Si discuteva giorni fa a cena di certe intemperie della vita che ti mandano a gambe all’aria le certezze, lo status e il conto degli affetti.
“L’importante è rimettersi in piedi” ha detto A.
“E riprendere la giusta prospettiva sulle cose” ha detto B.
“Sì ma solo se sai interpretare le ragioni dei tuoi fallimenti, altrimenti rischi di inciampare negli stessi errori” ha concluso C.
Può darsi, ho pensato, che abbiano ragione loro. Nella vita bisogna essere come quelle bambole sempre in piedi, quelle che hanno un peso in fondo e se le premi col dito fino a rovesciarle su un lato, appena levi la mano scattano come molle, puntano gli occhi dritti davanti a sé, e ondeggiando qua e là alla fine si rimettono dritte.
Non come me, che da un anno guardo la vita distesa su un fianco.
Eppure ci ho provato, a tirarmi su. Solo che mi sono venute le vertigini. La verticalità, una volta che hai perduto i punti di riferimento, non ti sembra più l’unica direzione possibile. rischia di darti il mal di testa, come quando cambi gli occhiali.
E’ che stando distesa ho scoperto che c’erano le nuvole, e le chiome degli alberi che passeggiavano al vento. E giù tra gli occhi e la terra, a un palmo dal mio naso, esseri piccoli e distesi come me, con i loro odori e sapori. Tanti che a sapere le storie di tutti ci metterei il resto della vita.
E siccome il resto della vita non saprei che altro fare, quasi quasi me ne rimango qua.



che bello questo post. grazie
non c’entra nulla ma io ogni volta che sento “raccontami una storia” penso alla filastrocca C’era una volta un re che disse alla sua sposa raccontami una storia e lei la raccontò”…
Bellissimo post. In fondo chi l’ha detto che bisogna stare in piedi?
orca….è che io me lo sto chiedendo da una decina di mesi a sta parte…e sto facendo una fatica porca a stare in piedi, vacillo continuamente per cercare di trovare un equilibrio verticale…e lo so mentalmente che è possibile fare diversamente, come dici tu, vedere le cose da sdraiati, viverle da li. ma che fatica cambiare.
ma anche che fatica tenere….
davvero una bella immagine.
@akari sarà qualche nostalgia di sharahzade

a parte questo, mi piaceva cimentarmi nella brevità, visto che sono sempre prolissa, e provare a dire le stesse cose in uno spazio ridotto. e poi questo mi è venuto dal cuore
@claudia è stato proprio il pensiero illuminante di oggi
@fillerouge questo è un racconto, è ovvio, ma è anche il racconto di una situazione che ho vissuto e vivo ancora sulla pelle. è tutto molto faticoso. a volte bisognerebbe fare come nelle arti marziali, lasciare che la forza ci travolga e farci trasportare da essa invece che opporre resistenza. se non avessi sperimentato certi dolori ora saprei molto meno della vita.
Anna mi sono commossa..
Sarà che mi tocca molto da vicino.
Comunque la natura ancora una volta ci insegna , il tempo lento, e l’inverosimile, pensa al granchio, non è mica tanto giusto quello lì a camminare in quella maniera , ma dove crede di andare!
Ed il bradipo?
il tempo lento, ecco, mica tutti abbiamo gli stessi tempi, è vero…
Posso sdraiarmi li di fianco a te? Che mi sembra proprio un bel posto!
ah ah, dipende dai momenti
))