“Mamma non respiro”.
Negli ultimi 6 anni avrò sentito questa frase almeno una trentina di volte, a volte la mattina appena sveglia, altre magari dopo aver incautamente comprato un pacchetto di patatine a un gusto strano, spesso durante una riunione di lavoro.
“Mamma non respiro”. O anche “mamma mi prude qua , qua e qua” o anche una volta, al telefono “signo’ se sbrighi che suo figlio c’ha l’occhio de fori!” perché le maestre, a Roma, sanno come trasmettere il pathos.
Nel tempo, comunque, anche la madre più ansiosa impara a convivere con un figlio allergico.
Quando lui le dice “non respiro” pensa che se è in grado di comunicarlo, vuol dire che per il momento respira ancora, e questo già è un fatto: spesso un po’ di antistaminico è sufficiente a risolvere il problema.
Impara a convivere con l’imprevisto (quando ci sarà a prossima crisi, e perché?) e con l’incertezza della medicina.
Perché se qualcuno pensa che per fare stare bene un allergico basta tenerlo lontano dalle cose che gli provocano allergia, allora costui non sa niente della vita.
Noi siamo andati al Sant’Andrea. Ci avevano detto che c’era un ottimo reparto pediatrico ed in effetti appena entrati abbiamo avuto una buona impressione. Le pareti erano intonacate di fresco e non c’era polvere nei corridoi (il che per un reparto di allergologia è già qualcosa).
Gli fanno le analisi, ci fanno un sacco di domande e poi ci congedano dandoci un foglietto con gli alimenti da evitare.
- Come gli alimenti da evitare? – chiedo io – ma se ancora non sappiamo a cosa è allergico.
- I risultati dei test non aggiungeranno molto, anche perché quelli possono cambiare.
Eh sì, perché le allergie sono mutevoli. Premesso che la maggior parte delle persone allergiche è allergica agli acari e a qualche polline, le allergie alimentari cambiano nel tempo, assumono forme strane.
- Pochi cibi confezionati era la prima regola del foglietto. Non sono tanto i singoli elementi a creare problemi, infatti, quanto i microcomponenti, gli addensanti, gli emulsionanti, che spesso provengono da altri composti. Un caos.
- E, in caso di allergia, niente arance, cioccolato, pomodoro e uova.
- Anche se lui non è allergico a questi elementi?
- Anche se non è allergico, perché sono cibi ricchi di istamina.
- Ok
- E adesso?
- Adesso arrivederci, e si tenga del cortisone in casa.
Nel tempo abbiamo imparato un po’ di indispensabile fai da te. E’ chiaro che non parlo di casi gravi, di bambini che devono stare sempre sotto controllo medico, non mi permetterei.
Parlo di casi come il nostro, di un bambino sano, che cresce bene, ma che ogni tanto ha una crisi, e la crisi deve essere monitorata, perché potrebbe diventare pericolosa.
Nel tempo ho imparato che le allergie sono un mix di tante cose, in cui la componente psicologica la fa da padrone.
Noi abbiamo un eritema a ottobre che segna l’inizio dell’anno scolastico, uno alla fine della scuola che segna l’inizio delle vacanze, e una punta tra febbraio e aprile in concomitanza di pollini, fine dell’inverno e stanchezze varie.
È come se la pelle diventasse il filtro di tutte le emozioni, lo specchio di tutti i movimenti dell’anima.
Un litigio e spunta un eritema, un’ansia e mi viene la tosse, se mi manchi mi manca anche l’aria.
I bambini allergici sono bambini troppo sensibili, che ancora devono farsi la corazza.
Noi alla corazza ci stiamo lavorando.
Intanto abbiamo tolto tappeti e tende, compriamo cibi semplici, e abbiamo imparato a leggere i segnali del corpo.
Che dicono, a leggerli bene, più di tante parole.



Mannaggia, come ti capisco! Io sono allergica alla natura e ho l’asma cronico: è stato complicato conviverci, ma poi, come dici tu, si impara. Poi si diventa bravissimi a prevenire, a sentire, a riconoscere… e tutto diventa più semplice.
già…poi ho visto che alcuni tipi di allergie traggono beneficio dalle cure, altri meno. noi abbiamo provato l’omeopatia ed ha funzionato, penso di riprovare l’anno prossimo perché quest’anno che non abbiamo fatto niente mi sembra sia andata peggio. ma è tutto molto empirico
(
La componente psicologica è importante, ovviamente non è la sola (e nemmeno io sto pensando ai casi gravi di allergia, non mi permetterei). A me l’allergia è venuta da adulto, forse per il lento avvelenamento da inquinamento? I bambini, più delicati ed esposti, ormai cominciano sempre prima ad avere questi problemi. A proposito di corazze e segnali del corpo, però, proprio ieri con un amico parlavo di quanto spesso ci fosse capitato di vedere persone fra i 25 e i 30 anni sfiancarsi (di solito di lavoro, noi inclusi, a volte), tirando sempre più la corda, quasi senza accorgersene, fino a crollare, fisicamente esausti. Un’autentica demolizione della famosa corazza irrobustita negli anni. E magari poi questi giovani adulti diventano, in una curiosa circolarità, genitori ansiosi. Ma non è questo l’equilibrio che la natura, e il corpo, vorrebbero.
sono assolutamente d’accordo sulla questione dell’equilibrio. siamo un tutto unico, e invece spesso ce lo dimentichiamo e soprattutto abbiamo dimenticato ad ascoltarci, ad ascoltare le nostre esigenze.
personalmente ho imparato a fermarmi sempre un po’ prima di crollare, e a prenderla un po’ più easy. certo ci sono monenti in cui è più facile e momenti in cui lo è molto meno, ma almeno approfittare delle giornate buone, e godere di ciò che abbiamo, è una cosa che possiamo fare tutti
Allora ti lascio il blog di una mia amica, magari ti serve!
http://mimangiolallergia.wordpress.com/
aggiunto al blogroll, geazie!
posso dire, per ora, che fortunatamente non so proprio nulla di allergie!
però tiscrivo per un abbraccio, che male non fa
Il nostro corpo è una macchina molto complessa, ma soprattutto è una macchina naturale e pertanto bisogna trattarla per tale. Mangiamo, beviamo, respiriamo continuamente delle cose che alla fine non sappiamo bene cosa siano in realtà. Tutto quello che è abitudine (spesso “abitudine collettiva”) ci sembra innocua, ed invece… Talvolta basterebbe cambiare un pò di abitudini, fregarsene dei media e di ciò che fanno gli altri perchè lo fanno altri ancora. Oltre ad avere più salute insegnamo ai nostri figli ad avere rispetto per il nostro corpo che è uguale ad avere poi più salute. Non voglio dire che non ci si ammala più se non si usa più l’ammorbidente che è fatto con marmo oltre al chimico che contiene e che si respirano la nostra pelle ed i polmoni, o che se non metto profumini in casa la febbre ci verrà 1 volta ogni 20 anni.
Voglio dire solo che se ci trattiamo il più naturalmente possibile il nostro corpo sarà più forte per le avversità che dovrà affrontare.
Scusate la lunghezza.