I vips, il senso di colpa, e la liberazione del V chakra

La mia vita mondana da otto anni a questa parte è una steppa desolata.
Solo a tratti un lichene testardo si fa forza e irrompe su questa arida crosta, ma il sale ricopre subito tutto.
Per questo all’inizio dell’anno con Highlander ci siamo detti “Ora basta”.
Basta rinunciare alla vita di coppia.
Basta rinunciare a uscire con gli amici.
Perché ogni tanto una bella serata fuori con gli amici ci vuole, ci vuole proprio.
Perché bisogna coltivarle le amicizie, crescerle come piante.
E le piante, senza la cura quotidiana, settimanale, o almeno mensile, appassiscono, si sa.
Vi giuro che ci abbiamo messo tutto l’impegno possibile: “Questa settimana io, la prossima tu, eh?”
Bravi, bravi. Molto volenterosi.
Ma da gennaio non è che ci siamo mossi molto.
Per me un cinema 5 mesi fa con le amiche D. e L., poi di nuovo il deserto.
“Ah, andate a teatro? Beh sì, mi piacerebbe venire, ma questa settimana Highlander non c’è, e mi dispiace lasciare i bambini…..” “La prossima? Beh la prossima Highlander c’è, e mi dispiace lasciarlo solo…” “Adesso sto male, domani sono troppo stanca, Oh no santo cielo, ho tanto di quel lavoro arretrato….”
La verità è che la vita sociale è pure questione di abitudine. Dopo un po’ ci si dimentica cosa vuol dire uscire di casa la sera da sola.
Camminare senza appendici urlanti, senza braccia protettrici, senza accompagnatore. Affrontare il mondo da “fac-simil single”.
E le cose nuove fanno sempre un po’ paura.
Però ieri no. Ieri mi sono detta “o adesso o mai più” .
Highlander non c’è, i miei genitori nemmeno, ma non mi scoraggio.
Indosso la tuta da combattimento, quella speciale per i sensi di colpa, e chiedo alla baby sitter S. di restare.
L’occasione per uscire è una mostra curata da una delle mie ex colleghe.
Ormai la lista di ex colleghe si allunga, e io non ho intenzione di perdermele per strada, le mie ex-colleghe, proprio no, perché sono veramente troppo speciali, e non si incontrano persone speciali tutti i giorni.
Verso le 6 del pomeriggio, determinata come un kamikaze, mi preparo.
Sopra la tuta da combattimento indosso una divisa chic, mi trucco ed esco.
F. ed H mi stanno aspettando.
Il piacere di ritrovarci a tavola, di bere e mangiare insieme ridendo è immenso.
Poi, al momento del caffé, l’amica F. imprudentemente tira fuori il cellulare.
L’equazione telefono-casa nella mia testa è immediata, manco fossi ET.
Che faccio, penso, chiamo?
Ma certo che sì. Magari è successo qualcosa e io sto qui a bere vino come una sciagurata. Chiamo.
Tut Tut.
“Sìììììì?” la voce di S. è leggermente incrinata.
“Ciao S. come va a casa?”
“Bene signora”
“UAAAAAAAAA!”
“Ma sei sicura che vada bene? Mi sembra il pianto di G. quello”
“Mmmmm” risponde S. con la sua solita flemma asiatica.
Non so come faccia. Anche assediata da 10 ragazzini imbizzarriti sarebbe capace di restare perfettamente impassibile.
“VOGLIO MAAAAAAMMA!” urla intanto G.
“S? S, ci sei?” chiedo disperata.
Ma S è sparita. E l’urlo del piccolo è sfumato nell’indistinto.
Al suo posto la voce rancorosa del figlio filosofo.
“Mamma, sono io”
“F. amore mio, come stai?”
“Male” mi grida rabbioso
“Perché stai male, F. ?”
“Perché tu non ci sei!!!!!!!! Vieniiiiiiiiii!”
Tento inutilmente di consolarlo mentre le mie amiche mi guardano pietose.
La mia mente va a mille. Le provo tutte ma niente sembra funzionare.
Perdo terreno.
Sto per essere sconfitta.
Poi però inaspettatamente vengo colta dall’ispirazione.
“F. hai presente quando mi chiedi insistentemente di avere gli amichetti a casa?”
“Sì”
“E che proprio insisti e insisti perché vuoi stare assolutamente con loro?”
“Sì”
“Be’, io adesso voglio stare con le mie amiche!”
Il figlio filosofo ancora una volta dimostra di essere molto perspicace perché capisce che non è il caso di andare oltre con le lagne. Di colpo si calma e facciamo progetti per il fine settimana. Tutti a suo esclusivo vantaggio, ovviamente.
Respiro. La serata può andare avanti.
La mostra è in un locale molto trendy del centro. Una specie di garage con i muri grigi e i tubi a vista. Le donne sono mediamente vestite di nero, tranne alcune alternative con jeans e sciarpetta. Una ragazza espone un cane minimo ma vero nella borsa a tracolla. Bianco, in rigoroso pendant con le scarpe.
L’sms di Highlander arriva a sorpresa.
“Com’è l’atmosfera?” vuole sapere.
“Ci sono tutti i vips” rispondo.
“Vips. Tipo Brad Pitt o George Clooney?” indaga.
“Non proprio” ammetto “ c’è solo la troupe di Un posto al sole
Intanto l’amica F. sta vivendo momenti di panico. A intervalli regolari, che le impediscono di rilassarsi per più di due minuti di seguito, il marito la aggiorna di una pseudomalattia del figlio. Sembra che enormi bolle si spostino infide sulla faccia del piccolo.
F. sta per cedere e tornare a casa di corsa quando finalmente arriva l’sms liberatorio, “Tutto ok, dorme”
Possiamo rilassarci.
Giriamo, guardiamo le foto, facciamo pettegolezzi.
Parlo con qualcuno, anche se moderatamente, e penso che prima o poi, magari in vecchiaia, ce la farò a superare la mia timidezza, a liberare finalmente il mio quinto chakra dalle difficoltà di comunicazione.
Ma la vera liberata è H. Dopo un quarto d’ora c’è la fila di gente che le chiede consigli personali, e se non fosse che è una donna fedele, avrebbe già fatto quattro acchiappanze.
Un mito.

Alla fine tutti si salutano dandosi appuntamento alla sera seguente.
Tutti tranne me ed F.
La prossima amnistia serale non è ancora stata fissata.

Bookmark and Share
Share this Post:
Digg Google Bookmarks reddit Mixx StumbleUpon Technorati Yahoo! Buzz DesignFloat Delicious BlinkList Furl

13 Responses to “I vips, il senso di colpa, e la liberazione del V chakra”

  • alleg67 says:

    passeranno anche questi momenti, io e mio marito uscima di rado, ma in compenso invitiamo noi a casa, é vero é piu’ lavoro, ma almeno ho la situazione sotto controllo!!Certo che ogni tanto una serata tra adulti non é male!!buona domenica!!

  • lisa2007 says:

    mi sembra di sentir me. Io e mio marito usciamo ogni sei mesi circa, il che fa due volte l’anno. Con le amiche forse esco ogni due mesi, giusto una cena e poi alle undici tutte a casa per vedere se il marito è riuscito a metterli nei letti giusti.Si tratta di qualche anno ancora, poi magari cambierà.Ti devo confessare che la mia è anche pigrizia, perchè se mi interessasse davvero uscire di più probabilmente lo farei. Anche io volevo fare un post su questo argomento nei prossimi giorni. Se non ti da fastidio. Ti linkerò, comunque.

  • the italian mom says:

    io mi ritrovo esattamente nella tua situazione. i sensi di colpa ti trattengono a casa, poi quando riesci a scioglierti dall’abbraccio del senso di colpa esci come se avessi una zavorra ai piedi. a fatica riesci a raggiungere la meta serale e lì inizia o la telefonata di chi si occupa dei figli che ti dice ’stai tranquilla, qui tutti piangono senza di te ma se vuoi divertirti fallo pure’, oppure sei tu che ti immagini tragedie inenarrabili e non riesci a divertirti. anche io esco poco, ma devo dire che nell’ultimo periodo la situazione è migliorata e quindi ho buone prospettive per il futuro!

  • piattinicinesi says:

    @alleg67 no, una serata tra adlti non è male affatto, ogni tanto :) @lisa in effetti la mia era un’autocritica per la pigrizia, per la paura che ti prende quando perdi l’abitudine a fare qualcosa. se fai un post sull’argomento ne sono ben contenta! @italian mom se vuoi ti presto la tutina kamikaze! a parte gli scherzi, è una lotta contro la nostra educazione. una serata ogni tanto fa bene a tutti, e poi quando saranno quindicenni almeno conoscerò i locali che frequentano!

  • lasimo says:

    idem con patate.per noi le uscite solitarie sono ancora un miraggio.obiettivamente stiamo benone anche a casa, ma se penso a quanto mi manca il cinema !!

  • Raperonzolo says:

    Sono come te, esco molto di rado e sempre e solo quando posso lasciare i bambini con il marito o con i nonni. Devo confessare però che in quelle rarissime occasioni in cui esco non mi viene mai in mente di telefonare. Penso sempre… se fosse successo qualcosa mi chiamerebbero!

  • MadreSnaturata says:

    porcaccia miseria, hai proprio ragione! Dici che si modofica il DNA durante la gravidanza? Secondo me sì!

  • mammaepoi says:

    oddio, sono io! siamo forse la stessa persona?? ps pure io ho in testa un post sulla faccenda. verrà uguale?! ; )

  • piattinicinesi says:

    @lasimo noi, cinefili frustrati, abbiamo un videoproiettore. è fantastico, se non pretendi di vedere l’ultimo film in anteprima, e in più puoi vederti i film in originale. ma le serate a due, con gli amici, il gusto della metropoli…. sigh! almeno ogni tanto bisogna concederselo!@rape marito o nonni sono decisamente meglio. il problema è che non sono sempre disponibili. buoni propositi: imporsi e non telefonare! (hai ragione, è deleterio)@madresnaturata sì, sì deve essere così. possibioe che uno durante l’adolescenza faccia tante battaglie per poter uscire e poi da adulto si riduca così?@mammaepoi bello altri post sull’argomento, almeno mi consolo un po’! ma tu devi uscire la sera anche per lavoro?

  • zauberei says:

    Allora è già qualche volta che passo qui.L’ultima volta ho letto un bel po’ed è un bel blog – piacevole!E pensa che io riesco a non uscire mai anche senza figli.

  • Annachiara says:

    mi pare che questo post sia un caso lampante di identificazione con il globo terraqueo femminile….inutile dire che a me non capiterà mai. già mi vedo tremare da sola, sull’aereo che mi porterà al mio week end in sicilia e senza contatti con casa per almeno un’ora e mezza….

  • giuliana says:

    sì, sì, anche per me è così! ma la cosa che mi turba di più è il fatto di non avere voglia di uscire…accidenti, spero che passi!

  • piattinicinesi says:

    @zauberei io invece ti scopro adesso e penso che verrò ancora a visitarti :) @annachiara il tuo post sul viaggio da sola mi ha talmente spiazzata che non sono riuscita neanche a commentarti. però mi hai fatto venire voglia di partire…da sola.@giuliana comunque fino all’anno scorso non avevo volgia neanche io, è adesso che mi sento come un’adolescente in gabbia!

  • Leave a Reply:

    Name (required):
    Mail (will not be published) (required):
    Website:
    Comment (required):
    XHTML: You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>