Libri magici senza bacchette

Dopo aver tanto parlato di maghetti – e rassegnatevi perché non ho finito – oggi vi parlo di due libri in cui si raccontano storie magiche, ma senza maghi, scuole, o bacchette.

La magia è quella delle relazioni, del sentirsi in armonia con ciò che ci circonda, siano persone, animali, o persino oggetti. E’ quella dei sogni, e della passione e del coraggio che ci vuole per realizzarsi. E’ quella dell’amicizia che lega per sempre dei perfetti estranei, che rende più forti, che ci fa uscire dal guscio di solitudine che ci portiamo dietro come una zavorra, e rischia di soffocarci.

I libri sono “Acquadolce” e “Magica amicizia” di Andrea Bouchard, e sono adatti a bambini di età compresa tra gli 8 e gli 11 anni circa, con un po’ di elasticità, ovviamente, e vanno a inserirsi in quella lista di letture per questa bella e complessa fascia di età di cui parlavo in questo post.

Proponeteli a bambini bambini, quelli per intenderci che amano la natura, odiano vivere in città, parlano con gli animali e sono capaci di vedere elefanti e serpenti in un cappello dall’aria floscia. Ma proponeteli anche ai bambini che sembrano già grandi, quelli con l’aria da saputi, o da bulli senza paura. Perché sotto qualunque scorza si nasconde un bambino bambino capace di giocare con le parole e con i sogni. E poi leggeteli voi, perché anche se siete adulti e stressati dal lavoro, non mi venite a dire che non vi è rimasto dentro neanche un pezzetto di bambino bambino.

Sono libri con belle storie, intreccio, avventura. Ma hanno un linguaggio semplice, si leggono in un attimo e sembrano scritti da una mano piccola, anche se il loro autore è in realtà piuttosto alto e massiccio. Ma fa il maestro e a furia di stare tutto il giorno con i bambini alla fine si vede che si è ricordato quali sono i pensieri che hai prima che la vita te li confonda  tutti.

Le storie non voglio svelarle nei dettagli , per non togliervi la sorpresa. Vi lascio solo l’incipit di Magica Amicizia e il link al sito di Andrea Bouchard.

NATA SOTTO IL SEGNO DEI DOLCI

“Uuuuuhhhmmm!”

L’ambulanza avanzava velocissima, passando col rosso e facendo le curve su due ruote.

“Uuuuuhhhmmm!”

“Non puoi andare più forte?” chiese l’infermiere al collega al volante.

“Sto andando a tavoletta”.

“Eh lo so; ne hai già mangiate cinque”.

“Dammene un’altra!” ordinò l’autista nervoso.

“Sono finite” rispose l’infermiere, col camice tutto sporco di cioccolato. “Però ci sono i bignè, il torrone e l’uovo di Pasqua”.

L’autista addentò un torrone bianco alle nocciole, mentre il collega scartava un uovo alto due metri.

“Uuuhhhmmm!”

Non era la sirena dell’ambulanza a produrre quel suono, ma le loro bocche che si gustavano quelle delizie.

Nella parte posteriore c’era una signora con una grande pancia, che diceva: “Vi prego, prendete un’altra fetta della mia torta ai pinoli”.

Un medico le teneva il polso con una mano e con l’altra mangiava un gelato a sette gusti. Il marito aveva sulle gambe un vassoio di paste e in mano un’enorme coppa di fragole con la panna. Il pavimento era cosparso di caramelle.

La donna, con un lecca lecca in bocca, disse: “Grazie, grazie, continuate così; voglio che mia figlia nasca veramente buona e dolce”.

Arrivarono all’ospedale e la mamma, mentre veniva trasportata in barella, parlava al cellulare: “Pronto? E’ il forno Torta-alla-tua-porta? Per favore con urgenza un tiramisù e un pandoro al limone, alla sala parto numero sette”.

Prima di partorire pregò i medici di mangiarsi almeno una fetta di pandoro. “Ma le matte capitano tutte a noi?” borbottò il capo sala mentre si lavava le mani con l’aranciata.

Venne alla luce una bellissima bambina, con la pelle bianca come la panna e gli occhi color cioccolato. La mamma la prese e se la strinse al viso, con un sorriso grande come il sole: “E’ incredibile! Profuma di pandoro al limone! Viene voglia di leccarla!”

La bambina rispose con un sorriso esagerato.

In quel momento entrò un impiegato con un registro: “Signori genitori buongiorno, come volete chiamare la neonata?”

“Pandora!” gridò la mamma.

Un attimo dopo accadde qualcosa di molto strano. La piccola Pandora vide il dottore alzare il braccio per fare un’iniezione alla mamma e si spaventò; fissò la siringa che avanzava e il suo cuore si mise a battere forte per la paura. Quando il medico infilò l’ago si sentì “splash”: la siringa era sparita e al suo posto c’era un cannolo alla crema, mezzo spiaccicato sul sedere della mamma.

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3 Responses to “Libri magici senza bacchette”

  • Smile1510 says:

    ciao Piattins!
    bellissimo questo libro, l’incipit mi è piaciuto tantissimo. me lo segno subitissimo! sofia è ancora piccola, ma gli anni passano così in fretta!
    baci :-)

    • piattins says:

      io ho letto l’inizio in autobus, e mi sono messa a ridere da sola come una scema. quanto ha adesso Sofia?

  • Smile1510 says:

    5 anni!
    sai che ti dico? ho appena visto che c’è pure in biblioteca… quasi quasi me lo leggo io, ora! ;-)

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