Svariati anni fa Piattini coltivava l’amicizia di una scrittrice zen.
Beh, a dire il vero, non è che fosse proprio zen, zen, perché nell’animo e anche nel corpo era rimasta piuttosto aggrappata alla terra. Ma si dava da fare a leggere libri e frequentare seminari e meditazioni, e ogni tanto distribuiva pubblicazioni e brochure di weekend in convento tutto compreso.
- Vieni con me la settimana prossima? – chiedeva alla Piattina
- Qual è il programma? – chiedeva a sua volta la Piattina con una certa diffidenza
- Non c’è un programma. Ognuno sceglie la sua occupazione. Puoi fare i dolci, ricamare, lavorare il legno. Io ho scelto di scrivere a macchina…..
A parte il fatto che da questa ultima notazione vi sarete resi conto di quanto tempo sia passato da allora, l’idea di passare due giorni in un posto isolato, immersi nel verde e nel silenzio battendo sui tasti di una vecchia macchina da scrivere i manoscritti del maestro zen, non era proprio il massimo per una ventenne in piena esplosione ormonale.
- Veramente il fine settimana prossimo c’avrei un appuntamento – rispondeva vaga la Piattina – comunque tu vai e poi mi racconti.
Il fatto è che per apprezzare certi esercizi zen ci vuole la saggezza del tempo che fu.
Bisogna aver provato il terrore di dover consegnare un articolo in mezz’ora con il capo alle calcagna, il montatore in crisi, la caposervizio che si affila gli artigli e la collega H che urla al telefono, per capire come lo svuotamento del cervello dall’ansia, la concentrazione sul singolo gesto e la chiusura ermetica delle orecchie attraverso la meditazione compulsiva siano elementi imprescindibili di sopravvivenza per qualunque essere umano.
La maternità, poi, è un laboratorio gratuito di spiritualità zen a costo zero (o quasi).
Perché per portare a termine un lavoro, perseguire i propri obiettivi, non rinunciare all’uscita con il marito o con l’amica in un delirio di capricci, malattie, riunioni scolastiche, menu familiari, regali di compleanno e mancanza cronica di sonno ci vuole la determinazione dello jedi.
E per resistere allo squallore della routine quotidiana, alla fila del supermercato, l’odore dei pannolini, il grido mamma cacca durante la cena, la pulizia serale dei fornelli, e la raccolta di giocattoli, carte dei pokemon, fazzoletti sporchi e mutande in giro per casa non basta la creatività di Mary Poppins, la forza di un rullo compressore, l’energia di mastro lindo: bisogna ricorrere per forza alla meditazione profonda.
- Il maestro dice che più l’attività è noiosa e non ci piace e più impegnandoci e concentrandoci su di essa possiamo raggiungere lo zen.
- ma se ti fanno ricamare?
- se mi fanno ricamare…scappo.
Per fortuna nessuno mise mai in mano alla scrittrice zen un telaio.
Qualcuno però, nell’ambito di un disegno provvidenziale teso a farla evolvere spiritualmente, mise in mano alla Piattina un aspirapolvere.
- Io odio fare le pulizie.
Ci sono frasi inutili e questa è una di quelle.
Puoi avere tutte le collaboratrici familiari del mondo, ma se la famiglia è la tua, prima o poi ti ritroverai a fare il cambio dell’armadio, lo sgombero dei giochi vetusti, lo scarico della lavastoviglie e il bucato in extremis della domenica mattina.
Se poi a un certo punto le collaboratrici domestiche in circolazione alzano la posta e cominciano a chiedere cifre da capogiro, capisci che è arrivato il momento di affrontare il tuo incubo peggiore e uscirne a testa alta.
- A questa casa ci penso io!!!!!!
Cominci allora a fare pianificazioni rigide come rituali islamici. Oggi il parquet, domani i libri, mercoledì cambio dei letti e giovedì il balcone.
Se alla fine della settimana hai rispettato la tabella di marcia la strada verso l’assoluto è tutta in discesa.
Un altro scoglio dell’anima è la stiratura settimanale. L’ascesi in questo caso si misura a metro cubo (di biancheria). L’asciugamano e lo strofinaccio non contano, le vere tentazioni che rischiano di vanificare il percorso mistico sono il polsino della camicia e l’angolo del lenzuolo con gli angoli. Non valgono ipod e ruggito del coniglio a palla. Se a un certo punto dici, vabbé stè pieghe qua chissenefrega e appallottoli il lenzuolo alla meno peggio ritorni immantinente nel riciclo della materia e non risali più. Mai più.
Però attenzione c’è un passo ulteriore da compiere. Un passo che solo gli iniziati possono affrontare.
Ed è quello di trovare un senso a quello che fai.
Riempirlo di sentimento. Donarlo alla tua famiglia.
E convincere il resto della famiglia a fare lo stesso per te.
Mettere a posto le giacche. Non lasciare i calzini sotto al divano. Non metterti i gormiti sulla scrivania. Non nascondere le mutande sporche sotto le lenzuola. Non buttare metà di quello che hanno nel piatto sotto il tavolo. Non frignare disperatamente se gli chiedi di raccattare tutti i pezzettini del puzzle della Pimpa sparsi sul tappeto. Non offendersi se dopo aver tagliuzzato in microframmenti un quaderno gli mostri il sacchetto della carta dove buttarlo.
Il giorno in cui ci riesci senti che raggiungi il Nirvana, vedi le porte del paradiso aprirsi, scopri i significati nascosti delle cose e cominci a girare vorticosamente come un derviscio innamorato.
La Piattina è sulla via del misticismo, ed è felice.
Ma se qualcuno conoscesse una simpatica collaboratrice familiare disposta a darci una mano per cifre umane, e partecipare alla via dell’elevazione spirituale che si respira in questa, ce lo faccia sapere, che l’accoglieremo a braccia aperte.
Personalmente, nun ce la fazz’ cchiù.
PS Ringrazio Pontitibetani e Lasimo per bellissimi post e commenti sulle pulizie domestiche che ho disperatamente ricercato e non sono riuscita a ritrovare. Mi date i link?????



Mi raccomando, facci sapere quando raggiungi la beatificazione, ok?!
))Hai tutta la mia comprensione! (altroché empatia, eh?! lol)xxxIsa
questo è uno di quelli che avevi apprezzato, sulla materia faccende di casa
infatti è tra i miei link “post che mi fanno ridere”!http://leggimy.blogspot.com/2008/11/5-minuti-solo-5-vedrai.htmla dopo per altri commenti…
Io raggiungo il misticismo domestico circa due volte l’anno, quando il caos che mi sovrasta mi spinge all’oooommm. Poi naturalmente si ridegenera nel caos. La via del Nirvana per me è ancora molto molto lontana.Post strepitoso
mi vuoi dire che tu sei riuscita a convincere il marito a non lasciare le scarpe in sala, le giacche sulla sedia, l’asse del water alzato, le briciole sul tavolo, il cellulare sul letto? Complimenti, a me non basterebbe una vita…
I soldi che spendo per la splendida signora che mi dà una mano li considero i meglio spesi al mondo. Quando poi faccio il conto di quanti ne ho spesi in questi anni, fra signora delle pulizie e baby-sitter, capisco perché periodicamente andiamo in rosso in banca. E comunque piattina… te l’ha mai detto nessuno che le lenzuola non si stirano? e nemmeno le magliette, i golf, gli strofinacci, le lenzuola…restano solo le camicie (del marito, io me ne guardo bene dall’usarle proprio per questo), le tovaglie (anche quelle solo per i pranzi di gala), e alcuni pantaloni. non vuol dire non stirare più, ma certo si riduce di molto l’onere…
Cara piattina, il mio zen è lasciare i fornelli sporchi. Ma molto sporchi. Poi mi giro da un’altra parte e per sentirmi “pulita” quindi migliore inside, faccio una bella lavatrice. Oh, come sto bene dopo!
@isa eh, la strada è ancora lunga!@vere man mano li metto in fondo al post@rape meditaiamo insieme davanti a un bel caffé (con biscottini)@vale il marito sostiene di essere ordinatissimo, quindi tu capisci che la causa è persa in partenza (però passa l’aspirapolvere e riordina le bollette e i documenti, e solo per questo lo facciamo santo subito), il problema sono i figli. tra poco, uandoi tuoi tre pargoli torneranno da scuola con l scarpe infangate, capirai anche tu che ci vuole la spada dello jedi sul serio per imporre l’ordine casalingo. nessuna signora delle pulizie resisterebbe altrimenti
@oipaz tema scottante. il fatto è che anche noi abbiamo speso un botto di soldi in signore aiutanti. ma questo è un post catartico sull’elevazione spirituale, oltre ad essere un annuncio anomalo per cercare un aiuto domestico(si era capito????)
@m di ms oh bene, facciamo outing!!!!! evviva il fornello sporco, la tavola non sparecchiata e le briciole sul tappeto!!!!! così stamattina sono a posto
@m di ms: fornello sporco? e io che mi ero fatta un’idea di te molto perfettina, quasi Bree….;-)Sottoscrivo, w i fornelli sporchimari
Se sei riuscita ad “addomesticare” i maschietti di casa tua…sei sulla via della beatificazione, altro che Zen!Personalmente senza l’aiuto settimanale della santa S. io non ce la farei. Dico davvero! Scarseggio MOLTO in organizzazione e disciplina. Riconosco i miei limiti e ci metto una pezza!
@madre snatu eh eh, dovrei scriverli certi dialoghi di addomesticamento!
mari: Bree? Ah ahahahahahahahah. Di solito chi mi conosce mi associa a Monica Vitti ubriaca.
mai mi sono ritrovata in un post come in questo qua. io adoro questo blog e mi spiace tantissimo non avere piu’ tempo da dedicare a splinder. ogni volta che riesco a tornare di qua (fra angoli di lenzuola con angoli e puzzle della pimpa da raccattare) mi fai un regalo. grazie!p.s. l’aiuto domestico anche per me e’ un sogno…chissa’, un giorno…
Tu ci scherzi, ma esistono persone che hanno bisogno di vedere le cose in ordine e che davanti a un fornello unto hanno un attacco di gastrite. Magari hanno un concetto dell’ordine molto particolare, e questo in taluni frangenti aiuta…
mi fate ammazzare dal ridere con questi commenti@nuria non sai che piacere anche per me rileggerti
)@lgo decisamente non sono così, però devo dirti che stndo più tempo in casa comincio ad apprezzare molto di più l’ordine da parte di tutti. intanto è un esercizio per i pargoli, perché questo li aiuterà nella vita, e lo è anche per me. io sono molto caotica e non mi dò una disciplina soccombo
i link non sono esattamente il mio forte…adesso faccio un fischio alla tibetana, poi ti dico.ovviamente mi ci ritorvo molto in quello che hai scritto ma da me, per quanto consideri il gestire la mia casa un elemento fondamentale nella "creazione di un'armonia domestica", da me vige la regola < non sono, non sarò, non voglio essere come mia madre > e questo mi grantisce la sanità mentale e la partecipazione attiva a quell'armonia di cui ti parlavo; perchè a casa mia ci sono undici stanze, quattro persone, diciassette gatti e un labrador e io davvero non posso ambire alla perfezione, altrimenti esco pazza!!
Nè santità, nè zen. Pura rassegnazione. Ho avuto un marito che era l’incarnazione del disordine e due figli che sono la di lui fotocopia (specie la femmina). Mi sono arresa molto tempo fa. Il distacco l’ho esercitato evitando più volte l’infarto. Oggi convivo serena con pile di indumenti trasmigranti (sporchi, puliti, nostri, altrui) e una cucina che verrebbe chiusa immediatamente dai Nas. Quando ce la faccio, olio di gomito.
Piattina sei grande!
ogni volta che leggo di te donna super organizzata che ogni tanto tentenni penso che io non ce la farò mai!son già in bilico senza dei figli,sono una frana!!
Piattì purtroppo io stò a Roma sennò qualche salvatrice del nostro ego no zen (leggi svalvolamenti e incazzature) ce l’avrei pure…però stavi sulla strada buona pè l’aureola!Respect!Gra
@lasimo ovio che non sei addicted, ma quel metterci il sentimento è stat una vera rivelazione per me, il risveglio del Buddha domestico…@marzi flagellatio sporcitiae@laura
)@verde super organizata? ah aha ha, vuoi sapere adesso com’è casa mia????? ah ah ah@lemoni pure io sono a roma, ti prego contattatmi, fammi contatatre e salvami. a proposito, sto cercando di fare una riunione di blogger romane. ci sei? non so come contattarti…
va bhè avevo già commentato, ma evidentemente no!dicevo:oddio.in questo post fantasticocommentato da donne strepitosec’è un mio link!!!! :-Ovado a bermi qualcosa di fortee, sentitamente, ringrazio
Per la riunione romana io, timidamente e fuori target, ci starei.
gran divertimento (anche nei commenti) ma soprattutto quoto rape’: post grandioso, scrittura oltre la beatitudo…. me lo son riletto due volte!
Ah! Mal comune mezzo gaudio! PerdonamiPiattina, so che non è “elegante” dirlo ma è quello che ho pensato nel leggerti:)Io ormai ho rinunciato definitivamente a stirarele lenzuola: ho notato che dopo le prime volteche le mettevo senza stirarle e vedevo tutte le pieghe del mondo, adesso mi sembrano meno“stropicciate”:)
Va bene, confesso. Sono caotica, ho una soglia di resistenza al casino altissima (più di quella di mio marito), non stiro per principio, le camice sono sue e lo fa lui o la signora (che stira malissimo) (o io alle 6 del mattino perché sta proprio messo male e lì diventa un gesto d’amore e non routine e allora lo reggo).Però c’è stato un periodo che ero iscritta a questa mailing list: http://www.flylady.net/ e mi sa che mi riscrivo. americaneggiante quanto volete e tutti quei blessing a me vanno bene in un coro gosel e per il resto mi danno un casino fastidio, ma se lavori da casa è una manosanta. Cioè, alcune cose è più il tempo e le pippe mentali per programmartele che a farle, e allora che mi arrivi la mail che mi dice: adesso se vai a fare pipì prendi uno scottex e pulisci dietro al water in 30 secondi, ecco, lo faccio, non penso, faccio pipì (che il più delle volte procrastino anche quello), ci sta pure bene.Nei periodi incasinati invece stacco o esco di testa. ma se lo segui con parsimonia, aiuta di brutto (si, è la solfa di Veremamme con i 5 minuti, proprio quella. ma senza l’overhead di pianificazione tua, che fa tutta la differenza del mondo).