Piattins è una che è nata con la sciarpa e il cappello. Una che anche d’estate ti puoi prendere il mal di gola. Dopo il latte almeno tre ore prima di toccare l’acqua con il mignolo del piede, l’altalena evvabbene ma non andare troppo forte, non ti allontanare, è pericoloso, cadi, puoi cadere, sei caduta? Te l’avevo detto io.
Insomma se l’ansia è contagiosa lei alla fine se ne è presa una buona dose. E solo il suo ineguagliabile amore per la libertà le ha permesso di trovare la forza di prendere e partire (anche se sempre meno di quanto avrebbe voluto) superando paure ansie e angosce, almeno sul momento. Che quelle ormai sono sedimentate, e rimangono là.
Però trasmetterle ai figli proprio no. Questa catena ereditaria andava spezzata.
Piattins l’ha capito un giorno che FiglioFilosofo è entrato nel labirinto delle palline. Tutti gli altri, anche quelli più giovani di lui (di età compresa tra uno e due anni) si arrampicavano, scivolavano, si infilavano in mezzo ai tubi e si appendevano a testa in giù. Lui invece, il suo FF, la guardava con gli occhi aperti come fanali, l’espressione assorta, e stava fermo. Fermissimo. Aggrappato a un palo imbottito era immobile. Una sfinge muta, enigmatica.
Poi finalmente si è mosso.
E si è seduto per terra.
Era chiaro che l’abilità motoria non era il suo forte. Si capiva anche da come affrontava lo scivolo. Un gradino alla volta, e lunghe pause. Poi riscendeva giù dalla scaletta.
Piattins, in preda a un delirio di protezione materna, avrebbe voluto liberarlo definitivamente dagli orrendi bambini che lo circondavano, quelli che cercavano di salirgli sui piedi, sulle mani, che lo spingevano, che lo apostrofavano con parole rudi: aho ma che stai a fa’. Te voi move’?
Largo, avrebbe voluto dire lei, fate largo! E poi prenderlo, portarlo via di lì, in un luogo sicuro: la sabbiera o la panchina del bar. Forse la giostra. Meglio una gabbia.
Poi però ha trovato una soluzione
- High- ha detto – lo guardi tu?
E si è seduta. Da lontano la situazione ha assunto una luce migliore. Insieme al padre i suoi figli hanno imparato ad arrampicarsi, a correre, a sciare (a giocare a pallone ancora no, ma quella come vi ho già spiegato è proprio una cosa proprio estranea ai piattins, forse è un problema genetico). Imparavano a farsi male, a cadere, a non avere paura.
E anche lei si tranquillizzava.
Imparava a dire le cose giuste.
Mentre si arrampicavano sulla ragnatela invece di mettersi sotto tipo materasso e urlare Cadi! Cadiiiiiii! Stai cadendo!!!!!!! diceva Dai, un passo alla volta ce la puoi fare
E a Power alle prese con la sua prima gara di nuoto in vasca grande ha sorriso, dicendo Sei forte!
Intanto mentalmente, ma solo mentalmente, calcolava quanti secondi le sarebbero occorsi per arrivare in acqua a salvarlo buttandosi dalla balaustra della piscina, e soprattutto che possibilità avrebbe avuto di fare centro.
Insomma si impara.
Adesso, che i suoi figli entrambi sono al campo scuola, ha seguito la stessa tecnica
- High chiama tu. Non vorrei che power sentendo la mia voce si facesse prendere dalla nostalgia e volesse tornare a casa.
- Ok
…
- Allora, hai chiamato?
- Sì ma non sembrava molto nostalgico..
- In che senso?
- Beh, aveva una voce strana, come se fosse più grande…sembrava un bambino di otto anni …
- Ma l’hai salutato anche da parte mia? Gli hai detto ciao da mamma e papà?
- Certo che gliel’ho detto
- E lui?
- Ha detto “papà e mamma chi?”
Ora le cose sono due. O siamo riusciti a renderlo un bambino sicuro. O, più probabilmente, me l’hanno sostituito.
Ma non dite che sono ansiosa.



I tuoi figli, almeno visti a cena, fanno un gran bel figurone, lo sai. Quindi o li avete resi fantastici voi (oddio, il babbo è fondamentale, lo sai! le mamme… beh che ce vòi fa’?) oppure ve li hanno già sostituiti all’origine.
Nervosa all’idea, eh?! ih ih ih
no, in quei casi tiro fuori dall’armadio le copie e le porto a cena al posto dei mostri, così mi faccio bella con gli altri blogger
Maaaammma mia che verità!! Non solo mi tolgo dalle scatole quando mi prende l’ansia ma evito come la peste le etichette del tipo “ha paura di…acqua, cani, vuoto, ragni”. Che dio li scampi dalla trasmissione virale dei nostri scheletri. Ma ci si difende anche dall’influenza della vecchia generazione, dalle famiglie intorno che ripetono gli stessi schemi con tuo figlio? Io mi sono fatta il lavaggio del cervello imponendomi nella conversazione la ricerca costante dell’alternativa: al non ci riesco si risponde “prima prova”, poi se vuoi ti aiuto ma prima prova (mia madre faceva subito al posto mio). Al non sono capace rispondo che tutto si impara, prima male poi si migliora (i miei fratelli mi dicevano “non sarai mai capace”). Di fronte a un buon risultato dico Bravo/a (mio padre diceva “hai fatto il tuo dovere” oppure se avevo preso dieci “e lalode?”)…
mammac, un esempio lampante di coach pnl!!!!
anche io faccio così, con loro stiamo riuscendo, il problema è che non riesco a farlo con me stessa!
mia madre uguale. Non è colpa sua, lo è di mio nonno che è sopravvissuto a tre campi di concetramento e poi è diventato così, ma non è vero, testimoni diretti confermano che era così anche prima della guerra.
e anch’io mi sono detta: rompiamola questa catena. Il risultato è che da quando sono incinta io non solo devo fare i conti con le mie ansie, proprie, indotte e genetiche, ma pure con quelle del marito che trova che io sia troppo spericolata e distratta e che uno di questi giorni mi vanno sotto un autobus mentre io sto dando indicazioni sula strada a qualche estraneo.
Però la soddisfazione quando durante una sosta in autogrill in Germania mi viene a dire trionfante: ma lo sai che Orso (all’epoca sotto i tre anni) sa fare il pote di corda orizzotale? ed io ho potuto rispondegli: amore, se è per questo allo zoo si fa anche quello verticale altro 3 metri e mezzo e poi scende da solo con lo scivolo.
Che lo so io quello scivolo quante sapite e discese su e giù dal ponte e da essolui medesimo mi e costato perché mio figlio ci si sedeva all’inizio e poi bloccava il traffico, ma ci siamo divertiti pure così 9meno male, è d’acciaio e regge anche me).
Che bello, dio li fa e poi li accoppia e poi li fa pure riprodurre, non è un miracolo?
sì, è un miracolo, concordo.
ma a te sullo scivolo a bloccare il traffico con orso t’avrei davvero voluta vedere
Ciascuno ha i propri scheletri e ci combatte quotidianamente nell’educazione dei figli: io l’ansia da farsi male non l’ho mai avuta, ma quella del disordine e della sporcizia si. Ieri pomeriggio l’ho fatto rotolare nella sabbia di un parchetto assieme ai suoi amici scherzando con le altre mamme sull’ipotesi di spezzettarli e poi metterli in lavatrice visto che nessuna arriva fino a 15-16kg.
in questo caso l’ansia dovrebbe venire ai figli
)
Devo dire che non l’hanno preso molto seriamente il mio commento i bimbi: sarà che ormai ci hanno fatto l’abitudine al mio modo di esorcizzare quelle che ritengo le mie malattie mentali!
Io li lascio fare tutto però sono sempre lì nei pressi, fingendo indifferenza. Fingendo.
te l’ho sempre detto che tu hai un futuro nello showbiz
noi abbiamo appena festeggiato con tanto di facebook testimonial il piccolino che ha imparato ad andare in bici senza rotelle. Ha 4 anni e mezzo. Io non ho MAI imparato. E ho detto tutto.
(ma, piattins, il salto di vuoto allo stomaco, quello ci vuol arte per mascherarlo nevvero?)
artissima
Quanto mi ci riconosco!! Anche io mi allontano e lascio fare a mio marito, e cerco disperatamente di controllare questa ansia insana che lo rende insicuro. E’ un lavoro grosso su me stessa, ma lo devo fare!1
ahahahahah ecco perchè mio figlio lo mando al mare solo col padre, mentre io sistemo casa o mi rilasso
la tecnica del “papà pensaci tu” mentre mi allontano la sto imparando anche io, ma che difficile…
arianna e claudia, padri alla riscossa, davvero. ovvio che a volte i ruoli si invertono. ci sono madri più scafate dei loro uomini, l’importante è avere caratteri diversi
Ai figli trasmettiamo anche molte cose che non vorremmo, ne avevo scritto anch’io parecchio tempo fa… misteri della genetica. Quanto alle ansie, proprio come te (e gli altri dei commenti), si impara a conviverci. Una piccola consolazione letteraria, per ridere (ma non troppo, visto che di indagini te ne intendi
): la tua descrizione di una Piattins nata con sciarpa e cappello anche d’estate per non rischiare il mal di gola mi ha ricordato le manie e le preoccupazioni di un Hercule Poirot sempre coperto contro le insidie del clima inglese. Avercene, di ansiosi come lui! No? Ciao.
bella questa! grazie do minore, ho trovato un perché a quest’ansia da ipercopertura
ahahahahahahah sei uno spettacolo!
Che rapissi il lettore già lo sapevo, ma quando parli della tua famiglia sei davvero una corrente elettrica che stimola (non come un elettroSSiock, quello fa male!).
Mia mamma assolutamente non era ansiosa, se lo era le è passato tutto con l’arrivo del secondo figlio… al quarto era totalmente anestetizzata!!
quando ci approssimavamo a qualcosa di chiaramente pericoloso, tipo salire sui pini (lo preciso perchè la corteccia è particolarmente ruvida e le miei braccia e gambe la ricordano benissimo!) ci diceva “ragazzi se vi fate male non venite qui a piangere, altrimenti le prendete ed avrete un motivo in più per piangere!”
Il famoso giorno del pino io tornai da mia madre sanguinante, non dissi nemmeno “a”, mi andai a fare la doccia, mia madre mi guardava pronta alla terribile reazione, mio padre si fece prendere un attacco di ansia
però tu sui pini ci salivi, ora i bambini rischiano di salire al massimo con l’ascensore!
Io prendo sempre spunto dalle famiglie straniere che vedo a Levanto: se io già mi sento gran figa per non essere andata in ansia per xxx, loro mi superano sempre e lasciano passare xxx+1.
Però la settimana prossima Ettore dovrebbe andare al mare con i nonni qualche giorno, e mi prende un magoncino… (già mi stava prendendo con Amelia ieri, ma poi ho avuto troppo da fare).
ecco, il segreto è avere troppo da fare.:))
il Frullecchio ha due mesi e mezzo e il papà che di lavoro fa l’attore e il giocoliere, il terzo giorno di vita del piccolo mi ha detto che durante l’estate gli farà il battesimo del filo. trattasi di filo teso a due metri d’altezza su cui lui va senza problemi, ma capite che io quella scena non la voglio vedere…oppure si, allertando già l’ambulanza…
a vabbé, un marito giocoliere, un figlio funambolo…se vuoi mettiamo insieme un bel numero di piatticini cinesi e poi partiamo in tournée. cavoli però, lo voglio vedere il bimbo sul filo
)
Io non sono ansiosa. La prova è che è un mese che tento di togliere la canottiera a mio figlio e lui fa resistenza. Secondo me, quello ansioso è lui. Mi aspetto che la prossima volta che si butta giù da un albero mi faccia firmare il consenso informato.
Non sembri ansiosa, forse sei diversamente calma.
Da ieri posseggo il tuo libro, ho letto l’incipit e mi è piaciuto moltissimo. Ero in auto se continuavo andavo a sbattere…
Un abbraccio!
Ho letto tutti i commenti dicendomi “adesso arriva, ora arriva, eccola li…” e invece niente. Tutte a confermare l’ansia. Ma sono veramente io la sola? A casa nostra è il padre che gli mette il pile anche ad agosto, e io che li scopro e gli dico che ora che siamo in Svezia ci dobbiamo vestire come gli svedesi: ad agosto pantaloncini, anche se ci sono 10 gradi! Senza parlare di insegnargli ad arrampicarsi, scalare, scivolare…le prime volte sono state tutte mie, e il papà mandava avanti me
@piattini: certo che ci salivo e spero che mia figlia (esperiamo che non rimanga figlia unica) faccia queste follie senza pensarci troppo, perchè bisogna assaporarle le cose!!!
@serena: forse ti sei persa il passaggio finale del mio precedente post: l’infartuato da attacco di ansia fu mio padre, non mia madre
per quel che mi riguarda mi sento tipa ansiosa, ma non ho alcuna intenzione di frenare la piccoletta non facendole fare quello che ho sempre fatto io da piccina!
Devo farti i miei complimenti, Piattini. E’semplice “non curarsi” del figlio arrampicato sulla ringhiera del balcone quando non si è vittima dell’ansia come me, decisamente più complicato se invece si è un filino più apprensivi. Io sono un generatore d’ansia per tutte le questioni che mi riguardano: sono disfattista, pessimista, metto sempre le mani aventi per non cadere all’indietro.
Ma con Superboy, Dio solo ne conosce i motivi, non sono mai stata ansiosa. Probabilmente perchè è stato così precoce dal punto di vista motorio e così vivace da non darmi il tempo di preoccuparmi troppo: se gli avessi detto di stare attento ogni volta che stava per cacciarsi in un guaio a questo punto avrei perso la voce per sempre.
Una persona davvero forte supera i suoi limiti, e tu l’hai fatto egregiamente. Il tuffatore coraggioso non è quello che si lancia da una scogliera senza paura, ma quello che si tuffa comunque, anche se ha il terrore dell’acqua.
…guarda eppure c’è una parte di me che è più tranquilla quando vede SuperT così poco spericolato. Mentre mi terrorizza Cimpri che si butta di testa dal divano senza batter ciglio…
Mia madre non è mai stata ansiosa. Tra i due lo era mio padre e io ho preso da lui, ma mia madre mi ha insegnato a gestirla con i miei figli. E alla fine cerco (andando contronatura) di aiutare SuperT a superare i piccoli e grandi limiti.
E più crescono e più è dura…
Vedremo!!!!