Due mesi senza toccare una penna possono causare danni gravissimi. Davanti al foglio quadrettato, seduti sulla punta estrema di una sedia a forma di ciclicio, la b si confonde con la d, la g corsiva è un mistero, per non parlare della f maiuscola. Insomma, un disastro.
Per chi ha imparato a leggere ormai da troppi anni, non è facile ricordarsi di quel senso di vuoto, di quello sforzo di decifrazione costante, della pesantezza della mano che non sa se andare a destra o a sinistra.
Mi sono venuti in mente allora i miei primi tentativi di scrivere l’arabo, il senso di sconforto che mi prende ogni volta che ricomincio a leggerlo dopo settimane di astinenza. E sono andata a cercarmi il vecchio abbecedario, quello che mi ha regalato l’imam egiziano della moschea di Roma, quando la moschea stava ancora a via di Parione, e lui mi faceva sillabare le lettere come fanno i bambini dei villaggi.
E cercando cercando ho trovato anche un libretto delizioso che ho comprato l’anno scorso. E’ un libro uscito in occasione del Festival della Letteratura di Mantova del 2008, e si chiama Follie di lettere. In questo libro sono raccolte insieme le creazioni dei bambini italiani che hanno partecipato ai laboratori sulle lettere arabe Dammi una lettera che ti faccio un disegno al Festivaletteratura di Mantova 2008, e i lavori sulle lettere latine realizzate dai bambini libanesi durante i laboratori organizzati dall’associazione ASSABIL presso le biblioteche pubbliche di Beirut.
E’ bellissimo vedere come l’immaginazione può vedere forme inedite nelle letere dei due alfabeti, che sono linee, e segni, quando non vi si atribuisce a priori alcun significato.
Mi sembra che possa essere una bellissima idea da riproporre in classe (o a casa) per un mini laboratorio interculturale, o “semplicemente” per prendere confidenza con le lettere.
E siccome i creativi vedono coincidenze ovunque, ieri sera, nel mio consueto giro su coolhunting, guardate cosa ho trovato
E adesso come resisto alla tentazione di trasformare i Kanji in terribili creature?
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Forse te ne ricordi perchè ne ho parlato sul blog (dove se non erro hai lasciato un commento), ma l’anno scorso io e mia figlia ci siamo cimentate in un corso di arabo organizzato dal collegio maronita. A maggio, con una certa soddisfazione, potevo dire di riuscire a leggere (anche senza capire) molte parole. Adesso, a distanza di tre mesi, sono nel pallone. Temo che mi toccherà ricominciare tutto daccapo…
Il libro di cui hai parlato, realizzato con i disegni dei bambini libanesi lo conosco bene. La responsabile del progetto all’epoca è stata in collegio per parlarne e ha fatto disegnare tutti i bambini del corso partendo dalle lettere arabe. Ricordo che dalla hain H. ha prodotto un volatile non ben identificato.
sì mi ricordo
) capisco bene la sensazione. l’arabo non è una lingua che si può imparare nei ritagli di tempo, questo è sicuro. la costanza all’inizio vale per tutte le lingue, ma per quelle con un alfabeto tanto diverso ancora di più, perché il nostro cervelo deve fare tanti passaggi per riuscire a scrivere anche le parole più semplici. la cosa che ti consiglio è di concentrarti su un tipo di testo che può interessarti, che sia il giornale, una favola per bambini o altro. i libri per bambini vanno benissimo perché sono vocalizzati. leggi per mezz’ora al giorno e poi fai un po’ di copiato. ma tutti i giorni. alla fine vedrai che i risultati ci saranno.
)
tutta questa fatica aiuta però a capire moltissimo le difficoltà di chi comincia a scrivere
sarei curiosa di vedere i risultati del laboratorio!