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	<title>piattinicinesi &#187; non entrate in quella scuola</title>
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	<description>piattini rotanti, cocci e ricomposizioni creative</description>
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		<title>La scuola media a tavola</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 11:32:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piattins</dc:creator>
				<category><![CDATA[non entrate in quella scuola]]></category>
		<category><![CDATA[scuola media]]></category>

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		<description><![CDATA[Siamo in crisi. Non io direttamente, o sì io per altre cose almeno, ma è in crisi mio figlio, ed io di conseguenza, perché mi tocca parare i colpi, essere paziente e dare pure qualche risposta.
Di solito a tavola, mentre azzanna il pranzo come se non mangiasse da secoli, al ritorno da scuola.
Dicono che la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo in crisi. Non io direttamente, o sì io per altre cose almeno, ma è in crisi mio figlio, ed io di conseguenza, perché mi tocca parare i colpi, essere paziente e dare pure qualche risposta.</p>
<p>Di solito a tavola, mentre azzanna il pranzo come se non mangiasse da secoli, al ritorno da scuola.</p>
<p>Dicono che la scuola media sia l&#8217;anello debole del sistema scolastico italiano, che andrebbe riformata, modernizzata. Parlano di crediti, di competenze, di esami finali.</p>
<p>Con Federico, a pranzo, parliamo soprattutto di come si sente lui, di come la vede lui la scuola. Vengono fuori cose che forse non interessano ai tecnici ministeriali, ma che sono lo specchio di come vadano le cose da queste parti, in un qualunque quartiere quasi periferico di Roma.</p>
<p>La cosa che ha capito da tempo, per esempio, è che a scuola ci sono due gruppi: i buoni e i cattivi. Nei buoni sono compresi quelli che hanno la sufficienza, non importa quale. Nei cattivi gli altri. La prima media serve a recuperare chi nel secondo gruppo ha qualche possibilità. Non si boccia quasi mai in prima, ma si assegna un cartellino giallo, una sorta di aura negativa che pesa sulle teste di alcuni. Arrivati alla seconda media, il cartellino comincia a pesare come un masso, perché in terza bisogna arrivarci bene. C&#8217;è l&#8217;esame alla fine e basta rallentamenti.</p>
<p>La seconda media è critica perché spesso sono gli stessi ragazzi che si assegnano da soli il cartellino giallo. Sono in genere quelli che arrivano con poche nozioni di grammatica, un italiano approssimativo infarcito di dialetto, situazioni familiari scombinatissime. Camminano in equilibrio su un filo sottilissimo, desiderosi di punti di riferimento. Se li trovano, si appoggiano e trovano lo stimolo per rientrare nel sistema, altrimenti il sistema lo irridono. Scoprono che a fare i buffoni e gli smargiassi non si perde niente rispetto a quello che hanno già perso, ma in compenso si guadagna stima e ammirazione dai compagni, che a quest&#8217;età sono sensibili ad ogni forma di vanteria.</p>
<p>La paura che la categoria dei cattivi faccia perdere punti al proprio bravo ragazzo rende i genitori delle medie sospettosi e classisti. Al momento dell&#8217;iscrizione (che cade in questi giorni) ne senti di tutti i colori, e scopri che esiste una realtà di cui non sapevi nulla: le <strong>classi blindate</strong>. Nessun dirigente scolastico lo ammetterebbe mai, ma in alcune scuole le classi blindate esistono eccome. Basta scorrere i nomi dell&#8217;appello. Per esempio non trovi mai stranieri.</p>
<p>Il fatto è che in molti sono convinti che la presenza di ragazzi stranieri in classe sia un problema. L&#8217;esperienza insegna il contrario. A parte il fatto che spesso il concetto di straniero è relativo, visto che molti di questi ragazzini sono nati a Roma e ti tirano dietro i morti esattamente come gli altri, non è che nelle loro case si parli peggio italiano di come lo sento parlare nelle case dei &#8220;nativi&#8221;. E in genere sono più responsabili, maturi, e vogliosi di riscatto. Sanno che per loro niente è scontato.</p>
<p>Però i genitori delle medie sono più contenti di sapere i figli nelle classi blindate. E molti professori, di tutta questa diversità, complessità e apertura sul mondo,  non sanno che farsene. Un tesoro sprecato.</p>
<p>E ogni giorno a tavola ascolto le lamentele di un dodicenne che dice che a scuola si annoia, che vorrebbe fare altro, approfondire questo o quello che però non sono nel programma. In parte ha ragione. In parte, ve l&#8217;ho detto, sono tutti un po&#8217; sbruffoni a questa età, e si sentono migliori del resto del mondo. Li devi capire, ascoltare, ma devi anche essere più avanti di loro in quello che piace a loro, perché altrimenti ti guardano come un capitello corinzio, una cariatide ammuffita, e hai finito.</p>
<p>Smarriti, insopportabili, egoisti e fragilissimi, in una stessa classe trovi il bambino e quello che sembra un uomo, mentre le ragazze sono avanti, avantissimo, eppure a ricreazione giocano a battimani.</p>
<p>Non li invidio i professori delle medie. Il loro è un compito difficile. Però a volte a parlarci ti sembra che vivano in un mondo tutto loro, dove contano più i consigli di istituto della vita reale.</p>
<p>Non sanno niente di internet, dei film, dei libri, della musica. Che invece è il vero mondo di questi ragazzini. Più vero delle famiglie. Più di se stessi.</p>
<p>Di crediti e competenze non ne so niente. Quello che so è che in questa delicata età di passaggio la cosa peggiore è che perdano l&#8217;autostima, la fiducia nel mondo adulto, nella possibilità di trasformarsi, essere educati, fare in futuro qualcosa che li faccia essere soddisfatti di ciò che sono.</p>
<p>Ogni giorno a pranzo invito Fede alla resistenza. Gli dico di trovarsi altro, fuori, se a scuola non trova niente. La scuola però, deve rispettarla. Nella vita non sai mai dove capiti, e devi capire quando è il tempo di adattarti, agire di diplomazia o fare Masaniello.</p>
<p>Per ora riponiamo le speranze nel liceo, poi si vedrà.</p>
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		<title>La giornata della #scuolaitaliana</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Apr 2011 07:12:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piattins</dc:creator>
				<category><![CDATA[non entrate in quella scuola]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[ Quando Monica mi ha inviatata a partecipare alla giornata di blogging sulla scuola italiana ho accettato con entusiasmo.
La scuola, come avrete notato, è uno degli argomenti caldi di questo blog. Ne ho parlato a varie riprese, da diversi punti di vista e con registri seri e satirici, ma non meno seri.
Oggi vorrei ribadire il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.piattinicinesi.com/wp-content/uploads/2011/04/Logo-12-aprile-2011.jpeg.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2055" title="Logo 12 aprile 2011.jpeg" src="http://www.piattinicinesi.com/wp-content/uploads/2011/04/Logo-12-aprile-2011.jpeg-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> Quando Monica mi ha inviatata a partecipare alla giornata di blogging sulla scuola italiana ho accettato con entusiasmo.</p>
<p>La scuola, come avrete notato, <a href="http://www.piattinicinesi.com/tag/scuola/">è uno degli argomenti caldi di questo blog.</a> Ne ho parlato a varie riprese, da diversi punti di vista e con registri seri e satirici, ma non meno seri.</p>
<p>Oggi vorrei ribadire il mio fermo sostegno alla scuola pubblica, in un momento in cui molti genitori che si apprestano ad iscrivere i propri figli per la prima volta si sentono timorosi, pieni di dubbi, e piuttosto sfiduciati.</p>
<p>I timori e i dubbi sono comprensibili. La sfiducia mi fa paura. Perché questa sensazione generale di sfiducia non riguarda solo la scuola, ma quasi ogni aspetto della cosa pubblica.</p>
<p>Sfiducia che esista ancora una cosa pubblica, che appartiene a tutti, a cui possiamo aver diritto, messa lì a tutelarci, prepararci, difenderci, proteggerci.</p>
<p>La sensazione è quella di essere in una giungla dove ci si difende con la furberia, le conoscenze e i soldi.</p>
<p>Pagate e vi sarà dato, questo è il messaggio.</p>
<p>Che sia salute, scuola, giustizia, acqua, energia, trasporti e diritto di esistenza.</p>
<p>Ci hanno convinto che non è possibile garantire questa tutela per tutti. Che costa troppo (ma a chi?). Che non può essere per tutti.</p>
<p>Ci si affretti quindi a gettare qualcuno dalla torre. Qualcuno che possibilmente abbia meno voce possibile.</p>
<p><strong>Io mi rifiuto di rinunciare a pretendere una scuola pubblica di qualità, con insegnanti preparati che arrivino alla cattedra tramite concorsi seri e regolari, una scuola che sia accogliente, che non uniformi ma incoraggi ad esprimersi e a valorizzare le differenti potenzialità. una scuola che faccia venire voglia di apprendere, che insegni attraverso l&#8217;esperienza della condivisione e della convivenza cosa voglia dire vivere in una comunità. Una scuola di cui insegnanti, genitori e alunni si sentano responsabili in prima persona. Perché la cosa pubblica non è solo un diritto, ma anche un dovere.</strong></p>
<p>Un paese che smette di credere nei propri diritti, che abdica ai propri doveri, è un paese morto.</p>
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		<title>la cittadina piattins e la riforma della scuola</title>
		<link>http://www.piattinicinesi.com/la-cittadina-piattins-e-la-riforma-della-scuola/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Mar 2011 12:05:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piattins</dc:creator>
				<category><![CDATA[non entrate in quella scuola]]></category>
		<category><![CDATA[diritti civili]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[Ero stata tentata di intitolare questo post la &#8220;casalinga di montesacro e la riforma della scuola&#8221;, come a dire la versione semplice della protesta, quella di chi accompagna i figli a scuola, li segue nei compiti e litiga con la burocrazia di quello che succede.
Ma io non sono una casalinga e non sono semplice.
In compenso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ero stata tentata di intitolare questo post la &#8220;casalinga di montesacro e la riforma della scuola&#8221;, come a dire la versione semplice della protesta, quella di chi accompagna i figli a scuola, li segue nei compiti e litiga con la burocrazia di quello che succede.</p>
<p>Ma io non sono una casalinga e non sono semplice.</p>
<p>In compenso sono una cittadina, madre di cittadini, che hanno doveri ma anche, ricordiamoci, diritti, e tra questi il diritto allo studio.</p>
<p>E allora è così che voglio scrivere questa serie di post, (perché uno, diciamo la verità, non basta) raccontando i nostri diritti negati.</p>
<p>La mia esperienza è quella di  una scuola grande, di una periferia cittadina, con  una popolazione numerosa e mista, e un diffuso qualunquismo politico.</p>
<p><strong>1. Diritto a edifici sicuri e adatti alle esigenze dei bambini<br />
</strong></p>
<p>Mio figlio maggiore ha cominciato a frequentare la scuola elementare nel settembre del 2005. La struttura della scuola era quella che era. Non fatiscente ma vecchiotta: risale alla fine degli anni 60, come il resto del quartiere, e da allora non è che abbiano fatto chissà quali lavori.I bagni sono spesso chiusi, e sempre sporchi. Le aule hanno i muri scrostati. In un &#8216;aula noi genitori abbiamo procurato la pittura per ridipengere le pareti e la maestra, che era un&#8217;artista, ha disegnato un murale con i bambini. Nella classe di mio figlio piccolo le pareti sono state tappezzate da cartelloni con personaggi divertenti. Non si può dire che le maestre non abbiano spirito di iniziativa.</p>
<p>Le tende le abbiamo sempre pulite noi genitori, andandole a staccare in classe di straforo, perché non sarebbe consentito. Ma agire clandestinamente era l&#8217;unico modo per rendere le aule abitabili.</p>
<p>Anche perché adesso le classi possono contenere fino a 28 bambini, in aule che non sono cambiate dagli anni 60.</p>
<p>Le file dei banchi,sono così vicine che il primo giorno di scuola le maestre hanno chiesto di portare dei temperini con il serbatoio, in modo da non costringere i bambini a fare avanti e indietro per temperare, con il rischio di farsi male.</p>
<p>Per o stesso motivo è vietato poggiare gli zaini a terra.</p>
<p>Tra un&#8217;ala e l&#8217;altra della scuola ci sono porte finestre con vetri . Vetri normali, non di sicurezza.</p>
<p>I bambini in cinque anni hanno fatto una sola esercitazione antincendio.</p>
<p>Un inverno i termosifoni della classe non hanno funzionato per due mesi. Una finestra è rimasta rotta per tre.</p>
<p>A causa di un guasto alla centralina la luce è mancata a fasi alterne per due settimane.  Almeno tre volte in questo periodo hanno pranzato al buio in mensa. Noi genitori siamo stati informati del problema dalle maestre, in via ufficiosa.</p>
<p>Ogni volta per risolvere questi problemi abbiamo dovuto sollecitare la preside con lettere e imboscate, per la luce abbiamo dovuto smuovere anche il comune.</p>
<p>In questi casi salta sempre fuori qualcuno che dice di conoscere qualcun altro nel posto giusto, e in genere risolve la faccenda.</p>
<p>E&#8217; stato così anche quando abbiamo chiesto un lampione fuori dal cancello della scuola, perché il viale era buio ed era pericoloso per chi lavorava il pomeriggio.</p>
<p>La sensazione è che non ottieni niente per diritto, ma perché o te la cavi da solo o chiedi un favore.</p>
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		<title>la costruzione e la distruzione di un paese passano dalla scuola</title>
		<link>http://www.piattinicinesi.com/la-costruzione-e-la-distruzione-di-un-paese-passano-dalla-scuola/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 09:10:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piattins</dc:creator>
				<category><![CDATA[non entrate in quella scuola]]></category>
		<category><![CDATA[gelmini]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[proteste]]></category>
		<category><![CDATA[riforma gelmini]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche sera fa mi sono ritrovata, insieme ad altre persone, a rispondere a una domanda non facile. &#8220;Quale sarebbe il primo provvedimento che adotteresti se fossi al governo?&#8221;. Ovviamente si parlava di un governo ideale, in cui il provvedimento sarebbe passato nelle forme e nei tempi previsti, senza tante discussioni. Dopo qualche tentennamento (provate anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche sera fa mi sono ritrovata, insieme ad altre persone, a rispondere a una domanda non facile. &#8220;Quale sarebbe il primo provvedimento che adotteresti se fossi al governo?&#8221;. Ovviamente si parlava di un governo ideale, in cui il provvedimento sarebbe passato nelle forme e nei tempi previsti, senza tante discussioni. Dopo qualche tentennamento (provate anche voi a rispondere, non è banale) molti di noi si sono ritrovati d&#8217;accordo che il nostro primo provvedimento, da capi di governo, sarebbe stata l&#8217;istruzione.</p>
<p>Non c&#8217;è riforma economica, elettorale, non c&#8217;è potenziamento delle infrastrutture, taglio delle tasse o incentivo che tenga di fronte a una giusta valorizzazione della scuola e dell&#8217;università.</p>
<p>L&#8217;istruzione vuol dire competenze sociali, conoscenza, capacità di riflettere, di utilizzare il sapere per creare, proporre, modificare. Vuol dire capacità critica, creatività, innovazione e soprattutto fiducia nelle proprie possibilità di essere cittadini a parte intera, di lasciare traccia del proprio pensiero e delle proprie azioni.</p>
<p>In questi giorni è in atto una protesta. Si svolge nelle piazze e sui tetti delle università. Non è un caso che sia sia dovuti salire così in alto. Ormai il letame che ci sommerge è arrivato a un livello tale che solo elevandoci possiamo sperare di uscirne. Chi non lo fa affonda, e dopo un po&#8217; si convince che questo schifo, tutto sommato, ha anche un buon odore .</p>
<p>Si svolge anche nelle aule e nelle case. La mandano avanti i professori che ogni giorno fanno il proprio lavoro, che si battono perché i loro studenti possano continuare a fare ricerca, che hanno dovuto imparare a fare i manager e i burocrati, oltre agli scienziati.</p>
<p>La facciamo anche noi genitori quando decidiamo di continuare a mandare i nostri figli alla scuola pubblica, malgrado sia una lotta quotidiana.</p>
<p>Ho dedicato diversi post alla scuola, in questo blog, e continuerò a farlo. Anche questa è una lotta.</p>
<p>Intanto, per chi vuole capire qualcosa di più della riforma dell&#8217;Università (legge Gelmini) e perché studenti e professori, pur essendo favorevoli alle riforme, osteggino questa, vi invito ad andare sul sito  della <a href="http://www.rete29aprile.it/">Rete29Aprile.</a> Ci sono dei video (un po&#8217; lunghi, a dire il vero, ma chiarissimi) che spiegano punto per punto cosa non va in questa legge.</p>
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		<title>la mensa scolastica delle elementari a Roma: nuove tariffe</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Sep 2010 16:19:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piattins</dc:creator>
				<category><![CDATA[le mammiadi: un'epica moderna]]></category>
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		<category><![CDATA[gelmini]]></category>
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		<description><![CDATA[Dalla fine di agosto ha cominciato a spargersi la voce che le tariffe della mensa scolastica per le scuole elementari sarebbero cambiate, ma sul sito del comune non c&#8217;era scritto niente e i bollettini fino a dicembre erano uguali a quelli dell&#8217;anno scorso. Adesso trovate qui un breve articolo. Scorrete la pagina per trovarlo.
E&#8217; vero, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dalla fine di agosto ha cominciato a spargersi la voce che le tariffe della mensa scolastica per le scuole elementari sarebbero cambiate, ma sul sito del comune non c&#8217;era scritto niente e i bollettini fino a dicembre erano uguali a quelli dell&#8217;anno scorso. Adesso trovate <a href="http://www.comune.roma.it/was/wps/portal/!ut/p/_s.7_0_A/7_0_21L?menuPage=/Area_di_navigazione/Sezioni_del_portale/Dipartimenti_e_altri_uffici/Dipartimento_servizi_educativi_e_scolastici/&amp;flagSub=1">qui</a> un breve articolo. Scorrete la pagina per trovarlo.<span id="more-1808"></span></p>
<p>E&#8217; vero, le tariffe sono cambiate. L&#8217;anno scorso pagavamo 41 euro circa al mese con un reddito ISEE superiore ai 12.000 euro l&#8217;anno. Quest&#8217;anno ci sono più fasce e più tariffe, ma a scalare.</p>
<p>Si parte dagli 80 euro circa al mese per un reddito ISEE superiore a 45.000 euro l&#8217;anno (ricordo che il reddito ISEE si intende per nucleo familiare , e comprende più o meno il reddito lordo, meno il numero dei figli, eventuali mutui ecc. ) e poi si va a scendere. E pagano anche le persone con un reddito inferiore ai 12.000 euro.</p>
<p>La prima informazione pratica è che dovete recarvi presso un caf, farvi fare una dichiarazione ISEE e presentarvi con quella all&#8217;ufficio refezione scolastica del vostro municipio. Avete tempo entro la fine di ottobre, la data ultima dipende dal municipio di appartenenza, altrimenti dovrete pagare la tassa più alta. Informatevi anche se esistono riduzioni per più di un figlio. Dovrebbero essercene per i secondi figli iscritti al nido (se ci sono rientrati) e  per i terzi figli. Chiedete e insistete, che nessuno vi manda gli sconti del comune  a casa. Le tariffe variano anche in base al numero di giorni in cui si resta a mensa (chiaramente c&#8217;è una differenza tra chi fa il tempo pieno e chi è iscritto al modulo). Qui, ripeto, trovate il <a href="http://www.comune.roma.it/was/wps/portal/!ut/p/_s.7_0_A/7_0_21L?menuPage=/Area_di_navigazione/Sezioni_del_portale/Dipartimenti_e_altri_uffici/Dipartimento_servizi_educativi_e_scolastici/&amp;flagSub=1">link </a>alle delibere sul sito del comune</p>
<p>La seconda informazione pratica è che le famiglie a reddito medio pagheranno comunque di più rispetto all&#8217;anno scorso.</p>
<p>Oltre alla carta igienica, al sapone, alla tintura per i muri scrostati, alle pulizie di primavera, alla musica e alla ginnastica, la mensa quest&#8217;anno inciderà in maniera sostanziale sulle spese familiari, (noi non abbiamo secondi figli al nido, ma un figlio alle medie, quindi niente sconti).</p>
<p>Ho chiesto a mio figlio se per caso il servizio era migliorato.</p>
<p>Mi ha risposto che era sempre la stessa sbobba.</p>
<p>Meno male. Troppi cambiamenti tutti insieme, a inizio anno, mi avrebbero destabilizzata.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p><strong>AGGIORNAMENTO</strong></p>
<p><strong>Sono stati riaperti i termini per la presentazione delle domande</strong>. <a href="http://www.comune.roma.it/was/wps/portal/pcr?menuPage=/&amp;targetPage=/Area_di_navigazione/Sezioni_del_portale/Municipi/Municipio_XII_%2812%29/Homepage/Scuola_e_Sociale/info-155918986.jsp"><strong>Qui</strong></a></p>
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