la mensa scolastica delle elementari a Roma: nuove tariffe

Dalla fine di agosto ha cominciato a spargersi la voce che le tariffe della mensa scolastica per le scuole elementari sarebbero cambiate, ma sul sito del comune non c’era scritto niente e i bollettini fino a dicembre erano uguali a quelli dell’anno scorso. Adesso trovate qui un breve articolo. Scorrete la pagina per trovarlo.

E’ vero, le tariffe sono cambiate. L’anno scorso pagavamo 41 euro circa al mese con un reddito ISEE superiore ai 12.000 euro l’anno. Quest’anno ci sono più fasce e più tariffe, ma a scalare.

Si parte dagli 80 euro circa al mese per un reddito ISEE superiore a 45.000 euro l’anno (ricordo che il reddito ISEE si intende per nucleo familiare , e comprende più o meno il reddito lordo, meno il numero dei figli, eventuali mutui ecc. ) e poi si va a scendere. E pagano anche le persone con un reddito inferiore ai 12.000 euro.

La prima informazione pratica è che dovete recarvi presso un caf, farvi fare una dichiarazione ISEE e presentarvi con quella all’ufficio refezione scolastica del vostro municipio. Avete tempo entro la fine di ottobre, la data ultima dipende dal municipio di appartenenza, altrimenti dovrete pagare la tassa più alta. Informatevi anche se esistono riduzioni per più di un figlio. Dovrebbero essercene per i secondi figli iscritti al nido (se ci sono rientrati) e  per i terzi figli. Chiedete e insistete, che nessuno vi manda gli sconti del comune  a casa. Le tariffe variano anche in base al numero di giorni in cui si resta a mensa (chiaramente c’è una differenza tra chi fa il tempo pieno e chi è iscritto al modulo). Qui, ripeto, trovate il link alle delibere sul sito del comune

La seconda informazione pratica è che le famiglie a reddito medio pagheranno comunque di più rispetto all’anno scorso.

Oltre alla carta igienica, al sapone, alla tintura per i muri scrostati, alle pulizie di primavera, alla musica e alla ginnastica, la mensa quest’anno inciderà in maniera sostanziale sulle spese familiari, (noi non abbiamo secondi figli al nido, ma un figlio alle medie, quindi niente sconti).

Ho chiesto a mio figlio se per caso il servizio era migliorato.

Mi ha risposto che era sempre la stessa sbobba.

Meno male. Troppi cambiamenti tutti insieme, a inizio anno, mi avrebbero destabilizzata.

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AGGIORNAMENTO

Sono stati riaperti i termini per la presentazione delle domande. Qui

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44 Responses to “la mensa scolastica delle elementari a Roma: nuove tariffe”

  • Mammafelice says:

    Noi a Bologna paghiamo 100eur al mese per la mensa della scuola materna. E ovviamente abbiamo dovuto portare scottex, pennarelli, fazzoletti, salviettine…
    Però siamo contentissimi: la scuola è bella, ci sono 20 bambini (ottimo! se ne prospettavano 30, alla riunione di giugno!) e 2 maestre in compresenza (1 fissa e 2 part time). Per ora il bilancio è positivo… anche se costoso.

    • piattins says:

      diciamo che quello che colpisce è l’aumento del 100% senza un miglioramento del servizio e con grossi problemi strutturali.
      da diverso tempo ci troviamo a spendere sempre più soldi ottenendo un servizio sempre peggiore. mancano i soldi per pagare le supplenti e molte classi hanno cominciato senza maestra. questo non è solo un post di critica però, ma anche e soprattutto di informazione. sono giorni che cerchiamo di capire come funziona perché non c’è stato nessun avviso ufficiale da parte del comune o della scuola.

  • Raperonzolo says:

    Qui, secondo lo spirito pragmatico degli inglesi puoi 1) Rinunciare alla mensa, non pagare niente, e dare ogni giorno il pranzo al sacco al bambino; 2) Pagare una tariffa unica per tutti (circa 100 sterline a trimestre a bambino). Se sei disoccupato o a basso reddito la mensa è gratis.
    Per il resto, sono ammutolita. Lo stato della scuola italiana è devastante.

    • supermambanana says:

      qui nel north west ancora piu’ pragmatici my dear: nei giorni in cui vuoi mangiare a mensa, porti 2 pepite al mattino, altrimenti porti il pranzo sacco, puoi decidere ogni mattina a piacimento (le dinner ladies contano chi mangia a inizio giornata e si regolano).

  • la staccata says:

    Superboy frequenta la prima elementare a Ciampino anche abitiamo a Roma ( pidocchiosi 200 mt ci separano dal confine fra le due città). Quindi, non essendo residente a Ciampino, pago la quota dei ricconi.
    Il vantaggio, però, è che a Ciampino si possono acquistare i ticket pasto presso il comune. I bimbi consegnano il ticket al momento dell’appello così, quando sono assenti, non si paga a vuoto.
    Una curiosità: ma questa cosa vale anche per Roma?

  • Silvia gc says:

    Aggiungo qualche precisazione:
    - Sul sito del Comune di Roma ora ci sono informazioni. I bollettini fino a dicembre sono uguali perchè il primo pagamento rimarrà uguale. Solo dalla seconda rata verrà praticato un conguaglio, una volta stabilita lo scaglione di appartenenza.
    - L’ISEE è un indicatore di reddito: comprende i redditi del nucleo familiare, ma non lordi. Anzi diminuisce a seconda del numero di figli, dell’eventuale mutuo da pagare e cose così. Quindi € 45.000 di ISEE indicano un reddito lordo decisamente superiore.
    - La nostra scuola ha mandato un’avviso un paio di giorni fa con tutte le istruzioni (piuttosto comprensibili, direi). Non so se l’hanno fatto o lo faranno tutte le scuole.

    L’aumento c’è, è evidente, ma è bene verificare con l’ISEE alla mano di quanto sarà.

    Ah… la nostra mensa è piuttosto apprezzata: sarà perchè il cuoco pretende di essere chiamato “chef” dai bambini??

    Ottimo post informativo. Brava.

  • Silvia gc says:

    @ la staccata, no, qui noi paghiamo un mensile, che non tiene conto delle assenze.

  • piattins says:

    @lastaccata silvia ti ha risposto, qui è mensile e in qualche modo forfettario. sarebbe interessante sapere quanto cosa con il ticket.
    @silvia grazie per la precisazione sul’isee. magari sarebbe uno spunto per farne un post, tu che hai più competenze saresti la persona adatta. diciamo che l’aumento rispetto ai 40 euro potrà andare fino agli 80. so che hanno giustificato la cosa dicendo che a roma paghiamo poco rispetto ad altre regioni e sono d’acordo sul fatto che chi guadagna di più paga di più. in linea di principio credo anche che fare fasce di reddito diversificate sia anche una cosa positiva. quello che non mi piace è stato vedere il panico da mancanza di informazioni (a noi non è arrivata nessuna comunicazione), il consueto affidarsi al passaparola, e il fatto che comunque c’è un aumento considerevole della retta (rispetto alla fascia più bassa non si pagava neanche prima) senza per questo avere un servizio migliore. per me è la riprova che si cerca di coprire come si può i tagli al budget della scuola. e siccome sento sempre più persone con reddito medio alto che traslocano verso la scuola privata (perché tanto se devono pagare vanno a pagare per un servizio che funziona) mi vengono i nervi.

  • piattins says:

    potremo fare un sondaggio tra le mense romane. la nostra serve materna, elementari e anche i ragazzi delle medie che si fermano a pranzo. probabilmente stanno scoppiando, ma so per certo che è molto peggiorata. la frutta per esempio è quasi marcia (se non del tutto) e insomma, si potrebbe fare meglio.

  • Carla says:

    Giustappunto ieri la maestra del nano (scuola materna con mensa che serve anche scuola elementare) mi ha consegnato il mitico redditometro ed i vari documenti, e secondo loro dovrei fare tutto entro domani perchè loro entro il 22 (di domenica???) devono mandare il materiale al Municipio. Ma giusto oggi ho letto sul sito del Comune nella parte del Municipio IV che il termine ultimo per la consegna è il 20 Ottobre, quindi mi sobbarcherò l’eventuale fila per la consegna da sola.
    Vorrei aggiungere alle informazioni giustissime, che il modulo del redditometro fa ridere anche i polli: mi dite chi riesce a rientrare nelle graduatorie comunali per asili o materne pur possedendo aviomobili e natanti????

    • piattins says:

      sì c’è stata una confusione sulle date, perché in origine la scadenza era perfortuna hanno aggiornato il sito e il tempo per fare le cose c’è.
      anche io sono nel IV municipio. sarebbe interessante capire se da un municipio all’altro le cose cambiano.

      • Carla says:

        Sembra che il termine ultimo del Comune è il 31/10: poi ciascun Municipio ha libertà nel definire il proprio termine ultimo entro quello del Comune. Comunque, le regole generali di applicazione delle tariffe ed agevolazioni dovrebbero essere identiche da Municipio a Municipio.
        A scuola di mio figlio ho visto le maestre parecchio nel panico nel doversi occupare anche di questo lato amministrativo.

  • Antonella says:

    Ma dobbiamo accettare passivamente?
    La delibera, andatela a leggere, è del 30 e 31 luglio 2010. Da una parte la scuola di Lilo e Stitch è fortunata (mensa interna), ma solo perchè almeno in inverno offre un pasto caldo.
    Le due vanno la grande alle elementari e la piccola alla materna, stesso plesso, nessuna riduzione sono solo in due, mamma separata che a luglio era andata a consegnare il suo bel modello ISEE per poter ottenere una mezza esenzione, volevano anche il 730 dell’ex marito, perchè il reddito deve essere insieme ahahah,, ora mi ritrovo a pagare la stessa cifra dello scorso anno per ogni figlia.
    inoltre alla materna hanno dato comunicazione noi abbiamo dovuto firmare per presa visione, alle elemtari, sono andata a chiedere questa mattina, forse la prossima settimana doranno comunicazione.
    Il Comune ha stabilito come data ultima il 31 ottobre, ma ogni municipio ha facoltà di stabilire il termine. La cosa buffa è che non si capisce se si deve o no compilare anche il redditometro, oltre al modello ISEE. E poi chi lo deve compilare? Se qualcuno sa qualosa parli ora!!!!
    Ciao

    • piattins says:

      Anche io ho letto che ci sono riduzioni per i secondi o terzi figli che vanno al nido, ma a quanto pare non per chi ha i figli nelle altre fasce scolastiche.
      la cosa peggiore è che non essendoci informazioni precise, non si riesce neanche a protestare perché non si sa effettivamente su cosa protestare. noi andiamo all’ufficio mensa la settimana prossima, vi terrò aggiornati.

  • Gloria says:

    Io invece resto allibita dal fatto che in una Italia unita ogni comune faccia le proprie regole sulla mensa. Qui la prima settimana la mensa non c’è stata pare per controversie tra il comune a la cooperativa che distribuisce i pasti. Risultato: tutti a casa alle 12.30, ma un panino non potevamo farglielo?
    Da noi l’isee era da preparare entro il 10 agosto. In compenso i dati li manda il CAF direttamente in comune.
    Importante! Quando andate a fare l’isee chiedete che controllino se rientrate nelle fasce di sconto anche per la Tarsu (almeno qui si chiama così) che sarebbe la tassa sullo smaltimento dei rifiuti. Meglio in tasca vostra che c’è da comprare la carta igienica per la scuola! Qui Torino.

  • antonio says:

    saro’ stupido ma io non ho capito una cosa . Lo scorso anno io e la stragrande maggioranza degli utenti delle elementari e materne pagavamo i famosi 41,25 euro quest’anno le stesse persone pagheranno dai 60 agli 80 euro pertanto le scuole incasseranno quasi il doppio dell’altro anno dove andranno a finire i nostri soldi, visto che la qualità a detta dei miei figli è sempre scadente come lo scorso anno. se qualcuno sa darmi una risposta, vi saro’ riconoscente

    • piattins says:

      probabilmente andranno coprire gli altri buchi che non si riescono più a coprire, e auguriamoci che li coprano bene.
      riguardo agli aumenti, paghiamo tutti di più, perché anche le perons eche fino al’anno scorso erano esenti quest’anno pagano.

      e stiamo pagando anche una parte dei libri.

  • ele says:

    Stamani, appena accompagnato il bimbo a scuola mi sono recata in quell’ameno luogo che è il mio Municipio (il V, la tristezza ai confini con la realtà): erano al n. 17, io ho preso il 122!!! Ho finito alle 11.
    Ditemi che non è vero che questa storia va fatta ogni anno!!!Perchè buttare il tempo così?

    • piattins says:

      si potrebbe fare on line, magari. solo che non tutti gli impiegati comnali hanno la mail. molti non hanno neanche il fax.non sto scherzando

  • Roberto says:

    Siamo impazziti!!! E’ tutto fuor di logica e del buon senso. Sono residente a Guidonia e costretto a portare, per questioni logistiche e lavorative, i miei 3 figli presso una scuola elementare di Roma facendogli frequentare il tempo pieno. Ebbene SI, sebbene il mio reddito ISEE mi permetterebbe di continuare a pagare come gli scorsi anni con anche il terzo figlio al 50%, quest’anno (ed è qui la grande BEFFA) invece NO. Come un qualsiasi cittadino ITALIANO che paga le tasse mi ritroverò a corrispondere al Comune di Roma la quota massima, mentre chi ha la fortuna (data anche dalle possibilità economiche superiori alle mie, suppongo) di risiedere a Roma pagherà molto meno di me nonostante redditi ISEE di gran lunga superiori al mio. Questi sono i conti: spenderò per i 9 mesi 2160 euro (240 mensili) a fronte di 934 euro se avessi la residenza a Roma. Beh l’addizionale comunale (154 euro) che dovrei corrispondere al comune di Roma, invece che a Guidonia (stessa aliquota), non giustifica il notevole risparmio (1226 euro) che mi sarebbe concesso per il sol fatto di essere ivi residente!!! IO PAGO LE TASSE ALLO STATO E QUESTO DEVE GARANTIRMI IL DIRITTO ALLO STUDIO DEI MIEI FIGLI COSI COME GARANTISCE, E NON SOLO QUESTO, AI NOMADI (LADRI) CHE NON PAGANO NULLA. Manderò i miei figli con il pranzo al sacco, ma la soddisfazione per questa estorsione non gliela darò. Perchè non ci si ribella a questo ennesimo furto. Tanto i soliti FURBI continueranno sempre a non pagare o a pagare molto meno di noi.

  • ele says:

    caro Roberto, capisco e condivido totalmente la tua rabbia. Parlando di furbi però, volevo ricordare che sono molto più numerosi dei nomadi tutti coloro che non dichiarano i redditi, che continuano a non emettere scontrini fiscali, che non fanno fatture e ricevute. Personalmente ne conosco tanti, e non vedo differenza tra ladri di portafogli ed evasori. Con la differenza che questi ultimi ci sfilano i soldi dalle tasche con la nostra “complicità” ogni giorno: possono essere il nostro dentista, il nostro meccanico di fiducia, il barista sotto cosa con cui tutti i giorni scambiamo due battute. Le tasse che non pagano loro, le paghiamo noi, in termini di altre tasse e meno servizi. Scusate per questo sfogo, ma sono anche io stanca di essere “derubata”!

  • piattins says:

    Purtroppo Ele ha ragione, i soliti furbi sono tanti e chi ci va di mezzo spesso sono i soliti onesti, che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese, rispettano le leggi e pagano fino all’ultimo centesimo di tasse. questa riforma delle tariffe va a incidere proprio su queste fasce, perché fa pagare di più alla fasce medie, e arriva alle fasce a reddito molto basso finora esenti. la questione nomadi è molto complessa, e nella mia visione una società che funzioni non deve lavorare sull’esclusione ma sull’inclusione e sul rispetto delle regole (diritti e doveri) da parte di tutti, cittadini e stato. purtroppo quando i soliti cittadini onesti sono messi con le spalle al muro scattano le reazioni di rabbia nei confronti di chi sta a un gradino più basso, ma poco più basso, e che sembra avere privilegi negati appunto agli onesti. è una reazione molto comune, Roberto, ma che purtroppo ci fa perdere di vista qual è il vero problema. e cioè che la scuola funziona sempre peggio, ma incide sempre di più sulle finanze familiari. che in teoria dovrebbe svolgere una funzione sociale fondamentale che è quella dell’inclusione e della democratizzazione dell’accesso alla cultura ma non vi riesce, perché non ha le strutture né forse il personale adatti. e al contrario genera insofferenza e intolleranza.

  • Roberto says:

    Mi scuso per lo sfogo pseudo razziale nei confronti dei nomadi, i quali poi, nonostante le agevolagioni concesse, non mandano i propri figli a scuola. Ed è qui la grande Beffa dello Stato, mi faccio bello agli occhi dell’opinione pubblica internazionale concedendo agevolazioni a chi sa bene poi ne usufrirà in maniera modestissima se non nulla. Il BUON SENSO NON ESISTE, perchè basterebbe che la questione della refezione scolastica venga gestita dallo Stato e non dai Comuni. La residenza o meno non deve essere discriminante laddove si parli di diritto allo studio e di assistenza ai nostri figli. Non meravigliamoci se in Italia non si fanno più figli. Guardiamo solo ai nostri “cugini” francesi dove la famiglia viene salvaguardata in ogni senso. Nel Nostro Paese non si è ancora capito che il Nostro avvenire è nei NOSTRI FIGLI e finchè questo non si capirà saranno inutili gli sforzi compiuti da chi ci rappresenta. Daccordissimo sulle tariffe in base alle dichiarazioni ISEE, anche se ciò va ledere sempre le classi medio basse, ma che ciò sia esteso a tutta l’Italia senza distinzione di residenze. Non è giusto che famiglie che conosco con redditi ISEE notevolmente superiori al mio paghino molto meno di me per il sol fatto di essere residenti a Roma e per il sol fatto di corrispondere un’addizionale comunale che non basterebbe da sola a coprire l’enorme agevolazione che ne traggono rispetto a quanto non mi è invece riconosciuto.
    Verrebbe da urlare “EVVIVA LA DISONESTA’” perchè ahimè l’onestà non ripaga.

  • piattins says:

    Roberto, avevo capito perfettamente che non era uno sfogo razziale ma appunto uno sfogo. Purtroppo hai ragione, il nostro stato non sta investendo nei nostri figli, nel futuro, o peggio, sembra che stia investendo solo nel futuro di alcuni figli.

  • Daria Dickmann says:

    Anche io sono un genitore inferocito.
    Come sempre si fa cassa colpendo quelli che non possono (e non vogliono) evadere.
    Io però ho deciso di procedere: la domanda è ma è obbligatorio far andare i figli a mensa? si può dare loro il pranzo al sacco? Ho provato a sollevare la questione con la scuola scrivendo alla direttrice scolastica ma fin’ora non mi ha risposto.
    Da quello che si legge sul sito del comune di ROma si tratterebbe di un servizio a richiesta quindi dovrebbe essere possibile almeno un’altra opzione. Qualcuno sa risponedere?
    grazie infinite

    • piattins says:

      cara Daria, me lo sto chiedendo anch’io. all’estero fanno in modo diverso, in Inghilterra danno i ticket che possono essere usati o meno e in francia puoi decidere se far rimanere i figli a mensa o riportarteli a casa. avendo provato il sistema francese l’idea della mensa equilibrata e uguale per tutti qui da noi mi è sempre piaciuta. prezzi equi per tutti e per i meno abbienti gratis. non so a cosa porterebbe il pranzo al sacco. intanto un onere maggiore per noi genitori o certo non una spesa inferiore. i tagli della scuola ci stanno portando a un fai da te all’italiana che è comunque un modo per tirare innanz, ma che svuota di sognificato tutto quello che si è fatto fino ad ora.

      • Daria Dickmann says:

        Grazie per la risposta, io non amo l’idea di far mangiare i miei figli con il pranzo al sacco (premesso che non sono d’accordo sulla spesa inferiore visto che pagherò il doppio e soprattutto se si considera la qualità di quello che mangiano oggi -il servizio negli ultimi due anni è decisamente peggiorato almeno nella nostra scuola).
        La mia è una questione di principio, vorrei sapere se ho diritto o meno di scegliere una soluzione alternativa.
        voglio capure se il Comune di Roma ha diritto o meno di imporre una tariffa (che per definizione si paga su un servizio a richiesta) senza consentire appunto l’alternativa alla suddetta “richiesta”.
        Vorrei essere pienamete consepevole dello scenario normativo di riferimento e laddove il Comune non avesse agito nel rispetto delle norme e dei diritti previsti vorrei poter agire di conseguenza.
        sembrerà un assurdo ma ancora credo nella legge!(a meno che non abbiano fatto un lodo ad hoc!!!!!)

  • LGO says:

    Ho provato a informarmi anch’io, ma mentre si trovano i regolamenti delle mense comunali di altri comuni, quello di Roma non riesco a trovarlo. Perché c’è anche un’altra cosa. Secondo la nostra Dirigente, se un bambino sta male e non va a scuola, è tenuto lo stesso a pagare per la mensa. Dato che ho un bambino che ormai sono cinque settimane che non frequenta perché non può, io mi troverei costretta a pagare per un lungo periodo in cui non usufruisco del servizio. E questo non mi pare molto corretto. Ma non riesco a trovare riferimenti normativi: sul sito del comune c’è scritto che il servizio è a richiesta, ma poi in effetti come si esercita il diritto di recesso?

    • Daria Dickmann says:

      E’ esattamente questo il punto.
      Da un lato non si riesce a trovare informazioni specifiche e dll’altro le risposte sono evasive.
      Io ho formalizzato una specifica richiesta al Dirigente scolastico della scuola elementare frequentata dai miei due figli.
      Ad oggi non ho ottenuto risposte di nessun tipo. spero nella prossima riunione di giovedì con il dirigente scolastico che mi ha garantito la sua presenza (vedremo….)
      Nel frattempo sto ricostruendo lo scenario normativo scoprendo ad esempio che la i mesi di Giugno e settembre per la scuola elementare si pagano a metà (Delibera del Consiglio Comunale n.148/2001) io per esempio ho sempre pagato l’intero sia a settembre sia a giugno senza che la scuola battesse ciglio in proposito.
      Fin’ora le eggi che ho trovato (leggi nazionali e regolamenti comunali) includono il servizio mensa tra quelli a domanda individuale (e quindi a scelta) e pertanto soggetti al pagamento di una tariffa. Continua a non essere chiaro come si eserciti la scelta che la definizione “a domanda individuale” presuppone e quindi anche in che modo si eserciti il diritto di recesso connesso a tale fattispecie di servizio.
      Una delibera del comune di Roma (Delibera Consiglio Comunale n.329/2005)richiamta anche nella ultima delibera che ha introdotto le nuove tariffe, specifica che “per quanto riguarda il servizio di refezione scolastica, lo stesso ricade sotto la disciplina di cui all’art.6 DL 55/83, solo per la parte non legata alla istituzione del “tempo pieno scolastico”, in quanto l’attività didattica della scuola dell’obbligo è articolata su un orario giornaliero di gran lunga superiore a quello normale, con la conseguenza che la fruizione della refezione diviene elemento indispensabile all’assolvimento dell’obbligo scolastico”.
      Sto ancora cercando ri decfrare il tutto ma a naso direi che:
      1. nel caso del tempo pieno il servizio è d’obbligo e come tale non può essere soggetto alle regole della tariffazione.
      non vorrei cantare vittoria troppo facilmente, ma credo che valga la pena approfondire…..
      naturalmente sono graditi contributi!!!!

  • rosanna says:

    Salve, mio figlio frequenta per il secondo anno la scuola materna comunale. Lo scorso anno è passato al tempo pieno (fruendo quindi della mensa) a metà anno. HO chiesto alla direttrice a chi dover pagare e quanto… mi ha risposto che avrei ricevuto i bollettini a casa. Al momento non ho ricevuto nulla per lo scorso anno. Ho presentato l’iSEE per fruire dellariduzione che mi spetterà vista la mia fascia di reddito ed ancora non ho ricevuto alcun bollettino. Nel vostro caso come è andata… quiando pagare? Come regolarizzare almeno la posizione dello scorso anno?
    SALUTI
    Rosanna

  • giada says:

    A proposto di qualità del cibo… che ne pensate dei due biscottini farciti di marmellata o cioccolato appioppati per merenda. Le maestre di mio figlio, coniderato che il pranzo è alle 12, fanno saltare la merenda… non so che fine facciano i biscottini…non credo sia una grande perdita, ma mi chiedo e non sia meglio dirottare quel costo su altro.

    PS L’alternativa a volte è data dalle 2 fetine di pane con dentro 1/6 di fetta di mortadella… pare che finisca tutto nel cestino.

  • Daria Dickmann says:

    Che ne dite della modifica al menù che il comune ha effettuato per evitare di accordare l’integrazione di prezzo richiesta dalle ditte appaltatrici (il prezzo è fermo dal 2007) e spacciato con una tristissima circolare (rilasciata a richiesta e centellinata!!) per una ottimizzazione derivante dalla valutazione degli scarti lasciati dai bambini?
    Ho così appreso che la bresaola fa veraminite schifo ai bambini (e quindi è stata sostituita con il prosciutto cotto) mentre evidentemente il pasticcio di patate e carciofi deve essere una prelibatezza visto che è rimasto al suo posto!!!!!

    • piattins says:

      Daria, purtroppo hai ragione. Tra l’altro credo che la qualità e la quantità siano nettamente peggiorate. E anche quelle che dice LGO è vero, la retta della mensa è stata lazata non per migliorare la mensa, ma per creare una ulteriore gabella che permetta di attingere fondi per la scuola direttamente nelle tasche delle famiglie, visto che dal ministero non passano più niente.

  • LGO says:

    Daria, io la trovo una vera porcheria.
    Il tutto, a sei mesi dal blitz estivo sulle quote mensa.

    • Daria Dickmann says:

      Io proprio non ci sto.
      ne ho scoperta un’altra: dopo aver chiesto spiegazioni alla dirigente scolastica circa la modifica del menù, ho scoperto che le scuole “fortunate” cioè qulle che hanno la gestione diretta della mensa possono usare gli “avanzi” delle rette (in sostanza se un bambino è assente quel pasto non viene pagato dalla scuola alla ditta appaltarice) in modo autonomo.
      L’avanzo dell’anno scorso pari a circa 25.000 euro è stato usato per oltre la metà per coprire spese di ordinaria manutenzione (detergenti per pulire aule ecc…., CARTA PER LE PAGELLE!!!! ecc).
      se considerimao che noi paghiamo tutto, carat igineica compresa adesso il quadro è chiaro: l’aumento delle tariffe per la mensa serve di fatto a far pagare tutto a noi.
      E per giunta si cerca di spacciare ancora questa robaccia per “scelte di qualità” oltre al danno la beffa!!!!
      la cosa che mi frustra di più però e che la maggior parte dei genitori sembra disinteressato….passo per la rompipalle di turno….in fi dei conti basta che la scuola “copra” il tempo dall 8,00 alle 16,30…….

      • piattins says:

        Daria, purtroppo dall’inizio sono stata convinta che l’aumento delle rette della mensa serva a questo, a coprire le spese. lo fano per penalizzare chi sceglie il tempo pieno e attingono dove possono. basta vedere come aumenta il contributo volontario, dai noi è pasato da 25 a 40 euro da un anno all’altro. il problema è che non tutti pagano e che la gestione di queste risorse è contestata dai genitori, e per motivi anche giusti. insomma, un disastro…

        • Daria Dickmann says:

          ok ma non possiamo rimanere a guardare.
          io credo che si debba fare qualcosa…..
          altrimenti l’alternativa è solo espatriare…..

  • LGO says:

    E’ vero che fino all’anno scorso le scuole con mensa autogestita potevano usare l’avanzo mensa per le spese interne della scuola (sì, carta compresa, dato che il ministero ormai non passa quasi più nulla). Ma le cose sono cambiate anche per le scuole “fortunate”, come la mia. Perché il comune ora vuole non solo il rendiconto delle spese, ma anche che siano inserite nella programmazione finanziaria della scuola come progetti. Il che ovviamente comporta un lavoro aggiuntivo considerevole, e spesso solo burocratico. L’intento mi sembra sia quello di spingere le scuole a chiudere le mense autogestite, e dare il servizio mensa in appalto. Poi, alla fine, sarà una tassa in più e basta.
    Insomma, l’aumento delle quote serve a coprire le spese, ma non delle scuole: del comune. Che prende i nostri soldi e li impiega per altro. Sarebbe bello sapere per cosa, dato che sono soldi nostri.

  • Poligala says:

    Salve, mi trovo nella stessa situazione nel senso che sono separato e mi trovo a pagare la tariffa massima in quanto il reddito viene comulato insieme alla persona con la quale non vivo più da tempo.
    Premesso già le immense ingiustizie nei confronti dei padri separati con aggravio delle spese, per le quali arrivo malapena a fine mese.
    Anche perchè, tutti gli assegni per i figli non sono deducibili.
    Detto questo, mi ritrovo invece nei confronti del comune di Roma ad assere trattato come un benestante e a pagare la cifra massima.
    Questa volta invece di subire e fare la solita polemica che contraddistingue gli italiani e di subire sempre, senza agire, ho deciso di procedere nel non pagare la tariffa massima e di ricorrere in cassazione per abolire tale delibera che è valida solo per il comune di Roma in tutta Italia.
    Ragion per la quale sarebbe opportuno rivolgersi all’ associazione dei consumatori (nel mio caso Federconsumatori) per procedere con una class Action (Denuncia di gruppo) contro il comune.
    S V E G L I A M O C I !!

    • piattins says:

      Se ti rivolgi alla Federconsumatori poi facci sapere che ti dicono e se ci sono gli estremi per fare una class action. Credo che qui saimo tutti interessati.

  • Daria Dickmann says:

    sì facci sapere, con altri genitori abbiamo da poco costituito formalmente un comitato per cui siamo pronti per procedere anche come sogetto collettivo.
    tirnici informtai grazie
    daria

  • Daria Dickmann says:

    piccolo aggiornamento: ho da poco scoperto tramite la scuola (alla quale ho chiesto di sapere a quanto ammonta il maggior introito generato quest’anno dall’aumento del contributo per la mensa)che si corre il rischio di vedere tale ammontare diminuito……
    la cosa non è poi così sorprendente…..sembrerebbe che la maggior parte degli ISEE presentati al municipio abbiano detreminato una riduzione del contributo per le singole famiglie dal che si evincerebbe una situazione di sostanziale indigenza delle famiglie i cui figli frequentano la scuola…… TUTTI POVERI…..
    In effetti da tempo ho notato che ogni volta che tentavo di aprire l’argomento con i genitori che incontravo fuori dalla scuola si generava una certa indifferenza….
    se questo meccanismo fosse generalizzato si potrebbe sperare che il comune di roma riveda la decisione visto che le entrate diminuiscono invece di crescere….
    sarebbe la prima volta che l’evasione fiscale produrrebbe un ribilanciamento nei confronti dei soliti fessi……
    che ci volte fare ancora credo nei sogni…..

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