Ero impelagata nella revisione d’un testo quando d’un tratto ha squillato il telefono.
- Che fai di bello? – ha detto l’amica C. con la sua solita voce cinguettante.
- Lavoro – ho riposto.
- E i pargoli?
- Al mare con i nonni .
- Al mare con i nonni????? – mi ha interrotto lei – stai dicendo che tu e High siete a casa da soli e ltu lavori? Ma sei matta?
- Veramente io …. – ho tentato di giustificarmi. Ma sono stata interrotta dall’arrivo di High.
- Piattins sei pronta? – ha urlato dall’ingresso – ho portato gli attrezzi!
- Gli attrezzi? – ha esclamato entusiasta l’amica C. – allora siete nel mood del famolo strano, eh? Fantastico! Vi lascio soli, piccioncini.
E ha riattaccato.
Io ho sospirato e poi sono andata in cucina. High era in ginocchio davanti allo scarico del lavello, e stava trafficando con un tubo a manovella.
- La doccia e il bagno li ho aggiustati – ha detto – ma questi tubi sono un incubo. Ci deve essere una mega ostruzione da qualche parte, in fondo, che non riesco a sbloccare.
- Mmm, mmm – ho mugugnato. Intanto dentro di me pensavo “basta che io non debba fare niente”. Ho sempre odiato i lavori idraulici, e quelli che hanno a che fare con le ostruzioni da qualche parte in fondo ancora di più. Ma siccome non volevo fare la figura di quella che non partecipa entusiasticamente alla vita casalinga, mi sono entusiasticamente offerta di fare la spesa. E sono uscita.
Quando sono rientrata, un’ora dopo, High era uscito e nel lavello c’erano 30 centimetri di un liquido scuro e puzzolente. Non mi è sembrato un buon segno. Anche lui doveva avere avuto la stessa impressione perché nel messaggio che mi aveva lasciato sul frigo aveva scritto: “Ho chiamato l’idraulico. Stasera pizza.”
Il nostro idraulico si chiama Saverio ed è un uomo molto triste. Tutto in lui è triste: i piedi a papera, la figura pesante, il naso pendulo, le sopracciglia spioventi sugli occhi languidi. Fisicamente ricorda in modo ipressionante il Pinguino di Batman. Intellettualmente, è una figura leopardiana, con la differenza che il suo pessimismo cosmico si applica principalmente ai tubi.
In dieci anni che lo conosciamo non ci ha mai fatto un lavoro di cui fosse veramente convinto.
- S’, si può fare – mormora mesto ogni volta che gli chiediamo qualcosa – ma prima o poi si rompe.
- Saverio, prima o poi tutto si rompe.
Lui però non si rassegna. L’ineluttabilità dello scasso limita il suo orizzonte temporale, gli impedisce di essere davvero felice.
Un inferno.
Saverio è entrato in cucina e ha visto il liquido scuro e puzzolente che stagnava nel lavello.
- Mmm, mmm – ha detto con un’espressione di disgusto – il liquido c’è solo in una delle due vasche del lavello. Nel’altra no. L’altra è attappata. Che faccio, levo il tappo?
Io avrei voluto replicare che visto che era tappata, probabilmente c’era una buona ragione. Ma io non faccio l’idraulico per cui ho detto: – Decida lei, Saverio.
Saverio ha tolto il tappo, e il liquido scuro e puzzolente ha cominciato a fuoriscire anche dallo scarico della seconda vasca.. Nel giro di qualche secondo le due vasche erano piene di quella schifezza e la cucina puzzava terribimente.
- E adesso? ha detto lui
- Che lo chiede a me? – ho pensato. Non sapevo cosa rispondergli. Poi mi sono ricordata che dovevo finire di rivedere il testo e mi sono eclissata. – Se serve qualcosa non esiti a chiamarmi, eh?
Sono passati dieci minuti. Ho sentito che Saverio armeggiava on la pompa. La cosa doveva essere più seria del previsto.
Poi d’un tratto ho percepito uno strano sibilo e un rumore sordo, come un’esplosione soffocata.
Poi più niente.
- Saverio?
Silenzio.
- Saverio?
Sono corsa in cucina. Saverio era carponi sul pavimento, con gli occhi spiritati e la fronte che grondava sudore. La tuta, che doveva avere visto giorni migliori, si era scucita su un fianco, mostrando un grazioso paio di boxer a pallini rossi, taglia 60.
- Che è successo? – ho chiesto
- N-non lo so – ha riposto lui, ansimando. Poi riprendendosi mi ha chiesto in tono vagamente allarmato.- non è che per caso lei stava dall’altra parte quando è successo?
- Dall’altra parte in bagno, intende?
- Mmm, mmm- ha detto lui, senza osare fare previsioni.
Cautamente mi sono diretta verso il bagno. La porta era chiusa, quindi ho afferrato la maniglia e ho spinto
Lo spettacolo che si è offerto ai miei occhi non era facilmente classificabile.
Il tappo del sifone era saltato in aria e si era andato a poggiare su una delle lampade dello specchio.
E un miscuglio di sapone, calcare, grumi di origine incerta e liquame puzzolente si era sparso in tutta la stanza. Pareti, pavimento, giornali, creme per il viso, carta igienica e sanitari: niente era stato risparmiato.
Saverio è arrivato alle mie spalle.
- Lo sapevo che si sarebbe rotto prima o poi – ha detto.
Io per consolarci entrambi ho fatto ricorso a uno dei miei filosofi preferiti: Schrek.
- “Meglio fuori che dentro”- ho detto
Saverio ha molto apprezzato la citazione. Almeno su una cosa eravamo d’accordo.
Il resto del pomeriggio l’ho passato a pulire il bagno, felice come sempre di poter partecipare entusiasticamente alla vita familiare.
Solo verso sera ho rischiato di cedere.
E’ stato qundo l’amica C, sempre premurosa, mi ha chiamato sul cellulare.
- Ehi Piattins – mi ha detto con fare cospiratorio – hai l’aria esausta! A giudicare al tuo tono di voce quegli attrezzi hanno davvero funzionato! Non è che potresti prestarmeli uno di questi giorni?
- Con piacere! – le ho risposto.
La prossima volta mi sposo SuperMario Bros.



te lo ridico: BEN TOR NA TA Piattins!
Sicura che non si trova niente di meglio che Saverio in giro a Roma?
mi sa che devo chiedere all’amica C.
io avrei avuto un ifnarto, avrei accoppato l’idraulico, il marito e soprattutto l’amica.
sei ‘na santa!
ma no dai, non ne vale la pena… High i era spupazzato altri tubi (purtroppo ad agosto e case entranon in crisi, si rompe tutto) e alla fine il problema si è risolto. e poi se non ci fosse saverio, dove troverei ispirazione?
Piattì, me fai morì…
Saverio deve essere lontano parente del mio ex-idraulico di Bologna. I primi 15 minuti li passava dicendo che c’era una catastrofe in corso e che avrebbe dovuto fare buchi ovunque. Poi però tutto migliorava inspiegabilmente e risolveva con una ventosa. Per farsi pagare di più? Macché! Era onestissimo di prezzi. Era solo pessimismo cosmico…
è quel prima o poi si rompe che ti dà la dimensione esistenziale del’esistenza, insomma
Carino il tuo Blog =)
parli di bimbi ma anche di cose divertenti (un pò meno per te) come in questo caso =)
lo seguirò,
ciao!
la vita è fatta di tante cose, per fortuna
)
Infatti
buon week end!
Il nostro idraulico invece è un entusiasta espansivo: lo conosciamo da dieci anni e ogni volta che viene in casa (giuro: ogni volta) ci racconta con entusiasmo di come l’acqua di Firenze sia buonissima da bere e la sua durezza è di 27 gradi francesi. Ecco, secondo voi, cosa dobbiamo farci con queste informazioni (a parte berla, l’acqua del rubinetto, cosa che facciamo peraltro da sempre)?!