Figlio filosofo è un bambino vispo e curioso.
Gli piace disegnare, costruire marchingegni con il Lego, attaccare motori ai Gormiti per vedere se vanno veloci, adora mascherarsi, impazzisce per il film di avventura, si commuove di fronte agli animali, cammina senza stancarsi per ore, esplora i parchi in bicicletta, nuota come un pesce, fa amicizia subito e come se non bastasse va pure bene a scuola.
Figlio filosofo sarebbe un bambino perfetto se non fosse che ha un problema.
Una menomazione permanente che in alcuni momenti lo isola dal resto dei compagni.
Una turba congenita per la quale non c’è rimedio alcuno.
A Figlio filosofo non piace giocare a calcio.
“Poverino!” esclama una mamma impietosita “però forse se insiste lo mettono in porta!”
Figlio filosofo ha il ciuffo scomposto, il broncio pensieroso, e lo sguardo concentratissimo.
Seduto con le gambe accavallate sopra un tronco rovesciato osserva i compagni che rincorrono ansimanti la palla.
Dopo un po’, annoiato, si alza e va a giocare a marziani, con un altro gruppo di alieni come lui.
“Poverino” ripete la mamma di prima “ma quindi non va neanche al campo estivo di calcetto?”
“No” risponde Piattini “ però forse lo mando a un centro estivo di teatro”
“Teatro?????” Un improvviso gesto di riprovazione fa vibrare l’altra mamma, che per lo sdegno gira lo sguardo.
Ma Piattini è serena. Ormai ha fatto outing.
E pensare che solo qualche mese fa, invece, viveva nell’angoscia.
Era capace di farsi prendere da attacchi di panico nel bel mezzo di un pic nic (ecco, me lo sento, ora tirano fuori un pallone), di non dormire scoprendo che suo figlio era l’unico non invitato in tribuna d’onore ad assistere al derby, di tormentare il piccolo per interi pomeriggi “Dai FF, non ci vuoi provare anche tu? almeno un calcetto dallo a sta’ palla, dai” .
Per fortuna che FF è più saggio di sua madre. Lui è un bambino con la testa sulle spalle, e con un’etica inflessibile.
“Mamma è inutile che cerchi di convincermi con la scusa che lo fanno tutti i miei amici “ ha sentenziato “Io faccio come mi sento”.
Touchée.
D’altronde il patrimonio genetico di FF è quello che è.
Piattini su questo punto può solo battersi il petto e recitare il mea Culpa.
Lei, l’unica cosa che riesce a fare con le palle è farle girare vorticosamente a qualcun altro, e si ricorda dei mondiali solo se li abbina al ragazzo che le piaceva all’epoca (un G. per l’82, un S. per l’86, durante l’ultimo invece ha terminato un centrino all’uncinetto).
Questa avversione calcistica non aiuta la corretta integrazione della famiglia Piattini nel tessuto sociale italiano, dove la carriera politica e lavorativa a volte passa anche dalla condivisione del tifo calcistico.
Lei e Highlander, sul fronte integrazione, sono a rischio, questo è chiaro.
E adesso ci si mette anche figlio piccolo.
“Mamma, che squadra mi consigli che devo tifare?”
Sempre all’ora di cena, questi discorsi difficili, pensa Piattini.
Non è facile rispondere, ma per il bene del piccolo opta per una scelta popolare
“Roma, tesoro, scegli Roma”
Il piccolo la guarda perplesso.
“E un’altra, mamma?”
Un’altra squadra? La resistenza di Piattini è messa a dura prova.
“Ma, non so…Inter?”
“Ma no, mamma, hai sbagliato, Inter è schiappetta”
Lo sapeva che era un errore. Si sbaglia sempre con queste scelte sfigate da intellettuale di sinistra.
Ora però il ragazzino potrebbe anche calmarsi. E invece continua.
“Mamma, De Rossi è della Roma?”
Piattini, mentre serve il melone, rimane con la forchetta a mezz’aria. Non sapendo niente di questo De Rossi, e non avendo Google a portata di mano, chiede a Highlander.
“High, De Rossi è della Roma?”
Highlander scolla per un attimo l’occhio dal telegiornale e mugola “sì”. Ma non sembra troppo convinto.
“Come Totti?” chiede allora figlio piccolo.
“Sì come Totti” esclama Piattini trionfante. Fino a Totti ci arriva anche lei.
“Io so una barzelletta su Totti!” esclama allora Figlio filosofo
“Dai racconta” lo incoraggia Piattini, entusiasta di questo esempio di normalità.
Se riesce a farli appassionare anche ai Cesaroni, ce l’ha fatta.
“Ehi High, ascolta anche tu”
Highlander, travolto dal vortice delle primarie Usa, getta sulla famiglia un occhio pallato
“Allora” comincia FF schiarendosi la voce” c’è Ilary che va in profumeria, e dice…”
“Hillary? “ chiede High incredulo “Hillary Clinton?”
“No, caro, non Hillary ma Ilary. Ilary Totti” sospira Piattini.
Non c’è niente da fare. Sono proprio senza speranza. Di colpo rinuncia ai Cesaroni.
D’altronde se qualcuno li avesse visti domenica, in campagna, giocare tutti e quattro con un pallone sgonfio, l’avrebbe capito subito, che non hanno speranza.
Figlio Filosofo lanciava la palla a caso facendo salti acrobatici.
Piattini la prendeva in faccia, o la scansava, senza riuscire a trovare un equilibrio decente fra le due azioni.
Highlander mimava schiacciate di tennis calcolando matematicamente le diverse traiettorie.
Figlio piccolo, invece, è sceso in campo all’improvviso urlando come un lottatore di judo ubriaco.
La palla è rimasta immobile, ma le formiche della zona si sono passate la dritta che era meglio girare al largo da quel nano tarantolato, per un po’.
Non c’è niente da fare.
I Piattini sono originali, creativi, e anche simpatici, nel loro genere.
Ma integrati no, non si può proprio dire che lo siano.



Senti Piattini, allora facciamo così, tu quest’estate vieni in vacanza qui e facciamo conoscere Figlio filosofo e Figlio-uno. Mi sembrano fatti l’uno per l’altro. Figlio-uno è l’essere più disinteressato al calcio che abbia mai visto. A scuola lo vuole fare perché lo fanno gli amici, poi quando sta lì raccoglie margherite, osserva il cielo, le nuvole, coinvolge i compagni nei suoi atti visionari. Non c’è venerdì che lo vado a riprendere che l’istruttore mi chiama per fare “due chiacchiere” perché il bambino oltre che a non giocare distrae gli altri.
guarda che ci vengo davvero!
io sarei fiera, di un figlio che ‘fa come si sente’, di questi tempi. Io la vedo un po’ come la faccenda della femmina che deve per forza essere principessa, e fare danza. Un clichè.p.s. Ma poi la barzelletta? ;-DDD
Bene Piattini, allora ti aspetto. Un filosofo e un visionario. I secondogeniti li facciamo scatenare un po’ e noi ci facciamo quattro chiacchiere (il migliore amico del vegetarianastemio fa il fisico, quindi con l’Highlander dovrebbe andare d’accordo)
@lisa infatti sono fiera di lui. ovviamente mi prendo in giro da sola, ma quando dico che faccio outing lo dico perché in Italia nell’ambiente medio dichiarare che il proprio figlio maschio preferisce fare il teatro piuttosto che giocare a pallone equivale veramente a fare outing.@ non resta che organizzarci. un giorno mi devi togliere la curiosità di cosa cucini al vegetarianastemio. hai mai scritto un post sull’argomento? io ho provato a diventare vegetariana con risultati deludenti….
Tuo figlio è un saggio. Il calcio è la causa della devastazione neuronale moderna. La domenica sera, quando giro i canali della televisione e trovo solo pazzi isterici che si accapigliano per le loro minchiate calcistiche, vado in iperventilazione…
@madresnaturata ti offro asilo politico, a casa mia non corri rischi. al massimo ti becchi lo sci o il pattinaggio artistico
In casa Lupini, sarebbe etichettato come un figlio degenere dal babbo Gig, ma la mamma zitta zitta approverebbe un figlio aspirante-Gassman, che le detti le ricette con quella bella voce tenorile.Abbasso le palle, evviva gli artisti!
@lupina per ora mi va più sul comico, ma le ricette me le detta davvero.
tuo figlio é geniale!!e sta bene con se stesso, per dirti che per lui va bene cosi’..devi esserne orgogliosa, ma credo che questo tu lo sappia già!!purtroppo mi confermi quello che supponevo sugli italiani medi…e su quello che vedo quando torno da me a biella, perché se uno non fà calcio deve essere escluso..non capisco e sopratutto non voglio capire, non sono daccordo per nulla!!
Sai, io ho un marito che da piccolo deve essere stato proprio come FF. Certo non ha avuto vita facile ma è diventato grande e la cosa non sembra averlo “marchiato”.Il problema vero è invece mio figlio G, che qualunque tipo di sport provi a fare, bene o male gli riesce…o comunque lo appassiona. Ogni volta ci chiediamo da chi abbia preso veramente, visto il babbo che si ritrova ed io, che mi definisco una pigra, che faccio sport solo per motivi di salute e che non ho mai praticato uno sport per più di una o due stagioni.A volte ridiamo quando vediamo G urlare e incitare i giocatori, mentre guarda una partita di calcio, inveendo contro l’avversaria di turno della Roma. Ma non è finita qui, se siamo in vacanza noi tre da soli e G chiede di giocare a pallone, a chi credete che rivolga la sua supplica?Paquita
@ a occhio e croce, direi a te, Paqui.
@alle ma lì in marocco come va invece?
Non so neanche io come ti ho trovata, un mesetto fa. Sicuramente per sbaglio. Ogni tanto mi chiedo: “Chissa’ che fanno i Piattini ’sto periodo…” e vengo a dare un’occhiata. Ti linko, sei irresistibile. Altro che Cesaroni…(ncesca)
@ncesca ti aspetto. ma dove mi linki? se clicco sul tuo nome non succede niente
Sono arrivato qui per puro caso…. ma ci tenevo a fare i miei complimenti per questo articolo