di mamme blogger ed altre madri (the day after)

E’ andata.
Sabato scorso Piattini, leggermente ansiosa, è salita su un podio con un tavolo lunghissimo dietro al quale erano seduti tre psicanalisti .

L’ansia però non era dovuta tanto al fatto di dover parlare in pubblico quanto alla professione degli oratori: pochi sono coscienti quanto lei di non corrispondere ad un fulgido esempio di equilibrio psichico.

C’era però anche un’altra ragione.

Doveva parlare della presenza delle madri nella blogosfera, e voleva parlarne in un modo diverso rispetto a quanto aveva letto e ascoltato ultimamente sull’argomento.
Niente numeri e statistiche, ma piuttosto il tentativo di abbozzare una valutazione sociale ed emotiva di questa presenza, di indagarne il significato profondo.
Non facile.
Quello delle mamme bloggers, in Italia, è un fenomeno relativamente nuovo, ed è difficile anche trovare gli strumenti adatti della valutazione.

Inoltre Piattins sapeva che la sua presenza su quel podio era dovuta soprattutto alla testardaggine di Marilde Trinchero, che aveva insistito perché l’argomento venisse affrontato da qualcuno che lo viveva in prima persona.
Un argomento che negli altri oratori, e forse anche in parte dello staff editoriale, suscitava però una certa esplicita, anche se cortese, diffidenza.

Malgrado ciò Piattins è uscita dall’incontro abbastanza soddisfatta.

E’ riuscita a fare, nei quindici minuti che aveva a disposizione, un discorso sufficientemente logico, malgrado abbia dovuto rinunciare a tutte le citazioni e le letture che aveva preparato.
(High l’aveva avvertita che solo lo schema del suo discorso durava un quarto d’ora, ma lei si sa, è sempre più ottimista del dovuto e si era preparata per un’ora di chiacchere).

E’ riuscita a dire che la rete è piena zeppa di mammitudine e di informazioni sulla maternità. Tra portali, forum, community ( e adesso anche aggregatori), l’esigenza inesauribile di informazione da parte dei futuri genitori trova un importante materiale a disposizione.
Ma le informazioni che si cercano non sono solo pratiche. Si cerca anche (o soprattutto?) un confronto, la possibilità di essere ascoltati e di ascoltare, una condivisione attiva della propria esperienza.
“Solo nel mese di marzo” ha detto Piattins “ almeno 10 persone sono arrivate sul mio blog digitando su Google come dare una volta alla mia vita”.
“Davvero?”
“Già” ha ripetuto lei, tacendo il fatto che i poveri malcapitati, smarriti in questa ricerca esistenziale, alla fine avevano trovato solo questo.
Coglie l’occasione di scusarsi pubblicamente per avere illuso qualcuno.
Però è consapevole del fatto che Internet è diventato un oracolo moderno, dove però sono in molti ad avere la propria voce.

E di voce ha parlato anche a proposito dei blog delle mamme.
Una voce che si inserisce nella tradizione letteraria dei memoriali, degli epistolari e di tutta quella letteratura femminile che spesso, per ragioni sociali e culturali, è rimasta nei cassetti e ora viene recuperata in qualche archivio, ma che ha dignità prima di tutto storica e sociale , ma spesso anche propriamente letteraria.

Una delle cose che più ha colpito Piattins nell’avvicinarsi a questo mondo, verso il quale anche lei nutriva fino a un anno fa una certa diffidenza (se c’era una cosa di cui ero sicura prima di aprire un blog – ha detto facendo ridere tutti – era che non avrei mai aperto un blog) è stata proprio la scoperta che c’era un luogo dove la comunicazione scritta, l’ingranaggio del pensiero e della parola soppesata, scelta, cesellata ad arte, avevano ritrovato la propria dignità, il proprio valore.

La capacità delle donne che scrivono sulla rete di trovare la propria voce, di rielaborare la propria vita, sia nelle scelte cardini, nelle crisi, che nella quotidianità, e di raccontarla attingendo ai canoni narrativi tradizionali, di usare l’ironia, il ribaltamento, il cambio di prospettiva, sono secondo lei un patrimonio immenso.

Le donne sulla rete stanno prendendo la loro voce e stanno creando un corpus letterario sulla maternità autonomo da pregiudizi e visioni imposte, non tradizionale ma inserito nella tradizione del memoriale di sé.
Inoltre stanno creando un dialogo con gli uomini (grazie ai padri blogger che hanno deciso di mettersi in gioco in questo esperimento).

I blog sono anche un esperimento di autopromozione a vari livelli.
Innanzitutto a livello personale. Avere il coraggio di esprimere le proprie emozioni, condividerle, ricreare attraverso le parole una immagine di sé non convenzionale, ma propriamente autonoma è una scelta forte.
Implica sicuramente una buona dose di faccia tosta ma anche una presa di coscienza, una consapevolezza di quello che si è.

Ma è anche un’autopromozione a livello sociale e professionale.

In una società che tende a isolare, la rete, a tutti i livelli, offre la possibilità di aggregarsi in base ai propri interessi, condividere progetti comuni, impegnarsi in prima persona.
Stiamo passando dal virtuale al reale, e questo passaggio, sebbene non privo di incognite, è sicuramente molto stimolante.

Inoltre, se il mondo del lavoro tende spesso a respingere le madri, la possibilità di esibire le proprie competenze, di crearsi uno spazio dove progettare, condividere, comunicare e promuovere il proprio saper fare, la propria esperienza, fare networking nel senso più pieno del termine, credo sia una grande risorsa.

Alla fine degli interventi il moderatore, Alessandro Defilippi, ha fatto un giro di domande

“Ma senta” ha chiesto a Piattini “se le persone arrivano da lei chiedendo come faccio a dare una svolta alla mia vita, noi psicanalisti forse ci dovremmo preoccupare?”

“Ma no ma no” lo ha rassicurato la Piattina

Ma le sue rassicurazioni non devono essere state sufficienti, perché poi Defilippi, con lo zainetto sulle spalle da bravo post-sessantottino (è dai semplici gesti che si riconoscono le appartenenze generazionali) le ha detto “sa, anch’io ripeto sempre che non aprirò mai un blog”
“Be’ magari se lo apre mi faccia sapere” ha detto Piattins e si sono salutati ridendo.
Ma guardandolo andar via, si è domandata se il suo turbamento fosse stato reale. Forse no, l’ha detto per scherzare, ha pensato Piattins, anche se il leggero sconforto con cui aveva confessato che ultimamente aveva solo pazienti uomini le era sembrato sincero.

“In questo caso”, ha pensato allora Piattins, comprensiva, “sarà meglio nascondergli, almeno per ora, che da quando Sfelix è sbarcato sulla rete, un velo d’ombra è calato sugli altri terapeuti, anche se esperti, simpatici, e post- sessantottini come lui”.

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27 Responses to “di mamme blogger ed altre madri (the day after)”

  • caia coconi says:

    quanto ci sarei voluta essere!!!grazie del resoconto!in particolare grazie per aver messo in ordine dei pensieri in cui mi sono ritrovata totalmente… la “rielaborazione della propria vita” per esempio… quant’è importante attraverso la scrittura, rivivere gli eventi “ribaltando” la prospettiva…grazie piattins il tuo blog è sempre un pozzo di spunti!‘notte

  • M di MS says:

    Mi piace questo post. Lo metto in evidenza sul mio blog. Ciao!

  • desian says:

    eh sì, avrei voluto, banalmente, esserci anch’io ad ascoltare la conversazione.trovo nelle tue parole, come spesso, grande consonanza di idee: quando parli di vita narrata (e corpus narrativo), quando parli di rielaborazione, di queste madri che finalmente riprendono in mano se stesse.vado oltre, perché siamo pochissimi ancora, in rete: i padri, una parola sulla loro paternità non ce l’hanno mai avuta, in un mondo assolutamente misterioso e puro appannaggio del femminile. Sono d’accordo quindi sul fatto che fare outing, esprimendo le emozioni che ci capitano in questa vita “da genitori”, sia complicato, difficile, facciatostesco ma anche molto utile, tenero, comunitario. In primis, a chi parla (perché raccontarsi, non avendo avuto parola, né “educazione” maschile in tal senso, è ancora più difficile) perché mette fuori cose che neanche sapevamo di avere, appunto. In secondo luogo, a chi legge (o ascolta…) perché trova non soltanto condivisione ma legittimità per le proprie debolezze.Via, credo di essere stato abbastanza contorto, per stasera.‘notte e ancora complimenti.

  • Marilde says:

    Sai cosa mi hai fatto venire in mente a proposito di testardaggine? (grazie). Oltre alla Fiera del libro di Torino per la quale una mamma blogger ha già dato la sua adesione, d’ora in avanti quando ho presentazioni in librerie o in altri luoghi lo comunico nel mio blog e se c’è una mamma blogger nei paraggi che vuole venire con me, mi fa molto piacere. Questa comincia a sembrare a una sfida e voglio proprio vedere come andrà a finire!

  • Improvvisamente in quattro says:

    Come ho lasciato scritto a Marilde… che invidia!!! Avrei voluto esserci anch’io!Hai fatto un’analisi ineccepibile, sei riuscita a esprimere con chiarezza e linearità molti miei pensieri… quando parli di rielaborare la propria vita, quando scrivi che “stanno creando un corpus letterario sulla maternità autonomo da pregiudizi e visioni imposte”… ecco, condivido e mi ci ritrovo…Io dico sempre che ho aperto il blog per riempire il tempo di una gravidanza a riposo e, a sorpresa, mi si aperto un mondo inaspettato!

  • monica says:

    bene. grande.bello. vai avanti, andate avanti, andiamo avanti.intanto sei arrivata al gotha degli psi … :-) )è bella questa fotografia. ci siamo tutte.a parlare con la nostra voce.grazie, a te.

  • piattinicinesi says:

    @caia anche io ho messo in ordine i miei pensieri, qualunque spunto mi diate sarà prezioso perché vorrei tornare sull’argomento@Mdi MS grazie!@desian non sei stato contorto ma anzi molto chiaro. credo che i papà blogger, e i genitori che scrivono insieme della propria esperienza, stiano facendo un grande lavoro in questo momento@marilde credo che sia un ottimo modo per dare voce a questo tipo di esperienza. chissà magari un giorno organizzeremo una conferenza proprio su questo tema@improvvisamente in quattro è veramente un mondo inaspettato, grazie di confermarmi che forse sono riuscita a toccare un punto essenziale@monica grazie, da te è davvero un garnde complimento

  • alleg67 says:

    piattini sei grande, hai ordinato le idee veramente bene!! complimenti!! :)

  • Laura says:

    brava, e grazie. Sono settimane che sto decidendo, adesso ho deciso. Prossimamente, su questi schermi. Sto dando una svolta alla mia vita?:)

  • marzipan says:

    Piattins, che bello! La descrizione dello psic con tutti i pazienti maschi è esilarante. Però la cosa mi conforta, vuoi vedere che anche loro si decidono a cominciare un percorso già fatto da tante?

  • MammaNews says:

    Piattini complimenti per l’analisi e per questo bellissimo post.un abbraccio francesca

  • Mamma Imperfetta says:

    Al solito, esilarante e incisiva.Brava Anna, sono orgogliosa di te e di Marilde.Mi sarebbe piaciuto ascoltarvi.Un abbraccio.Silvia

  • lerinni says:

    e brava piattina!! brava brava brava…

  • zauberei says:

    Che cavolo brava PIattina! Non devi farti intimorire dagli psicoanalistacci che spesso se je dici internet je viè un coccolone.E infatti che ti hanno chiesto?“Scusi signora Piattini, ma che me lo devo far venire ir coccolone?” :) Io concordo quasi su tutto – anche perchè ora sono in zona mammitudo e su internet ho trovato l’ira di Dio di informazioni molto utili, davvero è stata una rete pratica per me. C’è da dire, che i blog di mamme che sono saturi di mammitudine e scevri di altri ingredienti mi respingono fortissimamente, ma non è problema siamo in democrazia.Quello che penso è che però la rete è uno dei nostri specchi più fedeli e non so quanto realmente implichi dei passi avanti. Gli stessi condizionamenti si propongono e le stesse isole di affini. Entro in certi blog, leggo certi testi che me parono turpi, leggo i commenti che me parono turpi, penso blog o nun blog er medioevo incalza.Ma macari so pessimista ecco:)

  • piattinicinesi says:

    @zauber in rete c’è di tutto, dalle mamme talebane alle cybermom.io ho parlato del fatto che esiste la possibilità di trovare delle riflessioni molto interessanti, profonde e di alto livello letterario. questo esiste, ed è quello che cerco, e trovo che sia una grande possibilità di dialogo e discussione. non sto a vedere se la percentuale è alta o bassa, mi auguro solo che possa estendersi (e vorrei fare in modo che fosse così)

  • Ondaluna says:

    Sono orgogliosa di te. Si.

  • piattinicinesi says:

    @alleg sono contenta che i sia piaciuto@laura a questo punto sono curiosa, tienimi informata@marzi un percorso d’analisi con una mamma blogger ? ah ah.no,è vero, ci sono delle possibilità per ora inesplorate e difficili da prevedere@mammanews grazie@silvia speriamo la prossima, o magari se lei capita dalle tue parti la prossima sarai tu :) )@lerinni devo dire che ho trovato ispirazioni anche da alcuni tuoi post…magari ne parlerò in seguito

  • emily says:

    brava brava bravissima piattins!nemmeno io pensavo che avrei mai aperto un blog, ma i percorsi alla fine mi hanno portato a leggerli e poi a scriverne uno….ma capisco la diffidenza degli altri, è un fenomeno legato ad internet, e dalle mie parti, in internet ci sono solo pedofili e maiali.a volte mi sembra riduttivo la definizione mamma blogger xkè come tutte le definizioni isola alcuni aspetti e nasconde gli altri: nn ho niente contro le mamme, avrei la stessa reazione se facessi parte delle manager blogger o delle moglie blogger o altre cose del genere.detto questo però ho capito da tempo che di tutti i ruoli che ho, quella della mamma è quello che mi ha fatto scrivere in un blog.ho bisogno di condividere con donne intelligenti esperienze e problematiche comuni….e se qualcuno pensa che scriva xkè sono “una donna tutta sola” forse ha anche ragione ma la cosa nn mi preoccupa x nientebrava piattinsp.s. credo di essere stata sconclusionata: tu hai capito cosa voglio dire?

  • vereMamme says:

    arrivo sempre tardi e rompo, ma volevo chiederti, quando sei salita sul PODIO, ti hanno appeso al collo una medaglia?

  • My says:

    piattina for president!!!!

  • graz says:

    Bel post piattins, bel tema e bell’intervento. Ed è vero che la rete ‘e piena zeppa di mammitudine e di informazioni sulla maternità’ (ma mica solo quello no?) così come il fenomeno dei blog offre ‘la possibilità di essere ascoltati e di ascoltare, una condivisione attiva della propria esperienza’.Ed è vero che la possibilità di ritrovare la propria voce, di rielaborare la propria esperienza diventa fondamentale quando questa esperienza è la maternità.Però.Però concentrarsi sul fenomeno del mommyblogging mi sembra riduttivo. Perchè non c’è solo maternità nelle voci di tutte queste donne. C’è anche e soprattutto il fatto stesso di essere donne, con le sue fasi di crescita e relativi dolori e piaceri. Ci sono le gravidanze, i figli ma anche i divorzi, le nuove famiglie, così come la maturità, l’invecchiamento, o la paura di.A me sembra che le donne possano ritrovare tutte le loro voci nel blog-networking e spero che il mommyblogging sia un fenomeno legato all’età dell’attuale generazione della maggior parte delle donne confidenti oggi con la tecnologia. Spero che tutte queste mamme tecnologiche che oggi trovano riscontro e fanno rete attorno ai temi della maternità domani continuino a farlo sugli altri temi che le aspettano.E spero che le donne come me, che hanno un orologio biologico sordo al fascino della prolattina, trovino il proprio spazio, magari oggi di minoranza ma ciò non di meno prezioso.(mica lo so se sono riuscita a spiegarmi) :-) ) /graz

  • Renata says:

    Quando ho aperto il blog non avevo idea che esistessero tante donne che prima di me o insieme a me avessero fatto la stessa scelta. E’ il bisogno di comunicare a sè stessi e condividere con altri che spinge a entrare in rete, ma anche la voglia di consegnare a poche righe, momenti della vita che la memoria con il tempo sfumerebbe e renderebbe nella migliore delle ipotesi un ricordo vago e fumoso. Gli articoli in cui parlo di me mamma, sono come un album di fotografie, un regalo alla me stessa di domani e ai miei figli.

  • mmmciù says:

    è confortante sapere che da qlc parte c’è qlcn che, non dico la pensa proprio come te, ma almeno è disposto a condividere: ho iniziato poco tempo fa a conoscere le blogmamme, e dopo l’entusiasmo dei primi incontri mi sono fatta di nuovo prendere dalla routine e ho smesso di frequentarle. sono tornata per vedere come ti era andata sabato cara piattini, e mi sono accorta che mi siete mancate.una buonanotte (figli permettendo!)

  • mmmciù says:

    quasi quasi mi fai venire l’ansia da prestazione! Aiuto, io non riesco mica ad essere così analitica e serenamente consapevole…vabbè non si può avere tutto, e di questo sono consapevole!Meno male che ci sono persone come te, brava, difendi la categoria che ce ne sta MOLTO bisogno.mmmciù

  • piattinicinesi says:

    @emily anche io non mi sento solo mamma (e infatti non parlo solo di quello) però anche per me la maternità, o meglio la difficoltà di conciliare i diversi ruoli tra cui la meternità è stata la molla che mi ha spinto ad aprire il blog. sentivo che dovevo comunicare in qualche modo il caos che avevo dentro, mettere ordine tra i pensieri e le forme tradizionali non mi bastavano più. a un anno di distanza devo dire che sono molto contenta :) @graz ella conferenza si parlava di maternità e quello è il taglio che ho dato alla riflessione. ma è vero come dici tu che noi siamo donne, e in genere gli aspetti della femminilità vengono tutti fuori. come dicevo a Emily, come tu avrai notato, il mio blog non parla solo di figli. è chiaro che mammme con figli piccoli siano più concentrate sull’argomento, fa parte dell’evoluzione normale, poi man mano che i filgi crescono, a seconda della nostra sensibilità, ci si guarda intoro, si scrive di tutto. leggo tanti tipi di blog, di persone con età diverse, con formazioni diverse, con esperienze diverse. questa è la cosa che mi interessa. purtroppo però sono convinta che nella vita di una donna il confronto con la maternità sia un tema importante, che sia negata, voluta, evitata, scelta o altro, comunque c’è. quando ho cominciato a scrivere mi interessava scoprire le trasformazioni della società attuale atraverso le donne nel loro confronto con la maternità. una chiave di lettura, insomma. avrei potuto scegliere il lavoro, l’amore, lo sport, ma essendo madre e confrontandomi ogni giorno con uan serie di scelte e e modelli ho sentito il tema vicino.spero di avere risposto:)@renata la condivisione e l’analisi personale sono due elementi essenziali di questa blogosfera femminile, sono d’accordo@mmciù ansia da prestazione? eh eh, ma dai! grazie di essere tornata :) ))

  • chiara says:

    Carino questo omino ch va via con lo zainetto sulle spalle…mi piace la tua maniera di fare si, il rsoconto della giornata, ma dare anche uno sguardo all’insieme trovndo sempre un particolare ironico!

  • Letizia says:

    Ciao, ti leggo spessissimo, ma non commento mai. A Ingresso Libero dovevo esserci anche io, ma, purtroppo, non ce l’ho fatta. Venivo appositamente per sentire te e Marilde anche se per me quello spazio è familiare e vi si intrecciano interessi personali e professionali…Comunque, nell’onda dell’entusiasmo,ho deciso di aprire un blog anche io. E due giorni fa lo ho fatto. Nonostante abbia alcuni punti in comune con quell’analista sessantottino…Un abbraccio, LetiziaP.S. Ti ho linkato tra i miei blog preferiti, potevo? Sai non so ancora nulla del galateo bloggesco…

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