“Cara Cenerentola, smetti di lagnarti del tuo destino infame, e vai a cercarti un lavoro fuori di qua!” Se la fata madrina avesse pronunciato questa frase invece di affrettarsi trasformare dei topolini innocenti in cavalli da traino forse le cose sarebbero andate meglio per tutte. Però non lo ha fatto, e quindi ci tocca sopportarne le conseguenze.
Quali? Per esempio quella di crescere convinte (tranne rare eccezioni) che qualcuno arriverà a salvarci, facendoci sembrare migliori di quello che siamo almeno per lo spazio di una sera, in modo da acchiappare al volo il partner più richiesto, oggetto di lotte intestine e rancori sotterranei, e fare il balzo in avanti tanto sperato. Un salto rampante che ci porterà a brillare sotto le luci del salone delle feste, o le luci dei riflettori, ammirate da tutti.
Perché senza ammirazione non c’è gusto.
Noi non vogliamo solo la festa e il bacio del principe, vogliamo anche il filmino della festa e del principe che ci bacia. Anzi di noi che siamo baciate dal principe, per verificare se anche in quel momento l’atteggiamento, la posa, il trucco ed i vestiti sono in pendant con la colonna sonora, e all’altezza della situazione.
Certo prima in fondo ti bastava un vestito, adesso se non hai le tette rotonde come angurie e due protesi nei glutei è meglio che alla festa non ti fai vedere.
Per questo la fata madrina è sempre più cara. Alle volte si chiama manager e prima di portarti al ballo dei desideri ti fa fare certe cose che quasi preferiresti davvero essere una zucca.
Però la ricompensa è adeguata.
Altro che ballo, altro che principessa, tutta la vita rinchiusa in un palazzo. Per carità!
Adesso c’è l’onanismo mediatico. Dovunque ci sono le tue foto, puoi ammirarti in tutte le posizioni e da tutti gli angoli. Se sei furba batterai tutti sul tempo con la pubblicazione in diretta dei risultati della gastroscopia, e passerai alla storia.
E poi non c’è solo il palcoscenico, puoi entrare anche in politica.
Tra due ali di folla scenderai le scale della camera dei deputati con il tuo tailleur bianco, e tutti lanceranno oooh di stupore, chiedendoti come fai a conciliare famiglia e carriera.
Però ricordati che solo le più brave riusciranno nell’ultima prova. Quella di rubare definitivamente il cono di luce al principe di turno, e prendere il suo posto.
Adesso le nuove cenerentole è a te che devono chiedere i favori. Ora che hai tu lo scettro bene in pugno, usalo come una frusta, senza avere pietà.
Intanto le fate madrine che consigliavano di trovarsi un lavoro, studiare, e conquistarsi la propria felicità sull’esperienza e la rettitudine sono scomparse nel dimenticatoio della concorrenza mediatica.
Un giorno faranno una trasmissione su di loro, così elegantemente vintage, e poi più niente.
questo post nasce da un invito di Monica di Pontitibetani che mi ha chiesto di scrivere un post per il blog collettivo di pedagogia Studiodedalo sul tema “Cosa velano le veline?”
Riporto qui il testo integrale e qui il link al blog, per chi volesse commentare e leggere anche gli altri interventi.












sai cosa mi ha fatto pensare questo bellissimo post? a dove siano finiti gli e le intellettuali. che siamo in balia di una campagna mediatica è fuor di dubbio, ma dove sono gli intellettuali che dovrebbero fare da contraltare a questo modo di pensare dilagante? dove sono finite le fate madrine? si sono rinchiuse in qualche beauty farm per adeguarsi ai tempi moderni?
Noooo, dai Piattina, anche la tua e' solo una favola! la realta' deve essere diversa, un altro mondo e' ancora possibile! Nel Bundestag c'e' Angela, con tailleur di colori improponibili, non e' proprio una progressista, ma almeno e' senza protesi nel culo, tutto grasso d'origine controllata…li possiamo ancora salvare i nostri figli!
Alla fine c'è posto per tutti in questo mondo: per le cenerentole, le veline e anche le fate madrine (che la rima non era cercata). E' che se sei velina magari hai un posto in prima fila. Però io nella prima fila delle veline non mi sentirei tanto a mio agio, senza invidia o falsi complimenti, cedo il posto volentieri.
E' una cosa personale, consigli collettivi o vie di fuga di massa non ne vedo.
@itmom propri di questi giorni è la notizia di una petizione promossa dalle cavaliere della repubblica. ma è chiaro che non basta, soprattutto perché nella nostra generazione di quarantenni, che dovrebbe essere d'esempio, fioccano invece gli esempi di rifattismo e velinismo nel tentativo di non invecchiare.
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io non so se sono un'intellettuale, ma mi ribello
@vmnp ehm…lo vedi che mi proponi di emigrare per trovare altri modelli?
@renata dobbiamo lottare perché l'alternativa sia ancora possibile, anche per chi non vuole cedere il posto in prima fila, ma lo vuole conquistare scegliendo altre strade
la domanda è: ma cosa intendiamo per "promozione sociale"? e non è una domanda retorica.
Sarà pure tutta colpa di cenerentola, ma ora nessuna ragazzina conosce piu la vera favola, mentre sanno a memoria tutti gli ultimi gossip di Paris Hilton sono quelle come lei le principesse dei giorni nostri, e pultroppo non sono proprio dei bei modelli. In mancanza di una propria forza di volonta dello sviluppo di una propria coscenza o di un proprio modo di pensare, forse perchè troppo bombarditi di immagini stereotipate, i ragazzini di oggi tentato a fare massa e non cercano l'individualismo o dimostrazione di se stessi come una unità differente dagli altri.
Si cerca di essere il migliore del gregge e basta.
Ci sono troppi esempi sbagliati e i genitori non sono in grado o non riescono a competerci contro.
grazie…..!!! ho ancora grossi problemi di connettività in questi gg.. per cui non riesco mai a fare cose… ma grazie !!
Un po' di tempo fa nell'ambulatorio del medico di base ho trovato un poster che pubblicizzava una crema. Per "patologia cutanea" era scritto. Mi domando a quale patalogia si riferiva e leggo meglio: era una crema anti-rughe. Questi sono tempi in cui le rughe si definiscono patologie cutanee: Tutto allineato direi…
Bel post, solo un piccolo appunto, hai dimenticato le protesi agli zigomi, che, si sa, non se ne può più fare a meno…
@laura ddd non è affatto una domanda retorica, direi che hai centrato il punto
gli zigomi, hai ragioni…ma quelli pensavo da una certa età in poi, o no???? mi devo aggiornare
@marlene il punto è che anche la vera favola mirava a un destino un po'misero…anche se certo, tutto sommato il vestito coloro cielo è meno invasivo delle protesi…
@monica grazie a te, il tema era più che attuale
@marilde in questo momento di patologie cutanee neho diverse, compresa un'allergia ai commenti elettorali
il sogno di cenerentola e' un sogno cosmico, che appartiene a tutti, uomini e donne, e si realizza in mille modi differenti: in fondo anche il ragazzo di periferia con una bella voce che viene scoperto e diventa una star, o il bulletto di quartiere che diventa un campione sportivo, hanno lo stesso copione, ed e' un copione, un sogno, del tutto condivisibile e anzi da incoraggiare, il desiderio di migliorarsi, cosi' innato e fondamentale.
Il problema e' che nel vuoto assoluto del momento ci accontentiamo di talmente tanto poco (di nulla, infatti) che il sogno stesso e' diventato squallido e indecente.
Il problema è il modello unico, ci hanno convinto che non c'è alternativa, e anche chi l'alternativa la conosce ha quasi timore di dirlo a voce alta. Ormai anche la casalinga menopausata sogna di rifarsi, di omologarsi al modello unico. Guardate il documentario "Il corpo delle donne".
Io credo che offrire alternative ai nostri figli fin da piccoli possa essere un modo, forse, per non lasciarli facile preda delle omologazioni, come, per esempio, leggergli un libro.
Utopia la mia?
Intanto io ci provo.
Promozione sociale: che cos'è? (mi rifaccio allo spunto di Laura.ddd). Credo che la risposta sia diversa per ognuno di noi. Mi piace pensare che abbia a che fare con il capire chi siamo e cosa vogliamo per poi trovare un modo di realizzare i nostri progetti di vita.
Proprio oggi mi è capitato per le mani un libro con scritti di Piero Calamandrei in cui si evidenziava come la scuola e l'istruzione fossero gli strumenti essenziali per favorire la promozione e la mobilità sociale in Italia. Questo tema mi è caro: sarà un caso se adesso principi e fate madrine stanno omologando e banalizzando i sogni e indebolendo gli strumenti di promozione sociale? Non vuole essere una considerazione pessimistica, solo che per cambiare quello che non ci piace dobbiamo prima renderci conto della situazione.
Parafrasando un libro recente direi che la legge in vigore è: "Se non ci sei (in tv o su certe riviste)..non esisti". Alla base di questo un contesto mediatico che incoraggia certi atteggiamenti da veline ma anche, come qualcuno qui ha suggerito, una mancanza di educazione (familiare, sociale, ecc.) ai valori della "fata madrina". Non da ultimo esiste un problema di comunicazione da parte delle fate madrine (che poi di norma, nel contesto italiano sono maghi padrini, uomini per intenderci): incapacità di trovare i modi giusti per comunicare i valori (dall'altra parte invece i comunicatori sono eccellenti… ahimé)
sapete cos'è? è che mi viene da pensare che tutti questi commenti all'articolo di piatticinesi sono fatti da persone che incontrano normalmente altre persone e che nell'incontrare fisicamente gli altri, si possa passare almeno un po' di questa visione, non rifatta, di donna. una donna talmente autentica con cui è possibile stabilire un contatto, intavolare un discorso, toccarsi fisicamente. questo serve a creare modelli di donne alternativi a quelli proposti dalla tv?
io mi salvo xkè nn sono fotogenica, ma proprio x niente.
in foto sembro una vecchia babbiona ( e magari lo sono eheheheh) e quindi sono cresciuta pensando di dover dimostrare qualcos'altro oltre dell'aspetto fisico.
ma la realtà che mi circonda è altro ed una fatica infernale tirar su due figli dribblando status symbol e vita facile
@supermambanana il mito dell'evoluzione, il sogno americano, ma anche il riscatto sociale alla dickens sono "miti" positivi. qui però abbiamo un falso mito, e cioè che il successo sia apparire in tv, prendere soldi per andare alle feste e altri soldi per raccontare la propria vita alle riviste di gossip. anche se la propria immagine è un'immagine pornografica.
@marzipan sì purtroppo c'è una sensazione di inadeguatezza diffusa, lo vedo tutti i giorni
@angela non è utopia, è una cosa necessaria, è necesario che ci diamo da fare per proporre modelli alternativi, a partire dai nostri figli
@do minore gli scritti di calamandrei sono bellissimi e ti ringrazio per averli ricordati, non è un caso che stiano cercando di affondare la scuola
@beth la fata madrina dovrebbe dare gli strumenti e poi dire, vai con le tue gambe, con fatica ma impegno arriverai. ci vorrebbe più solidarietà tra le donne
@anna bisognerebbe oscurare la televisione per un po' e guardarsi in faccia, magari facendo insieme delle cose, sì sarebbe meglio
@emily tu sei molto ma molto affascinante, ma la verità è che è difficile insegnare a vivere ai nostri figli…
wowow grazie x l'affascinante….si vede che è la vecchiaia a moderare i termini, di solito mi sentivo dire altro eheheheh
dai scherzo!
e tu hai due maschi…come gli insegnerai a guardare il cervello e nn le tette delle donne?