Piattini e la consolle vibrante

Ore 17.
Figlio grande e i suoi amici G. e S. sono impegnati in una movimentata lezione di Inglese.
“What’s he doing?” chiede la maestra C. con il suo very british accent. “He’s jumping” grida G. “No, he’s swimming” urla S, “He’s a woman” sentenzia figlio grande. A quel punto la discussione scivola improvvisamente verso un registro linguistico diverso: “Guarda che nun tocca a te”, “Ma che sta’ a dì, si che tocca a me”.
Nel frattempo Piattini, seduta al computer, è intenta a correggere per la centomillesimavolta le bozze del suo romanzo, quando una delicata manina la strattona riportandola alla realtà:
“Mamma? Guarda che c’ho, mamma ”
Figlio piccolo ha in mano un disegno di guerrieri.
“Se lo vuoi, te lo regalo” esclama trionfante e lo spiaccica sulla tastiera, mandando a monte l’ultimo quarto d’ora di lavoro.
A quel punto, assicuratosi la riconoscenza materna, con l’aria più innocente del mondo sfodera la sua richiesta.
“Posso giocare alla Play mamma?”
Piattini capisce al volo che deve trovare un diversivo, o rinunciare definitivamente al capitolo.
“Non puoi aspettare che tuo fratello finisca la lezione, così ti fa giocare lui?”
“Ma no mamma, lui non mi fa giocare…”
“Ma sì che ti fa giocare…”
“Ma no, lui dice che mi fa giocare quando arriva il mio turno, ma poi il mio turno non arriva mai…”
Piattini scorge un lampo diabolico tra le lunghe ciglia del piccolo.
Quel lampo la illumina e improvvisamente dimentica di odiare le play station, dimentica di aver giurato che primadeisetteannitumancoticiavvicini, dimentica che si era ripromessa di finire il capitolo adesso, e pensa solo che figlio piccolo vuole fare una cosa proibita, una cosa che solo in quel momento può avere quel particolare gusto di libertà e di sfida.
E lei adoooora le cose proibite.
“Sì, va bene, la puoi usare” dice senza più incertezze.
“Allora andiamo”
“Andiamo?????”
L’uso del plurale in quell’imperativo senza scampo la riporta bruscamente alla realtà dei fatti.
E così di colpo si ricorda che lei odia le playstation, che non ha idea di come ci si giochi e neanche di come si accenda quel maledetto aggeggio.
“Vabbé, prova”
Piattini spinge un po’ di tasti a caso e il gioco parte
“Ok mamma, la luce è verde, funziona”
“E certo che funziona” afferma orgogliosa la mater tecnologica “guarda che tua madre ha passato gli ultimi anni a infilare spinotti.”
Dopo questa botta di autostima, Piattini viene però spiazzata dalla richiesta del marchingegno, che vuole sapere improrogabilmente quale delle 220 partite vuole caricare. Consapevole del fatto che qualunque scelta operi sarà comunque quella sbagliata, Piattini opta per l’ultima.
Un orrendo nemico di Spiderman appare sullo schermo e la invita a combattere, se ha coraggio.
“Faccio io faccio io faccio io” grida figlio piccolo, e afferrata la consolle comincia a spingere i tasti e a muovere i joystick all’impazzata.
Vedendolo così impegnato, Piattini pensa bene di allontanarsi. Ovviamente il capitolo è andato, ma forse pulire le fragole è un impegno commisurato alla situazione.
Piattini toglie i piccioli e intato butta un orecchio ansioso alla camera del figlio grande: “What are you doing?” “I’m playing football”.
“Speriamo che steì lezioni servano a qualcosa, con quello che costano” pensa mentre prende lo zucchero.
“Mamma!”
“Sì tesoro?”
“Non riesco a farlo muovere!”
“Arrivo!”
Piattini si asciuga le mani nello strofinaccio e corre in soccorso del piccolo.
Spiderman è bloccato da tre ore in una stanza piena di libri e aggeggi elettronici.
Sullo schermo, in alto, una frase invita a proseguire nel corridoio.
“Devi andare nel corridoio, amore” suggerisce Piattini
“E dov’è?”
“Di là”
Certo di là non è granché come indicazione, ma in primo luogo filgio piccolo non ha ancora chiarissimo il concetto di destra e sinistra, e in secondo luogo neanche lei ce l’ha chiaro, questo concetto. Piattini è una che avrebbe bisogno del GPS pure dentro casa, che se esce da un negozio non si ricorda da che parte veniva, che ogni volta che va trovare il marito al lavoro gli deve dare appuntamento davanti all’edificio, perché se entra da sola si perde.
“Fai fare a mamma, caro”
Approfittando di un momento di distrazione del piccolo, Piattini gli strappa la consolle dalle mani e comincia a giocare con i tasti.
Spiderman capisce subito di essere governato da una pazza isterica senza alcun senso dell’orientamento. Fa mezzo giro a destra, volta a sinistra, cambia 5 volte la prospettiva. Dal basso, dall’alto, da dietro e di 3 quarti, il poverino è comunque fermo, immobile allo stesso punto di partenza, e sta cominciando ad innervosirsi.
“Aaaaaaaagh”
“Che c’è, mamma?”
“Quest’affare, vibra”
Piattini non se l’aspettava, che la consolle potesse anche vibrare.
“Sono le bombe, mamma”
Una pioggia di fuoco sta distruggendo la grande sala.
Miracolosamente Spiderman riesce a riparare in una stanza vicina. Una grande vetrata dà su un cortile interno al grattacielo.
“Aaaaaaagh! Vibra di nuovo!”
Spiderman è ora circondato dal fuoco e da muri crollati, non ha scampo.
Sullo schermo, in alto, appare una scritta
“Per saltare premere X”
Incoraggiata da questa preziosa indicazione Piattini comincia a premere X a tutto spiano.
Spiderman fa un salto, fa anche una capriola, un triplo salto mortale, e ricade sul posto.
Allora Piattini ha un lampo di genio e preme X e avanti.
Spiderman salta e si spiaccica contro la vetrata, poi scende lentamente laciando una bava verde sulla finestra.
What the hell are you doing Piattini?”
Piattini si strofina gli occhi, ma la frase, sullo schermo, è proprio quella, non c’è dubbio.
“What the hell are you doing Piattini?”
“Okay, madam, we have finished!”
la maestra C. è pronta per andare via, e aspetta che lei firmi il registro delle lezioni.
“Yes, C, I’m coming!”
Piattini si alza, prende una penna, firma il registro delle lezioni, accompagna C. alla porta e la saluta.
“What the hell are you doing Piattini?”
La frase sullo schermo è ancora lì.
Ha preso a lampeggiare e Spiderman ha un’espressione assai poco rassicurante.
Piattini preme X.
Spiderman salta, e durante il triplo carpiato porta la mano destra sul braccio sinistro, fa scattare la mano in un gesto inequivocabile e…. sparisce.

“Possiamo giocare mamma?” Chiede il Figlio grande, afferrando la consolle.
“Certo caro, ma gioca anche tuo fratello”
“E va bene…..ma dov’è Spiderman? Io qui spingo ma non succede niente, dov’è finito?”
“Ma guarda” dice sorniona Piattini “secondo me vi conviene caricare un’ altra partita, in questa c’era qualcosa che non andava.

La mater tecnologica torna in cucina, a sbucciare le fragole.

Non si avvicinerà al computer per un bel po’, questo è sicuro.

Spiderman, trasformato in un flusso di bit rabbiosi, potrebbe sbucare fuori mentre meno se lo aspetta, pronto a vendicarsi.

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10 Responses to “Piattini e la consolle vibrante”

  • zauberei says:

    Ah beh fai la vaga fai, che poi secondo me li bimbi una volta o l’altra ti ci ritrovano incollata alla piattaforma:)))))

  • piattinicinesi says:

    mia cara in ceri periodi o c’hai le vibrazioni da consolle oppure è calmapiatta

  • MadreSnaturata says:

    Sono troppo indietro io! Non sapevo che la pleistescion desse emozioni così forti! Io sono rimasta al Commodore 64…

  • lisa2007 says:

    io con la playstation al massimo gioco al rally, è l’unica cosa che mi avvince. e anche lì vibra, quando esci di strada.ma più di quello no, resto un’outsider.ma aspetto di imparare, quando i miei figli saranno piu grandi…

  • piattinicinesi says:

    @ms provare per credere@lisa l’ho fatto solo per spider, ma lui è sparito, quindi direi che la mia avventura con la play per ora si ferma qui

  • alleg67 says:

    sono morta dal ridere!!!ma io non sono molta brava con la play..anzi direi un disastro, in compenso mi diletto la ds…si proprio lei, con il gioco per allenare il cervello, il soduko, e adesso quello del codice stradale…ci vuole un po’ a capire esattamente come funziona, ma…

  • piattinicinesi says:

    @alleg, ma dai dillo che sei tu la Kidman!

  • Raperonzolo says:

    Anni fa ero io la maniaca della playstation, poi l’abbiamo venduta. Figlio-uno e due non hanno mai giocato ai videogiochi e neanche ce li hanno, per fortuna!

  • ncesca says:

    I bambini sono dei geni per riuscire ad usare quelle cose li!Pero’ conosco anche trentenni che con gli amici ci passano le serate davanti (tipo il mio fidanzato!) Io no, in genere mi impantano come te nei cambi di prospettiva ed e’la fine…(sto qui: http://www.ncesca.wordpress.com scusa x l’altro messaggio ma non riesco a registrarmi!)

  • alleg67 says:

    no, non non sono la kidman!!!

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