La maschera: racconto ruvido di fine carnevale

A cinque anni Angela voleva fare la principessa.

Pianse e strepitò di fronte al negozio di giocattoli finché sua nonna Mariuccia, stremata dalle urla e dalla disapprovazione dei passanti, annunciò la disfatta. In cambio di 50 euro e la solenne promessa di non uscire più da sola con la nipote, quel giorno portò a casa un vestito color di cielo in terital azzurro e bianco.

Nessun rintocco di mezzanotte dileguò l’incantesimo. In compenso il principe azzurro Gianluigi, di anni cinque e mezzo, il giorno della festa si travestì da ramarro e versò addosso alla bambina un vassoio di patatine al formaggio, che rimasero appiccicate a vita sul merletto.

A dodici anni Angela aveva sviluppato un odio feroce nei confronti delle principesse. Il giorno di martedì grasso lei e la sua amica del cuore Selvaggia si travestirono da streghe riducendo a brandelli  alcuni abiti da sera trovati in fondo all’armadio della zia Giuseppa, detta Giusy.  Quando la zia Giuseppa, detta Giusy, si accorse del misfatto, se ne ebbe a male e decise di vendicarsi lanciando loro addosso la maledizione del bulbo pilifero. A causa però di un antico strabismo, prese male la mira, e  colpì nonna Mariuccia, che passava lì per caso. Da allora l’ava, pur godendo di ottima salute, fu costretta a farsi la ceretta sul naso, e smise definitivamente di frequentare i parenti.

A 18 anni Angela si travestì da astronauta.

A 25 da medico.

Purtroppo però i suoi compagni di facoltà continuavano a prenderla per un’infermiera. L’equivoco divenne così fastidioso che a un certo punto fu costretta a minacciare usi impropri dello stetoscopio per farli smettere.

A 30 decise che era ormai troppo adulta per continuare a mascherarsi. A quel punto però furono gli altri a insistere, e non solo a carnevale, perché lo facesse. Dovette indossare la maschera da ufficio, quella da nuora, quella da mamma della scuola, facendo attenzione a non mescolarle fra di loro.

Un giorno si infuriò e disse che ne aveva abbastanza.

Le fecero notare che la maschera da strega in famiglia ce l’aveva già la zia Giuseppa detta Giusy, ed era sufficiente almeno per le prossime due generazioni.

Le venne in soccorso l’amica del cuore Selvaggia.

-       Fai come me! – le gridò l’amica – esco, sono ricca, conosco gente che conta e mi diverto!

-       Ma come è possibile? – chiese Angela.

-       Faccio la escort – rispose l’amica.

-       La mignotta – specificò Angela.

-       No, la escort – precisò – ho anche un sito web.

Angela andò sul sito, diede una rapida occhiata alle prestazioni offerte e alle tariffe.

-       Interessante – disse – però secondo me sempre di mignotta si tratta.

Decise però di tenere per sé le sue considerazioni.

E si comprò un armadio più grande.

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17 Responses to “La maschera: racconto ruvido di fine carnevale”

  • Laura says:

    No, Piattini, scrivere E’ il tuo mestiere, senza forse e senza chissà.
    Questo pezzo è gustosissimo: me lo sono proprio goduto (insieme al caffè postprandiale).
    Grazie.

  • mi associo a laura, però visto il mestiere che faccio ti consiglio di riconsiderare la valuta. l’euro l’hanno messo poco fa. (essi, anche a fare la rompicoglioni ci vuole pur qualcuno,mestiere ingrato ma necessario).

    • piattins says:

      rompicoglioni ok, che ci ho la passione. ma criptica no. non ho capito sta cosa della valuta

      • supermambanana says:

        io io io signora maestra, posso rispondere io, che ho la mano alzata da un’ora???? (ecco la rompi numero due)

        vuol dire che se Angela ha a tutt’oggi un’eta’ x dove x ha un lower bound di 30 (x>=30), come si evince dal paragrafo 8, e visto che l’euro e’ stato introdotto 8 anni fa, allora o il paragrafo 1 contiene una contraddizione, oppure la storia si proietta nel futuro di almeno 22 anni.

        (ma che stronze che siamo mammamsterdam!)

        • piattins says:

          ok, abbiamo due possibilità
          1. si proietta nel futuro
          2. mi fate voi l’equivalenza, quantosarà costato un costume in terital 25 anni fa?

          ps. vi iscrivo tra gli editor :) )

  • SuzieD says:

    Riesci sempre a trovare un punto trasversale, sei grande! mi associo ai complimenti.
    E poi mi viene da gridare “Aiuto..!”
    io parlo di ministeri… (nel mio ultimo post)
    Tu di maschere, ma la sostanza mi sembra più o meno la stessa! forse..
    Tu però, sei sempre un passo avanti.. hai trovato una soluzione!

  • LGO says:

    Altro che ruvido!
    Ti raschia via un bel po’ di roba!

    (Augurissimi per i dieci anni)

  • emily says:

    ma come fai a centrare sempre l’obiettivo???
    sei magica davvero annuzza

  • Ondaluna says:

    Carinissimo, per niente ruvido, fa riflettere col sorriso sulle labbra. Non potrebbe avere qualità migliori. Il discorso della valuta l’avevo notato anch’io: se oggi angela e sopra i 30 a cinque anni, quando la nonna le comprò il primo abito da principessa non poteva esserci l’euro. Hovintoqualchecosa??? :-D

  • cubo says:

    angela però, oltre all’armadio più grande, conosce bene il significato delle parole ;)
    ti leggo sempre volentieri e concordo con le tue amiche: scrivere è il tuo mestiere :)

  • desian says:

    gran bel racconto, altro che postarello!!! Grazie.

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