Last minute Piattini

“Beh, allora quest’anno che facciamo?” chiede Highlander con aria fintamente vaga.
“Ma” risponde evasiva Piattini “cosa avevamo deciso l’altra sera?”
“Non ci provare Piattini, l’altra sera non abbiamo deciso niente, dovevamo parlarne oggi” puntualizza Highlander. “Piuttosto, hai sentito C. e P.?”
Piattini tergiversa, fa finta di rispondere a una mail, poi ammette “No”.
“E perché no?”
“Ehm, mi sono dimenticata” risponde, e sgrana gli occhioni per impietosirlo.
Highlander, sebbene conosca ormai bene l’infida tecnica piattinesca di ammettere le colpe più bieche sperando di farsi perdonare (tecnica ereditata al 100% dal piccolo power) si lascia incantare lo stesso.
“Va bene” abbozza conciliante “allora cerchiamo di fare un pianoperlestate
Piattini alla parola pianoperlestate si sente venire i sudori freddi.
Lei odia la parola pianoperlestate con la stessa veemenza con cui odia le parole pianopernatale, pianodilavoro, pianodiaccumuloquinquennale e tutte le parole dove c’è la parola piano, programma, schedule o qualunque sinonimo che pure lontanamente suggerisca la necessità di anticipare e prestabilire. Piattini, infatti, ama definirsi un’organizzata creativa, e la sua specialità è il delirio compulsivo dell’ultimo minuto, che lei si ostina a chiamare improvvisazione.
Ma Highlander non le lascia scampo. Armato di palmare, agenda e ben quattro atlanti politici et fisici che coprono l’intera possibile scelta di destinazioni vacanziere sulla terra emersa, la mette di fronte alle sue responsabilità.
“Allora, dove andiamo quest’anno?”
Piattini, in preda a un malore, tenta l’ultima carta “Dove vuoi tu, tesoro”
Questa battuta dà inizio al consueto psicodramma pre-estivo.

Il giorno dopo, a mente fresca, Piattini si interroga davanti allo specchio sulle vere ragioni che da qualche anno a questa parte rendono le pianificazioni estive così complicate.
Eppure a prima vista le esigenze dei quattro componenti della famiglia non sembrerebbero poi così difficili da soddisfare.
Al figlio piccolo, per esempio, finire la scuola e non dover indossare per forza il grembiule già sembra una vacanza sufficiente. Se poi potesse anche spalmare uno spesso strato di colla a presa rapida su sua madre e appiccicarcisi sopra come una cozza potrebbe a buon diritto ritenersi un bambino fortunato (e forse, finalmente, acquietarsi un po’).
Il figlio grande sono già due anni che l’ultimo giorno di scuola annuncia sereno “bene, ora possiamo trasferirci al mare”. Piattini ha cercato più volte di fargli capire, cercando di non traumatizzarlo, che loro, almeno per il momento, non dispongono di nessuna casa al mare. Quindi, a meno di non trasferirsi in tenda sulla spiaggia o nella grotta di un polipo, anche per questa estate non si trasferiranno da nessuna parte e a lui toccherà come sempre una buona dose di centro estivo. Però, siccome lui insiste, Piattini comincia a dubitare che FF voglia trasferirsi nella casa Pokemon che possiede nel mondo virtuale del suo DS Nintendo. In tal caso, pensa, dovrà scrivere al signor Nintendo per farsi dare le chiavi.
High e Piattini, da bravi genitori, cercano di desiderare quello che è meglio per i loro figli, il che equivale un po’ di mare, perché il mare fa bene ai bambini ed evita le tonsilliti invernali (un mito duro a morire tra i genitori) e un po’ di montagna, perché anche la montagna fa bene ai bambini: li tempra, li mette a contatto con la natura e li fa diventare buoni camminatori (la montagna maestra di vita, un altro topos genitoriale molto diffuso).

Ora, per i Piattini riuscire a conciliare un soggiorno al mare e uno in montagna con il loro budget economico è già un’impresa ardua, ma se a questo aggiungiamo gli incastri da equilibristi che devono fare con gli impegni di lavoro e il numero di conferenze internazionali alle quali High deve partecipare, è quasi miscion impossibol.
Eppure loro non demordono.
Anzi, con incrollabile ottimismo e pervicace ostinazione, ogni anno puntuali rilanciano:
“E magari ci scappa fuori anche un viaggetto…”

Piattini medita davanti allo specchio e intanto cerca di spianarsi con le dita le rughe labionasali, senza peraltro ottenere grandi risultati.
E’ chiaro che da qualche tempo si è prodotto uno scollamento fra le loro possibilità economiche e familiari e i loro desideri più profondi.
E’ chiaro perché quando lei e High parlano di mare, montagna e viaggetti, senza rendersene conto intendono cose del tutto diverse.
High, per esempio, con mare intende “un posto dove possibilmente vada solo tu con i bambini, in modo che io possa evitare la sabbia, i discorsi sulla spiaggia e il caldo. Se proprio devo venire, che almeno ci siano siti archeologici da vedere nei dintorni, amici simpatici e percorsi very strenuos a picco tra le falesie”, con montagna intende “montagne alte, altissime, le più alte della zona, alzarsi alle 5 del mattino, camminare fino alle 2 del pomeriggio e poi tennis, piscina, o simpatica gitarella in bicicletta”, quando parla di viaggetto vorrebbe intendere “Asia centrale, o Africa, possibilmente da solo o con amici, o al limite con te Piattini, e deserto tanto deserto e io come Lawrence d’Arabia ammantato d’azzurro che scopro i resti di Atlandide”.
Piattini, invece, con mare intende il porto, il villaggio dei pescatori, passeggiare al tramonto la sera sulla spiaggia da sola e tuffarsi tra i pesci e i coralli armata solo di pinne, con montagna intende lente camminate, abbondanti mangiate e sonore dormite, a intervalli regolari durante la giornata. Infine quando si parla di viaggetto, Piattini vola alto, ma proprio alto.
Per lei i viaggi sono sempre stati viaggi di conoscenza. Diventare altro per un po’, provare a osservare le cose da un punto di vista opposto, che stravolga i parametri consueti.
Piattini a questo proposito ha due sogni nel cassetto, due desideri segreti .

Il primo, fare un viaggio reportage. Dopo aver tentato per 15 anni di far capire ai suoi connazionali la differenza tra arabi e musulmani ha deciso che il momento di analizzare quella tra Rom e Rumeni. Vorrebbe girare la Romania, parlare con le persone, raccontare come appare l’Italia, da lì.

Il secondo: cambiare identità per un paio di mesi.
I viaggi non si fanno solo in estensione ma anche in profondità.
Piattini vorrebbe immergersi in altro essere, pensare con la sua testa, sentire con la sua pelle. Vorrebbe, per un paio di mesi almeno, diventare un uomo.

Piattini lo sa di non essere tanto normale, lo sa bene.

Per questo, coscienziosamente, smette di osservarsi le rughe allo specchio e si mette al computer, cercando scrupolosamente un last minute abbastanza folle da conciliare le strampalate richieste della sua strampalata famiglia.

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13 Responses to “Last minute Piattini”

  • mammaepoi says:

    oddio! ma ci assomigliamo da matti, sia come sogno nel cassetto -mi hai per caso “rubato” l’idea?? ; ) – sia come desideri opposti B-Darrin su mare/montagna. gaaaasp! ps però. noi proprio ieri abbiamo prenotato il volo per Karpathos, in grecia. prova un po’ a darci un occhio?! poi mandiamo highlander e darrin in giro per siti archeologici o a fare scarpinate all’ombra, mentre noi nuotiamo tra i coralli

  • the italian mom says:

    buona fortuna con la tua ricerca, se troverai un viaggio che concilia tutti i desideri, mi raccomando, fammelo sapere. sono proprio curiosa!!!

  • zauberei says:

    Tra me e mio marito sono io quella colla vis pianificatoria. Apprendere che esistono mariti con agenda alla mano che pianificheno, mi ha aperto un mondo. Piattini ma te sei una donna F-O-R-T-U-N-A-T-A. Lassa perde. Che io a Mister C lo devo tirà fori dalle pantofole con il traino.

  • piattinicinesi says:

    @mammaepoi quale dei due sogni? il reportage o trasformarsi in uomo? in questo momento mi sembrano entrambi difficili da realizzare, ma chissà…Karpathos, hai detto, eh? ora ci dò un’occhiata e ti faccio sapere@the it mom ora mi ci metto d’impegno, altrimenti…vacanze separate!@zauber cara. in effetti tra le amiche io sono la peggio. in genere sono le femminucce che pianificano e i maschietti che abbozzano. ma High è high, perché credi che l’abbia chiamato così? (l’altra opzione era orsetto della duracell, ma non volevo fare pubblicità aggratis alle pile, e poi era meno chic) Quando è in buona non lo ferma nessuno. (e a me piace così, sia chiaro)

  • MAQ says:

    ehm… il mio commento non c’entra molto con ‘Last minute…’, (a meno di invitare te e i figli in val d’aosta per l’estate), però l’immagine dei piattini rotanti è proprio la stessa che per me ha sempre rappresentato l’affannarsi della mia vita adulta; mi sto spulciando riga per riga il tuo blog e mi convinco che siamo anime affini! a ri-leggerci presto!

  • alleg67 says:

    beh!!se eravate uguali non vi pigliavate!!quindi cerca e ricerca, vedrai che troverai qualche cosa che fà per tutti voi…io sono quella che cerca, che si scervella, per accontentare tutti e normalmente ci riesco, vediamo se quest’anno riusciro’ nell’intento!!

  • piattinicinesi says:

    @maq ciao mamma in bicicletta. verrò spesso a trovarti sul blog. ;) @alleg fammi sapere, eh?

  • lisa2007 says:

    accidenti, beate voi.io con la faccenda Godzilla-salute-precaria non ho molte alternative. Non mi posso allontanare troppo dalla base. Quindi non ci poniamo il dilemma, dilemma che io vorrei tanto potermi porre.E così ci trasferiamo in Maremma, che non è male ma niente coralli, di sicuro.

  • piattinicinesi says:

    @lisa, sai, finché si sogna e si fanno viaggi virtuali, è tutto facile. se ti consola anch’io i coralli più che altro li vedo in foto.

  • Eva Ricciuti says:

    Piattini, amica mia, coraggio. Per i più le vacanze equivalgono a riposo, per noi no. E pensa, io non ho nemmeno figli.http://unavitaquasinormaleanzi2.blogspot.com

  • Raperonzolo says:

    Grecia, senz’altro Grecia. Te la consiglio. Noi andavamo tutti gli anni a Kos, un paradiso. Purtroppo non ce lo possiamo più permettere. :-(

  • piattinicinesi says:

    @eva ma tu lo fai il viaggetto? comunque, non ti preoccupare, se continua così tra un po’ ci mettono la frontiera a Viterbo per cui pure andare in Toscana sarà very exotic.@rape ma vieni a farti un Amarcord con me a Talenti, mi sa che ci divertiamo ;)

  • Eva Ricciuti says:

    Il mio viaggetto è a Catania, dai miei genitori. Bel mare a costo zero per 20 giorni. Per il resto rare capatine da innamorati in giro per l’italia ma nemmeno troppo lontano e nemmeno troppo spesso. IL mutuo ha drasticamente diminuito il numero di catapite…sigh!

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