Leggere con i bambini: ninne nanne e filastrocche

La settimana scorsa sono stata a un incontro per insegnanti e genitori organizzato dalla biblioteca centrale ragazzi sulla lettura con i bambini in età prescolare. A condurre l’incontro questa volta era Nicoletta Stefanini dell’Associazione Ruotalibera, che si occupa di lettura ma anche di teatro, perché leggere ad alta voce è teatro, è un’esperienza sensoriale e corporea, nella quale è importante l’ambiente, la posizione, il contatto, la gestualità, la voce.

Se posso approfitto di queste occasioni perché c’è da imparare tantissimo, non solo da chi insegna ma anche dai partecipanti, che hanno sempre esperienze da raccontare e idee da condividere. Ogni volta ne esco arricchita, piena di conferme di cose che magari so, ma che il corso magicamente riesce a strutturare in una forma sensata, e di spunti per nuove cose da provare.

Questa volta si è parlato soprattutto di piccolissimi. E quindi le riflessioni che ne ho tratto vanno benissimo per rispondere a tutte persone che nei post precedenti mi hanno chiesto “ma a che età posso cominciare a leggere a mio figlio?”.

La risposta è molto semplice: da subito.

A patto però che la lettura sia intesa come un percorso, una modalità di relazione tra genitori e figli. Questa relazione comincia subito, fin dal primo momento, e sicuramente prima che a fare da tramite tra i due ci sia l’oggetto libro.

I neonati non sanno ancora chi sono, ma riconoscono una sensazione di protezione e sicurezza in un insieme di elementi sensoriali. La prima relazione si basa sul contatto, sull’odore e sull’ascolto, del ritmo del cuore, del suono della voce.

(L’altro giorno al Mom Camp ho incontrato Caia Coconi con il piccolo Momo nel marsupio. Ondeggiava da una gamba all’altra come spinta da una musica interiore, e dopo poco non ho potuto fare a meno di ondeggiare insieme a lei, ricordandomi di tanti anni miei di ondeggiamento avanti e indietro, un movimento che è dell’anima prima che del corpo, un cullarsi cullando che è anche farsi coraggio, ritrovare un’armonia del mondo, un nuovo equilibrio.)

Non sottovalutate l’importanza delle ninnananne in questo momento. Sono musica, ma sono anche parole. Possono essere quelle di quando eravamo piccoli ma anche totalmente diverse se vogliamo ripartire da zero. Sono un ritmo che ci fa stare bene, che ci piace, che ci culla insieme al bambino. (mio figlio piccolo, per dire, crollava con i Led Zeppelin e questo dimostra che la personalità si vede fin dall’inizio, e che va rispettata). Se avete voglia cambiate le parole. La cara vecchia ninna nanna di Brahms offre infinite possibilità, non limitatevi. Inventate storie, raccontatevi la vostra storia, la vostra giornata, i momenti bui, le paure, la stanchezza, ma anche la gioia di quel momento.

Fa meglio di qualunque terapia ed è un metodo che funziona anche dopo.

Ho avuto un successone pochi mesi fa (5 anni e un’ostinazione rara a non dormire) con una versione di petit pierrot che fa i capricci e non vuol dormir….ma la mamma ancora lo coccolerà.

Quasi quasi lo brevetto…

Poi verso i 5-6 mesi succede una cosa incredibile. Nostro figlio comincia a guardarci sul serio, a sorriderci, a scoprire che siamo altro da lui/lei.

Che siamo esplorabili, con dei bei nasoni da afferrare, ciocche di capelli da strappare, occhiali da far volare in aria. Ma anche a scoprire i suoi piedi, le mani, la pancia. Sono i momenti delle coccole, dei baci, dei gorgheggi e di tutti quei ghiri ghiri amore mio che ci fanno sembrare dei dementi, e che però dagli esperti vengono definiti come lingua: è il mammese, motherese o baby talk. Insomma, una cosa seria, perché mette le basi del linguaggio.

Da questo momento in poi ci si comincia davvero a divertire.

Il bambino sta seduto da solo, o con un appoggio. Si guarda intorno, esplora, afferra e …morde.

È il momento in cui si possono proporre i primi libri di stoffa, da mettere in bocca, con illustrazioni semplici da indicare (cos’è questo? È un gatto…) che spariscono se il libro si chiude, o se si gira la pagina…magari una pagina che sa di pulito (non dimenticate di lavarli!) o che fa un suono strano, perché dentro c’è un sottile foglio di carta che se viene stropicciato…si fa sentire!

Noi avevamo anche dei meravigliosi cubi di stoffa che si potevano lanciare, impilare e che quando erano tutti vicini ooooh! formavano un meraviglioso gallo, o una pecora, o un cavallo, e la mamma ovviamente faceva il verso….

Ma soprattutto è il momento in cui cominciare a sfruttare le meravigliose, creative, infinite e divertentissime filastrocche! Faccio subito un omaggio a Jolanda che da tempo ne è cultrice. Il suo sito è una miniera e va sfruttato, mi raccomando.

Le filastrocche sono importantissime.

Hanno dentro le parole, una storia, il non sense (fondamentale per sviluppare il senso del’ironia, una strategia di sopravvivenza fondamentale), il gioco linguistico, la musica, il ritmo, la socialità.

Pensate alla tradizione dei cantastorie, ai poemi cavallereschi, agli slogan politici e alle canzoni degli scout, non sono forme diverse della cara vecchia filastrocca?

Lo so, a volte mi lascio prendere un po’ la mano, però è così.

La filastrocca ci permette di parlare al bambino in una lingua adatta a lui, di avvicinarlo anche a una tradizione, penso alle filastrocche in dialetto, alle storie che sanno solo i nonni, o a varie lingue in caso di bilinguismo.

È una cosa che si fa in due. Anche se all’inizio il bambino non ripete riesce però a seguire il ritmo, si muove con noi, esplora il movimento (pensate alle filastrocche ripetute sulle ginocchia al galoppo che finiscono con un tuffo all’indietro, possono andare avanti per ore, è tutto un ancora ancora!), poi a poco a poco ripeterà il movimento (farfallina, farfallinaun cocomero tondo tondo…)

È un modo bellissimo per esplorare il proprio corpo. Le dita delle mani (ce ne sono infinite e in tutte le lingue e i dialetti), il viso (questo è l’occhio bello….). Sono un modo per dare importanza al bambino, per modulare il contatto fisico con lui, irruente se c’è intimità e bisogni di coccole, più leggero se c’è un capriccio, una timidezza. Una maestra che partecipava al corso ha raccontato di come lei utilizza le filastrocche delle dita per avvicinare i bimbi durante la fase dell’inserimento, mi è sembrata una cosa bellissima.

Noi a casa avevamo una filastrocca sui piedi (d’obbligo per le pagnotte di casa) che avevo chiamato proprio il mio bambino ha i piedi pagnotta….ci siamo andati avanti per anni. Adesso il grande porta il 36 e il piccolo il 31, forse dovrei inventarne un’altra con gli sfilatini….

E’ una formula magica, che può fare accadere cose meravigliose. La stessa maestra di prima, ha raccontato di una filastrocca friulana per fare uscire le corna alle lumache. I bambini la recitano e le corna …escono (evidentemente, le lumache avverano la presenza degli inopportuni filatroccari e tirano fuori le corna per capire chi sono…). In Sicilia ce n’è una molto simile, che si fa con i babbaluci (le lumache, appunto) e dice “esci le corna che vene to pà”. I miei figli hanno passato vari pomeriggi ad ammorbare babbaluci.

Ma volendo si può usare con un cibo poco appetitoso, che sparisce nella bocca appena si recita la formula portentosa…per i denti bianchi, i bottoni che non si abbottonano, una ferita sul ginocchio (la conoscete sana sana colita de rana si no sana hoy sanarà mañana?)

E’ un gioco.

Serve a creare le rime, a muoversi (campana, madama doré, girogirotondo) a giocare a patata bollente o alla passatella (da più grandi però) a funzionare come aggregatore nell’animazione dei pre-adolescenti (boy scout insegnano..)

Insomma prima dei libri ci siamo noi e l’attenzione che dedichiamo ai nostri figli.

E siccome questo post sta diventando troppo lungo, magari vi rimando al prossimo per avere qualche materiale in più, a patto che questo, però, vi sia piaciuto.

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18 Responses to “Leggere con i bambini: ninne nanne e filastrocche”

  • Serena says:

    Stai scherzando? Prendo avidamente appunti e non vedo l'ora di leggere il prossimo. Nel frattempo faccio un giro da Jolanda. Grazie!

  • Jolanda says:

    Grazie carissima! Sei un'amica! E ora speriamo che le tue utenti trovino Filastrocche.it di loro gradimento! A presto!

  • supertri says:

    Bellissimo e interessante.
    Faccio un bel giro sul sito di Jolanda:-)) in attesa del prossimo post..

  • chiara says:

    A proposito di filastrocche io la tua l'ho disegnata da mesi…
    Ho una bellisima filastrocca che cantava la mia mamma e che non ho trovato da nessuna altra parte, mi sa che oltre a essere un libro vivente per i miei figli , con le storie che gli racconto della mia infanzia, sono anche cassaforte di una filastocca che non si recita più…

  • valewanda says:

    come sempre i tuoi post mi piacciono molto, e mi danno mille spunti… grazie Piattin's! Con Mattia la lettura è un obbligo, coi piccoli ancora non è un rito ma ci stiamo lavorando…

  • akari says:

    veramente bello questo post, aspetto il prossimo per trarre ispirazione, nel frattempo grazie!

  • piattinicinesi says:

    @serena, ok, mi metto al lavoro!
    @jolanda sicuramente :) )
    @supertri troverai un sacco di cose carine:))
    @chiara sentiamoci subito!
    @vale aspetto notizie!
    @akari arrivoooo!

  • Lanterna says:

    In questo periodo, Amelia ed Ettore sono molto interessati alla lettura. Tanto che, se io o Luca non possiamo leggere loro un libro perché siamo impegnati (tipo a preparare da mangiare), Amelia prende un libro e lo "legge" a Ettore, inventandosi storie assurde e fantasiose. L'unico rammarico è che ho sentito solo spezzoni delle storie, perché se si accorge che sto ascoltando smette. Del resto, mia madre non ha mai letto niente di mio, mi sarei vergognata a morte ;-)

  • VmnP says:

    Anche a me sarebbe piaciuto esserci ma non ce l'ho fatta ad organizzarmi, poco male che per fortuna ci sei tu! Adesso il post lo faccio leggere anche al padre e ai nonni, e' interessantissimo. Grazie davvero!

  • Amalia says:

    Bellissimo questo post!
    Canto filastrocche al mio Musetto praticamente da quando è nato ed ora che ha sette mesi sto inziando a sfogliare con lui i libri illustrati e a raccontargli/inventare brevi fiave. Lui mi segue tra l'eccitato e l'estasiato.
    :-)
    mammasidiventa

  • Simona says:

    Grazie leggerti è un piacere per gli spunti di riflessione interessanti che ci offri.
    Se ti fa piacere c'è un pensiero per te sul mio blog
    http://agataeisolachenonce.blogspot.com

  • piattinicinesi says:

    @lanterna le storie segrete sono fantastiche, ma di nascosto riesci a entire qualcosa?
    @vale magari una volta ci facciamo un giro insieme per librerie…
    @amalia dai, voglio conoscerne qualcuna
    @simona grazie!!!

  • Laura says:

    Che bel post. Io adoro leggere a mia figlia, da sempre e' un appuntamento fisso, prima di dormire..
    Saluti dal Libano (siamo in trasferta!!)

  • AngelaC2 says:

    Ciao Piattini, è tanto che non passavo a salutarti ;-)
    Bellissimo questo post.
    Io adoro leggere, diciamo pure che vivo per leggere e leggo per vivere (dato che è il mio lavoro)…
    Ho sempre letto ai bimbi e loro ci vedono sempre leggere, naturale come mangiare.
    Credo che il libro in un bambino sui cinque anni possa sostituire l'oggetto transizionale caro alla psicoanalisi: il bambino cioè si proietta in un magico mondo avvolgente e protetto, raccontato dalla voce della mamma… cosa ne pensi?
    Ciao ciao e a prestissimo
    Angela

  • lady says:

    Quanto hai ragione. Quando la mia topina aveva pochi giorni e piangeva, le cantavo la classica ninan nanna (nananaa, nananaa, na na na naa, insomma hai capito!) e bhè è l'unica "melodia" che la calma e la tranquillizza quando si sveglia di notte urlando. Di filastrocche però ne canto poche, devo rimediare. Un bacio

  • admin says:

    @laura in libano? poi mi racconti;))
    @angela mi sembra un’idea bellissima…
    @lady anch’io e con le parole inventate che calmano anche me. per le filastrocche, prima o poi metto qualche materiale

  • caia coconi says:

    cara piattins
    la citazione mi ha emozionato (mettici che ultimamente ho la lacrima facile) e poi… che domande? certo che ne volgiamo ancora! su, a lavoro!!!
    :D

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