Libro cuore: un’edizione aggiornata 2

(leggi la I puntata)

Roma 10 febbraio 2009

Caro diario, siamo a febbraio e io non vedo l’ora che sia Pasqua.
Il mio amico Giacomo dice che è normale che uno a febbraio è stanco ma la mamma si è fatta convincere da nonna Adele che mi devo fare una cura ricostituente.
Io lo sciroppo con le vitamine il ferro l’ho bevuto, però non è che non ce la faccio più perché sono stanco, io non sono stanco per niente.
È solo che vorrei rimanere a casa davanti alla Wii.
L’altro giorno ho fatto anche finta di avere il mal di testa. Ho finto così bene che alla fine il mal di testa mi è venuto davvero, ma mamma è stata irremovibile e a scuola mi ci ha mandato lo stesso. Secondo me non è giusto che mi ci ha mandato perché lei invece rimane a casa e potrebbe farmi rimanere con lei ma invece non si può e si è pure arrabbiata perché lei dice che rimane a casa perché è in pausa dalla Rai e non è mica una cosa bella da ricordarle, visto che questa volta non lo sa neanche se la riprendono per il programma.
Ma tanto io tra un po’ mi ammalo, perché in classe fa freddo.
Anche oggi fa freddo.
E più degli altri giorni, perché piove e l’acqua entra dalla finestra rotta, e allora la maestra ci ha messo sotto una bacinella arancione ma ogni tanto una goccia schizza e va a finire in faccia a Daniel.
“Almeno così se lava” ha commentato Tremendilla a voce alta.
Angelica invece si è messa a piangere, ma non per la frase scortese e maleducata di Tremendilla a Daniel, che abita nelle baracche e lo sappiamo tutti che non si può lavare tanto, e la maestra ci ha detto che non dobbiamo fare battute.
No, lei si è messa a piangere perché l’acqua le è arrivata sul quaderno e le ha fatto una macchia a pozzanghera di inchiostro blu e rosa sul foglio.
Giacomo allora subito le ha dato un fazzoletto per asciugare il quaderno, perché lui fa sempre il gentile con le femmine. Invece a me mi è venuto da vomitare sia per la faccia da pesce lesso di Giacomo e sia perché le femmine che piangono fanno schifo soprattutto perché lo fanno sempre per cose sceme e non per le cose importanti, come quando per esempio perde la Roma, che allora si che c’hai un motivo di piangere.
Comunque anche oggi la finestra è rotta e anche il termosifone non funziona tanto bene.
Mamma ha già scritto tre lettere alla preside ma ancora nessuno ha aggiustato niente.
La mamma dice che dovrà scriverne un’altra di lettera ma forse sarebbe meglio se chiedesse di parlare di questo problema alla sua amica che lavora al tgr.
“Sì, sì” ha detto Grazia Graziosi, la nostra rappresentante di classe, ci facciamo trovare fuori dalla scuola con i cartelli e loro ci intervistano!”
“Ma a chi gliene frega niente del tgr!” ha detto la signora Spocchios. Piuttosto andiamone a parlare con la mamma di Iole che quella conosce tutti, oppure lo diciamo ad Algidilla che ne parla col marito”
“Col marito?” ha chiesto la mia mamma ingenua.
“Sì col marito” ha detto la Spocchios “che non ce lo sai che è sposata con Soffìco Melacredo? L’assessore al comune? Speriamo che Matteo almeno alle medie capiti in classe con la figlia, così ci aiuta in queste cose…”
“Ma forse se facciamo una lettera al comune…”
“Una lettera al comune? Ma a che serve?non li hai visti quei quattro scemi della V acca che stanno a fa un macello perché l’intonaco si è staccato?”
“L’intonaco si è staccato?”
“E che non lo sai, si è staccato un pezzo di intonaco dal soffitto. So’ andati a vedè e indovina? Ce stava un albero che aveva fatto le radici nel tetto.”
“le radici nel tetto?”
“E già bella, e già”
“Ma la preside che dice?”
“E che deve dì, sta a cercà de coprì tutto perché pare che l’agibilità…proprio l’agibilità agibile completamente….insomma non ce sta, e quindi se solleviamo troppo macello rischiamo pure che ce chiudono la scuola”
“Ommioddio”
“E già”

La mamma dopo queste conversazioni con le altre mamme fuori scuola ritorna a casa sempre con un po’ di mal di testa.
Io ho cercato di farle un massaggio, ma non è servito a niente.
Allora mi sono scalato un po’ di latte e cacao nel microonde e mi sono messo a giocare con la Wii.
La mamma intanto, seduta sul divano, continuava a ripetere : “mi sento tanto sola”
“Non ti preoccupare, mamma” le ho detto io “Tanto con tutta la pioggia che ho preso oggi domani mi ammalo, rimango a casa e ti faccio compagnia, così giochiamo con la Wii”.
A quel punto, non capisco perché, è scoppiata in un pianto dirotto.

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9 Responses to “Libro cuore: un’edizione aggiornata 2”

  • emily says:

    oddio piattins ma che triste questo post.ti prego è già un periodo faticoso…nn ti ci mettere anche tu!

  • piattinicinesi says:

    è quello che sta succedendo nella nostra scuola…mi sfogo così…

  • Marilde says:

    Non essendo più i miei figli in età scolare so cosa accade nella scuola da ciò che leggo, e non dall’esserci dentro come genitore. Ma i tuoi post e l’espressione sconsolata e disgustata di un’amica insegnante (una di quelle entusiaste fino a poco tempo fa)rendono bene l’idea di come sta peggiorando la situazione.

  • zauberei says:

    Coraggio Piattina coraggio! Passerà.

  • Anonymous says:

    Piattins…. Ma cosa dobbiamo/possiamo fare?? Io quando leggo questi post mi sento una MERDA. Sono qui in mezzo al grasso con scuole pubbliche o equiparate bellissime e un sacco di verde e appena metto il naso fuori – che so, ad es quando torno in EMILIA, dico, EMILIA ROMAGNA, dove è nato mio marito e sento che non c’è posto alla scuola pubblica io MI INCAZZO. Sono circondata di montanari compaesani tutti fieri di quanto siamo belli organizzati e puliti ma io non ce la faccio. Io mi chiedo PERCHE’ in un paese che è UNO ci debbano essere queste situazioni e PERCHE’ non si riesca a fare della POLITICA, intesa come scelte in funzione del bene comune, come cose per far funzionare una società a partire dalle sue fondamenta.Dio che voglia di espatriare…Mariangela

  • piattinicinesi says:

    @marilde peggiora e non si sa come arginare..@zauber stavolta sono io che ti dico non passerà mai…@mariangela un’amica si è appena strasferita dalle tue parti e io che ci vengo spesso comincio a sognare le montagne e un pochino di ordine e responsabilità. ma lo dico e lo ripeto, più va a scatafascio più mi attacco a questo paese e anche a questa città, come si fa con le pecorelle smarrite. che vuoi fà, sarà l’effetto di Sfelix

  • Anonymous says:

    Cara Piattini,primo, quando passi di qua la prossima volta fai un fischio.Secondo, il kick patriota ce l’ho anch’io, dico dico che vorrei andarmene e invece anche a me mi prende l’amore per questo Paese…mariangela

  • Raperonzolo says:

    Piattini cara, altro che lacrime, io sarei alla depressione pura. E’ una realtà in cui sono cresciuta e da cui sono fuggita e non me ne pento. Da qui, l’assurdo-Italia mi appare in tutto il suo reale orrore.

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