In questo silenzio
d’un tratto
mi manca la voce squillante
della collega H.
quella che urlando
sapeva far tremare i computer
e i vetri della stanza
“io ero una cantante lirica”
spiegava
e il flusso dei ricordi giustificava tutto.
Ora che sola scrivo
capisco
perché le cose migliori
arrivano la sera
in un delirio affaccendato
di cartoni
e mamma mamma



e guai, se non avessimo l’occasione di buttar giù due righe per immortalare queste illuminazioni…
vai, vai illuminaci che ci piace!!
ci illumini d’immenso, nel bourdèl
Io m’illuminavo mentre preparavo biberon, cambiavo pannolini, bollivo verdure, facevo la spesa. Frasi strepitose, da non dimenticare! Annotavo tutto su ogni materiale a disposizione. Di notte mi ritrovavo il computer tappezzato di fogliettini, etichette di bottiglie, post notes, biglietti della metro, scontrini. Voilà un capitolo.Cosa non c’inventiamo noi mamme!Aspetto di leggere ’sto malefico. Già mi piace.
@oddio con tutta st’illuminazione me so’ abbbbronzata!
Uh l’illuminazione poetica:)la collega cantante che ne successe? defenestrata fu?Mi piace questa poesia. Mi sembra gentile nei confronti dei rumori e dei rumorosi tutti siano essi cantanti pargoli o semplicemente fanfaroni.Dar passero solitario in poi, l’è tutta una sehnsucht der silenzio. e che du palle.
@zauber cara zauber, l’unica sehnsucht che mi è rimasta è quella per la carbonara fatta bene.