Al cinema italiano mancano i film d’azione. Anche Montalbano va in giro senza pistola, La Piovra si regge sugli intrecci amorosi e il più cazzuto tra i nostri detective è il commissario Rex.
Senza andare a scomodare la valanga di fatti di cronaca che ogni giorno invade stampa e Tg, i nostri sceneggiatori potrebbero trovare del buon materiale ispirandosi alla vita vissuta delle Mamme Italiane: personaggi tosti sempre in cerca di nuove avventure.
Volete qualche esempio? Ecco:
1. A. e B. sono una giovane coppia con due figli.
A. guadagna 1300 euro al mese, il marito 1500, e ne spendono 700 di mutuo.
A. è diventata un’esperta di mercati e quotazioni del latte. La mattina sfoglia i cataloghi delle offerte dei discount di zona per capire cosa e dove conviene comprare.
Si è iscritta a un corso di cucito serale per farsi i vestiti da sola. Una sera legge su un giornale che in India il microcredito ha permesso ad alcune donne di comprare una macchina da cucire e diventare sarte. Si domanda allora se non possa essere una soluzione anche per lei.
Il marito intanto entra in un giro di appalti truccati di una società che disegna siti web. Il capo prende l’appalto e a lui passano il lavoro.
Con quello che stanno mettendo da parte A e B potranno finalmente concedersi la vacanza al mare che sognano da anni.
Tutto sembra andare per il meglio quando improvvisamente si rompe la lavatrice, e devono sostituirla.
La scena di A. che piange di fronte all’oblò aperto, mentre i cataloghi dei viaggi organizzati si sciolgono nel sapone, è degna del migliore neo-realismo.
Suggerisco un bianco e nero d’annata.
2. C. ha ottenuto un part-time, ma dalla parte opposta della grande città.
Per arrivare al lavoro deve fare 30 km in macchina nel traffico cittadino, e altrettanti al ritorno. Tornare a casa in tempo per la fine della scuola sta diventando un incubo, ma non ci sono alternative. C. non può permettersi una babysitter, il marito ha dei turni demenziali e alla materna del figlio non hanno attivato il doposcuola per mancanza di fondi.
La storia si svolge in un tranquillo pomeriggio pre-natalizio.
Mentre C., è al lavoro, squilla il telefono. E’ la maestra di suo figlio che allarmatissima le chiede di venire subito: il bambino accusa un forte mal di testa e ha la febbre alta. C. si precipita, ma ha davanti a sé 30 km di traffico, complicato dal delirio dello shopping (sono tutti davanti alle vetrine e nessuno compra niente), da una manifestazione che sta bloccando il centro storico, dalla pioggia che ha allagato tutti i tunnel e i cavalcavia, e da uno sgombero forzato delle baracche sul fiume. Se il marito fa il taxista possiamo avere delle belle scene di loro due bloccati nel traffico che fanno a gara per raggiungere la scuola parlandosi alla radio. Se lei fa l’infermiera, altre scene drammatiche di lei che cerca di dare consigli all’insensata maestra (una tachipirina, presto, l’autorizzo io!).
Il momento clou è quando C si rende conto che proprio quel giorno ci sono le targhe alterne e lei ovviamente ha la targa sbagliata, per cui viene inseguita a sirene spiegate dall’unica volante in servizio in città (le altre sono in pausa cappuccino).
Nel complesso ce n’è abbastanza per tenere con il fiato sospeso gli spettatori per un paio d’ore.
Per riprese e comparse il budget è a costo zero.
Basta mettersi sul raccordo un giorno qualsiasi, e filmare.
3. A, B, C sono mamme moderne, divise tra lavoro, figli, e cura della casa. Per sopravvivere, hanno creato un’agenzia di mutuo soccorso.
Come novelle Charlie’s Angels, intervengono prontamente dove serve. Un ragazzino da prendere? Un sabato da svoltare? Una cena per tutti all’ultimo momento? Charlie non deve neanche alzare la cornetta, loro sono già lì, a risolvere qualunque contrattempo.
Prima e seconda serie: le avventure quotidiane degli angeli tra scuola, lavoro, mariti, palestra e famiglie varie, con un’impronta più sociale nella seconda serie (un bambino rom in classe, cosa fare? Ce n’è abbastanza di chiacchere per andare avanti una mezza stagione).
Dalla terza serie in poi due possibilità. O metterle a dieta e farne delle strafighe o introdurre un elemento piccante tipo quarta mamma, single, che arrivi a turbare gli equilibri maritali. Il tutto senza eccedere, però. E’ un format per famiglie.
4. Napoli. Quartieri spagnoli. D. ha quattro figli e un marito sempre in carcere. Per vivere vende palline di cocaina in un parrucchiere al Vomero. Guadagna bene, ma non basta. Un giorno la sorella le propone di occuparsi dei figli di una sua compagna di lavoro, Xu lin. Xu lin è cinese e lavora in due fabbriche, giorno e notte, non ha tempo per i figli. D. allora decide di tenere i bambini cinesi insieme ai suoi. La voce si sparge e ne arrivano altri. Le piace, si affeziona, i figlii so’ piezz’ e core. E scopre che a fare la babysitter si guadagna di più che con la cocaina.
Questo melodramma napoletano a sfondo sociale si conclude quando i figli di D., ormai grandi e disoccupati, veengono assunti a tempo indeterminato nell’azienda di Xu Lin, che intanto ha fatto carriera. Finale alla grande con matrimonio misto.
5. E. ha seguito il marito all’estero per amore. Quando arriva, però, si accorge con disappunto che non le riconoscono la laurea. Non può esercitare la sua professione.
Disperata, ma non sconfitta, ingaggia una lunga battaglia penale che , spera, servirà anche per altre donne nella sua situazione. Intanto diventa un’esperta pasticcera, si fa un nome nelle feste mondane preparando meringate e pastiere, e fa due figli. Delusa dagli avvocati, la notte studia legge per trovare da sola una soluzione ai suoi problemi. Alla fine sarà un ombudsman europeo dall’epa prominente, conosciuto per caso in biblioteca, a farle scoprire il giusto cavillo per vincere la causa. Thiller giuridico alla Perry Mason, potrebbe aprire un filone in Europa.
6. F. ha un bambino di due anni. Questo vuol dire che l’ultima notte di sonno risale a due anni prima. Il suo più grande desiderio in questo momento è ottenere un’aspettativa per esaurimento nervoso, ma il suo medico ritiene che non è ancora abbastanza esaurita, e per scrupolo professionale preferisce aspettare.
Il film si svolge di mercoledì, il giorno più lungo della settimana. E’ notte, ed F. è sola in casa. Suo marito G è fuori per lavoro. I suoi genitori alle Seychelles.
F. ha avuto una dura giornata in ufficio: il suo capo ha minacciato di licenziarla se non consegnerà un importante lavoro entro la fine della settimana. Per farlo, F. dovrebbe lavorare anche di notte. Ma la notte il bambino piange. Lei lo culla, lui si addormenta. Lei lo rimette a letto, e lui si risveglia. Così per tutta la notte fino alle prime luci dell’alba, quando il piccolo mostro finalmente crolla in un sonno comatoso, rendendole impossibile portarlo all’asilo. Horror efferato più spaventoso dell’Esorcista. Consigliato solo a stomaci forti e con esperienza. Sconsigliato alle donne in gravidanza.



accidenti, basta con la peperonata alla sera!!!p.s. Tu sì che dovresti andare a organizzare i palinsesti delle tv italiane, altro che le porcherie che ci fanno guardare.
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Fenomenale! Post straordinario. Bravissima.Noi ci riconosciamo nel film 1. Solo che da noi entrano meno soldi e il mutuo costa di piu`. Per questo abbiamo la lavatrice assicurata!
eccezionale post!!! ps come mi piacerebbe scrivere una sceneggiatura… diamine! ci mettiamo in società?
@lisa e pensa che l’ho scritto a mezzogiorno! secondo me era la fame@raperonzolo film uno e’ un classico dei nostri tempi. sono scene di vita vissuta. qualche anno fa avevo guadagnato extra 600 euro con una traduzione. neanche il tempo di pensare a come spenderli che ci si e’ rotto il frigo. 600 euro esatti, per ricomprarlo. sembrava fatto apposta.@mammaepoi mi piacerebbe moltissimo. ho già un’idea. un gruppo di bloggermoms sparse nei cinque continenti che decisono insieme di indagare su un misterioso traffico di pappe per neonati. che ne dici?
Pensa te. Stamattina ho saputo che mi arrivavano gli arretrati dello stipendio e ho chiesto un preventivo per una vacanza in montagna per la family. Al pomeriggio l’annuale visita di controllo e pulizia dentale si è trasformata in un film di Dario Argento: due carie. Estrazione, e devitalizzazione + capsula = paro paro l’importo della vacanza (vedi preventivo che mi è appena arrivato via mail)…Altro che Grande fratello…PS: Bellissime le tue idee.
@pellegrina bene, vedo che il soggetto 1 mi puo’ diventare un cult tipo i cesaroni
Spaccato di vita di aspirante mamma che non se lo può permettere, ahimè: è il 5 del mese ed E. controlla il conto online per verifcare che lo stipendio sia stato accreditato. E. guadagna 950 euro al mese, il compagno di E. 1250 e pagano 1008.63 euro di mutuo. E. è contenta perchè sa che questo mese le arriveranno 400 euro in più per le trsferte che ha fatto nei mesi precedenti, e quindi ha fatto un regalo al compagno per il compleanno.Orrore: mancano 100 euro!!! E. non copre nemmeno il necessario per pagare il mutuo! E. sa che le sono stati indebitamente tolti i soldi, perchè stanno cercando di ingannarli e il terribile collega dell’amministrazione non soppora E. e lei sa che ogni sua lamentela troverà un muro. Finale happy ma non troppo: Ad E. sono riconosciuti i 100 euro dopo 15 giorni e aver speso l’equivalente in telefonate. I 100 euro saranno accreditati il mese prossimo. Generazionale.
1-Post GRANDIOSO2-Entro anch’io a fare parte del telefilm cult numero 13-Ho gia’ la matita in mano per quella sceneggiatura sul traffico di pappe. Che parte tocca a me?
@eva e poi si chiedono come mai in italia si fanno pochi figli!@nuriape traffico di pappe o misteriosa scomparsa di una blogger molto popolare? cominciamo a tirar fuori delle idee, ma teniamoci sul thriller
@piattini: Bravissima! Vedo che il messaggio è arrivato chiaro e tondo. Lo script allora è valido.http://unavitaquasinormaleanzi2.blogspot.com/
fenomenale, sarà un cult! http://www.mammenellarete.it
Ragazze, però datevi una calmata…pensate a chi vi legge e si appropinqua alla vita matrimoniale proprio in questo momento, il vostro è un puro atto di terrore. Per la salvaguardia della donna in estinzione, convinta di potere ancora credere in una vita in due (e si spera anche di più)se non nella propria città d’origine almeno nella propria nazione, VI PREGO, contrassegnate questo genere di post con quei simboli colorati che indicano “se ne consiglia la lettura ad un pubblico: A.emigrato; B.divorziato; C.portatore sano di metodo anticoncezionale PERMANENTE.Dopo avere letto post e commenti mi è salita un’ansia che ho dovuto respirare per 5 minuti in sacchetto di carta.