Questo post Piattins avrebbe dovuto scriverlo circa un mese fa, quando è tornata dall’incontro alla Barilla.
Però si sa, a volte la famiglia, le cavallette e la rata del condominio stroncano anche i migliori propositi , e quindi eccola qua, ridotta all’ultimo, un attimo prima che si formino le farfalline del frumento…
Insomma comunque, tanto per riprendere il filo, diciamo che alla fine le mamme blogger l’invito della Barilla l’avevano preso sul serio e nell’azienda c’erano andate.
L’incontro era con il gruppo del digital marketing, ovvero i “giovanotti” assunti appositamente per occuparsi della promozione su internet (detto così sembra riduttivo, ma vuol dire tutto quello che ruota intorno al web 2.0, che è tanto) ed il fatto che un’azienda di questi tempi assuma un’intera squadra per occuparsi di un progetto innovativo è già un fatto positivo.
L’ambiente era simpatico e rilassato, e Piattins non ha potuto fare a meno di chiedersi se gli esperti di marketing sono sempre così solari oppure le aziende li scelgono ad hoc in base al settore di competenza: nel loro caso la scelta di un papà circa quarantenne blogger e col piercing sembrava quasi studiata a tavolino, ma riflettendoci è chiaro che la comunità del web trova proprio nell’esperienza della condivisione digitale la propria identità, e quindi che ci si somigli o che almeno ci si riconosca è naturale (e in fondo anche incoraggiante).
Seduti intorno al tavolo ipermoderno di una vecchia cascina ristrutturata le blogger e la squadra del digital marketing si sono reciprocamente presentati.
Le blogger l’hanno fatto sia individualmente che come gruppo, perché in Barilla ci sono andate anche come gruppo, e dopo essersi incontrate precedentemente a Milano, tra di loro, per discutere di un progetto comune e stilare un manifesto di intenti, che è allo stesso tempo un elenco di valori comuni in cui riconoscersi e un elenco di “tesi” o “richieste” che rappresenteranno un codice di comportamento per quelle aziende che vorranno collaborare con loro.
Per farlo, a Milano, si erano raccontate in poche battute i loro sentimenti di amore, fiducia o repulsione rispetto ai valori espressi da alcune marche.
Piattins, per esempio, ha raccontato di quanto l’avesse infastidita la pubblicità dei Piccolini di Barilla, nella quale una mamma doveva interrompere il suo lavoro al computer per preparare il pranzo ai figli.
Se pensiamo che Piattins ha passato quattro anni a interrompere la redazione del romanzo al computer, forse si capisce perché la pubblicità le desse tanto fastidio.
Comunque, forte del fatto che i mercati sono conversazioni, alla riunione con il digital marketing di Barilla Piattins ha letto un post sui Piccolini, che suonava più o meno così:
La mamma è al computer e lavora.
Cioè io credo che lavori.
Perché io quando sono al computer lavoro, anche se sto su Facebook.
Quindi presumo che faccia lo stesso anche lei.
Solo che è quasi ora di pranzo.
I bambini hanno fame.
Tanta fame: ora e subito.
Questi famelici e impazienti bambini hanno anche un papà.
Il papà in questo momento non è al computer, né sta lavando la macchina, esercitandosi col vogatore, pagando il condominio, tingendo le pareti o riparando il rubinetto.
Il papà in questione – diciamolo francamente – in questo momento non sta facendo un’emerita cippa.
Però tutti e tre – papà e bambini, malignamente compatti – decidono che è ora che la mamma, che è l’unica in quella casa che sta facendo qualcosa, smetta di fare quello che sta facendo per preparare da mangiare, ora e subito.
Talmente ora e subito che arrivano a spostare in avanti le lancette dell’orologio.
Talmente ora e subito che la mamma per riempire i loro pancini gorgoglianti prende dalla dispensa una pasta piccola piccola, che si cuoce subito subito, e la butta nell’acqua che bolle.
Risultato: pasta in bianco.
Ora.
Premesso che l’idea di fare una pasta piccola che si cuoce in poco tempo e che può essere mangiata facilmente anche dai bambini (penso ai 3-6 anni che a volte hanno ancora difficoltà con i grandi formati) è un’idea sostanzialmente buona: concentriamoci su questo.
Premesso che un uomo in cucina ha sempre quel lato sexy che mi intriga: vedete di sfruttarlo.
Premesso che l’appetito esagerato degli infanti mi fa tanto Hansel e Gretel (completi di strega e casetta di marzapane): attenti ai richiami psicanalitici
E soprattutto premesso che a fare la pasta in bianco è capace anche mio figlio che ha 10 anni: che bisogno c’era di rompere le scatole a quella poveretta della mamma, con la sua messa in piega ondeggiante e il completo di cachemire? (voi non l’avete mai vista una mamma che lavora al computer, è chiaro, altrimenti avreste perso la voglia di scherzare sull’argomento).
Quando Piattins ha finito di leggere anche il papà blogger col piercing sembrava avere un po’ meno voglia di scherzare sull’argomento, sebbene continuasse a sorridere.
“Eh però, bisogna anche capire cosa ci sta dietro…” ha detto “questo in fondo è un aspirational”
Piattins dapprima è rimasta interdetta (aspirascional?????) poi ha deciso di procedere per gradi.
Per prima cosa è andata a guardare cosa ci sta dietro, ma anche intorno e davanti.
E ha visto un’azienda enorme estesa per centinaia di metri nello spazio immenso della pianura padana, un’azienda che dà lavoro a 18.000 persone, (cosa sulla quale bisogna riflettere quando si spara a zero sulle grandi aziende), che ha una mensa dove le persone mangiano quello che producono, che ha uno stabilimento a ingresso protetto dove si sperimentano le nuove ricette (quanto ci vorrebbe entrare, Piattins, lì dentro…).
Un’azienda che ha sempre saputo rinnovare la propria immagine, trasformando un piatto povero legato all’immaginario prebellico in un piatto ricercato e di tendenza (come dimenticare Cindy Crawford che srotolava il ciondolo a forchetta e spiegava al cameriere: “otto minuti”).
Un’azienda che ha capito che l’immagine patinata del mulino bianco, che negli anni 80 era stata rivoluzionaria perché dava spazio a valori dimenticati, la famiglia e l’ambiente, ora era diventata obsoleta, e quindi ha creato il primo progetto di digital marketing proprio su questo marchio.
Piattins si è guardata intorno e ha visto anche che da qualche tempo la pubblicità della tipa al computer non la passano più tanto, e invece stanno puntando su una
campagna a cartoni animati sulle reti Sky, in cui due fratellini, un maschio e una femmina, aiutano la mamma a portare in tavola i Piccolini, che si cuociono subito, e intanto imparano che maschi e femmine hanno gli stessi doveri, che in casa si collabora, che si può mangiare bene e che stare attenti all’ambiente è facile come spegnere la luce.
Le campagne politicamente corrette in fondo non sono così difficili da realizzare.
Poi Piattins si è girata verso Flavia e le ha chiesto: “aspirational? Ma che è?”
Flavia pazientemente le ha spiegato che l’aspirational è il cavallo di battaglia di chi si occupa di marketing.
Prima o poi nelle discussioni sul marketing un aspirational salta fuori.
E va bene. Che aspirational sia.
Ma se i mercati sono conversazioni, allora forse qualcuno dovrebbe chiedere in giro cosa è veramente aspirational, per gli altri.
Piattins non vuole far perdere tempo a nessuno, e lo dichiara subito.
Per lei l’aspirational non è il marito sul divano, né il golfino di cachemire, e neanche la messa in piega, in fin dei conti, visto che ha i capelli tagliati a zero.
A Piattins, che è terra terra, come aspirational, le basta di lavorare tranquilla.

Il mio aspirascional? Lavorare tranquilla ma con la casa pulita. Magari con una gatta in braccio, ma che non perda pelo
che voglia che avete.
per me aspirascional sarebbe che ammettessero che sta pasta piccolina è na fregatura, che a 3 anni hanno tutti i denti in bocca per mangiare una pasta normale o le manine sante per tagliarsela a metà.
oddio aiuto! son terribile!
il massimo dell’aspirational è qualcun altro che cucina per me (questa non potevo non dirla qui, subito)
… ma torno dopo per continuare a conversare su tutto il resto!
Terra terra anch’io. Lavorare tranquilla è un gran lusso.
@lanterna per me in questo momento lavorare e casa pulita sono in netta contrapposizione, sigh
@my eh eh, guarda non per difenderli ma l’idea è quella di una pasta che cuoce in poco tempo fatta apposta per sbrigarsi, comunque sull’aspirascional trasparenza sono d’accordo, ad averne!
@veremamme mi sto convertendo a questa filosofia…non ne posso più
@marilde un grande lusso…
voleva la pena aspettare un mese x leggere il tuo resoconto.
intanto nn avevo il blog del capo e ti ringrazio x averlo segnalato.
questa pubblicità faceva girare i cabasissi anche a me ma tu l’hai tirata fuori con una tale intelligenza che nessuno poteva prendersela!
nemmeno io avevo capito la risposta che ti aveva dato ( ma ho notato il sorriso a denti stretti eheheheh) adesso mi hai chiarito e gli aspiracional saranno il mio futuro mantra.
che dire di questa esperienza? come ho detto a flavia nn credo sia quello che ci vuole ma siccome nn si può sempre demolire proviamo e vediamo cosa ne salta fuori.
intanto questa cosa mi ha fatto conscere donne incredibilmente in gamba, tutto il resto è in più
Dì la verità ci hai messo un mese a scriver il post perchè i figli volevamo mangiare!
Bellissimo questo post e grazie per avermi aperto un mondo su “Il mulino che vorrei”.Decisamente si sono aggiornati!
Io sono arrabbiata da 15 anni con la barilla perchè quando avevano fatto quella campagna pubblicitaria dove si vedevano campi di grano nelle città d’Italia, di Torino avevano mostrato i muri scrostati di piazza Vittorio in primo piano.
Forse è tempo anche per me di aggiornarmi. O faccio salire l’incazatura a un 2.0 oppure la smetto.
Un abbraccio
Eccola qui, che Emily me ne aveva parlto tutta in fibrillazione e io mi sento discriminata perché sono piccola e nera, cioè no, perché la pastina me la devo contrabbandare nel bagaglio a mano di Ryanair (manco questa), insomma buaahhh.
Ma ’sto padre blogger con il piercing, scusatemi se sono ancora più terra terra, ma è almeno un bonazzo? Cioè uno per il quale valga la pena di smettere di stare al computer?
No, perché voialtre dite e non dite.
Voto per il tuo aspirational. Lavorare “tranquilla” è un concetto a me ignoto da ben oltre un lustro.
@emily aspirascional per tutti! non so cosa ne verrà fuori am è sicuramente un modo per sperimentare in modo attivo qualcosa di nuovo. anche per me è stato bello confrontarmi con tutte voi, e ho visto una grande azienda dal di dentro. poi vediamo che succederà
@gloglo per noi che stiamo sul web è comunque importante vedere cosa c’è in giro. molte di noi usano internet anche per autopromuoversi (a proposito tutti a vedere l’attività di Gloglo sul suo sito, mi raccomando) e se non altro per uesto è importante conoscere.
@mammamsterdam dai che la Barilla si trova! a parigi era l’unica pasta dall’arabetto sotto casa (deve essere stato un espatriato a a inventarsi quella pubblicità delle pennette la sera davanti al computer..) in quanto al blogger col piercing, ti ho messo il link, guarda tu stessa. non vorrai mica farmi compromettere? al limite se devo far parlare qualcuno della sua prestanza lo lascio fare a Vaginia…. (eh eh)
@rape questo aspirascional sta raggiungendo vertici inauditi, capito espertoni della Barillaaaaaa?
Però non ho capito cos’è un aspirational
(
A me i piccolini inizialmente hanno stimolato il lato cinico del carattere e li trovavo insopportabili. Ma se li compro, cuociono in fretta e la pasta la prepara il marito. Perché diciamocelo, cucinare per la delizia del palato e la gioia degli amici è un conto. Cucinare per placare belve nane insaziabili è un altro, cioè una gran…seccatura. Quindi, ben vengano
caspita, vedi la potenza del marketing della conversazione? da una critica ai piccolini ne è venuto fuori un quasi un panegirico… sono sbalordita!
Piattina, come mi diverto a leggere i tuoi resoconti!
Restando in tema, il mio attuale stato d’animo è di attesa. Visto che sta per partire quella cosa di Barilla di cui non possiamo parlare finchè non l’abbiamo fatta e mi auguro che non sia la solita cosa solo che stavolta poi gli insight e gli aspirational li scriviamo sul web!
Power che ti chiede l pasta… capisco che la pubblicità ti possa aver dato fastidio!!
Ecco in questo momento mi detestoperchè non guardo la tv e mi son persa lo spot!
Se non ho capito male il significato di Aspirescional:
per me sarebbe non temere, perchè così faccio, di quel che si mangia, cioè la sicurezza che negli alimenti che scelgo non ci siano conservanti addittivi e derivati inquetanti.
ficherrimo post
Io dico ai sognori Barilla.
Vennete frutta.
Poi fate la pubblicità della pera barilla
Poi quando il pargolo rompe li zebedei, siccome la frutta va magnata prima, tiè a mamma puppete sta bella pera barilla per intanto che finisco il capitolo.
Immagine di mamma moderna con pargolo moderno che magna pera fichissima barilla mica bruscolini.
allora, se posso permettermi, definizione (mia) di aspirascional.
dicesi aspirational quell’aggettivo sbloccante come l’olio per serrature per cui quando una manager (o un manager) dice al creativo – oppure i ruoli sono invertiri, anzi forse la maggiorparte delle volte sono invertiti – “ma se diciamo/mostriamo questa cosa nessuno ci crederà, non è una situazione realistica” l’altro risponde: “anche se non è la realtà, è aspirational”. quindi per esempio, vendo una crema antirughe per 50enni mostrando una 35enne. perchè le 50enni è così che vorrebbero sentirsi/vedersi, dicono le ricerche.
aaaaa, ok, allora il meeting si sblocca e la pubblicità viene approvata (più o meno).
ma in questo caso, resta da capire effettivamente perchè una mamma che viene spinta in cucina con l’inganno dovrebbe essere aspirascional. o forse la risposta di Barilla si riferiva solo al trucco e al twin set di cachemire, che ci può stare (perchè è anche vero che come stiamo conciate noi in casa, spesso non è roba da mostrare in video, ecco)
Oddio una bella piega sempre perfetta potrebbe pure esserlo per la mia lunga chioma ahahhah!
Beh, insomma, diciamolo, non tutti gli aspirational si possono verbalizzare…
Ti linko al fotopost sulla giornata.
PS: Emily ma questi “cabasissi” se magnano? Aahahha!
Scusate ma i piccolini si cuociono in fretta perchè sono di qualità inferiore? Qui a Stoccolma la pasta Barilla che compri normalmente al supermercato cuoce in 8 minuti invece dei 13 delle confezioni italiane (a parità di tipo, ad esempio fusilli, confezioni identiche). Mi viene il sospetto che il marketing ci stia fregando, tanto per cambiare
aspirational è anche quando una società di credito al consumo ti mostra una famiglia e una casa perfetta, che ha bisogno di un aiutino solo per mettere la vasca ad idromassaggio. insomma, aspirazionale (si può dire anche in italiano, eh, flavia?
) è “vorrei ma non posso”. tutto qua.
@lgo sull’aspirascional trovi le spiegazioni di Flavia e Giuliana, sui picolini, vedi che la pasta è la classica cosa che può cucinare anche un marito non cuoco? riflettete, pubblicitari….
)
@milanoelorenza panegirico non direi, però molti insights (ah come parlo marketing)
@mdims anche io sono molto curiosa…
@chiara mi sembra un ottimo aspirational
@zauber la pera barilla è fantastica, ne ordino tre scatole
@veremamme e giuliana comunque quest’aspirational mi sa un po’ di fregatura
@silvia aspirational non verbalizzabile, mmmm mi fai pensar a cose losche, specialmente se vuoi mangiarti i cabasisi, ma non lo leggi Montalbano?
@serena davvero? bisognerebbe controllare questa cosa….
x SILVIA no no, i cabasissi si frantumano, cascano, girano vorticosamente, ma mangiarli no.
piattini mi hai fatto fare un sacco di risate
comunque meno male che abbiamo Flavia e Giuliana che ci aiutano a capire qualcosa, che se no tra aspirascional e altri paroloni anglosassoni non ci raccapezziamo più e facciamo ste figuracce alla barilla. dobbiamo aggiornarci mi sa