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	<title>piattinicinesi &#187; leggere con i bambini</title>
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	<description>piattini rotanti, cocci e ricomposizioni creative</description>
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		<title>Vanessa la draghessa &#8211; una favola in regalo</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 10:57:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piattins</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non amo troppo i give-away soprattutto perché, ve lo confesso, sono davvero troppo pigra per organizzarli. Però siccome avevo voglia lo stesso di regalare qualcosa ai miei lettori, senza i quali non sarei arrivata così serena alla fine di quest&#8217;anno e non avrei fatto tutta una serie di cose che invece ho fatto, insomma per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non amo troppo i give-away soprattutto perché, ve lo confesso, sono davvero troppo pigra per organizzarli. Però siccome avevo voglia lo stesso di regalare qualcosa ai miei lettori, senza i quali non sarei arrivata così serena alla fine di quest&#8217;anno e non avrei fatto tutta una serie di cose che invece ho fatto, insomma per dire grazie a tutti, ho deciso di regalarvi una delle mie favole, scritte ad uso personale per la lettura in famiglia prima di addormentarci.</p>
<p>Vanessa la Draghessa è una delle mie preferite, ne avevo fatto anche una versione a burattino in stoffa cucita da me, e finita chissà dove.</p>
<p>E questo è il <a href="http://www.piattinicinesi.com/wp-content/uploads/2011/12/Vanessaladraghessa1.pdf">pdf</a> da scaricare.  Buona lettura <img src='http://www.piattinicinesi.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Tutto quello che so l&#8217;ho imparato da Harry Potter &#8211; la profezia</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Nov 2011 10:23:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piattins</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo confesso, per il titolo di questa rubrica mi sono ispirata a quello del libro di Paola Maraone &#8220;Tutto quello che so l&#8217;ho imparato da Sex and the City&#8221; che ho sempre trovato geniale. Tanto geniale che nell&#8217;entusiasmo anch&#8217;io avrei voluto scrivere qualcosa sull&#8217;argomento ma con un certo disappunto ho dovuto ammettere che Sex and [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.piattinicinesi.com/wp-content/uploads/2011/11/EmmaThompson.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2251" title="EmmaThompson" src="http://www.piattinicinesi.com/wp-content/uploads/2011/11/EmmaThompson.jpg" alt="" width="432" height="266" /></a>Lo confesso, per il titolo di questa rubrica mi sono ispirata a quello del libro di Paola Maraone <a href="http://www.lafeltrinelli.it/products/9788817041751/Tutto_quello_che_so_della_vita_l%27ho_imparato_da_Sex_%26_City/Paola_Maraone.html">&#8220;Tutto quello che so l&#8217;ho imparato da Sex and the City&#8221;</a> che ho sempre trovato geniale. Tanto geniale che nell&#8217;entusiasmo anch&#8217;io avrei voluto scrivere qualcosa sull&#8217;argomento ma con un certo disappunto ho dovuto ammettere che <em>Sex and the city </em>non mi ha mai molto appassionata. Troppo lontano da me che non ho mai vissuto a New York né mai guadagnato stipendi decenti. Economicamente faccio follie vere solo in libreria (ma ve lo immaginate un best seller che si chiama <em>I love shopping at Feltrinelli?</em> ). E poi soprattutto io non sono single dalla fine degli anni &#8216;80. (E&#8217; vergognoso lo so ma il mio problema è stata sempre la gestione dell&#8217;abbondanza piuttosto che della scarsità. E adesso flagellatemi).</p>
<p>Insomma mi ci voleva un&#8217;altra opera di riferimento, che possibilmente non fossero né i Fratelli Karamazov né Pippi Calzelunghe (anche se&#8230;.no vabbé lasciamo perdere). E siccome  Harry Potter è stato il primo libro che i miei figli hanno letto da soli, e  lo scorso inverno  in settimana bianca a guardare per la centesima volta tutta la saga eravamo in cinque, dai 7 ai 44 anni passando dai 9, dagli 11 e anche dai 13, e da allora ogni volta che con i ragazzi viene fuori una questione importante, etica o relazionale, o anche politica, per spiegarla io mi ritrovo a dire &#8220;è come in Harry Potter quando&#8230;&#8221;  voi capite che comincio ad essere fortemente debitrice a JK Rowlings.</p>
<p>Perchè comunque la vogliate mettere, sarà banale ma dentro Harry Potter c&#8217;è tutto quello che serve sapere sui sentimenti, l&#8217;etica, la vita e la morte. E tutto senza neanche un prete, un rabbino, un brahmino o un  imam.</p>
<p>Un esempio? Il libero arbitrio, tramite la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Profezia_di_Harry_Potter">profezia</a> di Sibilla Cooman, la strampalata insegnante di divinazione. Nel mondo magico le profezie sono catalogate ed archiviate nei sotterranei del ministero. E hanno diritto a conoscerle solo i diretti interessati. La profezia di Sibilla, tra il quinto e il sesto libro, diventa fondamentale. E&#8217; a causa sua che Voldemort ritiene Harry il suo principale nemico, e crede che l&#8217;unico modo per sopravvivere sia distruggerlo. Ma questo vuol dire che la realtà è stabilita in  anticipo? E che quindi è possibile prevederla? O non è forse la nostra  interpretazione della realtà (e delle profezie, o segnali) a delineare le nostre azioni e quindi il nostro destino? Quante volte ci sembra nella vita di scorgere disegni, di pensare che siccome siamo fatti in un modo o viviamo una determinata situazione non possiamo far altro che seguire la strada che si apre davanti a noi? Ma non dipende forse dal fatto che non ne vediamo altre?</p>
<p>Uno dei momenti più importanti della saga è la scoperta che il nemico destinato di Voldermort, Harry, lo è perché Voldermort ha creduto che lo fosse. La profezia di Sibilla parlava infatti di un bambino nato a luglio, i cui genitori avrebbero sfidato tre volte il signore oscuro. Ma Harry non era l&#8217;unico ad avere queste caratteristiche. Harry è diventato il nemico di Voldemort a causa dell&#8217;odio del signore oscuro verso di lui, un odio di vendetta per la morte dei genitori, un odio di difesa, ma anche di responsabilità, perché sa che da quel momento anche la vita degli altri dipende da lui.</p>
<p>L&#8217;ampolla che contiene la profezia viene distrutta prima che chiunque ne conosca fino in fondo i dettagli. Nessuno saprà mai cosa diceva davvero la profezia. Ciò che conta non è ciò che è stato detto ma ciò che si crede, e che si fa.</p>
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		<title>I libri &#8211; Il diario di Edith di Patricia Highsmith</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 11:30:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piattins</dc:creator>
				<category><![CDATA[editing esistenziale]]></category>
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		<description><![CDATA[Vi avverto. La lettura di questo romanzo è veramente angosciante. E&#8217; angosciante già quando leggi la quarta di copertina, perché intuisci che tutto si svolgerà attraverso le pagine di un diario, e che la suspense riguarda la percezione della realtà della protagonista, che piano piano confonde i piani di verità e immaginazione, scivolando nella follia.
Poi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.piattinicinesi.com/wp-content/uploads/2011/11/240px-Pathigh.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2244" title="240px-Pathigh" src="http://www.piattinicinesi.com/wp-content/uploads/2011/11/240px-Pathigh.jpg" alt="" width="240" height="304" /></a>Vi avverto. La lettura di questo romanzo è veramente angosciante. E&#8217; angosciante già quando leggi la quarta di copertina, perché intuisci che tutto si svolgerà attraverso le pagine di un diario, e che la suspense riguarda la percezione della realtà della protagonista, che piano piano confonde i piani di verità e immaginazione, scivolando nella follia.</p>
<p>Poi è angosciante nello svolgimento, perché ha un ritmo dilatato, ripetitivo, circolare, come spesso sono i ritmi delle storie che riguardano le donne, e in particolare le donne che stanno a  casa. Edith non è casalinga, è una scrittrice, ma siccome lavora da casa vive quel ritmo di routine dell&#8217;accudimento e della manutenzione che secondo me ha dentro di sé il germe di tutte le follie. Ci sarebbe da scrivere un saggio sul ritmo dei romanzi che narrano le donne, e penso che ritornerò di nuovo sull&#8217;argomento.</p>
<p>Ed è angosciante e claustrofobico perché nel corso della storia assistiamo impotenti allo scivolamento di Edith nel proprio mondo, chiuso ad ogni voce estranea, denso solo della propria voce, e in parte scivoliamo con lei, incapaci noi stessi di distinguere in certi momenti ciò che è vero da ciò che non lo è, incapaci di comprendere i vari personaggi, di comprenderli a fondo, voglio dire, perché non c&#8217;è nessuno che ci aiuta a capire cosa accade dentro di loro. Neanche l&#8217;autrice, che volutamente racconta la forma apparente di quel che accade, senza mai addentrarsi oltre il necessario nella complessa psicologia che lega fra loro i familiari e gli amici di Edith. Eppure il senso di attesa, di suspense, resta in tensione fino all&#8217;ultima pagina. Leggendo questo libro, immaginando Edith raccontare la sua vita immaginata nelle pagine del diario, non ho potuto fare a meno di pensare come sarebbe stato questo romanzo in epoca di blog. (Perché sicuramente adesso invece del diario Edith avrebbe avuto un blog, c&#8217;è da scommetterci) . All&#8217;inizio ho pensato che forse la lettura degli altri, i commenti, lo scambio, l&#8217;avrebbero salvata. Adesso però non ne sono più tanto sicura.</p>
<p>Il diario, lo sfogo, il racconto in prima persona rappresentano un grado minimo della scrittura. Non perché non abbia valore ma perché è spesso una visione limitante della realtà, dove io sono il protagonista e il mondo intorno a me è popolato da personaggi che entrano ed escono dal mio solco di luce, che sono positivi o negativi, buoni e cattivi, in base a come mi trattano, e gli avvenimenti hanno senso solo se concentrici al mio ego. Raramente in questo grado minimo riusciamo a metterci davvero nei panni degli altri, ragionare con la loro testa, prendere le loro parti.</p>
<p>Se Edith l&#8217;avesse fatto, avrebbe capito che i comportamenti assurdi dei suoi familiari avevano un motivo d&#8217;essere. Non perché avessero ragione, ma perché le loro ragioni &#8211; l&#8217;insicurezza, l&#8217;inedia, l&#8217;egoismo, la fragilità, il bisogno d&#8217;amore &#8211; erano evidenti e spiegavano le loro incoerenze. E capendoli li avrebbe forse aiutati quando andavano aiutati, e si sarebbe difesa da loro quando era giusto che si difendesse.</p>
<p>Ma Edith non ascolta. Lei costruisce un mondo fantastico dove tutto è come dovrebbe essere perché lei ne sia il centro, e nessuno venga a turbare questa perfezione.</p>
<p>Il secondo grado della scrittura è entrare nella testa di un altro. Immaginarsi ciò che non si è, che non si è mai stato. Essere il nemico, lasciarsi trasportare dalle sue visioni, dai suoi tic, dalle sue debolezze.</p>
<p>E&#8217; come fare il gioco del ribaltamento dei ruoli, senza mai assumere la parte di se stessi.</p>
<p>I mondi creati sono allora meno perfetti, ma molto più interessanti.</p>
<p>Patricia Highsmith, Il diario di Edith, Bompiani</p>
<p>Patricia Highsmith, Edith&#8217;s Diary, Athlantic Monthly Press</p>
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		<title>Di premi, editoria per ragazzi, e riflessioni varie</title>
		<link>http://www.piattinicinesi.com/di-premi-editoria-per-ragazzi-sud-e-riflessioni-varie/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 May 2011 13:24:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piattins</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo scorso fine settimana sono stata sull&#8217;appennino lucano, tra Potenza e il Cilento, in un paesino che si chiama Sasso di Castalda.
A cercarlo su Google maps ci si rende conto di cosa siano le strade secondarie viste dal satellite. Ma anche da terra non sono male, specialmente arrivi la sera, e ti perdi tra i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso fine settimana sono stata sull&#8217;appennino lucano, tra Potenza e il Cilento, in un paesino che si chiama Sasso di Castalda.</p>
<p>A cercarlo su Google maps ci si rende conto di cosa siano le strade secondarie viste dal satellite. Ma anche da terra non sono male, specialmente arrivi la sera, e ti perdi tra i boschi, le mulattiere e i greggi di capre e pecore che tornano all&#8217;ovile.  Di Sasso di Castalda era originaria la mamma di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mariele_Ventre">Mariele Ventre,</a> e al paese la famiglia ci tornava tutte le estati. Per ricordare la figura di Mariele, la storica direttrice d&#8217;orchestra del piccolo coro dell&#8217;Antoniano, educatrice appassionata,  e per quelli della mia generazione icona dell&#8217;infanzia pari solo a Mago Zurlì, il comune ha istituto un <a href="http://www.premioletterariobasilicata.it/plw/Webby.do;jsessionid=406629E946AD4D28A05F4FF0856253C4">premio di letteratura per l&#8217;editoria ragazzi</a>, che quest&#8217;anno tra gli altri ha premiato <strong>Amelia e Zio Gatto</strong>.</p>
<p>E quindi io ero lì per questo, per ricevere il premio.</p>
<p>Ovviamente non ci sono andata sola. Ero lì con tutta la famiglia perché anche loro hanno partecipato al lavoro. Facendo molte cose al posto mio, sostenendomi, ascoltando le infinite revisioni dei singoli capitoli. Menzione speciale a Federico che è un editor eccezionale.</p>
<p>Ringraziamenti anche a <a href="http://www.chiaranocentini.it/">Chiara Nocentini </a>per le illustrazioni. Nella motivazione del premio è stata citata e apprezzata. Certo esistono premi distinti per gli scrittori e per gli illustratori, ma nel caso di opere rivolte ai bambini le illustrazioni e la grafica sono fondamentali, non solo per decreatarne il successo, ma anche la qualità. Questo per dire che Chiara non è certo stata scelta a caso, eh???</p>
<p>Mentre ero lì, guardando ed ascoltando gli altri, ho riflettuto su varie cose.</p>
<p>La prima è che tra i premiati ero l&#8217;unica esordiente. Gli altri erano autori affermati. Da una parte questa cosa mi ha fatto piacere, dall&#8217;altra mi ha spaventato, e ho capito che ormai soffro inesorabilmente della temibile <strong>sindrome di calimero</strong>, che mi fa sentire sempre inadeguata in qualsiasi circostanza. Pronta a sentirmi rifiutata se nessuno mi stende tappeti rossi, al primo complimento mi sotterro, e quando le cose vanno bene sono convinta che sia per caso,  o piuttosto per uno sbaglio, una svista , che il futuro penserà a correggere. Insomma la <strong>sindrome di calimero</strong> è un mix esplosivo di insicurezza ed egocentrismo. Non so se ne soffrano anche gli altri. Nel mio caso l&#8217;unico aspetto positivo è che mi fa l&#8217;effetto di bastonata sulla collottola, per cui in questi giorni sono legata alla sedia a doppio nodo, scrivo, e chi s&#8217;è visto s&#8217;è visto.</p>
<p>La seconda è che i premi alla letteratura per l&#8217;infanzia servono tanto. Servono per orientare, giudicare, fare una selezione, promuovere. In Italia abbiamo tante case editrici per bambini che cercano di fare un buon lavoro, ma se andate in libreria trovate sempre le solite quattro o cinque. E non c&#8217;è informazione. Il web in questo senso sta facendo un&#8217;opera fondamentale, e prima o poi devo scrivere un post (ma forse anche più di uno) solo su questo.</p>
<p>La terza è che i libri per bambini non sono libri per adulti col cervello piccolo. Non che non lo sapessi, ma è stato bello sentire da tutti, giuria tecnica e scrittori, che nei libri per gli under 16 si possono toccare tutti i temi, si deve usare una lingua bella, si deve far ridere, e appassionare.</p>
<p>Gli altri vincitori ve li elenco qui di seguito, così magari se siete lì che state pensando di leggere o regalare un bel libro, avete qualche spunto.</p>
<p><strong>Premio ex aequo insieme ad Amelia della giuria tecnica categoria 9-11</strong></p>
<p><a href="http://www.isoladeiragazzi.it/home/item/765-vincitore-del-premio-nazionale-di-letteratura-per-ragazzi-qmariele-ventreq-2011.html">Bruno Cantamessa   La Costituzione ed. Isola dei ragazzi</a></p>
<p><strong>Premio ex aequo della giuria tecnica categoria 12-16</strong></p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Di_Vita">Giorgio Di Vita</a>, <em>Il bambino delle ombre</em>, Giunti.</p>
<p><a href="http://www.fabriziosilei.it/index.php?c=3">Fabrizio Silei</a>, <em>Prima che venga giorno</em>, Lineadaria</p>
<p><strong>Premio della giuria studentesca 9-11</strong></p>
<p><a href="http://www.mondoeditoriale.com/me/pino-pace-bestiacce-le-incredibili-avventure-di-sam-colam-del-professor-pico-pane.html">Pino Pace &#8211; Giorgio Sommacal, <em>Bestiacce</em>, EDT Giralangolo.</a></p>
<p><strong>Premio della giuria studentesca 12-16</strong></p>
<p><a href="http://biblioragazziletture.wordpress.com/2010/12/20/e-sara-bello-morire-insieme/">Manuela Salvi, <em>E sarà bello morire insieme</em>, Mondadori</a>.</p>
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		<title>Più libri più liberi: libri che comprerei per regalarli ai bambini e invece poi li leggerei io</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Dec 2010 23:48:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piattins</dc:creator>
				<category><![CDATA[leggere con i bambini]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Una giornata alla fiera della piccola e media editoria non basta, ce ne vorrebbero almeno tre, ma visto che le cose da fare sono tante e il tempo sempre poco anche stavolta mi sono dovuta accontentare. In una giornata ho visto almeno una decina di persone alle quali tengo molto, ho conosciuto Luisa Mattia e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una giornata alla fiera della piccola e media editoria non basta, ce ne vorrebbero almeno tre, ma visto che le cose da fare sono tante e il tempo sempre poco anche stavolta mi sono dovuta accontentare. In una giornata ho visto almeno una decina di persone alle quali tengo molto, ho conosciuto <a href="http://www.luisamattia.com/index.php/luisa/index.php">Luisa Mattia</a> e <a href="http://mammamsterdam.blogspot.com/">Barbara Summa</a>,  girato tra gli stand, letto capitoli interi di almeno una ventina di libri e fatto qualche scoperta.</p>
<p>Adesso da brava blogger dovrei fare un post con i libri che ho trovato divisi per età argomento ecc. ecc. E invece sapete che vi dico? Non mi va per niente. Mi va solo di condividere con voi qualche piccola scoperta tra i libri in mostra.</p>
<p>Cominciamo dai pop up. Trovo meravigliosi i libri grandi con finestre linguette e mondi immaginifici che schizzano fuori appena li apri. Anche i bambini in genere li trovano meravigliosi, e dai tre anni in poi in genere smettono anche di romperli dopo due ore. Tra i pop up in mostra ho (ri)trovato  <strong>David Carver</strong>, e il suo <a href="http://librospopup.blogspot.com/2008/05/sorprendente-libro-pop-up-de-encontrar.html"><strong>600 punti</strong> <strong>neri</strong></a> (Panini, 25 euro). Non è una roba sulla pulizia del viso ma un libro da sfogliare, risfogliare al contrario, aprire e contemplare, passare il tempo a contare i punti, antistress, <em>ispirational</em> ma non <em>aspirational</em>, e volendo lo si può usare anche come centrotavola. Poi ce n&#8217;era un altro di <strong>Carver</strong> che non conoscevo, e che si chiama <a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__piccolo-cubo-giallo.php">Piccolo cubo giallo </a>(Abracadabra, 13,50 euro) . Praticamente è uno smile a forma di cubo al quale puoi fare fare cose strane, e intanto impari concetti come vicino e lontano, su e giù, acceso e spento&#8230;insomma una meraviglia.</p>
<p>Mi è piaciuto tanto anche <a href="http://www.bohempress.it/box.html">Miiaau e la grande scatola</a> (Bohem Press, 13.50). Mi piacciono i libri per bambini con illustrazioni pulite, Miiaau ha una faccia supersimpatica e crea dei mondi con gli oggetti che trova in casa, come è giusto che sia. E poi lo sapete che ho un debole per i gatti, e che non potendo tenerli a casa (uff le allergie!) mi devo accontentare di quelli letterari.</p>
<p>Al primo piano avevano dedicato <strong>un&#8217;intera parete ai libri sugli alfabeti</strong>. Ci sono rimasta mezz&#8217;ora, e alla fine ho deciso di segnalarvene tre:</p>
<p><strong>Bruno Munari</strong><a href="http://www.corraini.com/scheda_libro.php?id=32"><strong>&#8216; </strong>s ABC &#8211; semplice lezione di inglese</a> (Corraini, 18 euro),   <a href="http://www.google.it/images?hl=it&amp;biw=1729&amp;bih=856&amp;q=bruno+munari%27s+abc&amp;um=1&amp;ie=UTF-8&amp;source=univ&amp;ei=Fxb8TNeJBMeBOuqK4dQK&amp;sa=X&amp;oi=image_result_group&amp;ct=title&amp;resnum=2&amp;ved=0CDIQsAQwAQ">qui</a> trovate qualche immagine.</p>
<p><strong>Gwenola Carrère</strong> <a href="http://www.topipittori.it/it/catalogo/b-c-cercasi%E2%80%A6">- Abc Cercasi</a> (topipittori, 16 euro). <a href="http://www.lefiguredeilibri.com/2009/03/18/abc-cercasi-di-gwenola-carrere-topipittori/">Qui</a> trovate un&#8217;ottima recensione e qualche immagine del contenuto del libro.</p>
<p><strong>Alessandro Sanna</strong>-  <a href="http://www.kiteedizioni.it/Sito/index.php?page=shop.product_details&amp;category_id=10&amp;flypage=flypage_new.tpl&amp;product_id=53&amp;option=com_virtuemart&amp;Itemid=1&amp;vmcchk=1&amp;Itemid=1">ABC di Boccacce </a>(kite, 25 euro).</p>
<p>Siccome non si smette mai di crescere e di rimettersi in crisi vado sempre a sbirciare tra i libri che parlano di come affrontare la crescita, e certe sensazioni di solitudine,  spaesamento, e dubbi. Che faccio finta che li compro per i bambini, anche quelli, e poi li leggo io, la sera, quando ho bisogno di conforto.</p>
<p>Ne ho trovato uno bellissimo che si chiama <a href="http://www.topipittori.it/it/catalogo/quando-sono-nato">&#8220;Quando sono nato&#8221;</a> (topipittori, 14 euro) ed è di due autrici portoghesi, <strong>Isabel Minhos Martins</strong> e <strong>Madalena Matoso</strong>. Il catalogo dice che è adatto per bambini da 3 a 6 anni, ma non vi fidate, se lo possono leggere tutti, soprattutto voi. Ci sono le illustrazioni semplici come piacciono a me, con tanti sfondi neri per far risaltare le immagini, e ricordarci sempre com&#8217;era il buio della pancia della mamma prima che tutto avesse inizio, e cominciassimo a sapere quello che c&#8217;era da sapere, e sperimentare quello che c&#8217;era da sperimentare.</p>
<p>E poi una collana di <a href="http://www.carthusiaedizioni.it/home.php?">Carthusia</a> scritta da <strong>Domenico Barillà</strong> ed illustrata da <strong>Emanuela Bissolati</strong> che si chiama <strong>crescere senza effetti collaterali</strong>. Il titolo è un po&#8217; troppo ottimista perché in un processo così complicato come quello della crescita qualche effetto collaterale ci deve essere per forza, se non altro che ti aumenti la miopia e ti venga il mal di schiena. Ma qui si parla soprattutto di <em>come diventare grandi senza scimmiottare gli altri e senza sentirsi esclusi (il coraggio di essere io)</em>, <em>senza lasciare i sentimenti (il coraggio di essere cuore)</em>, <em>senza fare i furbi e senza sentirsi stupidi per questo (il coraggio di avere coraggio)</em>. Io per ora ho comprato quello sull&#8217;identità, e l&#8217;ho già letto due volte. Ora penso che nei prossimi giorni lo lascerò distrattamente in giro, sperando che il mio preadolescente casalingo lo sfogli anche lui, senza che debba proporglielo a forza  io. E&#8217; un vecchio sistema subdolo da genitore che ogni tanto funziona.</p>
<p>Altre cose ne avrei da dire, e le dirò, ma non tutte insieme.</p>
<p>Vi lascio solo un&#8217;ultima chicca scovata allo stand di <a href="http://www.interlinea.com/lerane/">Interlinea</a>, una casa editrice che ha in catalogo libri divertententissimi e veramente fuori dagli schemi per i bambini delle elementari (tra l&#8217;altro essendo brevi e semplici vanno bene proprio per i principianti, i pigroni e quelli che dopo due righe hanno già capito come va a finire la storia: qui non si capisce). Tempo fa avevamo letto <em>Giovannino Pestacacca</em> e ci era piaciuto molto, anche se letto non rende l&#8217;idea. L&#8217;abbiamo l<em>etto e  riletto e riletto</em>, o anche <em>llllllettttto</em>, o <em>leeeetttooooo</em>. Insomma avete capito che l&#8217;abbiamo quasi consumato. Adesso siamo alle prese con <a href="http://www.interlinea.com/lerane/">il libro del cibo sano e appetitoso dell&#8217;orco</a> di <strong>Grigorij Oster</strong>, un autore russo ancora sconosciuto in Italia. Le ricette all&#8217;interno sono spaventose ma molto golose, anche per le mamme orche quando non sopportano più i figli e gli amici dei figli. Per esempio se vostro figlio si è dimenticato per l&#8217;ennesima volta l&#8217;album da disegno a casa alla sera potete fare un fantastico <em>brodo di sbadatoni</em>, oppure se di quelli sempre arrabbiati un <em>musone scorbutico condito con cipolla</em>, o uno <em>stufato di rompiscatole</em>.</p>
<p>E buon appetito!</p>
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