cavalli fenici e riforme infelici

un altro post sulla scuola

Piattini in questi giorni parla spesso di scuola.
Scusatela. Lei ci prova distrarsi. A pensare ad altro. Davvero.
Per esempio è una settimana che da Milano la tempestano di mail sulle collezioni Primavera Estate dei giovani stilisti, cercando di farla appassionare al latex maculato. Lei si è guardata le foto. Qualcuna l’ha pure scaricata. Poi chissà perché d’un tratto le è venuta in mente la Gelmini in versione sado. Col grembiule. E le è ripresa la gastrite.
D’altronde Piattini ha due figli piccoli.
Uno sta quasi per finire il ciclo elementare. L’altro sta per cominciarlo.
Non è che può far finta di niente.
La maestra Ciambella alla materna stamattina le ha ricordato che a gennaio ci sarà da decidere se fare o meno l’anticipo scolastico per Piccolo Power .
- Fino a gennaio c’è tempo – ha dichiarato Piattini, bravissima nell’arte di rimandare i problemi a data da destinarsi – e così intanto vediamo se si capisce qualcosa della riforma…
- Ah, la riforma, non me ne parli….
- Guardi che pare vogliano mettere il maestro unico anche alla materna….
- Appunto, non me ne parli…
Non potendo parlare della riforma con la maestra Ciambella, Piattini è uscita in cortile ed è andata a parlarne con l’amica Ciliegia. L’amica Ciliegia è la figlia della maestra Amarena, un donnone travolgente e logorroico che nei suoi 40 anni di carriera ha insegnato a leggere e a scrivere a un numero imprecisato di padri, madri, zie e cugini degli attuali alunni della scuola, e anche, nel lontano paleolitico inferiore, alla stessa Piattini.
- Ah Piattì, quanti capelli che c’hai fija mia, ma tutti questi capelli c’avevi da regazzina?
- Sì, maestra Amarena… sempre quelli
- Ah Piattì, dimme ma te ricordi che belli temini che me facevi da piccoletta? Certe poesie che me ve veniva da piagne…
La maestra Amarena era una maestra teatrante, matematica e italianista. E pure artista. Quando spiegava la regola dell’H muta disegnava un’acca con la sciarpetta, che andava sottobraccio a consonanti palatali comprensive che mai l’avrebbero lasciata sola nel momento del bisogno. I suoi racconti su Napoleone erano scene da operetta. Le tabelline uno scherzo musicale. I temi un pranzo della fantasia da gustare con tutti i sensi.
L’amica Ciliegia somiglia alla madre ma in versione lunga e stretta. E’ più discreta ma altrettanto simpatica, e fa lo stesso mestiere.
- Amica Ciliegia, ma tu cosa ne pensi di questa riforma?
L’amica Ciliega ha alzato lo sguardo al cielo e ha fatto una smorfia.
- Mi sembra tutto molto confuso – ha azzardato diplomaticamente, ma poi d’un tratto si è lasciata andare al pessimismo.
Anche lei è d’accordo che ci sono troppe cose non dette, che restano fuori problemi importanti come la preparazione degli insegnanti, e che soprattutto manca un quadro generale e chiaro di quali siano gli obiettivi educativi della scuola nei suoi vari ordini…
- Ma tu dopo tanti anni di affiancamento con un’altra maestra, te la sentiresti di tenere da sola una classe? – ha chiesto Piattini senza tanti preamboli.
- Sinceramente no – ha risposto lei .
- Ma perché i programmi sono più complicati, più approfonditi?
- Non solo – mi ha spiegato – soprattutto perché io passo più della metà del mio orario a gestire problemi comportamentali, e solo dopo riesco a svolgere il programma. Da sola non riuscirei a fare niente.
- Problemi comportamentali? Ma allora mi confermi quello che sento dire da altre maestre. Questi bambini hanno dei problemi…
- Sì, moltissimi – alcuni dichiarati, altri no – ma tutti hanno seri problemi di concentrazione, di comportamento. ..
- Tipo?
- Tipo che sono maleducati.
Piattini stava per approfondire l’argomento quando Algidilla Melacredo, amica e collega di Ciliegia, ha fatto la sua apparizione nel cortile della scuola.
- Buongiorno – ha detto Algidilla e Piattina è stata scossa da un brivido di freddo.
Algidilla è di bella presenza, ha fisico asciutto, capelli lunghi e biondi, look casual chic e un sorriso piacevole come una spranga sui denti la mattina presto.
Oltretutto è sposata ad un consigliere comunale che milita nelle file della destra, e per questa sua caratteristica matrimoniale riceve l’ossequio costante e untuoso di tutto il personale scolastico. Piattini in genere cerca di non avere pregiudizi, ognuno può essere sposato a chi vuole, però gli ossequi untuosi non le sono mai piaciuti, e in genere si tiene a distanza. Stamattina però Algidilla si è infilata naturalmente nella conversazione.
- Ma no, ma no, è che c’è tanta confusione, tanto allarmismo per niente…
- Ma è il testo della legge che è volutamente confuso – ha azzardato Piattini – alcune cose non vengono specificate
- Ma lo saranno, basta aspettare, basta avere fiducia. La Gelmini è una donna intelligente.
Piattini ripensa Mariastella col grembiule in latex e conclude che il concetto di intelligenza si presta a numerose e spesso contrastanti interpretazioni.
- Ma si parla di 24 ore, di tagli del personale…
- No, no…Vedrete che toccheranno solo le classi a metà tempo. Questo è un modo per abolire i moduli, che non funzionano, senza toccare il tempo pieno… Per ora, almeno.
A ecco, per un momento Piattini ci aveva quasi creduto, alla storia del mezzo tempo, ma quel per ora sfuggito alle labbra stitiche di Algidilla la riporta alla realtà.
Per ora toccheranno solo il modulo. Per ora. E se si pensa che il tempo pieno diffuso in Italia esiste soprattutto nelle grandi città, e che in alcune regioni non è mai arrivato…questo vuol dire che il tempo pieno sarà del tutto abolito.
Ma a poco a poco, senza dare nell’occhio…
I cambiamenti arriveranno col contagocce, subdolamente.
Daranno il tempo di abituarsi al brutto per accettare poi l’orribile, secondo un vecchio schema.
- Signora Piattini!
La maestra Enrichetta Bum Bum, insegnante di italiano di FF, per fortuna l’ha sottratta in tempo a una imminente discussione ideologica in mezzo al capannello di mamme che si è formato intorno ad Algidilla.
- Signora Piattini, le volevo parlare dei miei progetti per quest’anno.
La maestra Enrichetta Bum Bum sono tre anni che ha superato l’età della pensione, dice sempre che è stanca e che non ce la fa più però poi litiga con i sindacati per rimanere,e ha sempre in mente un progetto nuovo.
Quest’anno vuole studiare i Fenici (il primo popolo del Mediterraneo!) e fare un presepe vivente a Natale.
- Che mi trova un po’ di musica antica palestinese?
- Ma quanto antica? – ha risposto Piattini un po’ turbata – non so se riesco a risalire all’epoca di Gesù, ma posso fare una ricerca su internet, sicuramente le trovo musica tradizionale …
- Bene bene. Io ho già parlato con la preside per usare il cortile della scuola, e anche con il maneggio…
- Il maneggio?
- Sì, il maneggio, c’erano i centurioni no? E che vogliamo fare un presepe vivente con i centurioni a piedi? Almeno un paio di cavalli me li devono dare…
Cavalli? Centurioni?
La maestra Enrichetta Bumm Bumm non ha fornito ulteriori spiegazioni, ha spinto la sciarpa sul viso con gesto dannunziano, si è appallottolata per entrare nella sua panda rossa ed è sfrecciata via verso nuove avventure…

Adesso Piattini ha avuto la conferma delle sue sue supposizioni,.
Sono le maestre così che stanno salvando la scuola.
E se le ascoltassero, una buona volta?

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19 Responses to “cavalli fenici e riforme infelici”

  • emily says:

    stavo pensando di rispondere qualcosa di intelligente…poi ho lasciato perdere e scrivo quello che penso!io penso che la scuola sia fatta di persone prima che di riforme, e credo cheanche dopo la riforma, esisteranno scuole che funzionano e no.mia figliafa il classico, e il primo giorno di scuola, insegnanti nuovi e compagni nuovi xkè hanno unito 2 classi, dopo l’appello la prof di greco si è messa ad interrogare…ora, sprecare un’ora x conoscere questi ragazzi, spiegare il programa e il metodo…e lo stesso hanno fatto gli altri.i miei figli hanno fatto le elementari al paesello:la grande ha trovato un team di streghe, sono finita dallo psicologo scolastico con la figlia, mentre il piccolo ha trovato una maestra staordinaria che è stata fondamentale x la sua formazione di persona prima che di studente.le riforme? mah, a me sembra che nn cambi mai nulla

  • lasimo says:

    hai straordinariamente riassunto tutti i miei dubbi e le mie incertezze su questa stupida riforma.ma io sono un’illusa e continuo a sperare in quelle maestre a cavallo !!bacilasimo

  • Rita says:

    Credo anche io che la scuola sia fatta prima di tutto da persone e poi da riforme, è anche per questo che non mi piace l’idea del maestro unico. E se incontrano una “capra” di insegnante? almeno con il modulo possono avere più punti di riferimento e istaurare rapporti diversi con persone diverse… In questo momento mio figlio ha 3 maestre tutte molto valide ma diverse tra loro, c’è “E” molto dolce e materna, “M” molto precisa e professionale, ed infine “R” severa e preparata e io sono contenta che mio figlio possa crescere e misurarsi con delle persone così diverse tra loro.

  • Raperonzolo says:

    Che caos… però hai ragione. Un sistema barcollante si regge solo sulla forza delle persone.

  • Silvia says:

    Scusa stavolta mi soffermo sul marito della maestra Algidilla. E rido.

  • Verde says:

    io avevo un unico maestro alle elementari, si chiamava stefano e noi tutti lo adoravamo. era giovane, fantasioso e gentile. ma qndo diceva di stare zitti noi restavamo zitti. e qndo ci dava i compiti nessuno di noi tornava in classe senza averlo fatto…oggi la mia amica Bea, che insegna alle elementari mi dice che chiede ai bambini di fare silenzio, e loro si mettono a cantare. E qndo assegna i compiti c’è sempre chi non li annota “perchè tanto mamma non me li fa fare”… aiuto!

  • Anonymous says:

    Una sola cosa ha detto di sensato la ministra in questi mesi: la professione di insegnante non è per tutti. Ed è vero, perché, per fare “il bravo insegnante” non è sufficiente possedere un titolo di studio, né essere un profondissimo conoscitore di quello che si deve insegnare. Certo, questi sono prerequisiti fondamentali, ma ci vuole dell’altro. Ci vuole PASSIONE, ci vuole CUORE, ci vuole BUON SENSO. Bisogna costruire prima la relazione, perché se essa manca, la trasmissione delle conoscenze sarà senz’altro difficoltosa. E questo è importante e indispensabile non solo nella scuola elementare e media, ma anche in quella superiore. Sempre. Ma non sempre gli insegnanti sono in grado o sono disposti a mettersi in gioco, perché questo costa fatica e impegno.E non ci sono riforme che rendano gli insegnanti migliori. Se poi esse sono rivolte al solo risparmio economico, povera scuola. La scuola va avanti grazie a quelle figure di docenti generosi, capaci e disponibili, come le maestre di Piattini (con qualche eccezione, naturalmente).Mi fermo con le considerazioni, perché su questo argomento ci sarebbe da scrivere all’infinito.Un saluto a tutte le mamme con figli a scuola, con l’augurio che l’esperienza di ognuno di loro sia positiva e gratificante.Cautelosahttp://www.cautelosa.splinder.com

  • piattinicinesi says:

    @emily quello che pensi è intelligente ed è la tua esperienza, importante soprattutto per chi come me ha i filgi ancora piccoli e non sa come vanno le cose da altre parti. se ritorno sull’argomento èperchécredo sia importante raccontare la realtà dal punto di vista di chi la vive…@lasimo anchìio ci spero, vediamo se avrà la meglio sulla preside riottosa!@rita in effetti l’alternanza di maestri servirebbe anche a questo, oltre al fatto che ormai per le competenze richieste ai bambini un maestro solo non basta…@rape so che mi capisci :( @silvia lui meriterebbe un post a parte, ci penserò;)@verde confermi quello che mi dicono molte maestre, ti assicuro che a volte è molto faticoso anche per me tenerne anche solo tre o quattro, pensa una classe intera!@marilù grazie per i tuoi commenti da “professionista”. è vero, la professione non è per tutti e d è vero che vanno premiati gli insegnanti meritevoli. ci vorrebbe una riforma che pensasse finalmente a un percorso formativo lineare e coerente, e a una formazione seria per gli insegnanti.

  • wwm says:

    Ti giuro che la versione sado della Gelmini mi ha fatto morire!

  • magister says:

    bel postguarda che algidilla sul tempo pieno ha parlato con lingua biforcuta, il progetto Aprea è chiarissimo, tabellina a pagina 14 “determinazione organico scuola primaria con il solo organico obbligatorio e eventuale attribuzione di un budget specifico per area opzionale facoltativa; per budget superiore non si ottiene il raggiungimento completo dell’obiettivo di contenimento”testo completo della riforma (si legge in una seduta media in bagno) qui http://www.flcgil.it/content/download/61261/395151/version/1/file/Schema+di+piano+programmatico+del+Ministero+dell%5C%27Istruzione%2C+dell%5C%27Universit%C3%A0+e+della+Ricerca+di+concerto+con+il+Ministro+dell%5C%27Economia+e+delle+Finanze+in+attuazione+all%5C%27art.+64+della+L.+133-08.pdf

  • alleg67 says:

    penso dipenda molto dalla maestra, si sono insegnanti veramente valide, mia figlia ne ha avuti, come ha avuto insegnanti penosi, qui si cambiano ogni anno, e c’é il maestro unico, tranne per informatica, quest’anno per scienze, molto fà dalle persone!!

  • Aleblog says:

    ciao piattini, bellissimo il blog (scoperto oggi), e soprattutto il titolo e il tuo “autoritratto”. come mi ci ritrovo! anche se ormai con figlie adolescenti, il che (mi dispiace dirtelo) è anche peggio.comunque siamo fuori dalle elementari, quindi la storia della maestra unica non l’ho seguita con particolare passione. fino ad oggi, perchè il tuo post mi ci ha fatto appassionare. e ha fatto scaturire un urlo rauco: “no, il tempo pieno no! non ce lo possono toccare!”anche perchè le figlie da adolescenti diventeranno mamme, prima o poi. e io nonna

  • zauberei says:

    Devo dire – bellissimo post.Mia sconfinata ammirazione per la maestra Enrichetta, ma anche per quell’arta con cui sento diciamolo ve – un gemellaggio sintattico.Per quanto concerne le mogli de alleanzi nazionali, io ci ho i pregiudizi. Poi ce provo a disconfermali ma raro eh – che me riesce.Per il resto, alla scuola non importa a nessuno. Dunque si fa una ministra incapace essa ministra incapace propone una riforma incapace, ma siccome i votanti non hano a cuore il tema, perchè non raccolgono la connessione tra istruzione e destino del paese, in una bella mattinata – voteno. Lo spazio di tre orette.

  • piattinicinesi says:

    @wwm me la sogno ogni notte!@magister e me lo immaginavo che fosse una biforcuta! vado in bagno a documentarmi ;) @alleg alcune maestre sono veramente impagabili!@aleblog è una cosa che alla fine riguarda tutti, è inutile far finta di niente. so che l’adolescenza sarà peggio, spero di arrivarci preparata e in forma ;) @zauber lo so che sula scuola siamo d’accordo. concordo sulla maestra Amarena. Ho un ricordo belissimo dei miei anni di scuola elementare bellproprio grazie a lei.

  • nuriape says:

    me ne mandi una maestra cosi’ qui? ne abbiamo davvero bisogno!

  • BMVPedrita says:

    dunque mia madre è maestra elementare dal 1978 (30 anni) e quest’anno – se riesce a trovare la combinazione giusta di età e contributi versati – se ne va in pensione.perchè capisco che alla sua età non abbia più voglia di piegarsi e girarsi e fare i carpiati che le riforme impongono.ed è vero tutto quello che è stato scritto qui: non tutti possono insegnare, lo vedo dalle colleghe terrificanti di mia madre, così come vedo che lei è NATA per insegnare, per l’impegno, la passione, il rimettersi in gioco sperimentando nuovi metodi, corsi di formazione a cui si scrive.ma tutto per 4 soldi.è ovvio che se li pagano una miseria, molti (non mia madre) lavoreanno giusto in quelle 5 ore che fanno a scuola e non faranno formazione o altro.sì non c’è riforma di orario che tenga (tempo pieno, mezzo tempo, modulo, non modulo) che possa servire perchè sono riforme fatte solo per risparmiare.la scuola continua a reggersi sulla buona volontà dei singoli e questo è delirante e ci porterà al baratro.siamo un paese che non solo non investe ma taglia su una cosa fondamentale come la scuola/la formazione.mi sarebbe molto piaciuto avere più di una maestra alle elementari: la mia era tradizionale, vecchia maniera e per nulla creativa e io un po’ sono diventata così.quella di mia sorella per esempio era fin troppo anticonformista e spiegava male la geografia e tuttora lei è scarsa in geografia.avessimo avuto altre figure di riferimento sarebbe stato molto molto meglio.

  • ncesca says:

    e’ vero esistono ancora delle insegnanti fantastiche che organizzano progetti e sfrecciano nelle loro panda, mentre intorno cadono i cornicioni dai terrazzini (mia madre era una di quelle e ne sono orgogliosa)

  • valewanda says:

    cara Piattini, quello che scrivi è una pièce teatrale, i personaggi sono così ben delineati che uno se li vede davanti e gli sembra di essere lì a seguire uno spettacolo. Riguardo poi ai contenuti, concordo che sono le maestre così a tirare avanti la baracca, ne ho avuta una anch’io, chissà che fine ha fatto ora… una che ci portava ogni mese a fare una gita di due giorni in una regione diversa a seconda della parte d’Italia che stavamo studiando, e spesso cercava di ottenere sussidi per chi non poteva permettersi tutte ’ste gite…

  • Monica says:

    grazie per questo post Piattini, ora mi sento meno sola… mi pare che le famiglie non si rendano conto di quel che sta per succedere nelle scuole dei loro figli…

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