“E’ ora di andare a letto”.
Figlio Filosofo è disteso sul divano. Le gambe appoggiate alla spalliera, le dita svelte sulla tastiera del DS e gli occhi fissi su un pupazzetto di pixel che corre all’impazzata.
“E’ ora di andare a letto” ripete Piattini mentre raccoglie da terra calzini spaiati, Gormiti e briciole di biscotto.
“Sgumf” risponde FF con la fronte corrucciata.
“Che mi rappresenta questo sgumf?” sbotta Piattini” . “ E’ tardi, dobbiamo andare a letto. Quindi spegni quell’affare, lavati i denti e mettiti l’apparecchio.”
“Uffa mamma!” urla il novenne in lacrime, spegnendo l’affare, avevo appena cominciato a giocare!”
“ma guarda che non è vero, giocavi già da un’ora, che è più del tempo massimo permesso…”
“Sì ma…”
“Ma…cosa?”
“Ma adesso chi dà da mangiare a Macchia?”
Nel mondo virtuale di quella scatoletta bianca che sembra un lavandino con lo specchio, e che ha il nome di un partito che già per la Piattina ha rappresentato la fine di un’epoca, il crollo di un’utopia, il Doppio Scemo della modernità, Figlio Filosofo ha un cane.
In questo strano e ristretto mondo virtuale suo figlio possiede un cucciolo che abbaia e si butta con la schiena per terra per chiedere le coccole, poi scodinzola e tenta di leccarlo.
Nella realtà invece suo figlio è allergico al pelo del cane, molto allergico, e questa è una delle ragioni per cui finché vivrà in un appartamento lui rimarrà un bambino senza cane.
“Ma possibile che adesso ci dobbiamo preoccupare anche di Macchia? Non bastavano i Pokémon?” chiede Piattini esasperata.
Ma sa già la risposta. In questo strano mondo in cui viviamo reale e virtuale coesistono fianco a fianco. Una parte di noi è già lì.
E in fondo anche lei, quando torna a casa, non ha l’istinto di accendere il computer, per vedere chi scrive, chi commenta, chi posta, chi si linka? Non ha la sensazione che quando spegne il computer una parte di lei sia in stand by?
Non è la nostra seconda vita. E’ proprio la nostra vita, una parte di essa.
E queste nuove generazioni vanno incontro a evoluzioni che noi neanche possiamo immaginare.
“Mamma però oggi non siamo stati insieme per niente!”
Figlio Filosofo ha le lacrime agli occhi e sembra disperato.
“Ma se siamo stati insieme tutto il pomeriggio” ribatte Piattini. “Sono venuta a prendervi a scuola, avete giocato al parco, siamo andati a comprare il latte e poi siamo tornati a casa. Ora sono le 9 e quindi sono ben 5 ore che stiamo insieme”
“Sì, ma non abbiamo giocato”
“Non abbiamo giocato?”
“No, non abbiamo giocato, e neanche fatto le coccole”
Piattini a questo punto vorrebbe mettersi a urlare che lui è più di un’ora che sta davanti al doppio scemo con lo sguardo fisso, risponde a monosillabi e si rotola sul divano come un disadattato. E che se questa è una scusa per farla sentire in colpa e giocare un altro po’ si è proprio sbagliato di grosso, perché lei è stana ma non scema.
Vorrebbe, ma non lo fa.
Perché sa che in fondo è pure colpa sua.
Con i figli in stato catatonico davanti a Macchia si è potuta mettere a posto casa, e rispondere alle mail.
E quindi non ha insistito.
E non ha urlato.
E invece ha detto
“E va bene, le coccole le facciamo adesso”
Così con un passo un poco traballante ha accompagnato i bambini a letto.
Nel suo letto, ovviamente.
Che è temporaneamente sprovvisto del legittimo coinquilino, e quindi pronto ad essere colonizzato.
“Mamma!”
“Sì?”
“Ci racconti di quando eri piccola?”
“Va bene”
Le avventure di Piattini piccola sono meglio di una minestrina col formaggino. Parlano di un mondo antico e misterioso in cui la televisione per i bambini c’era un’ora al giorno, i film si vedevano al cinema e non c’erano computer, telefonini e addirittura neanche il lettore dvd.
E mentre racconta Piattini pensa a com’è difficile capire cosa sia giusto o sbagliato in situazioni che non conosci, e che fai fatica a capire.
Però pensa che è sbagliato proibire e basta.
Perché questo è il loro mondo, che lei lo voglia o no, e tocca adattarsi.
Ma offrendo anche delle alternative, degli stimoli, delle passioni reali.
Perché non pensino che la loro seconda vita sia più interessante della prima.
“Da domani quando si torna a casa non si accende né computer né televisione né niente” dice Piattini con il tono piattinescamente assertivo che solo lei sa avere in questi casi “ma si sta tutti insieme a giocare e fare coccole”
“Va bene mamma”
“Va bene mamma”
Piattini spegne la luce.
Nel silenzio della stanza il respiro di suo figlio è come un’onda leggera che le sfiora la guancia.
Lei lo proteggerà, saprà guidarlo e indicargli la strada.
Sì, lo farà.
“Mamma”
Nel buio della stanza la piccola mano di Power le sfiora teneramente il braccio
“Sì amore?”
“Adesso che mio fratello dorme, posso giocarci io col suo DS?”
dedicato a valewanda, che nei suoi ultimi post ha toccato un argomento assai sensibile

come in molte altre occasioni tocchi il cuore e il cuore della questione.grazie monica
Non è mai facile trovare la giusta via di mezzo,il giusto equilibrio…ma qual’è?Io ci provo, ma chissà quanto sbaglio… Il mio quasi settenne gioca ai video games al massimo per un ora al giorno e non tutti i giorni, ma non è sempre facile trovare un alternativa. Per fortuna da quest’anno c’è lo sport (scuola calcio e judo) che lui fa con molto piacere e lo tiene lontano da tv e video games. Ma nelle giornate libere bisogna sempre trovare un gioco o un interesse alternativo e questo richiede il mio tempo (non sempre disponibile) e il mio impegno. Ma non sempre ci riesco…
da noi ancora i pomeriggi in casa sono fatti di giochi e chiacchiere ma a natale arriverà LEI e dentro, a grande richiesta, avrà esattamente quel cane. allora non so cosa succederà. immagino che dopo l’euforia iniziale troveremo la giusta misura, come in tutte le cose.
si resiste ma prima o poi ci si arrende. le alternative sono in fondo la possibilità di scelta, ma anch’io ovviamente a volte (anche spesso, dipende dai periodi) dico sì gioca, basta che mi lasci fare quello che devo fare. è ovvio che l’importante è rendersene conto. per ilresto, si vive di imperfezione…
Piattins mi hai fatto piangere con questo post… speriamo che in ufficio non se ne accorgano, mi sto nascondendo dietro il monitor!ciaoAntonella
grazie Piattins, ti sono debitrice. Il punto, credo, è saper trovare l’equilibrio, trovarlo a loro, i nostri piccoli, affinché sì, facciano parte di questo mondo che è reale ma anche virtuale, ma non perdano di vista il gioco vero, quello seduti sul tappeto a gambe incrociate a mettere le mani ovunque. Brava Piattins, come sempre centri il punto.
Piattini, a diciott’anni ancora con la play, a diciannove perennemente linkati ai giochi di ruolo online, mentre chattano su messenger. Penso che i maschi ce li troveremo anche a trenta. Sigh.
Sempre dei cammei i tuoi post.Concordo sul proibizionismo.Io ieri ho concesso 1 ora e mezza di Shrek, perché nel frattempo il piccolo faceva il Didò in pace e io, in pace, lavoravo al pc.Piattins, dobbiamo pur sopravvivere. O no?Il senso di colpa è sempre in agguato ma…ora sappiamo come gestirlo. Nonè vero?E poi…l’amore, quando c’è l’amore e la dedizione, mezzora in più o in meno non fa la differenza.Una abbraccio.Silvia
Noi siamo ancora lontani dalla DS (per fortuna) e (per fortuna) abbiamo un cane vero che è un potentissimo antistress e un fantastico compagno di giochi nei momenti di stand by dei genitori snaturati. Certo, anche noi abbiamo come rifugio i film di Walt Disney…mentre il Topo ne guarda uno alla sera noi riusciamo a cenare in pace, ma questo non mi fa sentire in colpa. E’ giusto ritagliarsi un po’ di spazio. Io sono sicura che anche i bimbi ne hanno bisogno. L’importante è dedicargli tutto l’amore del mondo quando si è insieme! Sono sicura che sarai un’ottima guida per i tuoi piccolini!
@antonella piangere? ma…dal ridere?cioccolata a volontà in barba ai colleghi@vale mi ci hai fatto riflettere tu scrivendo i post su facebook e sui giochini uno dopo l’altro. certe espressioni ebeti dei nostri figli sono pari pari quelle nostre di fronte al computer@marzi e dei quarantenni in trip per la play o per la wii, vogliamo parlarne? l’ammosciamento dell’eros è asssicurato@silvia è che lo sforzo deve essere nostro, dici bene@ms il bello di no vivere in città è proprio questo contatto con la vita vera. i bambini di città si riconoscono, credimi. e quando stanno in un ambiente dove tutti fanno una certa cosa è molto difficile (e forse anche ingiusto) dire no, tu assolutamente no (anche perché poi ne ho visto i risultati che sono spesso peggiori) ma se per il primo siamo riusciti a imporre dei limiti, con il secondo sarà più difficile visto che si ritrova già in casa molti aggeggi
Piattini è un talento che sta esplodendo. Non contenta e non sazia, tra pochissimo si autopubblicherà un’altra sua “storia di vere mamme”. E dopo averla letta, NON si autodistruggerà. Quindi restate sintonizzate.giusto Piattins? io ho un sonno da maorire, ma tu non dormi mai?????
Ho la fortuna di poter lasciare giocare Figlio-uno fuori da solo con i suoi amichetti e questo fa la differenza. Lo lascio uscire con qualsiasi tempo, se vuole. Tra un gioco al computer, la TV e lo stare fuori sceglie sempre l’ultima. Anch’io sono contraria a proibire, per questo ho sempre cercato le più viabili soluzioni per evitargli dipendenze che mi sembrano negative.
@flavia alterno momenti creativi a momenti di apparente nullafacenza…devo ancora convincere completamente i vicini che quando rimango fuori dal balcone a guradare fisso nel vuoto in realtà sto lavorando…@rape è una grandissima enorme fortuna il fatto di disporre di spazi aperti e comuni in cui far giocare i bambinii miei giocano fuori scuola ogni giorno con quasi qualunque tempo, ma la diffusione del ds tra i bambini è capillare, ed è una lotta dura e quotidiana imporre dei limiti
Il mio bambino mi sembra già solissimo anche solo mentre guarda Cars e noi ceniamo. Ma appunto: anche noi dobbiamo avere un po’ di tempo per fare altro. Certo che a volte anche io ho l’impressione di non essere stata veramente insieme a lui anche se siamo nella stessa casa da ore. Mi sembra una cosa bellissima che tuo figlio si ricordi che non ha fatto le coccole e le pretenda. Vuol dire che non è lobotomizzato.
A 4 anni il mio non ha ancora una…station, ma ci assilla per andare sul sito della Disney dove ci sono decine di games. In TV vuole solo Tom e Jerry, solo che poi per emularli gioca agli inseguimenti col fratellino “facciamo che io sono il gatto e tu il topo?” e mi ribalta la casa. Non mi posso lamentare, ma nel mio caso il difficile è quando si rientra tardi a casa: per stare un po’ decentemente con loro si fa troppo tardi per andare a letto…e la mattina dopo per farlo alzare (vedi oggi) sono tragedie…
Ho letto il tuo post con attenzione (come sempre). Ma con piu’ attenzione i commenti.Il mio bambino sa dai 2 anni che non avra’ mai ne la play (o simili) ne un motorino. Ora ha quasi sette anni. Non ha mai smesso di chiedermela. A scuola disegna le console. Tutte. Il nintendo. La Play. La wii.Che faccio cambio strategia?Ne compro una?Giancarlo.
@M e Flavia vi rispondo insieme perché di fondo è la stessa questione. fino a maggio rientravo a casa verso le 7/8 di sera. Preoaravo la cena e mangiavo con loro, ma la casa era pulita e quindi quell’ora (due ore) in cui stavo con loro era tempo vero. coccole, favole ecc.adesso li seguo tutto il pomeriggio. sto accanto a loro quando litigano con gli amici, quando devono scegliere tra fare un’attività e giocare al parco, quando fanno i capricci, hanno fame o le crisi. ma se non dò io una specie di griglia del tempo quando torniamo a casa finiamo chi davanti alla tele, chi davanti al computer e chi un cucina. poi a letto, e il momento per le coccole, o per un gioco vero insieme non c’è.hai ragione M a dire che mio figlio è stato bravo a ricordarmelo. mi ha fatto capire che da soli non riescono a capire come fare, glielo devo far capire io (e quindi stiamo messi bene….). comunque il tempo insieme può essere anche apparecchiare la tavola, parlare della scuola mentre si mangia…insomma bisogna arrangiarsi@giancarlo ciao e benevnuto, capisco che mi segui. il rischio di proibire assolutamente rischia di provocare l’effetto opposto. noi ci siamo decisi quando abbiamo visto che si metteva alle spalle degli amici per vedere come giocavano…sinceramente preferisco dargli dei limiti di tempo e combattere una battaglia quotidiana verso un oggetto rele piuttosto che verso uno mitizzato…però dipende anche dall’ambiente. se uno riesce a far vivere i figli in un ambiente deplayzzato ci si può provare, ma queste sono scelte di vita
))
io mi sento una cacchetta quando lascio mercoledì per troppo tempo a giocare da sola, o a guardare la tv, questa vita è assurda, frenetica, stressante, e io non ce la faccio, vengo meno, psicologicamente proprio. cerco anche io rifugio, vorrei silenzio, e ne approfitto. mia figlia ha 6 anni, la Play ce l’abbiamo, in genere ci giocavamo noi “grandi”, fino a qualche mese fa (adesso pugsely non consente a nessuno di giocare) e lei giocava con noi, anche quello era un modo di stare insieme. non so, credo di starmi perdendo dei pezzi per strada, e l’arrivo di un secondo figlio non ha facilitato le cose, anche se ha arricchito la nostra vita.
@serial sto leggendo i tuoi post. con i bimbi così piccoli, il lavoro e senza aiuto in casa è chiaro che la televisione o altro diventino degli alleati per sopravvivere. ci passiamo tutti e anche io, pure adesso ch sono più grandi. l’altra sera ho semplicemente capito che dovevo mettere dei limiti, ma ti assicuro che nel quotidiano non è facile…capisco la sensazione di perdersi i pezzi, alla fine ci manca solo un po’ di riposo.
@lisa mi dai il link del post?
Sì, ma piattini cara… chi gliel’ha comprato il DS??? E una volta che ce l’hanno la battaglia è già persa. Non si può non farceli giocare, altrimenti che ce lo hanno a fare?Anche qui ce lo hanno tutti e Figlio-uno me lo a chiesto a più riprese, ma resisto, non impedendo ma offrendogli sempre altre alternative in un subdolo manipolatorio modo che alla fine lui sceglie sempre l’altra cosa con assoluta convinzione
@io ho resistito fino ai 7 anni, poi ho miseramente ceduto…
aaaaaaaaaaaaarg! sono diabolici, e come dicono tutti -l’equilibrio è talmente difficile da trovare, che a volte viene più semplice optare per il protezionismo in toto e via..
non sai il sollievo che mi dà scoprire che c’è un mondo uguale al mio, da qualche parte…
Uhm. Noi abbiamo solo il pc, a cui stiamo attaccati come cozze noi adulti. Nelle pause, ogni tanto ci giocano i bambini, e io propongo memory in inglese, o robetta con secondo fine “didattico”. La tv si vede il venerdi sera e una volta tra sab e domenica (cioè, si usa per vedere dvd o vecchi vhs). Un paio d’anni fa la mia figlia più grande (aveva 7 anni) ha chiesto il DS, e non l’ha ottenuto. Poi basta. Dite che c’è qualcosa che non funziona?
@bstevens l’equilibrismo è di casa qui
)))@ganja
@lgo voglio un resoconto dettagliato di come fai! ma dettagliato, eh!
Hai messo il dito nella piaga. Qui di cuccioli DS ne abbiamo già due: Jackie arrivata lo scorso Natale e Coffee arrivato un paio di mesi fa per far compagnia a Jackie.Che dire? Niente, hai già detto tutto tu. E, come sempre, l’hai fatto benissimo.un abbraccioGallina
@gallina grazie del sostegno mal comune…@aggiornamento FF ha letto il post. mi ha detto “mi fai sentire in colpa”, io ho detto “no è la mamma che si sente in colpa” insomma un po’ di sensi di colpa dopo abbiamo concluso che ogni cosa ha il suo tempo (limitato) e abbiamo giocato ai mimi e con le carte da uno. ds o non ds, il tempo delle coccole e dei giochi è sacro ( e pure il blog)