Quando uno non lavora da casa pensa sempre che se lavorasse da casa non avrebbe gli stessi problemi.
Per esempio quando uno ha i bambini malati e la mattina deve andare comunque in ufficio maledice l’ufficio e pensa come sarebbe molto più facile se lavorasse da casa.
Poi un bel giorno lavora da casa, ha una consegna urgente, i bambini malati (c’è ovviamente un’ eventualità peggiore, che è quella del marito malato, ma questo non vuole essere un post terroristico quindi ve la risparmio e mi limito ai bambini) e pensa almeno avessi la scusa di andare in ufficio.
Sfatiamo un mito. Lavorare da casa non guarisce l’influenza, né evita che vi si rompa la lavatrice, né che dobbiate portare il gatto dal veterinario, né che le maestre organizzino la recita di fine d’anno alle 2 del pomeriggio.
Lavorare da casa rende possibile occuparsi di queste cose e lavorare.
Come?
Lavorando di notte, è ovvio.
Se dovete consegnare un lavoro urgente e vi capita tra capo e collo uno di questi impedimenti, dunque, non frignate, non attaccatevi alle tende, e soprattutto non fate le vittime.
Ma ricordatevi che:
- Tutto quello che potete fare dopo il vostro orario di lavoro (perché ce l’avete un orario di lavoro, spero, eh? Ditemi che ce l’avete! Ah no? e allora fatevelo! Che aspettate? Compreso di pausa pranzo e pausa caffè, mi raccomando) dovete farlo dopo l’orario di lavoro
- Tutto quello che dovete fare durante l’orario di lavoro fatelo in fretta e poi rimettetevi al lavoro
- Curare i figli e andare alle recite alle 2 del pomeriggio sono il motivo per cui molte di noi hanno scelto di lavorare da casa.
Per cui un po’ di coccole, una smazzata ai dadi con il papà o chi per lui per occuparsi del bambino al terzo giorno di febbre (che anche l’amore materno e la pazienza del cliente hanno i loro limiti) e il vecchio caro rimedio: lavorare di notte.
Per una guida seria al lavoro da casa leggete questi post di mammafelice



quando lavoravo nella scuola mio figlio si prese la varicella. la rpima domanda che feci alla pediatra con voce tremante fu: quanto dura? nn che rimedi, cosa succede, il decorso, starà male….no, quanto dura, xkè l’organizzazione era durissima.
però alla fine a lavorare dovevo andarci e così una soluzione si trovò.
poi decisi di rimanere a casa e durant eil mio periodo di casalinghite ci beccammo tutti e 4 la broncopolmonite: io nn sono uscita di casa x 2 mesi, credevo che mi avrebbero portata alla neuro.
ora che faccio entrambe le cose, lavoro e casa, quando capitano queste cose mi armo di pazienza, tralascio la casa, si mangia pizza e cinese da asporto e lavoro di notte.
quasi quasi rimpiango quando timbravo un cartellino….
allora lo vedi che anche tu sei d’accordo. l’unica soluzione è…lavorare di notte;)
Non mi dite niente. Ma proprio niente. Ho solo l’enorme fortuna di avere i figli che si ammalano pochissimo e mi consolo pensando che tutto il culo che mi sono fatta ad allattarli giorno e notte a richiesta per oltre un anno mi sta ripagando.
Ma la certezza che sia per quello non ce la posso avere.
Quella di farsi un orario di lavoro con pausa pranzo e caffé comunque me la segno per tempi migliori.
sull’orario di lavoro… sai che i buoni consigli vengono sempre da chi non metterli in pratica, vero?
Ahhh…ecco chi ha portato rogna… indovina chi ha il figlio a casa ammalato!
eh eh un topos della mamma free lance!
Sacrosante parole. Come al solito
Eccomi. Ti ho trascurata piattins…mi dispiace. In realtà ti seguo sempre e ci tenevo a farti i complimenti per il libro!
Ma allora è uscito?
)
Piattins, che fai, non dici niente?
(Io però vorrei la dedica!
sì infatti facce sapè!
cara piattini, io sul “lavorare a casa” c’ho fatto un articolo che mi piacerebbe farti avere, e anche una ricerca, e ora anche un piccolo film documentario con silvia savorelli che si chiama “le stanze delle donne” e che si presenterà a bolzano, il 22 settembre e a milano il 16 settembre. da qualche giorno pensavo che volevo dirtelo, fartelo sapere, mandarti i materiali, coinvolgerti in una presentazione… insomma, contattiamoci.