Per prima cosa uscendo, la mattina, ho lasciato a casa il portafoglio, l’ombrello, l’agenda e tutto quello che di importante poteva servirmi durante la giornata. Così il pomeriggio sono dovuta ripassare dal via prima di andare all’appuntamento con la dottoressa. Al momento di pagare la visita, ho creato lo scompiglio perchè non trovavo più la ricevuta. “Guardi che ce l’ha lì, nella cartellina” ha sentenziato impassibile la segretaria dopo un quarto d’ora di ricerche inutili, scorgendo il foglio che sporgeva da un lato mandando segnali di fumo per farsi notare. “Grazie” ho detto, e sono uscita dimenticandomi il resto dei documenti sul tavolo.
Ma il picco massimo l’ho raggiunto ieri.
“Mamma!” ha urlato il piccolo nel cuore della notte “ma che hai fatto, mi hai messo a letto con le scarpe!” La tentazione è stata forte di scaricare la colpa su Highlander, ma poi mi sono dovuta arrendere all’evidenza. Ero stata io a sollevare il piccolo mezzo addormentato dal divano e a depositarlo nel letto. Con tutte le scarpe. Come avevo fatto a non accorgermene? Eppure ai piedi aveva un paio di crocs arancioni, che pure nella penombra sono un pugno nell’occhio.
(Per la cronaca, le scarpe sono state acquistate nell’outlet marchigiano in cui ci eravamo rifugiati a Pasqua per difenderci dalla pioggia. Il piccolo le ha avvistate da lontano e ha urlato: le voglio!!!!! e e ha continuato a ribadire il concetto per la mezz’ora seguente. Io e Highlander ci siamo guardati negli occhi interdetti. Poi, vuoi per lo sguardo di riprovazione delle commesse, vuoi per l’intima soddisfazione di avere un figlio così inspiegabilmente trendy, abbiamo miserevolmente ceduto).

