Mi chiedono molti perché io non stia scrivendo. La domanda è legittima, ma come direbbe qualche amico matematico, malposta. Perché io sto scrivendo eccome, ma non sul blog.
Da quando ho aperto questa piattaforma, questa stanza tutta per me, come mi piace chiamarla, sono successe tante cose. Ho capito per esempio che non sarebbe stato possibile continuare a lavorare come avevo fatto negli ultimi anni, e che avrei dovuto prendere un’altra direzione, anche se non sapevo bene quale. Ho dovuto farmi coraggio, essere ottimista, non fermarmi mai e andare avanti anche quando sembrava che niente di quello che stavo facendo potesse portare i suoi frutti. Sono successe anche tante cose nella mia vita personale, dove il fragor di cocci e le relative ricomposizioni, per quanto creative, hanno coinvolto tutti, ma proprio tutti i piattini.
Poi le cose hanno cominciato ad andare un po’ meglio, e dopo tanta fatica ho scoperto quello che tutte le persone che scalano con fatica una montagna scoprono, ovvero che pure la pianura è faticosa.
Il quotidiano è sempre il quotidiano, la scrittura un mestiere solitario, e il mondo del lavoro attuale, sebbene affascinante, è piuttosto spietato. Si fa fatica a rimanere a galla.
Questo tanto per incoraggiare chi si trovasse nella mia situazione di free lance, che insomma, ci siamo capiti, ha i suoi lati oscuri. Ma anche per prendere coscienza che è così, e bisogna trovare l’energia anche per questo altopiano di semiroutine, provando a organizzarsi per non soccombere tra scadenze e sentimenti.
Soprattutto il sentimento che ti prende quando ricominci a lavorare dopo un periodo di arresto. E’ un misto di paura, ansia e felicità, ma anche di grande senso di vulnerabilità, come se tutte le cose ti arrivassero addosso ingigantite e violente, e invece sei solo tu che sei più fragile.
La cosa giusta l’ha detta la grande Emily: – Ti sei persa un po’ di corazza – mi ha detto. E io ho capito subito che aveva ragione. Mi si è scalfita la scorza dura che ti protegge dagli assalti quotidiani, quella che ti fabbrichi giorno per giorno quando sei sempre a contatto con gli altri. E che ti aiuta a vedere le cose nella giusta luce, a dare ai problemi il peso che devono avere, senza trasformare dei mulini in draghi.
Insomma dopo tanto Don Chisciotte un po’ di sano Sancho Panza.
Per il resto facciamo un po’ di outing.
Se volete leggere qualcos’altro di mio potete trovarmi anche qui (a proposito di mulini). Giro l’Italia, per cui se mi dite dove siete magari mi avvicino.
E a fine marzo sarò in libreria con “Amelia e zio Gatto” (Sinnos Editrice) un giallo per bambini ambientato nel mondo della televisione, con le illustrazioni di quel genio della matita di Chiara Nocentini.
E siccome non resisto alla tentazione, Amelia eccola qui:


Non può che essere bello un libro tuo con le illustrazioni di Chiara Nocentini, e non vedo l’ora di vederlo. (Avvisi appena si può ordinare?).
Ma…eri a Torino pochi giorno fa? e lo scopro così da un nuovo blog? Arghhh! Spero però tu abbia visto la Mole…di notte!
il bello del web è anche trovare queste collaborazioni. in un anno i progetti andati in porto con persone conosciute attraverso il blog sono davvero tanti, questo è fare network tra donne. a Torino sì, ma talmente pieni i giorni che non ho potuto allargarmi su uscite extra. ci rifacciamo alla prossima, dovrei tornare da quelle parti
ps la mole di notte l’ho vista, lo racconto nell’ultima storia
lo so sono d parte, ma a vedere l’entusiasmo e la passione con cui chiara ha realizzato le illustrazioni leggendo il tuo testo, credo proprio che sarà un libro da no perdere!
sono già un vostro accanito fan!
teneteci aggiornati!
grazie graazie grazie. la categoria di uomini capace di stare accanto e sostenere le donne creative, come sai ha tutta la mia stima
)
Vado a ordinare il libro subito! E se è ancora troppo presto per l’erede me lo leggerò solo io!
Ovviamente mi sono letta tutto il blog. Che bello come ci hai descritto! Non ho potuto fare a meno di lasciare un commento. Me l’approveranno?
Vai Piattini che sei tutti noi!!!!
grazie Gloria
)
chiaramente ho una serie di limitazioni stilistiche e di contenuto nella scrittura, ma il mestiere di scrivere è anche questo, e magari ne parlerò in qualcuno dei prossimi post.
ma mi piacerebbe riuscire a trasmettere le sensazioni che ogni città mi lascia, e il ricordo delle storie che ascolto. in realtà mi sto facendo un quadro abbastanza interessante di come vivono le persone, e credo che questa sarà una grande fonte di stimoli anche letterari
Quel libro sarà mio!!! Ho un debole per i disegni di Chiara e per quello che scrivi. E poi ultimamente mi sto appassionando alla letteratura per ragazzi, che non leggevo dai tempi in cui (pareeeeeecchi lustri fa) ero anch’io una ragazza. Pensi che possa leggerlo insieme alla mia piccola (5 anni) o non ha ancora l’età per apprezzarlo?
il libro è a partire dagli 8 anni, ma i bambini riservano sempr delle sorprese. puoi provare, e al limite lo leggi tu per ora. la storia va bene anche per i grandi
)
ma nn ci posso credere!!! ho dovuto cliccare sul link x essere sicura di essere io!!!!
ma tu vuoi proprio farmi scoppiare di autostima!! e stasera ne ho proprio bisogno….sembra che quando riesco a esprimere il mio meglio nel lavoro automaticamente divento un fallimento come madre!
cmq sono orgogliosa di te, ci vuole tanta pazienza costanza e molta capacità di guardarsi dentro e rispondere sinceramente alla fatidica domanda: ma che vita voglio fare?
chi trova la risposta e la mette in pratica vince una vita che vale la pena di essere vissuta, indipendentemente dallo stipendio.
brava piattins, nn vedo l’ora di leggerlo!
emily non ti fare prendere dalla sindrome dei piattini, è sempre così, ci si sbilancia sempre da una parte, ma è normale, ed è giusto. non ci possono far sentire senpre in colpa, che si diano da fare anche gli altri, l’equilibrio si fa insieme. comunque tu con quella storia della corazza mi hai davvero aiutata, è così,bisogna accettare il fatto che in alcuni momenti siamo più alo scoperto.
Che bello, non c’è una sola cosa che non mi piaccia del tuo libro: il titolo, l’illustratrice, persino la casa editrice! Non vedo l’ora che esca!
sono proprio contenta e ho tantissima fiducia in questa produzione editoriale.. sarà sicuramente bellissima, mi piacete un sacco tutte e due
baci e complimenti silvietta
Non vedo l’ora di avere tra le mani il tuo libro nuovo! Lo sai che Amelia era uno dei nomi “in gara” da dare a Matilde?
Non so, io sto a Roma, pensi di avvicinarti?
P
Io pensavo che zio Gatto fosse un vero zio, insomma con il corpo di uomo e non di gatto, ma ora che ho visto il disegno mi sembra che non possa essere diverso da come lo vedo
grazie:))))
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@lanterna e immagino che ti piaccia il nome
@silvietta anche a me puace tanto Chiara !
@jolanda ma davvero? come vedi io mi sfogo sui personaggi delle storie, non avendo figlie femmine
@lgo no, no, è proprio un gattone, anche se una volta era un giornalista bipede e ben quotato
Adesso si capisce perchè gli esperti e i podcast di VereMamme latitano ultimamente
e mi mancano molto quelle mattinate insieme – ma per i tanti giri positivi delle tante cose che ci accomunano, mi piace pensare che siano serviti proprio a portarti in queste belle nuove direzioni (soprattutto quel nostro viaggio a Parma stile Thelma & Louise, no?). A proposito di perdere un po’ di corazza, anche quello ha i suoi lati positivi. A me è stato detto che l’ultimo periodo mi ha reso più ….”malleabile”. Mado’. Mai sentito prima, quell’aggettivo
)))
orami non faccio più promesse, non sono credibile. posso solo dire che sto riprendendo in mano le redini della situazione, e da questo punto sono una vera creativa, con tutti i suoi difetti. sì Parma è stata importante e questo è il bello del web, che dei contatti nati qui portino a dlle collaborazioni di lavoro, che uno dica, questa vita non mi va bene ne vorrei un’altra e la discussione non è solo dare una spalla su cui piangere ma una spalla per appoggiarsi e fare delle cose insieme.
e ci ha tutte cambiate un po’ anche nel carattere. io adesso sono molto più proactive, eh eh
dimenticavo… ho appena letto la tappa di Torino … che brava cantastorie… molto molto bello.
che dire? se tu ultimamente non scrivi, io non leggo…. che sorpresa! brava, brava, brava!!! anch’io corro ad ordinare il libro, qui arriverà 8 mesi dopo!!
un abbraccio
mariangela, vediamo se riesco a unire qualche tour e portarti un po’ di copie. comunque sarà presentato ufficialmente a Bologna epoi da lì a seguire
e mi ero persa questa notizia? a fine marzo e con le illustrazioni di chiara? mi segno la data e non vedo l’ora di leggerlo!
in realtà l’avevo annunciato l’anno scorso ma con i tempi editoriali, le cose si perdono. le illustrazioni di chiara invece sono una novità, è stata brava a tacere, eh? siamo due agenti segreti
))
Che bella notizia! Amelia e il gatto finiranno senz’altro nelle mani del Grande e della Piccola. Buon lavoro, Piattins!
grazie, Laura
Se tu stimi me e io stimo te cosa succede?
Ci fidanziamo?
Silvia
PS: questa “mulinata” è una gran figata!!! Ora leggo per bene.
ah ah, no guarda sei troppo impegnativa per me, non ce la posso fare. comunque tra te e Luisa mi avete fatto venire vogli di iscrivermi ad altri 50 network e adesso non ci capisco più niente.(lol) se hai commenti sui post del mulino sarò lieta di ascoltarli o leggerli
Non fingerò di sorprendermi. Ho l’anteprima su tutto. Magari talvolta non è necessario lottare “contro i mulini a vento” per realizzare i propri sogni. E quel libro è un sogno realizzato. Io voglio una dedica. xxx
dedica sarà, riguardo ai “mulini”, mi riferivo proprio alla visione di donchisciotte che vede draghi dove ci sono solo mulini, perché é così, a volte il pensiero del futuro, di quello che non conosciamo, ci fa sembrare le cose più spaventose e grandi di come sono in realtà. ormai credo alla politica della testa bassa e dei piccoli passi, ma costanti. (anche se spero presto di abbandonare il physique du role di sancho panza)
Meraviglia!
CHe coppia voi due…