Eri quella col muso da randagio
la pazza, la barbona, la senzatetto
portavi tra i capelli l’impronta
di un letto a cottimo
in mano una busta
dentro c’erano le quattro cose
che avevi strappato alla vita
e la moneta da un euro
per il bagno pubblico
Eri quella con gli occhi vuoti
la triste, l’assassina, la stammilontano
eri sola al tavolo in fondo
di un bar trasandato
e bevevi un caffè
sul muro correvano due crepe sghembe
lerce come i ricordi
Eri quella che non si vede
la compassionevole, l’accasata, la tuttoaposto
facevi la spesa al banco di frutta
di un alimentari
nessuno sapeva
che mentre ridevi pesando le mele
dentro avevi l’inferno
Solo un abile gioco dei dadi
separa le forme dei destini
l’anima, occulta alle apparenze,
affonda lentamente
nello stesso colore di pece
Piattins 2010



Piattins, la pianti di mettere poesie che mi fanno piangere? Comunque grazie perchè sono bellissime.
che bella poesia…
è vero, le apparenze possono essere le più diverse, ma le emozioni le stesse. Bella, davvero bella. Grazie per avercela regalata.
è un periodo che mi ha preso così, mi sa che devo ricominciare con la satira…