ars intortandi matrorum – come approfittarne e vivere felici lo stesso

-       Mamma, potresti chiamare la nonna?

-       Sì, certo. Ma perché? Le devi dire qualcosa?

-       Mi voglio mettere d’accordo per andare a dormire da lei, stasera

-       Anche io ci voglio andare…

-       Ma…va bene, a nonna farà piacere, credo…

-       Evviva!

-       Ragazzi, vi vedo molto entusiasti all’idea…quasi troppo entusiasti. Ma…vi ho fatto qualcosa?

-       Ma no mamma, certo che no! Ma poi scusa, non sei contenta?

-       Contenta?

-       Puoi startene una serata in santa pace.

-       Fare la dieta senza nessuno che ti mangia la cioccolata davanti agli occhi…

-       …lavorare tutta la sera senza farci le coccole

-       Beh in effetti…E’ solo che non capisco se  quello che mi state dicendo è una cosa bella o brutta

-       E’ bella, è bella…. Fidati!

-       E non ti preoccupare se adesso non capisci…un giorno capirai!

La cosa bella di passare molto tempo con i propri figli è che ogni tanto non vedono l’ora di sbarazzarsi di te.

Ma sanno passarti il messaggio con uuan finezza che ricompensa della fatica spesa per convincerli ad andare a letto presto, lavarsi i denti e limitare il tempo davanti alla playstation.

(Io comunque non ho dovuto aspettare tanto per capire. Li ho lasciati dalla nonna, e sono andata  al cinema.)

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11 Responses to “ars intortandi matrorum – come approfittarne e vivere felici lo stesso”

  • Serena says:

    Ma è meraviglioso! E che film hai visto? Non vedo l’ora che i miei siano abbastanza grandi per dire lo stesso. Solo che a quel punto li metto sull’aereo per spedirli dalla nonna, e allora altro che cinema :)

    • piattins says:

      Draquila. sto scrivendo una recensione perché merita. questo era solo l’antefatto…

      e poi volevo sottolineare che uno i figli li fa per renderli indipendenti, non per tenerseli attaccati alle gonne…

  • LGO says:

    Che poi, diciamolo, ogni tanto fa bene anche a loro svaccarsi e giocare allo sfinimento, andare a letto tardi e … be’, magari i denti lavarseli lo stesso ;-)

  • Raperonzolo says:

    I prodigi di avere una nonna a portata e che per giunta prepara subito due letti appena i nipoti telefonano. Ahhh!!! invidia tremenda invidia!

    • piattins says:

      ehm, lo sapevo che avrei suscitato qualche invidia, sorry. ma questo è un momento magico. la nonna non c’è sempre per cui quando c’è per loro è un momento di cui approfittare, e siamo tutti contenti

  • Anna, dovremmo scrivere in un unico luogo tutti questi aneddoti su cosa riescono a dire e a fare i bambini quando inziano ad essere autonomi, un modo per incoraggiare la fase terribilis dei poppanti. Senza andare troppo avanti che mi sa che a un certo punto i racconti sugli adolescenti autonomi ribaltano la prospettiva :D

    • piattins says:

      e infatti io dico sempre che mi sto godendo questi anni. che hanno i loro problemi, ma mai come quelli delle medie o del liceo.
      comunque promesso, questi momenti d’oro saranno documentati!

  • Mamma in 3D says:

    Coi bambini piccoli, la chiamavo la “sindrome della madre fin troppo presente”: quella che, talvolta, ti fa sentire come se i tuoi figli ti considerassero alla stessa stregua di un pezzo d’arredamento, magari una lampada, o un comodino…
    Ora invece, intravedendo all’orizzonte l’inizio della scuola materna della Piccolina e constatando che i primi due sembrano procedere serenamente verso “gli anni d’oro”, comincio a fantasticare su moti d’indipendenza come questo!
    Grazie, Piattini, continua a documentare… così, chiudendo gli occhi, riesco a visualizzare ore di solitudine e mi azzardo persino a fare i miei programmini :-)

  • Carla says:

    E quando la mamma non è sempre presente è bello che riescano comunque a rendersi autonomi ed essere soddsfatti e felici di quando ci si sbarazza lo stesso di loro!

  • Lanterna says:

    Ebbrava! A vedere Draquila?

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