro con onestà, è tutto più difficile, ma credo sia anche più soddisfacente.

  • emily says:

    allora la decana sono io con i miei 19 anni di matrimonio e 10 anni di “smorosamento”. nel corso degli anni ho imparato che nn esistono regole, solo nervi saldi e molta autostima e coscienza di se’. e quando arrivano i figli si salvi chi può.piattini sei un mito come al solito.

  • alleg67 says:

    piattini, non é mai facile, giorni sereni si alternano a giorni bui e tempestosi, poi il contiorno non aiuta, pero’ si va avanti, si cammina insieme e si superano punti tibetani e le liane servono per saltare fossati che non pensavvamo…ah..la vita di coppia!!un abbraccio!!

  • theitalianmom says:

    oddio, leggere post di questo tono mi potrebbe far pensare alla fuga!scherzo, ma se ti fermi a pensare alle lotte, ai litigi, alle emozioni belle e brutte vissute insieme… altro che kris tra i denti!

  • piattinicinesi says:

    @allora, visto che nessuna di voi ha detto ma no che dici Piattini, giungla? foreste? coltelli? il matrimonio è un lungo fiume tranquillo, un paesaggio sereno di ondulate colline (al massimo qualche buca, tié) vuol dire che la metafora era azzeccata.Kris malese per tutte ragazze, e via per una nuova avventura!

  • giuliana says:

    no, solo una cosa: tuo figlio è un genio (eh sì che la mela non cade lontano dall’albero, come si dice, signora mia…)

  • MadreSnaturata says:

    D’accordissimo. Il matrimonio è una giungla e bisogna avere i nervi saldi e il cuore allenato per sopravvivere. Ma senza quella giungla, io, dopo (soli) 6 anni di matrimonio e 9 di “morosa” non saprei vivere!Ecco…come tu sia giunta ad associare le regole per la sopravvivenza ai rompiscatole di tuo figlio con la sopravvivenza matrimoniale è un tocco da maestra della diplomazia!

  • My says:

    giungla, fatica, caldo, sudore, fastidio……..ci spii?

  • Eva Ricciuti says:

    Che personalità Figlio Filosofo!http://unavitaquasinormaleanzi2.blogspot.com

  • piattinicinesi says:

    @giuliana lui è terribile, tra qualche anno mi straccerà completamente…@ms la giungla è divertente (infatti ho detto gusto per l’ignoto) ma più che le regole alle volte servono veramente abilità da acrobata….@my ;) ))) che musica mi consigli?@eva è vero, mi mette in crisi ma lo adoro…

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