Come togliere i diritti da sotto i piedi dei cittadini e farci credere che sia un favore (parte I)

Se c’è una cosa che sa fare benissimo questo governo è usare il linguaggio per manipolare la realtà, il che dimostra che non bisogna essere colti per essere degli abili comunicatori. Basta essere abili comunicatori,  e magari avere la faccia ricoperta da uno strato di bronzo abbastanza spesso da camuffare l’espressione di soddisfazione: “vi abbiamo fregato anche stavolta”.

Di esempi ce ne sarebbero tanti. Ne prendo tre “a caso”, tutti riferiti alle donne.

  1. Un numero consistente di uomini legati sia alla politica che allo spettacolo (le due cose vanno insieme) usa le prostitute come merce di scambio per ottenere favori, appalti e privilegi. Detto così, in un paese civile, dove la libertà e la dignità della donna sono concetti affermati da tempo, e dove la prostituzione e lo sfruttamento di essa sono illegali (con proposte di punire anche i clienti) la cosa fa un certo effetto. Niente paura. Basta rimpiazzare il termine prostituta con “escort” o “ragazza immagine” per ottenere un rapido spostamento concettuale. Non sono gli uomini che sfruttano le prostitute ma sono le donne stesse che decidono di ottenere un’indipendenza e un potere attraverso questo sistema. Accostare a questi termini anche quelli di “velina”, “letterina”, “tronista di uomini e donne” induce poi a pensare che in effetti questo sistema in fondo abbia realizzato la promessa di nuovi posti di lavoro e aperto inedite possibilità di carriera, tutte basate sul valore governativo della meritocrazia. Solo le migliori, le più dotate, possono infatti aspirare ad accasarsi con uomini illustri o diventare ministro delle pari opportunità. Evviva.
  2. In Italia esiste una legge, la 194, che regola l’aborto. Alla base di questa legge c’è il concetto che l’aborto è qualcosa di negativo, ma che in determinate circostanze risulta il male minore. Le donne che sono costrette a ricorrervi devono perciò essere tutelate e sostenute. Tutti sono d’accordo nel dire che è una buona legge, che ha di fatto portato a una riduzione degli aborti (malgrado in Italia non esistano campagne di sensibilizzazione su anticoncezionali e profilattici) e che casomai andrebbe migliorata. Quando l’agenzia italiana del farmaco dà il via libera all’utilizzo nel nostro paese del farmaco RU486, che dovrebbe servire ad alleviare le sofferenze delle donne che si sottopongono all’aborto, si scatena una polemica contraria. La polemica, badate bene, non è sugli effetti del farmaco, perché quello è stato approvato da un’agenzia competente. Ma sull’aborto. “È una nuova forma di aborto” Barbara Saltamartini, responsabile pari opportunità del Pdl, lasciando intendere che il farmaco lascerà dietro di sé una scia di bambini mai nati. Ru486 come Erode.  E aggiunge “è giunto il momento di affrontare fino in fondo il diritto alla vita applicando il valore sociale della maternità sancito dalla 194”. Ancora una volta la salvezza del mondo (o dei partiti) è in mano alle madri. Lo dice il primo, lo dicono gli altri (Storace, Zaia, Cota) Si riapre la polemica sulla liceità dell’aborto. Quello che era un diritto assodato non lo è più. Esultino i cuori in grembo.
  3. In Italia la scuola pubblica è garantita a tutti i bambini e i ragazzi fino a 16 anni. E’ la scuola dell’obbligo, e l’obbligo è reciproco. Sia per le famiglie che devono farli frequentare che per il governo che deve garantire l’erogazione del servizio. Però mancano i soldi. Ovvero, il governo vorrebbe usarli per altro. E quindi si creano una serie di discussioni infinite su cosa sia meglio a livello pedagogico per i bambini per nascondere il taglio dei fondi. E qualcuno ci casca. Molti iscrivono direttamente i figli alla scuola privata. I più convinti (sempre meno) continuano a ribellarsi, scendere in piazza, manifestare e scrivere. La maggioranza se la prende in quel posto.
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7 Responses to “Come togliere i diritti da sotto i piedi dei cittadini e farci credere che sia un favore (parte I)”

  • desian says:

    Hanno “lavorato” tantissimo sul linguaggio della propaganda: il populismo mediatico che ci affoga è ormai regola precisa. Molte persone, magari con meno strumenti critici, purtroppo non riescono a sciogliersi da questo abbraccio mortale… E così passano nuove terrificanti idee solo perché, cambiando i termini della comunicazione, sembrano idee meno terribili di quello che sono in realtà. Demistificazione, ci vorrebbe.

  • piattins says:

    hai ragione, mi sto impegnando :) )

  • Claudia-cipi says:

    Mi sembri troppo estremista, come d’altro canto è estremista il governo: per loro è tutto bene, per te tutto male. Secondo me il giusto sta nel mezzo, come spesso accade.
    1 – è vero che alcuni sfruttano le prostiture per proprio tornaconto, ma è anche vero che quelle prostitute si fanno pagare fior fior di quattrini e che quella vita se la sono scelta, perchè quei signori lì mica vanno a prendere l’immigrata che sta sul marciapiede, ma scelgono una localissima “escort”, quella che una volta veniva chiamata “puttana di lusso”. Quindi anche a loro sta bene di fare quello che fanno.
    2 – la pillola abortiva secondo me ha scatenato il putiferio per tanti motivi, uno dei quali è l’impressione di perdere il controllo effettivo augli aborti: già mi immagino che traffico clandestino di RU486 per tutte le donne che ritengono l’aborto na pratica di contraccezione, senca contare poi gli effetti collaterali che ci saranno e che verrebbero a causare danni in quelle donne che la prenderebbero senza il dovuto controllo medico…
    3 – In vita mia ho visto fin troppi insegnanti incompetenti e/o svogliati che occupavano la cattedra al solo scopo di portare a casa uno stipendio, senza insegnare niente ai propri alunni, o insegnando poco e/o male. E questo non va bene, questo è spreco, questo necessita di tagli per essere debellato. Gli insegnanti devono essere obbligati ad aggiornarsi e ad insegnare bene, se non lo fanno non possono svolgere quel lavoro.
    Con questo non dico che tutto quello che fa il governo sia giusto, ma nemmeno che sia tutto sbagliato. Come dicevo prima, il giusto secondo me sta nel mezzo, ma sembra che chiunque ne parli veda solo un estremo o l’altro.

    • piattins says:

      Claudia, ti rispondo subito e con piacere. Intanto la mia analisi riguarda anzitutto il discorso fatto sulle cose, e la capacità di portare la discussione sempre su altro, per farci dimenticare qual è la vera questione che crea il problema.
      1. le escort. lo sfruttamento della prostituzione, la tratta delle donne, i clan che tengono prigioniere le donne è un argomento serio e doloroso. è chiaro che le escort e le ragazze immagine fanno anche il proprio tornaconto ma quello che io discuto è che l’uso di certi termini fa sì che nella mentalità comune si sdogani il fatto che per fare il proprio tornaconto uan donna debba di fatto prostituirsi, che per avere un posto in televisione o in politica, o per ottenere un appalto, una donna debba cercare il potente di turno per offrirsi o farsi offrire come merce di scambio. considerare il fatto di prostituirsi come una libera scelta alleggerisce la colpevolezza degli uomini che usano le donne come merce di scambio o che acquistano i loro favori sessuali in cambio di soldi, lavoro o potere. per me la cosa grave è che esista questo scambio a livello di politica e affari.
      2. sulla pillola abortiva succede la stessa cosa. è un farmaco approvato, già in uso in altri paesi. qual è la discussione allora? che debba essere usato nel modo giusto, che bisogna quindi adeguare le strutture, potenziare l’informazione, attrezzare gli ospedali e i consultori. anche qui la discussione viene spostata sulla legittimità o meno dell’aborto, che era cosa già discussa e risolta tempo fa. se il problema è quello degli aborti clandestini ti rispondo che le donne che ancora vi ricorrono sono soprattutto le immigrate,e quelle che versano in condizioni di grave disagio sociale, quelle non raggiunte da un’adeguata assistenza sociale e medica (le immigrate in particolare spesso hanno paura di rivolgersi al medico, specie quando sono clandestine). la discussione dovrebbe essere su come raggiungere le donne che ancora sono fuori da un’adeguata assistenza e informazione, e invece spostata sulla lotta tra male e bene, tra vita e morte (il partito della vita, il partito dell’amore) e false informazioni.
      3 la scuola. sulla scuola anche io penso che ci volesse una riforma e uan gestione migliore dei fondi. ne ho parlato tante volte, ci tornerò. io discuto solo sul fatto che è stato fatto un taglio dei fondi che di fatto ha penalizzato la scuola pubblica senza risolverne i problemi strutturali, coprendo questo scempio con discussioni infinite sulla pedagogia, l’assenteismo degli insegnanti e via dicendo. così tutti fanno esempi presi dalla loro vita personale (anche tu mi dici ho conosciuto tanti insegnanti….) e non si accorgono che il governo sta di fatto affossando la scuola pubblica, dalla primaria fino all’università.

      Io non sono estremista, ti assicuro. possiamo discutere su com somministrare la pillola, su come fare informazione, su come aiutare le donne. lì troveremo posizioni ragionevoli e multiple. possiamo anche discutere su come migliorare la scuola e ti accorgeresti che di sicuro non difendo a spada tratta il sistema così com’è. il problema è che la discussione finisce con l’andare sempre su qualcos’altro. qualcosa che serve a farci dimenticare qual è il vero problema.
      e il tuo commento, in fondo, me lo dimostra

  • desian says:

    mi permetto di segnalare lo splendido intervento di ieri, venerdì 7, della senatrice Vittoria Franco alla trasmissione radiofonica Fahrenheit. Per ora non c’è ancora il link con il podcast però di solito lo mettono il giorno dopo. Segnalo anche questo (essendo io un assertore della “questione maschile”, accanto a quella femminile: arrivati a questo punto, questo genere di questioni si risolvono soltanto coinvolgendo anche i maschietti e cominciando a mettere in discussione la loro egemonia “culturale” e di potere:

    http://www.unita.it/news/culture/98294/vittoria_franco_ora_di_coinvolgere_anche_gli_uomini

    ciao.

    • LGO says:

      Ecco, Desian: sai che ficata che sarebbe se la prossima volta che la ministra avesse un’uscita infelice come questa ci fosse una sollevazione di babbi blogger? O di babbi e basta. O di blogger e basta. Insomma, anche di uomini ;-)

      • piattins says:

        @desian e LGO sono totalmente d’accordo con voi. ieri in treno ho finito di leggere “il corpo delle donne” di lorella zanardo e lei raccontava di quanti commenti di uomini avesse ricevuto sul blog, uomini che si dichiaravano indignati e stanchi di vedersi rappresentati in modo distorto. Questa manipolazione della realtà, questa deformazione del linguaggio colpisce tutti indistintamente. dobbiamo ribellarci come cittadini cominciando col restituire il giusto nome alle cose. chiedendoci di cosa stiamo parlando, qual è il vero punto in discussione, e cosa c’è sotto.

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